{"id":18892,"date":"2015-12-03T07:25:03","date_gmt":"2015-12-03T06:25:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18892"},"modified":"2015-12-03T07:25:03","modified_gmt":"2015-12-03T06:25:03","slug":"digerito-dallo-stomaco-eversibile-del-verme-cobra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18892","title":{"rendered":"Digerito dallo stomaco eversibile del verme-cobra"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/zE84U4ctSLY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18893\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18895\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Bipalium-500x313.jpg\" alt=\"Bipalium\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Bipalium-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Bipalium.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una strana vibrazione nell&#8217;aria, che si trasmette virulenta fino al suolo, generando un moto impercettibile dell&#8217;erba. L&#8217;energia di una mattina che all&#8217;improvviso appare tersa e nitida, i contorni delle cose pi\u00f9 accentuati. E tutto questo solamente perch\u00e9 tu hai scoperto, d&#8217;improvviso, che non tutti i vermi sono prede. Anche se le prede migliori, generalmente, sono tutte vermi. Perch\u00e9 li mangiano\u00a0gli uccelli, i rettili e gli anfibi. Li divorano anche i piccoli mammiferi carnivori, come la donnola, l&#8217;ermellino, la lontra. Per non parlare degli eterni roditori, onnivori per eccellenza, che del lombrico sanno fare un pasto, dell&#8217;anellide un convivio. Non parrebbe in effetti esserci, in questo ampio e diversificato un mondo, una creatura maggiormente indifesa, priva di risorse o mezzi difensivi, che colui che striscia sottoterra, fuoriuscendo a seguito della battente pioggia. Ma prova tu, ad assaggiare il gusto acre del <em>Bipalium<\/em>, questo viscido geoplanide di terra, che\u00a0possiede nel suo codice genetico il segreto per produrre la\u00a0tetrodotossina, un veleno che pu\u00f2 accomunarlo al pesce palla. Non a caso, pare\u00a0che qualunque creatura si sia azzardata ad assaggiarlo, ben presto abbia introdotto cambiamenti rilevanti nella sua quotidiana, guardando da quel d\u00ec con diffidenza verso il sottobosco, dove si annidano creature come questa. E poich\u00e9 la natura non consente l&#8217;esistenza di pacifiche vie di mezzo ci\u00f2 significa, in parole povere, che il ruolo ecologico del pasto mancato diventava a questo punto, consumare gli altri e farsi spazio tutto attorno. La vista all&#8217;opera\u00a0di uno di questi pericolosi predatori, che appartengono allo\u00a0stesso\u00a0<i>phylum <\/i>dei vermi piatti parassiti (<em>Platyhelminthes<\/em>) \u00e8 tale da ispirare un senso d&#8217;istintiva repulsione, per\u00a0ci\u00f2 che pu\u00f2 sussistere sotto i nostri piedi inconsapevoli, tra le foglie e in mezzo ai rami di un&#8217;ecologia purtroppo poco nota, per quanto essenziale alla nostra sopravvivenza. \u00a0Eppure, sarebbe difficile non approvare, almeno in parte, gli strumenti evolutivi di cui dispone questa vorace creatura, la facilit\u00e0 con cui riesce a sfruttare i recettori chimici nella sua testa a freccia, per individuare la scia lasciata dal proprio\u00a0pasto quotidiano&#8230;<br \/>\nTutti hanno ben chiara nella mente la questione dell&#8217;utilit\u00e0 dei metameri anellidi (i cosiddetti lombrichi)\u00a0nella costituzione di un sostrato fertile, adatto alla crescita di un buon giardino. La loro opera laboriosa, da cui derivano innumerevoli minuscole gallerie, costituisce un importante metodo di arricchimento e mescolanza del suolo, per non parlare dell&#8217;utile areazione che permette alle popolazioni di batteri sotterranei di sopravvivere e di prosperare. Inoltre, la loro stessa propensione a riprodursi in modo esponenziale gli permette di sostenere, con il proprio sacrificio reiterato, intere catene alimentari ben distinte e parallele, costituendo un cibo facilmente disponibile e, almeno apparentemente, incapace di esaurirsi. Questo perch\u00e9 \u00e8 stato chiaramente documentato come alcuni appartenenti alla\u00a0famiglia\u00a0dei geoplanidi, tra cui per l&#8217;appunto un tale\u00a0verme aerodinamico, possano giungere a consumare 1,4 lombrichi alla settimana (il decimale \u00e8 tutt&#8217;altro che superfluo, visto che i vermi sopravvivono anche a met\u00e0). Il