{"id":18916,"date":"2015-12-06T07:33:22","date_gmt":"2015-12-06T06:33:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18916"},"modified":"2015-12-06T07:38:56","modified_gmt":"2015-12-06T06:38:56","slug":"la-ragione-per-distruggere-un-campo-di-tulipani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18916","title":{"rendered":"La ragione per distruggere un campo di tulipani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cUKiJQwC28A\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18917\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18920\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tulip-Harvesting-500x313.jpg\" alt=\"Tulip Harvesting\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tulip-Harvesting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tulip-Harvesting.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come polli che chiocciano la loro triste condizione, posti dentro gabbie appena sufficienti a sopravvivere facendo uova, per il massimo vantaggio dell\u2019industria e del commercio. Finch\u00e9 l\u2019ascia non discenda sopra il loro collo, affinch\u00e9 un miglior profitto possa provenire dalla carne bianca ormai privata delle piume. Un destino certamente pari a quello dei bovini e dei suini, parte di una macchina stratificata, in cui ogni nascita, ciascun allattamento, siano veicolati all\u2019efficienza di una produzione sempiterna, di carne e costolette e di bistecche e d\u2019insaccati d\u2019ogni tipo&#8230;E noi che faticosamente, ci sforziamo di dimenticare. Lo sguardo vacuo delle bestie, la loro presunta incapacit\u00e0 di comprendere la sofferenza, sia presente che futura. Mentre ancora girano le ruote e gli ingranaggi, verso una proficua quanto utile dannazione. Eppure persino una simile freddezza, giustamente assurta al centro di disquisizioni senza fine, non \u00e8 praticamente nulla al confronto di quello che succede all\u2019altro regno di esseri viventi, di ci\u00f2 che vegeta la propria vita, nutrendosi di acqua ed aria e luce, null\u2019altro che l\u2019ambiente in quanto tale. Le piante, che pur avendo come tutto e tutti, una nascita e una fine, a differenza dei loro cugini non producono un latente senso d\u2019empatia. Il che ci porta a strane giustapposizioni.<br \/>\nOgni anno, verso la fine dell\u2019estate, l\u2019Olanda si colora di una veste variopinta. Miliardi di piantine, come i pixel o i punti di un ricamo, spuntano all\u2019improvviso dalla terra di ogni campo e zona designati, nel vasto territorio noto come \u201cDune e bulbi\u201d (Duin- en Bollenstreek) che si estende dalle propaggini meridionali del fiume Oude Rijn, fino alla regione di Haarlem, circa 20 Km ad ovest di Amsterdam. Cos\u00ec nei campi e nelle serre, senza mai saltare un anno, si perpetua la presentazione al mondo del meraviglioso tulipano. Un fiore particolarmente amato e di cui si fa un ampio commercio e ibridazione, con sua grande fortuna (collettiva) e un dannazione (per quanto concerne i singoli esemplari). Questo \u00e8 basilare nella condizione di qualunque forma di vita che si trovi nella logica di fondo dell\u2019industria: avere l\u2019opportunit\u00e0 di crescere e riprodursi, in condizioni largamente migliori di quelle che s\u2019incontrerebbero in natura, ma ad un costo esistenziale estremamente significativo. Di veder la propria vita interrotta anticipatamente, affinch\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 possa trovare la fondamentale ricompensa. Ma forse in nessun ambito, sia animale che vegetale, tale prassi prende una via operativa cruda ed efficace quanto quella usata qui nei Paesi Bassi, al termine della stagione di fioritura, nel sistematico annientamento di quanto \u00e8 stato dolorosamente prodotto dalla Terra, nell\u2019ecatombe contestuale di miliardi di esseri del tutto inermi, morte e distruzione, un assoluto cataclisma cui far\u00e0 seguito, si, la rinascita. Ma solamente un anno dopo.<br \/>\nGuardate il video, apprezzatene le implicazioni. Due potenti trattori New Holland T6.160 Blue Power, ripresi in modo come sempre ineccepibile dai titolari del canale TractorSpotter, si apprestano a compiere la propria dolorosa marcia, proprio nel bel mezzo dei campi fioriti dell\u2019azienda di Maliepaard Bloembollen, qualche chilometro a sud di Rotterdam. E se farete l\u2019implicita domanda a uno di questi agricoltori, o chiunque abbia vissuto qui da un tempo medio, del perch\u00e9 sia necessario fare tutto questo, lui vi risponder\u00e0: \u201cChe c\u2019\u00e8 di strano?!\u201d Sulla parte frontale di ciascun veicolo, vorticanti come pale di mulino, trovano posto altrettanti assemblaggi di lame tubolari, che sistematicamente rimuovono la cima di ogni singolo fiore, lasciando solamente il suolo dietro a loro, totalmente scevro di colore tranne che per qualche pianta tanto piccola da essergli sfuggita. Poco male: il contadino passer\u00e0 dopo, estirpandole con le proprie stesse callose mani. E a chiunque potesse pensare, magari, che i preziosi tulipani siano in qualche modo preservati, posti all\u2019interno di un serbatoio nascosto all\u2019interno del sofisticato macchinario quindi trasportati fino alle citt\u00e0, consiglio d\u2019ossevare ancora meglio. Perch\u00e9 in effetti, si nota bene in certe inquadrature, i fiori non soltanto cadono semplicemente a terra, ma finiscono spesso sotto gli pneumatici dei due trattori, venendo sminuzzati. Lo spietato compito di pilotare i mezzi dunque ci appare, in buona sostanza, l\u2019occupazione ideale per chi provi un\u2019odio ingiustificato per le piante, o abbia la necessit\u00e0 di sfogarsi distruggendo la bellezza innata delle cose&#8230; Ma la verit\u00e0 \u00e8 PROFONDAMENTE diversa.