{"id":18925,"date":"2015-12-07T07:20:02","date_gmt":"2015-12-07T06:20:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18925"},"modified":"2015-12-07T07:27:32","modified_gmt":"2015-12-07T06:27:32","slug":"quando-i-corvi-si-ricoprono-con-le-formiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18925","title":{"rendered":"Quando i corvi si ricoprono con le formiche"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ZNJdaCFPHQI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18926\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18926\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Crow-anting-500x313.jpg\" alt=\"Crow anting\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Crow-anting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Crow-anting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scienza dell&#8217;etologia, che si occupa di studiare il comportamento degli animali nel loro ambiente naturale, sperimenta\u00a0una profonda\u00a0problematica,\u00a0in grado di\u00a0condizionare l&#8217;ampliamento delle sue nozioni: \u00e8 fin troppo facile dare determinati punti\u00a0chiave per scontati. Fin dall&#8217;epoca del filosofo Aristotele, riconosciuto come remoto fondatore della disciplina, il progresso di un simile scibile \u00e8 avanzato\u00a0faticosamente, senza il caratteristico andamento a grandi balzi occasionali\u00a0che costellano la storia dell&#8217;umanit\u00e0. Osserva un evento in corso di svolgimento, prendi nota, fai comparazioni con quanto si \u00e8 acquisito fino ad ora; nel giro di pochi giorni di ricerca, avrai trovato la tua utile analogia. &#8220;Il corvo del mio giardino si avventa sopra il formicaio, due o tre volte al giorno, perch\u00e9 ha&#8230;Fame.&#8221; Che c&#8217;\u00e8 di strano? Generazioni di uccelli insettivori da sempre facevano la stessa cosa, divorando le piccole rivali artropodi sulla via per la sopravvivenza. &#8220;Pubblicare QUESTA osservazione oggettiva non darebbe luogo ad alcun grado di prestigio, ma piuttosto a una risata collettiva da parte dei miei colleghi all&#8217;universit\u00e0.&#8221; E cos\u00ec per molti secoli, gli uccelli hanno mantenuto un certo dettaglio della propria vita ben lontano dai nostri libri, bench\u00e9 tale gesto fosse\u00a0praticato proprio sotto gli occhi di coloro che quivi ponevano le proprie firme. \u00c8 una questione di latente preconcetto, ma anche una mancanza di spirito d&#8217;osservazione. Perch\u00e9 l&#8217;ipotetico scienziato di cui sopra, al verificarsi di una scena come questa, avrebbe dovuto avvicinarsi per guardare meglio. Chinarsi per quanto possibile in prossimit\u00e0 al volatile, per notare come quest&#8217;ultimo, lungi dal trangugiare subito ciascuna preda, quelle formiche le prendeva e masticava con il becco, per poi apporle, l&#8217;una dopo l&#8217;altra e spesso ancora vive, nel bel mezzo delle proprie lisce piume!<br \/>\n\u00c8 cos\u00ec alquanto sorprendente, ma non del tutto inaspettato, trovare la prima notazione scientifica di un simile comportamento soltanto nel relativamente recente 1935, ad opera dello scienziato tedesco\u00a0Erwin Stresemann, che lo discusse in un articolo per la rivista\u00a0<i>Ornithologische Monatsberichte.\u00a0<\/i>In cui raccontava di aver assistito alla fatidica scena di un gruppo di cornacchie grigie (<em>Corvus cornix, <\/em>piuttosto comuni anche qui da noi in Italia) che si affollavano attorno a un formicaio di formiche rosse dell&#8217;emisfero boreale (<em>F. rufa<\/em>) che pur non essendo dotate di pericolosi pungiglioni come certe loro cugine tropicali, risultano comunque dotate di un&#8217;arma chimica piuttosto fastidiosa: l&#8217;acido formico, un liquido incolore ma piuttosto maleodorante, in grado di ustionare la pelle se vi si trova a contatto per un tempo prolungato. Ora, il fatto stesso che i pennuti\u00a0tormentatori alati mostrassero\u00a0una simile insistenza nell&#8217;infastidirle, a vantaggio\u00a0delle ben pi\u00f9 indifese\u00a0formiche nere, avrebbe dovuto far insorgere in qualcuno il seme del sospetto. Per non menzionare il fatto che l&#8217;incontro non prevedesse affatto un\u00a0pasto\u00a0sistematico e efficiente, con i grossi passeriformi che si affrettavano a saziarsi, prima di spostarsi verso lidi pi\u00f9 ospitali, ma piuttosto un prolungamento atipico dell&#8217;intera faccenda, con i sottili becchi usati per prendere delicatamente ciascun insetto, posizionandoselo addosso, con cura,\u00a0per un tempo complessivo stimabile\u00a0sui 20-25 minuti. Sembrava quasi che gli uccelli, inspiegabilmente, da questa attivit\u00e0 stessero traendo un misterioso piacere.