{"id":18905,"date":"2015-12-05T07:21:13","date_gmt":"2015-12-05T06:21:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18905"},"modified":"2015-12-05T07:29:51","modified_gmt":"2015-12-05T06:29:51","slug":"come-finirebbe-disneyland-in-10-anni-di-abbandono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18905","title":{"rendered":"Come finirebbe Disneyland in 10 anni di abbandono"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/amCZA877cnY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18906\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18908\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Nara-Dreamland-500x313.jpg\" alt=\"Nara Dreamland\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Nara-Dreamland-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Nara-Dreamland.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le crepe nell&#8217;asfalto,\u00a0gli alberi che mandano le loro fronde tra le curve sopraelevate di un trenino ormai dismesso. Polvere, ruggine e guano, serrature scardinate, lampioni abbattuti. Pannelli di controllo rotti a colpi di estintore.\u00a0Sito\u00a0nella parte settentrionale dell&#8217;antica citt\u00e0 di Nara, tra l&#8217;universit\u00e0 locale e il tragitto della Ferrovia Principale del Kansai, il parco di Dreamland potrebbe creare uno stridente contrasto con gli antichi templi e santuari per cui resta famoso un tale centro abitato, che fu capitale del Giappone dal 710 al 794, dando addirittura il nome ad un&#8217;intera epoca storica di quel paese. Non che il\u00a0rudere sia posto all&#8217;ombra del Grande Buddha del\u00a0T\u014ddai-ji, intendiamoci, n\u00e9 tanto meno presso la parziale ricostruzione moderna del palazzo imperiale di\u00a0Heij\u014d, che era stato\u00a0abbandonato all&#8217;epoca, quando la corte si spost\u00f2 a Kyoto. Eppure, la vicinanza geografica \u00e8 straniante. Ancora di pi\u00f9 a partire dal 2006, quando questo luogo dei divertimenti moderni, con montagne russe, case dell&#8217;orrore, zucchero filato e negozi di souvenir, \u00e8 stato infine\u00a0chiuso, per mancanza di interesse\u00a0da parte del pubblico pagante. Ora, tra le facciate variopinte degli edifici e le vecchie giostre ormai dismesse, nulla rimane dell&#8217;antica gioia, tranne un guscio vuoto. E strane dicerie. Secondo una leggenda metropolitana locale, ripetuta presso diversi portali in lingua inglese, questo parco risalente al 1961 sarebbe stato\u00a0originariamente costruito dalla Disney stessa, sotto falso nome e in assenza dei suoi personaggi pi\u00f9 famosi, con la finalit\u00e0 di mettere alla prova la fattibilit\u00e0 economica di un suo Luna Park ufficiale in Giappone. Ma soprattutto, testare l&#8217;efficacia un particolare modo per ridurre i costi: l&#8217;impiego come figuranti, al posto del classico personale in costume da Pippo, Paperino &amp; Co, di futuristici\u00a0robot animatronici, tanto avanzati da poter operare in condizioni di assoluta autonomia. Questi pupazzi costruiti\u00a0con l&#8217;aspetto della mascotte ufficiale del parco, la versione caricaturale di un\u00a0soldato inglese della Regina dotato di\u00a0colbacco d&#8217;ordinanza, avrebbero quindi svolto il proprio compito d&#8217;instancabili intrattenitori con straordinaria efficienza, fino a un pericoloso evolversi della loro programmazione. Finch\u00e9 un giorno, cos\u00ec dice la leggenda, uno di loro si sarebbe ribellato, apportando delle modifiche al suo braccio per poter dare una forte\u00a0scossa a chiunque avesse tentato di\u00a0raggiungere il suo interruttore. Ancora acceso e funzionante, quindi, detto androide vagherebbe ancora per il parco, difendendo gelosamente l&#8217;ultima stazione di ricarica a energia solare ancora funzionante. Il ristretto club di persone che ancora visitano questo luogo, gli esploratori urbani, i trasgressori, gli aspiranti vandali di malaffare, chiamano questa creatura Killer\u00a0Mascot 6-22. La cui\u00a0improbabile\u00a0vicenda, citata tra gli altri dall&#8217;esploratore urbano <a href=\"http:\/\/abandonedkansai.com\/2011\/10\/21\/nara-dreamland-frequently-asked-questions-faq\/\" target=\"_blank\">Florian di Abandoned Kansai<\/a> (con comprensibile scetticismo d&#8217;accompagnamento) sarebbe quindi alla base della chiusura del parco, che temeva future ripercussioni nel caso in cui l&#8217;opinione pubblica ne fosse giunta a conoscenza.