{"id":18938,"date":"2015-12-09T07:44:21","date_gmt":"2015-12-09T06:44:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18938"},"modified":"2015-12-09T07:44:21","modified_gmt":"2015-12-09T06:44:21","slug":"salendo-sopra-il-ponte-piu-pauroso-del-giappone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18938","title":{"rendered":"Salendo sopra il ponte pi\u00f9 pauroso del Giappone"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/quQ7SkpFHm8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18939\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18941\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Eshima-Ohashi-500x313.jpg\" alt=\"Eshima Ohashi\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Eshima-Ohashi-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Eshima-Ohashi.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comparve per la prima volta su scala globale nel 2013, a seguito di una celebre pubblicit\u00e0 realizzata dalla pi\u00f9 antica casa automobilistica del paese, la Daihatsu, per uno dei suoi caratteristici modelli che noi occidentali saremmo pronti a definire, non senza una certa simpatia, il perfetto\u00a0cubo con le ruote. Ora nella breve sequenza, girata con tutta la verve quasi-comica di uno sketch televisivo, l&#8217;editore capo della rivista CAR &amp; More si trova a bordo di un veicolo da recensire, per l&#8217;appunto questa\u00a0fiammante TANTO Custom dotata di porta scorrevole sul lato passeggero, assieme al suo aiutante. I due osservano\u00a0la strada che li aspetta pi\u00f9 avanti, poi si scambiano uno sguardo contrito. Forse, dopo tutto, questa non \u00e8 stata un&#8217;ottima idea. Ma ormai non si pu\u00f2 pi\u00f9 tornare indietro: in cima al ripido Eshima Ohashi del lago Nakaumi li aspetta la fotografa incaricata di catturare una fantastica immagine di loro due che si stagliano, a bordo della super-compatta, contro la sagoma \u00a0maestosa del monte di Daisen, da quello che potrebbe definirsi il suo punto panoramico migliore in assoluto. Gi\u00e0, ma come mai? Ecco&#8230;Presto detto. La struttura che i due avventurieri motoristici si apprestano a scalare risulta essere, dal momento del suo completamento nel 2004, uno dei tratti di strada pi\u00f9\u00a0singolari al mondo e proprio per questo perfettamente adeguato a mettere alla prova le prestazioni in salita dell&#8217;automobilina, pi\u00f9 volte messe in dubbio\u00a0dai suoi detrattori. Una lunghezza di 1,7 Km. Un&#8217;altezza, nel punto centrale, di 44 metri, giustificati dal bisogno di permettere il passaggio delle navi da trasporto dirette verso\u00a0il porto di Matsue, citt\u00e0 di primaria importanza nello scenario dei commerci dell&#8217;Estremo Oriente. E stiamo parlando, sia chiaro, di\u00a0natanti in grado di raggiungere facilmente anche le 5.000 tonnellate. Dati, questi, che comportano il raggiungimento da parte dell&#8217;avveniristica struttura soprastante dell&#8217;impressionante pendenza di 6,1% da un lato, 5,1% da quello contrapposto. Per di pi\u00f9 il\u00a0ponte, a causa di esigenze strutturali e di posizionamento, ha l&#8217;ulteriore caratteristica di apparire\u00a0lievemente curvo, dote\u00a0che gli \u00e8 valsa la nomina, infinitamente\u00a0ripetuta online, di &#8220;montagne russe di cemento e asfalto&#8221;. \u00c8 perfettamente naturale dunque che simili dislivelli, anche in condizioni maggiormente convenzionali, inducano in certo senso d&#8217;ansia nell&#8217;automobilista medio, e\u00a0si capisce facilmente come la situazione possa soltanto peggiorare quando ci si trovi ad affrontarli su una carreggiata di due corsie divise da una linea di vernice, larghe appena 11,4 metri contando anche i passaggi pedonali ai lati. Paure moderne per uomini moderni, alle prese con un mezzo di trasporto di cui si fidano ma solo fino a un certo punto, e un cui eventuale dimostrarsi inadeguato potrebbe dare luogo a situazioni altamente problematiche, per non dire (forse l&#8217;ipotesi peggiore presso\u00a0questi lidi) Socialmente Imbarazzanti! Quindi <a href=\"https:\/\/youtu.be\/-grBtAeUUi8\" target=\"_blank\">nella narrazione pubblicitaria<\/a>, \u00e8 praticamente inutile sottolinearlo, tutto si risolve per il meglio, con i giornalisti motoristici che riconoscono colpiti le inaspettate doti della buffa\u00a0quattro-ruote nazionale. Ma il timore situazionale\u00a0che potrebbe suscitare\u00a0questa struttura, un fondamentale tratto di collegamento tra Matsue e l&#8217;aeroporto di Yonago, continua a ripresentarsi nell&#8217;animo di chi lo varca per la prima volta, perch\u00e9 soltanto di passaggio, oppure ha preso di recente la patente. Forse accentuato da una casuale\u00a0corrispondenza geografica, che vede la sponda est del ponte poggiare le sue basi proprio\u00a0presso\u00a0la fiorente cittadina di Sakaiminato ritenuta, niente affatto casualmente, la capitale dei fantasmi e mostri giapponesi, gli <em>y\u014dkai<\/em>.