<br \/>\nEd \u00e8 nell&#8217;analizzare simili questioni, soprattutto, che l&#8217;etologia tradizionale ha sempre dimostrato i propri limiti residui. Ereditati, per cos\u00ec dire: perch\u00e9 se nessuno aveva mai notato quel qualcosa, non sembrava esserci\u00a0alcun vantaggio\u00a0nell&#8217;approfondire. Non \u00e8 forse gi\u00e0 una descrizione soddisfacente, quella relativa all&#8217;alimentazione, senza aprire nuovi vasi di Pandora, validi soltanto ad aumentare il nostro senso d&#8217;incertezza!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18927\" aria-describedby=\"caption-attachment-18927\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/314-HtWIOps\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18927 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Jay-anting-500x313.jpg\" alt=\"Jay anting\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Jay-anting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Jay-anting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18927\" class=\"wp-caption-text\">Una ghiandaia americana, intenta a fare il bagno di formiche, sembra aver scatenato pi\u00f9 di quello che riesce a gestire, mentre dozzine di insetti camminano sopra di lei. Forse \u00e8 proprio il gesto di rimuoverli uno per uno, a procurargli la maggiore soddisfazione&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerazioni ragionevoli per molti, ma fortunatamente non per il coraggioso\u00a0Stresemann, che\u00a0nelle ultime battute della sua ricerca giunse a proporre al mondo accademico di denominare finalmente l&#8217;attivit\u00e0 con il neologismo\u00a0<em>einemsen<\/em>, poi tradotto nell&#8217;inglese <em>anting<\/em>, ovvero, letteralmente: la formicazione. Bench\u00e9 qui da noi, la locuzione preferita \u00e8 quella pi\u00f9 esplicita del &#8220;bagno di formiche&#8221;, in un&#8217;antonomasia che in effetti, non include n\u00e9 analizza l&#8217;interezza del fenomeno, il quale\u00a0oggi sappiamo coinvolgere ben 200 specie di uccelli, arrivando spesso a prescindere dall&#8217;impiego dell&#8217;insetto in questione, a cui vengono preferite alternative pratiche\u00a0come determinate tipologie di\u00a0millepiedi, anch&#8217;esse dotate di sostanze\u00a0protettive simili all&#8217;acido formico, quando non\u00a0addirittura, negli ambienti urbani, semplici mozziconi di sigaretta, contenenti qualche grammo di\u00a0preziosa nicotina. Dal che nacque trasversalmente il sospetto, nei primi studiosi che si interessavano al fenomeno, che la formicazione fosse una sorta di bizzarra\u00a0forma d&#8217;intrattenimento, in grado di appassionare uccelli troppo intelligenti per l&#8217;ambiente in cui si muovono e quindi annoiati, come per l&#8217;appunto, sono spesso i corvi. Ma questo non spiegava perch\u00e9 a praticarlo fossero anche altre creature volatili ben pi\u00f9 piccole e meno imprevedibili, come ad esempio riportava\u00a0Salim Alim nel Giornale Scientifico di Bombay nel 1936, con\u00a0alcune osservazioni di un suo collega in merito a una coppia di\u00a0<i>Chloropsis jerdoni <\/i>o uccelli foglia, fantastici passeriformi dal piumaggio verde brillante di quei luoghi. Per non parlare poi delle ghiandaie, le cince, i picchi e le pispole, i pettirossi, tutte famiglie all&#8217;interno delle quali furono ben presto attestate e documentate pratiche associabili a quella dei corvi. Sul perch\u00e9 il comportamento fosse tanto diffuso, in questa prima, fase, vennero proposte varie ipotesi. Ma soltanto una, infine, fu riconfermata dalla sperimentazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18928\" aria-describedby=\"caption-attachment-18928\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/q59eIP9Feo8\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18928 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Magpie-anting-500x313.jpg\" alt=\"Magpie anting\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Magpie-anting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Magpie-anting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18928\" class=\"wp-caption-text\">Questa gazza orientale (Copsychus saularis) si mostra impegnata nella versione pi\u00f9 avanzata della formicazione, che prevede lo strofinamento sul suo corpo di un grosso millepiedi. Finalmente soddisfatta, non lo manger\u00e0, lasciandolo cadere a terra. A volte, in questi casi, l&#8217;insetto sopravvive all&#8217;esperienza.