<br \/>\nNaturalmente, la realt\u00e0 storica\u00a0\u00e8 diversa. Sappiamo per certo, ad esempio, che il parco non fu costruito affatto dalla Disney stessa, bens\u00ec dall&#8217;imprenditore locale Matsuo Kunizo, che a seguito del 1955\u00a0aveva avuto l&#8217;occasione di visitare la neonata\u00a0Disneyland americana di\u00a0Anaheim, presso la periferia di Los Angeles. Rimanendo cos\u00ec colpito dalle sue molteplici attrazioni, da decidere immediatamente che avrebbe trasferito il\u00a0luogo dei sogni presso il suo paese nat\u00eco, attraverso la costituzione di una societ\u00e0 denominata JDSC &#8211; Japanese Dream Sightseeing Company. Inizi\u00f2 dunque una lunga serie di trattative con gli Stati Uniti, nel corso delle quali l&#8217;uomo dialog\u00f2 con lo stesso Walt Disney, per l&#8217;ottenimento delle licenze di utilizzo dei maggiori personaggi di propriet\u00e0 del colosso con le orecchie nere. Tuttavia, alla fine, le cifre richieste furono\u00a0talmente elevate, che dal Giappone si decise di procedere impiegando la figura inedita del soldatino inglese, accompagnato da una sua graziosa versione femminile, bionda e anch&#8217;essa fornita dell&#8217;irrinunciabile cappello in pelo d&#8217;orso canadese.\u00a0E i due pupazzi, ancora adesso, sono ancora l\u00ec, nello spirito se non nel minaccioso corpo imbullonato, disegnati sul terreno\u00a0presso il portale d&#8217;ingresso del parco. Di certo, il rosso vivo della loro uniforme\u00a0appare un po&#8217;\u00a0sbiadito, come del resto tutto quello che circonda l&#8217;emblema. Ma il fascino di queste giostre, mutando nell&#8217;ultima decade di solitudine, \u00e8 tutt&#8217;altro che diminuito. Anzi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18907\" aria-describedby=\"caption-attachment-18907\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/U0EZJ4_rvVo\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18907 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Nara-Dreamland-3-500x313.jpg\" alt=\"Nara Dreamland 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Nara-Dreamland-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Nara-Dreamland-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18907\" class=\"wp-caption-text\">Su YouTube \u00e8 possibile trovare filmati appartenenti a ciascuna delle diverse epoche di questo parco, rimasto operativo per esattamente 45 anni. Eccone una dell&#8217;inaugurazione, condotta alla presenza di alcuni sacerdoti shintoisti. Di certo, la loro benedizione aleggia ancora adesso&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Haikyo \u00e8 quella parola giapponese,\u00a0ormai\u00a0diventata internazionale, che si compone dei due caratteri\u00a0\u5ec3 &#8211; <em>hai<\/em>, obsoleto e\u00a0\u589f &#8211; <em>kyo<\/em>, collina (luogo). Linguisticamente, si pu\u00f2 associare al nome di ogni tipo di edificio, per connotarlo con la descrizione del suo stato attualmente dismesso: ad esempio <em>haiji<\/em> \u00e8 un tempio abbandonato; <em>haik\u014d, <\/em>una scuola<em>.\u00a0<\/em>Negli anni, il termine \u00e8 diventato sinonimo di un particolare modo di vivere la storia recente, che consiste nell&#8217;introdursi, spesso illegalmente, in luoghi caduti in disuso, con lo scopo di conoscerne l&#8217;atmosfera, possibilmente per offrirne qualche scorcio al proprio pubblico di <em>fans<\/em>. Tale prassi viene altres\u00ec definita <em>urbex<\/em>, dalla fusione delle parole <em>urban<\/em> ed <em>exploration<\/em>.