{"id":18878,"date":"2015-12-01T07:43:15","date_gmt":"2015-12-01T06:43:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18878"},"modified":"2015-12-01T07:49:12","modified_gmt":"2015-12-01T06:49:12","slug":"quando-kyoto-brucia-tra-la-gioia-della-gente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18878","title":{"rendered":"Quando Kyoto brucia tra la gioia della gente"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/LLwB5Bqj05Y\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18879\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18880\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Hi-no-Matsuage-500x313.jpg\" alt=\"Hi no Matsuage\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Hi-no-Matsuage-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Hi-no-Matsuage.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di ritorno dalla grande caccia, il sommo Izanagi fuoriusc\u00ec dagli alberi della foresta del Cielo, in sella al sacro cavallo, con l&#8217;arco divino stretto in una mano e l&#8217;altra a farsi scudo dalla luce dall&#8217;astro nascente dell&#8217;unica ed infinita alba, in questo mondo ancora privo di una dea del Sole. Dinnanzi a lui, nel mezzo della valle ricoperta dai fiori d&#8217;ibisco, sorgeva il magnifico palazzo\u00a0<i>Yahiro-dono,\u00a0<\/i>dai tetti aguzzi ricoperti da maestose tegole, con figure di draghi, fenici e nuvole di terracotta. Egli si volt\u00f2 brevemente, per osservare il suo ristretto gruppo di servitori, quattro spadaccini ed un lanciere, che s&#8217;industriavano nel trasportare la grande carcassa del Qilin, la belva chimerica con corpo scaglioso, testa di drago e zoccoli da cervo, le sue corna ramificate anch&#8217;esse simili a quelle di una tale bestia del reame sottostante. Con gesto imperioso, il dio fece cenno agli uomini di proseguire verso la dispensa ultraterrena. Poich\u00e9 egli, d&#8217;improvviso, aveva percepito un grido trasportato dall&#8217;aria, come di una donna che gridava la sua rabbia ed impotenza. Assicurato l&#8217;arco alla sua sella, galopp\u00f2 veloce lungo le pendici, verso la grande veranda della sua dimora, da cui tante volte aveva osservato la Luna assieme alla sua consorte, la splendida\u00a0Izanami-no-Mikoto, Colei che\u00a0Riceve. Giunto a pochi metri dal tatami rialzato sopra il suolo del giardino, il Dio balz\u00f2 gi\u00f9 dalla cavalcatura, e in un solo fluido movimento sembr\u00f2 disgregarsi, per riapparire con incedere maestoso, la veste agitata dal vento, il volto severo e determinato.\u00a0\u00a0Sull&#8217;apertura che conduceva alla sala centrale del palazzo, tuttavia, dovette fermarsi poich\u00e9 l\u00ec, con immediato senso d&#8217;angoscia, not\u00f2 la presenza della somma levatrice inginocchiata, con la fronte che toccava terra e le braccia divaricate, poste a sostenere il peso della sua vergogna senza fine. Con la voce stravolta dai singulti, la vecchia faticosamente parl\u00f2:\u00a0&#8220;Mio Signore! Come avevate previsto nella Vostra infinita saggezza, la Signora ha dato i natali a un altro essere sovrano&#8230; Kagutsuchi, il dio del Fuoco.\u00a0Tuttavia, si \u00e8 verificata una terribile tragedia! Adesso lei \u00e8, \u00e8&#8230;&#8221; Izanagi resto immobile per tre, quattro secondi. Quindi con un semplice gesto imperioso, chiam\u00f2 il vento che scaravent\u00f2 la levatrice in fondo al corridoio, sfoderando la sua luminosa spada in ferro meteoritico, mentre\u00a0l&#8217;infelice servitrice, manifestazione del suo stesso desiderio di creare la vita, gi\u00e0 accettava il suo destino. Ma con somma sorpresa di quest&#8217;ultima, il dio volt\u00f2 di lato, per dirigersi\u00a0verso gli appartamenti di Izanami, dove la disgrazia si era compiuta. Il sollievo lasci\u00f2 allora il posto allo sgomento, quando apparve chiaro ci\u00f2 che stava per succedere. La levatrice, i