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18917\" aria-describedby=\"caption-attachment-18917\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=jgdtoEfQfZA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18917\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18917 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Keukenhof-2-500x313.jpg\" alt=\"Keukenhof 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Keukenhof-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Keukenhof-2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18917\" class=\"wp-caption-text\">Chuck Norris o Vincent Van Gogh? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere la necessit\u00e0 di compiere un simile sfacelo, occorre iniziare dalla natura stessa di questa pianta, originaria di alcuni dei territori pi\u00f9 inaccessibili e climaticamente atipici del pianeta. \u00c9 in effetti facile, oggi giorno, considerare il tulipano come un simbolo d\u2019Olanda, concepito dall\u2019evoluzione stessa per trovare la fortuna nelle condizioni fredde ed umide del Nord Europa. Mentre in effetti, tale fiore fu del tutto ignoto in Occidente, finch\u00e9 l\u2019ambasciatore Oghier Ghislain de Busbecq, inviato dall\u2019Imperatore Ferdinando I alla corte di Solimano verso la met\u00e0 del XVI secolo per discutere la questione territoriale della contesa Transilvania, non ne parl\u00f2 nelle sue lettere, riportando come in Turchi fossero chiamati Lale, e tenuti in grande considerazione per la capacit\u00e0 che avevano di sbocciare nel corso dell\u2019intero anno. Per lo meno presso i loro altopiani d\u2019origine, tra la Russia e l\u2019Afghanistan, che l\u2019inverno si ricoprono di neve, mentre l\u2019estate sono terribilmente caldi e secchi, come le rosseggianti distese del pianeta Marte. Ed \u00e8 allora, che la pianta opera il miracolo: dal suo bulbo sotterraneo, semi-ibernato a scopo protettivo, produce un nuovo stelo, che immancabilmente sbuca dal terreno per produrre quell\u2019amata infiorescenza. Senza nessun tipo di problema, purch\u00e9 le condizioni siano esattamente quelle scritte nell\u2019antico DNA. Dal che nasce poi, l\u2019intera questione.<br \/>\nPerch\u00e9 l\u2019Olanda, per quanto dotata di un clima temperato ideale alla coltivazione locale dei tulipani, non ha invece l\u2019altra fondamentale caratteristica della Turchia: l\u2019assenza dell\u2019umidit\u00e0. Far crescere una pianta perenne come questa, addirittura al di sotto del livello del mare, significa quindi adottare delle soluzioni alquanto contro-intuitive. Chiunque abbia mai coltivato (letteralmente) l\u2019hobby di far crescere e collezionare tali tesori, ben conosce la facilit\u00e0 con cui si pu\u00f2 giungere alla prima fioritura annuale. Basta acquistare uno o pi\u00f9 bulbi, procedere al trapianto in vaso o nel giardino desiderato e fornire regolarmente l\u2019acqua necessaria, per poter contare su una primavera che riporti alla mente, almeno in parte, il leggendario parco fiorito di Keukenhof vicino Amsterdam, uno dei luoghi pi\u00f9 fotografati d\u2019Europa. Il difficile, piuttosto, \u00e8 nel giungere a una seconda fioritura l\u2019anno dopo. In effetti, tutt\u2019ora molti pensano che il tulipano sia una pianta che fiorisce \u201cnaturalmente\u201d soltanto una volta, prima di morire. Che assurdit\u00e0!<\/p>\n<figure id=\"attachment_18918\" aria-describedby=\"caption-attachment-18918\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=DKoT8E4COqc\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18918 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Keukenhof-500x313.jpg\" alt=\"Keukenhof\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Keukenhof-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Keukenhof.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18918\" class=\"wp-caption-text\">Persino il giardino di Keukenhof non \u00e8 nulla, al confronto degli sterminati campi che si estendono intorno a lui. Soltanto i droni possono mostrarci la realt\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bulbo del tulipano esaurisce la sua vita dopo il primo fiore, nella casa o nel giardino di chi lo coltiva, perch\u00e9 purtroppo spesso viene lasciato a marcire. Non sussiste in effetti, al di fuori dei suoi distanti luoghi d\u2019origine, un sostrato del suolo sufficientemente secco alla sua sopravvivenza nel periodo invernale. Occorrer\u00e0 sempre quindi, subito dopo aver avuto modo di apprezzare il fiore, estrarre la pianta del terreno e metterla da parte, fino all\u2019anno dopo. Ed \u00e8 qui che s\u2019incontra il punto maggiormente delicato: perch\u00e9 subito dopo aver formato il tripudio di colori che noi tanto amiamo, il tulipano inizia un secondo processo, per lui ancora pi\u00f9 importante. La produzione del baccello coi semi. A questo punto, l\u2019energia immagazzinata dallo stelo e le radici della pianta deve essere divisa, tra il rafforzamento del bulbo in vista del prossimo lungo inverno e la produzione della prossima generazione. Nei luoghi d\u2019origine, tale duplice mansione non sarebbe affatto un problema. Ma se dovessimo lasciare i tulipani ai loro metodi e comportamenti innati, nel giro di un paio d\u2019anni questi scomparirebbero completamente dall\u2019Europa. Cos\u00ec tanto, questi dipendono dal clima.