che significa che una popolazione media di 6,5 <em>Bipalium <\/em>per metro quadro sarebbero in grado di eliminare facilmente una popolazione di fino a 450 vermi comuni a metro quadro. Il che non sarebbe forse un grave problema, se non fosse che queste particolari specie sono, come prerogativa della loro stessa gen\u00eca, estremamente prolifiche e adattabili, bench\u00e9 dipendenti da determinate condizioni climatiche, come la temperatura e l&#8217;umidit\u00e0. Ma se quest&#8217;ultime dovessero risultare corrette, allora chi li ferma! Originari del Sud Est Asiatico, in particolare Vietnam e Thailandia, oggi questi vermi sono ovunque. Tra gli anni &#8217;60 e &#8217;70 dello scorso secolo, con la diffusione intercontinentale delle piante in vaso provenienti dall&#8217;Oriente, accadde infatti che il terreno di supporto\u00a0contenesse alcune uova o piccoli esemplari di simili vermi, che poi vennero trapiantati, assieme all&#8217;adorato vegetale, nei terreni fertili di Stati Uniti e Gran Bretagna. Da allora, questi mostri sono ovunque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18893\" aria-describedby=\"caption-attachment-18893\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/m8FJ2KgVr8M\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18893\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18893 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Bipalium-2-500x313.jpg\" alt=\"Bipalium 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Bipalium-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Bipalium-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18893\" class=\"wp-caption-text\">Questi vermi dalla testa larga estremamente variopinti, originari della Malesia, appartengono a una specie che viene vagamente identificata come &#8220;<em>Bipalium sp.<\/em>&#8220;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le specie di <em>Bipalium<\/em> maggiormente conosciute, perch\u00e9 estremamente invise alla figura dell&#8217;agricoltore occidentale, sono essenzialmente due: il <em>B. adventitium<\/em>, che raramente supera i 5-8 cm, e il ben pi\u00f9 imponente <em>B. kewense,\u00a0<\/em>una creatura color cuoio striato che cresce e cresce, fino a raggiungere la dimensione media di 40-50 cm. E per farlo, come ci insegnano generazioni di giochini per i cellulari, tutto quello che deve fare \u00e8 continuare ad andare in cerca del suo pasto preferito, che pu\u00f2 anche essere, in caso di bisogno, anche un altro appartenente alla sua stessa specie. Ecco la risposta alla questione di chi, in effetti, possa divorare il verme-cobra: unicamente un&#8217;altra istanza di se stesso, magari giusto un po&#8217; pi\u00f9 grande. Una tendenza cannibale doppiamente\u00a0inquietante, quando si considera come possa esistere un&#8217;ipotetica ecologia futura priva di vermi utili, tuttavia in grado di autosostentarsi all&#8217;infinito. Perch\u00e9 un lombrico come dicevamo serve a tutti, escluso il suo maggior\u00a0nemico. Il che ci porta alla questione titolare, una delle maggiormente interessanti dell&#8217;argomento: come fa esattamente, un verme a divorare\u00a0la sua preda? Nella mente gi\u00e0 inizieranno a palesarsi scene comparabili ad un&#8217;anaconda che ghermisce capre o capibara, avvolgendosi strettamente attorno ai loro corpi privi della massa muscolare del dragone. E c&#8217;\u00e8 un qualcosa, in tale analogia, d&#8217;innegabilmente corretto, visto come anche il verme-cobra sia notevolmente pi\u00f9 forte delle sue prede medie, inclusi dei molluschi relativamente grandi, come le\u00a0lumache. Ma soprattutto, in questo caso, assume un&#8217;importanza primaria lo strumento di quello stesso muco che il verme impiega per spostarsi in giro, costituendo un tappeto sopra cui far scivolare la sua viscida presenza. Tale sostanza, infatti, risulta estremamente appiccicosa, al punto che una volta che il predatore si trova a contatto con la preda, quest&#8217;ultima risulta impossibilitata a sfuggirgli. Dando inizio all&#8217;inquietante seconda parte della storia, in cui il <em>Bipalium<\/em> inizia a far saettare la sua testa rigida e sottile, usandola come il pendolo torturatore di Edgar Allan Poe. In breve tempo, del lombrico catturato restano innumerevoli segmenti, pronti per la consumazione. Cos\u00ec, senza ancora ingoiare nulla, la bestia inizia un\u00a0processo