capelli bianchi sciolti dall&#8217;impatto sub\u00ecto, si affacci\u00f2 zoppicando\u00a0sulla sala antistante, appena in tempo per assistere alla scena: il sommo dio\u00a0era di schiena, intento ad osservare questo suo ultimo indesiderato figlio. Kagutsuchi era fuoco puro, la capigliatura di scintille, gli occhi simili a dei pozzi incandescenti. La piccole manine artigliate, simili a quelle di un tanuki mutaforma, protese verso il dio paterno con la ferrea spada in pugno. Il corpo della partoriente Izanami, gravemente ustionata, giaceva in un angolo, momentaneamente dimenticato. D&#8217;un tratto, si ud\u00ec risuonare una singola parola: &#8220;No.&#8221; Allora Izanagi, colp\u00ec. In un solo fluido movimento, fece il neonato in due volte quattro\u00a0pezzi, che con suono roboante parvero ingrandirsi a dismisura, poi scomparvero precipitando attraverso il pavimento. Ci\u00f2 perch\u00e9 l&#8217;uccisione di un sommo essere, naturalmente, risultava del tutto impossibile. Questo, la levatrice lo sapeva molto bene. Quando il suo signore finalmente si volt\u00f2 a guardarla, lei comprese ci\u00f2 che era appena successo: il dio del fuoco\u00a0era stato suddiviso in otto vulcani, che da quel giorno sarebbero sorti nei territori sottostanti, lungo l&#8217;arcipelago che aveva il nome di Giappone. Tale\u00a0si era dimostrata la sovrana Volont\u00e0.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 davvero da sorprendersi, a ben pensarci, se nella maggior parte delle mitologie l&#8217;origine del fuoco ha sempre una storia drammatica e terrificante, tale da condurre a un senso d&#8217;angustia i bimbi prima dell&#8217;ora di andare a dormire. Tra tutti gli elementi, questo \u00e8 infatti il pi\u00f9 potente, ed al tempo stesso terribile, ustionante, belluino, che tuttavia conduce l&#8217;uomo a ci\u00f2 che egli fondamentalmente, \u00e8. Cos\u00ec fu deciso ce le genti di Yamato non avrebbero mai conosciuto la sua somma personificazione, poich\u00e9 bastavano le sue manifestazioni terrigene, per fare danni senza fine. Ci\u00f2 perch\u00e9\u00a0smembrando Kagutsuchi, il padre aveva in realt\u00e0 ottenuto l&#8217;effetto contrario all&#8217;esorcismo desiderato, assicurandosi in realt\u00e0 che un tale essere si diffondesse fecondo\u00a0per le quattro direzioni cardinali, dando l&#8217;origine remota\u00a0ad infiniti e orribili disastri. Con il passare delle generazioni, fin\u00ec l&#8217;era degli dei e inizi\u00f2 quella degli uomini. Attraverso innumerevoli tribolazioni, la gente di Yamato crebbe in saggezza e raffinatezza, fino a stabilire i crismi di quell&#8217;epoca che ha il nome di Heian, in cui poetesse nazionali raccontavano\u00a0le storie di un amore senza tempo, tra gli edifici di una capitale quale il mondo non aveva mai veduto prima. Finch\u00e9 nel 940, le porte di Kyoto non si spalancarono di scatto. Il dio del fuoco era tornato, per\u00a0esigere vendetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=18882#main\" rel=\"attachment wp-att-18882\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18882\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Jimmu-Tenno-500x277.jpg\" alt=\"Jimmu Tenno\" width=\"500\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Jimmu-Tenno-500x277.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Jimmu-Tenno.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di quel terremoto spropositato, seguito da tre giorni e tre notti di roghi senza limiti o piet\u00e0, non abbiamo che racconti frammentari. Sappiamo soltanto\u00a0che la sua origine fu nei quartieri prossimi al palazzo dell&#8217;Imperatore, e che addirittura questo stesso splendido edificio, costruito interamente in legno, bruci\u00f2 fino alle fondamenta, mentre il sovrano si trovava fortunatamente altrove. Al suo cospetto, quindi, fu portato il sacro specchio di bronzo della Dea, completamente annerito dal nero della fuliggine e parzialmente fuso, fino a sembrare un ammasso privo di grazia e di belt\u00e0. Di fronte a un simile presagio, egli non ebbe alcuna esitazione: &#8220;Che i templi dei nostri numi tutelari siano\u00a0ricostruiti a Nord, tra le montagne che sovrastano Kyoto. Da un tale punto sopraelevato, ci proteggeranno\u00a0meglio dagli spiriti malvagi.