\u00a0\u00c8 inutile dire che luoghi come Nara Dreamland, per chi vive simili esigenze, sono delle vere e proprie miniere d&#8217;oro, innanzi tutto per la rarit\u00e0 di un tale spreco (intere giostre ancora potenzialmente funzionanti, strutture pienamente accessoriate!) ma anche per la rapidit\u00e0 del degrado a cui si \u00e8 andati incontro, in grado di proiettare l&#8217;immaginazione verso il prossimo futuro. Ecco dunque qui un luogo, perfettamente ben tenuto fino al 2006, che oggi pare fuoriuscito da quella vasta selezione di film e\/o\u00a0videogiochi ambientati a seguito del declino dell&#8217;intera societ\u00e0 umana. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente di\u00a0statico, tra queste strade, mentre la vivida presenza della natura si affretta a riprendersi gli spazi che gli erano stati sottratti. Per cui si vive una situazione assolutamente unica, con\u00a0video che ci appaiono egualmente &#8220;moderni&#8221; raffiguranti sia\u00a0il parco come \u00e8 adesso, totalmente in rovina, che ancora operativo, con la musica, i trenini e tutto il resto. Risulta\u00a0particolarmente inquietante, in funzione di ci\u00f2, immaginare la facilit\u00e0 con cui un simile destino potrebbe ripetersi di qui a poco, per ciascun singolo prodotto del consorzio umano. Nulla ci appare pi\u00f9 resistente e duraturo di un edificio, costruito mediante l&#8217;impiego di tecniche edilizie moderne per servire a pi\u00f9 di una generazione. Eppure, molto spesso, un albero vive di pi\u00f9.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18906\" aria-describedby=\"caption-attachment-18906\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1rU7v-EKJ9E\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18906\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18906 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Nara-Dreamland-2-500x313.jpg\" alt=\"Nara Dreamland 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Nara-Dreamland-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Nara-Dreamland-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18906\" class=\"wp-caption-text\">Tra le attrazioni pi\u00f9 amate dal pubblico degli ultimi anni del parco, le montagne russe in legno ASKA inaugurate nel 1998 erano uno dei pochi elementi di Dreamland non ripresi pienamente dagli Stati Uniti. Il nome \u00e8\u00a0un riferimento ad Asuka, l&#8217;ancestrale capitale del regno di Yamato.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa una certa inevitabile tristezza, vedere tali e tanti pupazzi scrostati, quella strega mostruosa posta a guardia del labirinto degli specchi ormai prossima a cadere a pezzi&#8230;\u00a0Eppure,\u00a0un tempo il suo\u00a0Luna Park riusciva ad attirare fino a 1,6 milioni di visitatori l&#8217;anno, con gente che accorreva anche dalla vicina citt\u00e0 di Osaka, per vedere delle copie pi\u00f9 o meno fedeli delle maggiori attrattive della Disneyland statunitense, tra cui il castello della Bella Addormentata, le montagne russe con la ricostruzione in scala del Matterhorn e quelle con il cavatappi, denominate alquanto inappropriatamente\u00a0<em>Screw Coaster<\/em> (eliminando il <em>cork-<\/em><em>\u00a0<\/em>per fare prima, senza considerare il significato gergale della parola risultante, talvolta\u00a0usata in inglese per riferirsi volgarmente all&#8217;atto sessuale). E tutto and\u00f2 bene, grosso modo, per un periodo di 20 anni, finch\u00e9 la Disney non fece finalmente la sua mossa tanto attesa, aprendo presso Tokyo il suo <em>resort<\/em>, nel 1983. Pur trovandosi a 400 Km di distanza, anche in funzione dell&#8217;efficienza dei trasporti dell&#8217;arcipelago, una tale ingombrante presenza inizi\u00f2 subito a sottrarre una parte della clientela al parco\u00a0pre-esistente, ormai tecnologicamente superato. Ma il vero colpo di grazia giunse nel 2001, con l&#8217;apertura locale di un parco di propriet\u00e0 della\u00a0Universal Studios presso la citt\u00e0 di Osaka, a soli 40 Km di distanza. Nel solo primo anno di funzionamento, questo riusc\u00ec a attrarre la cifra impressionante di 11 milioni di visitatori, annientando letteralmente la visibilit\u00e0 