<br \/>\nPotrebbe quindi capitare, dirigendosi verso l&#8217;imbocco di questo svettante ponte che per fortuna non richiede il pagamento di un pedaggio, di passare per la strada che l&#8217;amministrazione comunale\u00a0ha scelto di dedicare ad uno dei suoi pi\u00f9 insigni cittadini, il grande\u00a0autore di manga Shigeru Mizuki (purtroppo recentemente deceduto all&#8217;et\u00e0 di 93 anni). Un viale costellato di numerose statue in bronzo delle creature pi\u00f9 diverse tra di loro, da gatti con la testa appuntita a scheletri, buffe pantofole con gambe e braccia, numerosi occhi scrutatori senza traccia di una testa attorno\u00a0e naturalmente, il personaggio pi\u00f9 famoso dell&#8217;autore, Kitaro dei Cimiteri, un\u00a0ragazzo monocolo che fu per molti anni l&#8217;ultimo esponente della trib\u00f9 dei fantasmi (<em>y\u016brei zoku<\/em>) nonch\u00e9 figlio giustappunto di uno di quei bulbi oculari ambulanti (non chiedete). La connessione potrebbe apparire labile, quando non si considera come nel folklore giapponese, analogamente a quanto capiti nella maggior parte delle culture popolari, l&#8217;attraversamento di un ponte sia considerato latore di potenziale sventura, proprio per l&#8217;offesa arrecata agli spiriti\u00a0del fiume sottostante, offesi dalla sempre notevole arroganza della razza umana. Perch\u00e9 non citarne, dunque, qualcuno?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;odierna prefettura di Tottori, sita nella regione Ch\u016bgoku a nord-ovest dello Honshu (l&#8217;isola maggiore del Giappone) ne presenta una vasta selezione, tra cui almeno un paio restano legati a specifici attraversamenti, geograficamente non cos\u00ec lontani dal moderno ponte di Eshima. Il pi\u00f9 famoso del dinamico duo, spesso citato perch\u00e9 rappresenta uno dei simboli\u00a0della citt\u00e0 omonima di quasi 200.000 abitanti, \u00e8 il pilastro fantasma del Matsue Ohashi, che collega due quartieri nella parte meridionale del centro storico cittadino. Si narra infatti che nel XIII secolo, durante l&#8217;era Keicho, i costruttori della struttura temessero particolarmente un eventuale crollo causato dai frequenti terremoti locali. Cos\u00ec decisero, con piglio decisamente drastico, che sarebbe stato necessario sacrificare un essere umano all&#8217;edificazione del pilastro centrale, affinch\u00e9 gli spiriti del fiume fossero sazi per l&#8217;eternit\u00e0. Ma poich\u00e9 costoro non sapevano decidere, nei fatti, chi meritasse di morire a vantaggio del loro progetto, si accordarono per condannare, assistiti dal caso, la prima persona che fosse passata di l\u00ec dotata di un particolare tipo di pantaloni. E quell&#8217;individuo molto sfortunato, a quanto pare, fu un uomo di nome Gensuke, a cui ancora oggi \u00e8 dedicato un memoriale nel vicino parco cittadino. La vicenda \u00e8 tra l&#8217;altro collegata all&#8217;usanza tipica della citt\u00e0 di Matsue, secondo cui non si dovrebbe mai bere una sola\u00a0tazza di t\u00e9. Sembra infatti che prima di uscire di casa, Gensuke avesse rifiutato una seconda dose della bevanda, offerta premurosamente dalla moglie, poich\u00e9\u00a0riteneva di doversi\u00a0affrettare per andare al lavoro. Se costui si fosse invece fermato,\u00a0molto probabilmente avrebbe avuto salva la vita. Ma cosa potranno valere\u00a0pochi anni prima della prossima reincarnazione, rispetto all&#8217;immortalit\u00e0 letteraria per apoteosi come spirito vendicativo di un varco fluviale? O almeno cos\u00ec potrebbero pensare alcuni, prima di considerare quanto sia letteralmente faticosa la giornata del tipico <em>y\u014dkai<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18940\" aria-describedby=\"caption-attachment-18940\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5qGQOntvzXo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18939\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18940 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Eshima-Ohashi-2-500x313.jpg\" alt=\"Eshima Ohashi 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Eshima-Ohashi-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Eshima-Ohashi-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18940\" class=\"wp-caption-text\">WAORYU, l&#8217;autore del