&#8221; Cos\u00ec ordin\u00f2 la Volont\u00e0 sovrana.\u00a0E cos\u00ec fu. Ma naturalmente, non tutte le piccole comunit\u00e0 montane circostanti potevano permettersi di mantenere un intero <em>jinja<\/em> (santuario shintoista) e cos\u00ec alcune dovettero accontentarsi di trovare strade alternative per rispondere alla chiamata, fatte di metafore, ovvero esecuzioni ritualistiche di gesti apotropaici. Come quella mostrata in apertura, della <em>matsuage<\/em> (festa rurale, distinta dal <em>matsuri<\/em>, grande riunione\u00a0popolare)\u00a0del villaggio di\u00a0Hirogawara, prossimo alla cima del massiccio dell&#8217;Atago. Dalle epoche remote \u00e8 infatti qui l&#8217;usanza che a ogni sopraggiungere del mese di agosto venga segnato sul calendario un giorno sacro, in cui la gente del paese si raduna, sul principiar\u00a0del vespro, attorno a un\u00a0pilastro alto all&#8217;incirca 20 metri, con del combustibile vegetale sulla sommit\u00e0. Quindi, collettivamente, si preparano\u00a0un numero stimato di 1200 torce, collegate a coppia tramite l&#8217;impiego di altrettante corde. Gli strani implementi vengono fatti mulinare, poi lanciati all&#8217;indirizzo della sommit\u00e0 distante, nel tentativo di accenderla con un colpo fortunato. Facendo seguito a questo clamoroso successo di mira e abilit\u00e0,\u00a0i paesani si organizzano a gruppi, conducendo poderose cariche all&#8217;indirizzo della torcia monumentale, finch\u00e9 questa non cade rovinosamente a terra. Milioni di scintille volano nell&#8217;aria notturna a seguito del contraccolpo, mentre le squadre, armate di lunghi pali, agitano il fuoco, nel tentativo di renderlo ancora pi\u00f9 terrificante.\u00a0Allora questo\u00a0puntualmente risponde alla chiamata, lasciando ancora una volta libera la citt\u00e0 distante. Ma la festa di Hirogawara non \u00e8 che un singolo esempio poco noto, per quanto affascinante, delle numerose feste\u00a0dedicate all&#8217;elemento del fuoco che circondano l&#8217;antica capitale giapponese. Tra le\u00a0quali\u00a0spicca certamente, per l&#8217;importanza e le molte citazioni letterarie, la cerimonia\u00a0del monte di Kurama, lo stesso luogo in cui il grande eroe\u00a0Minamoto no Yoshitsune (1157-1189) aveva studiato il combattimento con la spada, sotto la supervisione del re dei Tengu, spiriti nasoni con ali di corvo.<a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=18880#main\" rel=\"attachment wp-att-18880\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0iAjbKqDfdo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18881\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18881\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Kurama-Festival-500x313.jpg\" alt=\"Kurama Festival\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Kurama-Festival-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Kurama-Festival.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto sar\u00e0 importante far notare come nessuna di queste feste sia in effetti dedicata ufficialmente alla figura di Kagutsuchi, un dio non particolarmente amato dal canone shintoista. Ogni manifestazione successiva del fuoco, infatti, sia inteso come calamit\u00e0 che utile strumento, fa capo a figure mitologiche di tipo differente, numi per lo pi\u00f9 locali e venerati nei diversi templi di ciascuna regione. Nella zona circostante Kyoto, tra questi risulta particolarmente importante la figura di\u00a0Atago Gongen, una manifestazione giapponese del\u00a0<em>bodhisattva <\/em>(santo) buddhista\u00a0Ksitigarbha, altrimenti noto come Jizo, il salvatore. Spesso rappresentato come un monaco itinerante racchiuso in un alone di luce, in possesso della verga sovrannaturale in grado di spalancare le porte dell&#8217;aldil\u00e0, costui compare spesso in forma statuaria, presso i cimiteri e lungo le strade maggiormente trafficate.