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le fonti\u00a0citate nell&#8217;articolo di Wikipedia sulla formicazione, figura un articolo del 1963 di Leon Kelso e Margaret M. Nice, che lamentava una comprovata ignoranza da parte di molti\u00a0studiosi occidentali delle ricerche pubblicate\u00a0negli anni &#8217;50 dal grande patologo russo\u00a0Vsevolod Borisovich Dubinin (1913-1958) che tra il <em>corpus<\/em> inesauribile delle sue cognizioni, avrebbe potuto facilmente vantarsi di essere il maggior esperto della sua epoca in merito ai parassiti degli uccelli. Interesse per corroborare il quale, ci viene illustrato, il professore ebbe l&#8217;iniziativa nel 1943 di catturare tre pispole delle steppe (<em>Anthus pratensis godlewskii<\/em>) subito dopo averle osservate intente nella prassi operativa del bagno di formiche, presso l&#8217;irrinunciabile colonia di <em>Formica rufa. <\/em>Ebbene, conducendo osservazioni approfondite sugli uccelli, contestualmente ad altri tre esemplari che invece non avevano praticato la formicazione, proprio lui ebbe modo di notare come i primi sperimentassero un rapido declino della popolazione degli acari succhiasangue\u00a0tra le proprie piume, con la morte di 54 insetti nel giro di 24 ore. Mentre il\u00a0secondo gruppo di uccelli, come previsto, restava integralmente infestato. A questo punto e ripetendo a breve l&#8217;esperimento con delle upupe, l&#8217;apparente ragione principale di questa prassi degli uccelli apparve\u00a0finalmente dimostrata: ricoprirsi dell&#8217;acido formico, per i corvi e tutte le altre bestie, si dimostrava utile nel contrastare il perenne fastidio di simili passeggeri indesiderati. Ma il mistero, come spesso avviene, era destinato a rinnovarsi. Ci\u00f2 perch\u00e9 la pratica della formicazione \u00e8 stata a pi\u00f9 riprese osservata anche negli uccelli tenuti in cattivit\u00e0, che non presentano quindi alcun tipo di infestazione. Inoltre, gli esemplari giovani delle specie pi\u00f9 diverse sembrano tendervi in maniera istintiva, anche senza avere modo di osservare prima dei colleghi all&#8217;opera. Si \u00e8 cos\u00ec ipotizzato che servisse ad alleviare il prurito e l&#8217;irritazione dovuta ai periodi di rinnovamento delle piume, sperimentati da una a tre volte l&#8217;anno. Ma che dire, allora, delle sigarette?\u00a0L&#8217;altra principale spiegazione, relativa al fatto che determinate\u00a0pennuti, tra cui le ghiandaie del Nuovo Mondo, strofinassero le formiche soltanto per pulirle dall&#8217;acido prima di trangugiarle, appare inconclusiva, per il semplice fatto che non tutti gli uccelli osservati procedano alla seconda fase dell&#8217;operazione. \u00c8 altres\u00ec persino dimostrabile, talvolta, che le formiche o i millepiedi vengano rilasciate dopo l&#8217;utilizzo, ancora vive e vegete, bench\u00e9 comprensibilmente un po&#8217; provate.<br \/>\nIl che ci riporta al problema delle convenzioni: chi ha mai detto che un qualsiasi comportamento animale, una volta inserito in una logica di studio, debba avere cause esattamente definite? Un cane che si rotola tra cose innominabili, come talvolta avviene, lo fa per l&#8217;istinto naturale di nascondere il suo odore. Ma come certamente ricorder\u00e0 chiunque abbia sperimentato la sgradevole esperienza ad opera del\u00a0proprio compagno domestico, \u00e8 innegabile che l&#8217;animale provi anche un gran piacere. Il suo sguardo colpevole, a malefatta compiuta, sembra infatti affermare: &#8220;Mi dispiace di averti deluso, padrone. Ma <em>wof!<\/em> Se ne \u00e8 valsa la pena!&#8221; Cos\u00ec forse, il corvo si strofina di formiche perch\u00e9&#8230; Ha voglia di farlo. Il principale compito dello scienziato, a mio parere, \u00e8 prenderne nota.\u00a0La vera ragione, dopo tutto, si nasconde in mezzo\u00a0a quelle\u00a0piume nere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scienza dell&#8217;etologia, che si occupa di studiare il comportamento degli animali nel loro ambiente naturale, sperimenta\u00a0una profonda\u00a0problematica,\u00a0in grado di\u00a0condizionare l&#8217;ampliamento delle sue nozioni: \u00e8 fin troppo facile dare determinati punti\u00a0chiave per scontati. Fin dall&#8217;epoca del filosofo Aristotele, riconosciuto come remoto fondatore della disciplina, il progresso di un simile scibile \u00e8 avanzato\u00a0faticosamente, senza il caratteristico &#8230; <a title=\"Quando i corvi si ricoprono con le formiche\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18925\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Quando i corvi si ricoprono con le formiche\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,1373,549,863,387,1058,1375,112,1374,116,78,277],"class_list":["post-18925","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-comportamenti","tag-corvi","tag-etologia","tag-formiche","tag-gazze","tag-ghiandaie","tag-insetti","tag-ricerche","tag-russia","tag-scienza","tag-uccelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18925","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18925"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18925\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18931,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18925\/revisions\/18931"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18925"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18925"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18925"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}