simpatico canale di costume e societ\u00e0 nipponiche ONLYinJAPAN, affronta il ponte di Eshima in bicicletta. L&#8217;esperienza si rivela particolarmente terrificante, soprattutto per l&#8217;impossibilit\u00e0 di usare le corsie separate dalla carreggiata, riservate nei fatti al solo traffico pedonale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerate ad esempio l&#8217;altro ponte, per cos\u00ec dire, dannato, della regione di Tottori, l&#8217;Azukitogi del tempio di Fumon-In. La vicenda relativa, famosamente alla base di un racconto\u00a0dello scrittore statunitense naturalizzato giapponese Patrick Lafcadio Hearn (1850-1904) contenuto nel suo <em>Glimpses of Unfamiliar Japan<\/em> (1894) \u00e8 legato alla tipica questione problematica di una\u00a0donna le cui aspettative sono state tradite, condannata ad aspettare in eterno il suo amato che non torner\u00e0 mai pi\u00f9. \u00c8 una tipica tragedia, alla base di molte apparizioni e spettri locali, fondata come spesso avviene nell&#8217;etica shinto-buddhista da una macchia indelebile\u00a0del karma, che prende forma dando materializzazione ad ogni sorta di orribile creatura o conseguenza. Tale misteriosa figura evanescente, definita in molte versioni del racconto Hashihime (la fanciulla\u00a0del ponte) aveva una lunga veste bianca, capelli neri e spettinati e in testa un particolare copricapo del teatro Noh, definito\u00a0Kanawa, consistente in una struttura metallica con tre candele accese.\u00a0Non \u00e8 impossibile che l&#8217;abbiate visto in qualche manga o cartone animato moderno, come attributo occasionalmente posto in evidenza\u00a0del personaggio tipico di una <em>tsundere<\/em>, donna astiosa e\/o gelosa. Ora, secondo la versione tradizionale della storia, in effetti questo fantasma non era del tipo pi\u00f9 pericoloso: tutto ci\u00f2 che si limitava a fare, da mattina a sera, era soggiornare all&#8217;ombra dei pilastri del ponte, lavando instancabilmente dei fagioli rossi della tipologia <em>azuki<\/em> (da cui probabilmente il nome del ponte) un passaggio verso la creazione dell&#8217;impasto relativo, ingrediente fondamentale di molti piatti giapponesi. Girava tuttavia la voce che, se qualcuno avesse dovuto attraversare il ponte di Azukitogi cantando la canzone del fiore <em>kaki-tsubata,\u00a0<\/em>probabilmente amata in vita dal fantasma, costei avrebbe messo in opera una maledizione particolarmente orribile ai danni del viaggiatore, portando a conseguenze nefaste per lui e la sua famiglia. Nel racconto di Lafcadio Hearn, oscuro e dannato come una novella di Edgar Allan Poe, l&#8217;episodio fu vissuto da un samurai arrogante, che proprio in funzione di questa sua caratteristica non riteneva di dover temere nulla. Cos\u00ec costui attravers\u00f2, scandendo bene le parole del canto proibito, mentre ritornava\u00a0a casa a tarda sera. Soltanto per trovare, con suo massimo orrore, l&#8217;uscio spalancato, sangue ovunque e la testa del suo primogenito sul <em>tokonoma<\/em>, al posto di decorazioni pi\u00f9 consuete al tipico arredo di una casa giapponese. In versioni alternative del racconto, a scatenare l&#8217;ira di\u00a0Hashihime bastava invece molto meno, come parlare casualmente, mentre si attraversava il luogo della sua residenza, della bellezza e\/o praticit\u00e0 di un altro ponte. Realizzando, in effetti, il tipico rapporto causa-effetto di chi si trovi, nella finzione narrativa nipponica, a gestire il difficile rapporto con una <em>tsundere<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18939\" aria-describedby=\"caption-attachment-18939\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/JYzACmNKY2Q\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18939\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18939 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Akashi-Kaikyo-500x313.jpg\" alt=\"Akashi Kaikyo\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Akashi-Kaikyo-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Akashi-Kaikyo.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18939\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;Akashi Kaiky\u014d, con i suoi 3991 metri d&#8217;estensione, \u00e8 il pi\u00f9 lungo ponte sospeso pi\u00f9 lungo del mondo. Potrebbe essere teoricamente superato di poco, nei prossimi decenni o secoli, dal nostro ipotetico ponte sullo Stretto di Messina.