\u00a0Generalmente associato alle regioni degli inferi, ove si reca per alleviare la sofferenza dei colpevoli, Jizo vanta numerose associazioni iconografiche con l&#8217;elemento del fuoco, risultando essere ad esempio il protettore dei pompieri. Nei racconti dello Zen, ci sono numerosi esempi di miracoli operati da questa entit\u00e0 sovrannaturale, come quella del monaco Saijun, che nel XVI secolo viaggiava per il paese, accompagnato da\u00a0un divino talismano in grado di curare ogni sorta di afflizione o malattia. Celebre \u00e8 la storia della servitrice della famiglia dei Mori di Edo, che aveva incautamente ingoiato un ago. Quando Saijun giunse sulla scena, quindi, gli diede il talismano da trangugiare con un generoso sorso d&#8217;acqua, gesto a seguito del quale la donna fu subito colta dalle convulsioni. Rigettando quindi il sacro oggetto, fu stupita di trovarlo miracolosamente trafitto dall&#8217;ago stesso, che in questo\u00a0era stato rimosso dalla sua trachea.<br \/>\nNella celebrazione\u00a0del fuoco di Kurama le torce, dette <em>kagaribi<\/em>, sono in numero notevolmente superiore a quelle di\u00a0Hirogawara, al punto di\u00a0ricoprire letteralmente la singola strada di cui questo piccolo paese si compone. La loro preparazione richiede un intero mese di lavoro, ricavato con sommo senso del dovere tra gli altri impegni del periodo rilevante. La festa ha luogo il 22 di ottobre, trovando un&#8217;atipica collocazione invernale, e consiste nel portare in processione questi oggetti fiammeggianti, che vengono dimensionati in base a chi dovr\u00e0 trasportarli. Cos\u00ec, i bambini ricevono piccoli bastoni fiammeggianti, mentre i loro genitori, occasionalmente, fiammeggianti attrezzi del peso di fino a 80 Kg per 5 metri di lunghezza, che sollevano faticosamente gridando la frase tradizionale: &#8220;<em>saireya sairyo<\/em>\u201d (auguri, auguri per la festa!) Nel gran finale, le famiglie espongono lungo il sentiero i loro tesori ereditari, mentre dal tempio di\u00a0Yuki Myojin, un\u00a0protettore della corte imperiale, vengono portati in processione due\u00a0<em>mikoshi<\/em>, i santuari portatili della divinit\u00e0.\u00a0In un&#8217;apoteosi finale, tutti si congratulano per il lavoro ben fatto, mentre Izanagi stesso, dal suo palazzo nel cielo, annuisce la sua approvazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ajwp-kaja9Y\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18879\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Daimonji-500x313.jpg\" alt=\"Daimonji\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Daimonji-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/12\/Daimonji.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma forse il pi\u00f9 famoso uso del fuoco in una festa di Kyoto, spesso mostrato nei film di genere o all&#8217;interno di <em>manga<\/em> e cartoni animati, resta l&#8217;evento annuale del\u00a0Gozan no Okuribi, che consiste nell&#8217;accensione di un grande numero di fal\u00f2 su cinque montagne circostanti la capitale:\u00a0Daimonji, Nishiyama, Funayama, Hidaridaimonji e Mandara, posti in configurazioni tali da raffigurare\u00a0rispettivamente il carattere Dai (grande) la dicitura\u00a0Myoho che significa &#8220;magnifico insegnamento&#8221; (del Buddha, ovviamente) la figura di una barca, di nuovo il Dai e infine l&#8217;immagine\u00a0di un <em>torii<\/em> (portale del tempio). Il rituale si svolge il 16 di agosto, come culmine finale