del suo predecessore. Visti i costi operativi di una simile realt\u00e0 commerciale, quindi, la compagnia dei supermercati Daiei, che aveva acquistato Dreamland nel 1993, non ebbe altra scelta che chiuderla, assieme alla sua filiale gemellata di Yokohama. Ma mentre la seconda fu demolita, come da procedura, il parco di Nara resta tutt&#8217;ora in piedi, parzialmente sorvegliato, in qualche modo pronto ad un misterioso riutilizzo successivo. Di che tipo? Nessuno lo sa. Chiunque abbia visitato abusivamente questi luoghi, dall&#8217;epoca della chiusura, parla di guardie di sicurezza che sia aggirano tra le giostre dismesse, pronte a multare severamente chiunque venga colto ad esplorare. Qualcuno racconta anche di un particolare guardiano, che minacciando l&#8217;arresto cerca di attribuire vecchi atti vandalici ai trasgressori che cattura, chiedendo rimborsi sull&#8217;unghia per lasciare andare il malcapitato di turno. Una presenza, questa, forse pi\u00f9 spaventosa e credibile\u00a0di\u00a0qualsivoglia\u00a0robot assassino.<br \/>\nNel frattempo, fotografi di genere, arguti narratori e specialisti del brivido continuano ad accrescere la naturale rete di\u00a0mistero che aleggia sull&#8217;antico sogno fallito, i suoi residui e l&#8217;ansia di un domani poco chiaro. Buffi personaggi chiamano bambini immaginari, sferragliando\u00a0tra le fronde ricoperte di rugiada. Topolino, qui, non c&#8217;\u00e8 mai stato. Ma vibrisse tremano da sotto il ciglio dei chiusini&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Via:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/abandonedkansai.com\/2011\/10\/21\/nara-dreamland-frequently-asked-questions-faq\/\" target=\"_blank\">L&#8217;articolo di Abandoned Kansai su Nara Dreamland<\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.lovethesepics.com\/2012\/03\/illegal-tour-abandoned-amusement-park-nara-dreamland-65-pics\/\" target=\"_blank\">Un magnifico reportage fotografico pubblicato da LoveThesePics<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=18909#main\" rel=\"attachment wp-att-18909\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18909\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Killer-Mascot-500x375.jpg\" alt=\"Killer Mascot\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Killer-Mascot-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Killer-Mascot.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le crepe nell&#8217;asfalto,\u00a0gli alberi che mandano le loro fronde tra le curve sopraelevate di un trenino ormai dismesso. Polvere, ruggine e guano, serrature scardinate, lampioni abbattuti. Pannelli di controllo rotti a colpi di estintore.\u00a0Sito\u00a0nella parte settentrionale dell&#8217;antica citt\u00e0 di Nara, tra l&#8217;universit\u00e0 locale e il tragitto della Ferrovia Principale del Kansai, il parco di Dreamland &#8230; <a title=\"Come finirebbe Disneyland in 10 anni di abbandono\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18905\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Come finirebbe Disneyland in 10 anni di abbandono\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[416,356,46,666,1371,709,782,573,770,1369,89,1370,87],"class_list":["post-18905","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-disney","tag-divertimento","tag-giappone","tag-giostre","tag-haikyo","tag-luna-park","tag-luoghi-abbandonati","tag-misteri","tag-montagne-russe","tag-nara","tag-strano","tag-urbex","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18905","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18905"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18905\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18915,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18905\/revisions\/18915"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18905"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18905"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18905"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}