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che non \u00e8 poi tanto facile da fare, considerato come il Giappone, paese arcipelago per definizione, sia molto fiero dei suoi ponti migliori, e tenga in alta considerazione questa particolare classe di opere civili. L&#8217;insolito Eshima Ohashi, con la sua struttura svettante, rappresenta gi\u00e0 un notevole primato globale, quando si considera che \u00e8 il terzo maggiore rappresentante al mondo di un particolare tipo di soluzione costruttiva, definita del ponte rahmen o a struttura rigida, in cui sostanzialmente non c&#8217;\u00e8 stacco tra i piloni e gli elementi orizzontali di supporto, ma l&#8217;intera struttura \u00e8 costituita da un unico gigantesco elemento, che sostiene e scarica tutto il suo peso contemporaneamente. Una soluzione considerata particolarmente desiderabile nei casi, come questo, in cui \u00e8 necessario preservare lo spazio della luce sottostante, poich\u00e9 permette di ottenere un valico centrale molto pi\u00f9 sottile, e quindi in grado di lasciar passare traffico di autoveicoli o navi. Il ponte inoltre, grazie al suo sviluppo verticale,\u00a0pone alla massima evidenza l&#8217;elemento principale del ponte romano, ovvero l&#8217;arco, che qui trova forse una delle sue pi\u00f9 celebri e imponenti\u00a0rappresentazioni nell&#8217;Estremo Oriente. Nonostante tali caratteristiche eccezionali,\u00a0l&#8217;Eshima non \u00e8 il ponte pi\u00f9 spesso citato nel suo paese, visto soprattutto come sia ben lontano da essere il pi\u00f9 impressionante. Un simile\u00a0primato, forse, spetta invece all&#8217;Akashi Kaiky\u014d, la principale via stradale che collega l&#8217;isola di Honshu a quella sottostante e pi\u00f9 piccola dello Shikoku, comunque una delle quattro principali del Giappone. Tale impressionante struttura, parte del progetto pi\u00f9 che decennale\u00a0per collegare le due importanti terre emerse in tre punti ben distinti, fu completato nel 1998 e rimane, ad oggi, il singolo ponte con struttura sospesa con il maggior spazio\/luce fra i suoi piloni centrali, con due sole torri di sostegno, alte 297 metri sul livello del mare, che si occupano di sostenere la sua sterminata vastit\u00e0. \u00c8 stato recentemente fatto notare in effetti come il 90% della resistenza strutturale del ponte serva a sostenere il suo stesso peso, mentre soltanto il restante 10% resta a disposizione dei circa 23.000 veicoli che lo percorrono ogni giorno. Sono numeri, per citare un certo ingegnere dal caschetto giallo: &#8220;&#8230;che fanno girare la testa!&#8221;<br \/>\nSoltanto adesso, se doveste per caso passare dalla regione di Tottori e il ponte di Ohashi, non tenete troppo a mente le doti del suo pi\u00f9 vasto cugino meridionale. Come si pu\u00f2 desumere dall&#8217;insegnamento dei grandi autori letterari del passato (Hearn, Mizuki e chi per loro) non tutti gli spiriti sono benevoli. E anche l&#8217;ingegneria\u00a0moderna, dopo tutto, non \u00e8 che un ramo del grande tronco, le cui radici affondano in mezzo al sostrato di incomprensibili mitologie. Il motore di un&#8217;auto-cubo della Dahiatsu, per quanto affidabile, pu\u00f2 sempre smettere di funzionare. L&#8217;unica variabile \u00e8 il QUANDO&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comparve per la prima volta su scala globale nel 2013, a seguito di una celebre pubblicit\u00e0 realizzata dalla pi\u00f9 antica casa automobilistica del paese, la Daihatsu, per uno dei suoi caratteristici modelli che noi occidentali saremmo pronti a definire, non senza una certa simpatia, il perfetto\u00a0cubo con le ruote. Ora nella breve sequenza, girata con &#8230; <a title=\"Salendo sopra il ponte pi\u00f9 pauroso del Giappone\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18938\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Salendo sopra il ponte pi\u00f9 pauroso del Giappone\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,1384,46,1385,167,1387,1381,1388,72,280,1386,1383,1382],"class_list":["post-18938","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-chugoku","tag-giappone","tag-honshu","tag-ingegneria","tag-lafcadio-hearn","tag-leggende","tag-matsue","tag-mitologia","tag-ponti","tag-shigeru-mizuki","tag-tottori","tag-yokai"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18938","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18938"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18938\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18942,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18938\/revisions\/18942"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18938"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18938"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18938"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}