dei tre giorni della festa buddhista di Obon, che ha lo scopo di commemorare ed aiutare nel trapasso le anime dei defunti. L&#8217;opera di accensione e mantenimento dei fuochi viene condotta da famiglie tradizionalmente associate a questo compito, che ne tramandano le metodologie fin dall&#8217;origine di questa festa millenaria. In questo particolare caso, tuttavia, lo scopo del rituale non appare finalizzato alla protezione cittadina, quanto piuttosto ad onorare la creazione stessa in quanto tale, godendo della sua naturale grazie a bellezza imperitura. Come avrebbe voluto fare, eternamente, il sommo dio Izanagi.<br \/>\nLa cui storia, ovviamente, non si esaurisce con la punizione del neonato Kagutsuchi. Perch\u00e9 lungi dal perdersi d&#8217;animo, la spada ancora saldamente stretta nel suo pugno, il sovrano decise allora di recarsi nell&#8217;adil\u00e0, per riprendersi l&#8217;anima della sua amata. Se non che incontrandola finalmente nel mondo sotterraneo, non la trov\u00f2 gi\u00e0 mostruosa e decomposta, ricoperta dagli insetti ed altri mostri brulicanti: &#8220;Mio amato, portami con te, salvami!&#8221; Ma lui, disubbidendo all&#8217;usanza, diede fuoco a\u00a0un dente del suo pettine, che aveva rimosso dall&#8217;acconciatura. Cos\u00ec facendo, vide l&#8217;orribile realt\u00e0, quando la donna magnifica che ricordava fosse stata ormai corrotta dalla morte. Cos\u00ec,\u00a0si rifiut\u00f2. Quindi\u00a0la dea, ormai disperata e prossima alla follia, lo maledisse: &#8220;Da quest&#8217;oggi, per punirti, ogni giorno uccider\u00f2 mille creature di quel mondo\u00a0che tu hai tanto faticosamente creato!&#8221; Al che lui rispose, fieramente: &#8220;Allora vorr\u00e0 dire che a partire da ogni alba e prima del tramonto, io ne creer\u00f2 1.500!&#8221; Al ritorno dalla fallimentare spedizione, quindi, Izanagi si lav\u00f2 tristemente il volto, per purificarsi. Fu allora che dal suo occhio sinistro nacque Amaterasu, la dea del Sole. Da quello destro Tsukiyomi, il dio della Luna. E dal naso scatur\u00ec Susanoo, il terribile fanciullo delle tempeste, che avrebbe imperversato per la terra del Giappone con la spada e con la lancia, negli innumerevoli\u00a0secoli a venire. E cos\u00ec, anno dopo anno, Kyoto bruciava. Ma dalle ceneri, ogni volta, rinasceva. Pi\u00f9 grande. Pi\u00f9 magnifica\u00a0di prima&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di ritorno dalla grande caccia, il sommo Izanagi fuoriusc\u00ec dagli alberi della foresta del Cielo, in sella al sacro cavallo, con l&#8217;arco divino stretto in una mano e l&#8217;altra a farsi scudo dalla luce dall&#8217;astro nascente dell&#8217;unica ed infinita alba, in questo mondo ancora privo di una dea del Sole. Dinnanzi a lui, nel mezzo &#8230; <a title=\"Quando Kyoto brucia tra la gioia della gente\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18878\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Quando Kyoto brucia tra la gioia della gente\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1274,242,480,46,1361,1362,154,72,1363,71,1024,87],"class_list":["post-18878","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-buddhismo","tag-feste","tag-fuoco","tag-giappone","tag-kojiki","tag-kyoto","tag-letteratura","tag-mitologia","tag-shintoismo","tag-storia","tag-tradizioni","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18878","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18878"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18878\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18883,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18878\/revisions\/18883"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18878"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18878"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18878"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}