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18919\" aria-describedby=\"caption-attachment-18919\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wZ5MAr7d-5Y\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18919\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18919 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tulip-Harvesting-2-500x313.jpg\" alt=\"Tulip Harvesting 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tulip-Harvesting-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Tulip-Harvesting-2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18919\" class=\"wp-caption-text\">Questa scena si svolge presso la Vido Fleur di Achthuizen, con la partecipazione eccezionale di una macchina per processare\u00a0le patate, riconvertita artigianalmente alla raccolta\u00a0e pulitura dei bulbi di tulipano.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco quindi che viene quel momento, apparentemente tragico, della deforestazione a mezzo delle falciatrici d\u2019Olanda. Il processo, chiaramente, non finisce l\u00ec. In un secondo video del canale TractorSpotter, vengono mostrare all\u2019opera altre macchine agricole, che si occupano di recuperare i bulbi cos\u00ec privati dei fiori e della possibilit\u00e0 di sfinirsi, producendo semi che nella maggior parte dei casi non sarebbero serviti pressoch\u00e9 a nulla. Ci\u00f2 ha inoltre uno scopo estremamente pratico e finalizzato alla natura stessa del commercio: mentre un fiore reciso che si conserva appena una settimana o poco pi\u00f9, per quanto prezioso va venduto localmente, un bulbo pu\u00f2 essere esportato in qualsiasi regione del mondo, con considerevoli guadagni per l\u2019azienda coltivatrice. La prassi industriale che consiste nella produzione dei fiori stessi per la vendita diretta, \u00e8 in effetti notevolmente diversa da quella fin qui mostrata, ha proporzioni decisamente minori e si basa in genere su coltivazioni in serra o addirittura idroponiche (si, con metodi particolarmente raffinati, la pianta dei climi secchi per eccellenza pu\u00f2 esser fatta crescere&#8230;Nell\u2019acqua!) Recidere un fiore quanto pi\u00f9 possibile vicino al bulbo, per aumentarne il valore, \u00e8 un processo che tutt\u2019ora pu\u00f2 essere meccanizzato solo in parte, e richiede necessariamente una considerevole partecipazione delle mani umane. Anche per questo, i tulipani recisi costano spesso pi\u00f9 del bulbo stesso, ovvero, la pianta propriamente detta, nella sua situazione di stasi e pronta a ritornare in vita, quando ritenuto appropriato.<br \/>\nA seguito del viaggio di Oghier Ghislain de Busbecq, i bulbi di tulipano diventarono una delle merci pi\u00f9 preziose provenienti dall\u2019Oriente, talmente amate in terra d\u2019Olanda da trasformarsi in una sorta di valuta, facilmente scambiabile con ogni sorta di bene o servizio. Ed era forse proprio questa capacit\u00e0 di ritornare in vita all\u2019improvviso, producendo le pi\u00f9 colorate e splendide infiorescenze, a donargli quel senso di mistero latente, fonte di profondo fascino collettivo. A partire dal 1554, questi fiori compaiono ovunque: nei dipinti, nella letteratura, in prosa e in poesia. L\u2019occasione della loro fioritura \u00e8 alla base di intere ricorrenze e vere e proprie feste nazionali. Almeno in questo, il loro annuale sacrificio sar\u00e0 ricompensato, ancora e ancora. Finch\u00e9 non sbocci finalmente quella primula, il fiore della ritrovata libert\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come polli che chiocciano la loro triste condizione, posti dentro gabbie appena sufficienti a sopravvivere facendo uova, per il massimo vantaggio dell\u2019industria e del commercio. Finch\u00e9 l\u2019ascia non discenda sopra il loro collo, affinch\u00e9 un miglior profitto possa provenire dalla carne bianca ormai privata delle piume. Un destino certamente pari a quello dei bovini e &#8230; <a title=\"La ragione per distruggere un campo di tulipani\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18916\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La ragione per distruggere un campo di tulipani\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[232,228,381,1372,233,271,286,190,97,440,87],"class_list":["post-18916","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-agricoltura","tag-ambiente","tag-fiori","tag-giardini","tag-industria","tag-macchine-industriali","tag-olanda","tag-piante","tag-tecnologia","tag-trattori","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18916","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18916"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18916\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18923,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18916\/revisions\/18923"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18916"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18916"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18916"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}