di digestione estremamente interessante nonch\u00e9 innegabilmente raro in natura: dalla sua bocca, sita non in prossimit\u00e0 della testa bens\u00ec a met\u00e0 del corpo, inizia a fuoriuscire l&#8217;intera sacca dello stomaco, che nella parte interna risultava\u00a0ricoperta di enzimi corrosivi e la tossina velenifera del verme. Tale organo, posto a contatto col malcapitato, inizia a discioglierlo e assorbirne la preziosa essenza. Dopo alcuni minuti, ad opera compiuta, il predatore lo ribalta nuovamente, ritirandolo all&#8217;interno del corpo. Grazie alle sostanze nutrienti cos\u00ec acquisite, vedr\u00e0 la punta della sua stessa\u00a0coda allontanarsi, fino al giorno in cui non decider\u00e0 di aver raggiunto una lunghezza eccessiva\u00a0per un singolo essere. Decidendo di far a pezzi anche\u00a0se stesso,\u00a0con notevole soddisfazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18894\" aria-describedby=\"caption-attachment-18894\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-oSGM2pNl4I\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18894\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18894 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Bipalium-3-500x313.jpg\" alt=\"Bipalium 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Bipalium-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Bipalium-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18894\" class=\"wp-caption-text\">Un B. kewense trovato a Redwood City, in California. Questi vermi amano insinuarsi nelle serre, per cercare cibo tra le piante ben protette dall&#8217;inclemenza degli elementi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti questi vermi sono in effetti ermafroditi, ed il <em>B. kewense<\/em>, in particolare, risulta in grado di riprodursi in due maniere ben distinte: mescolando il proprio codice genetico, oppure no. Nel primo dei due casi, tutto quello che dovr\u00e0 fare \u00e8 trovare un\/una compagna con cui accoppiarsi, tramite un rituale che tutt&#8217;ora largamente ignoto, per produrre una <em>ootheca<\/em> (sacca) con alcune uova rosso vivo, che nel giro di 24 ore diverranno nere. La schiusa avverr\u00e0 dopo 21 giorni. Ci\u00f2 sembra essere comunque alquanto raro. La procedura preferita dal verme per riprodursi, per quanto sappiamo, resta l&#8217;autosegmentazione in due creature ben distinte, in grado di dirigersi semplicemente, ciascuna per la propria\u00a0strada. Giunto il momento, il verme attacca la sua coda a un oggetto stabile trovato sul terreno, quindi inizia a tirare. Il pezzo che rester\u00e0 indietro sar\u00e0 generalmente corrispondente all&#8217;ultimo quarto dell&#8217;animale, gi\u00e0 perfettamente in grado di muoversi autonomamente e sopravvivere, senza catturare prede\u00a0per il tempo di circa una decina di giorni, necessario al formarsi di una nuova testa gi\u00e0 dotata di organi sensoriali. A quel punto, la caccia ricomincia.<br \/>\nCos\u00ec, un verme carnivoro. Davvero&#8230;Deprecabile. Anche se siamo\u00a0propensi a dichiararci dalla parte dei pi\u00f9 deboli, in societ\u00e0 come in natura, \u00e8 indubbio che le creature tendenzialmente pi\u00f9 aggressive ci risultino pi\u00f9 affascinanti. Chiunque pi\u00f9 apprezzare l&#8217;innata eleganza\u00a0di un&#8217;antilope o una gazzella, ma provate a chiedere a qualcuno cosa sia effettivamente pi\u00f9 bello, tra quella l\u00ec e il leone. Anche il coniglio o il criceto, sono ottimi animali domestici. Eppure, allo stato dei fatti, non hanno neppure un decimo della presa sulla nostra fantasia, con conseguente diffusione, di carnivori innati come il gatto e il cane. Perci\u00f2 pensiamo che\u00a0persino tali bestie, se dovessero ritornare allo stato brado e conquistare il mondo, si ricorderebbero in qualche maniera di noi. Mentre chi pu\u00f2 dire, davvero, cosa passi per la testa a sciabola di un verme assassino&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una strana vibrazione nell&#8217;aria, che si trasmette virulenta fino al suolo, generando un moto impercettibile dell&#8217;erba. L&#8217;energia di una mattina che all&#8217;improvviso appare tersa e nitida, i contorni delle cose pi\u00f9 accentuati. E tutto questo solamente perch\u00e9 tu hai scoperto, d&#8217;improvviso, che non tutti i vermi sono prede. 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