{"id":18840,"date":"2015-11-27T07:36:19","date_gmt":"2015-11-27T06:36:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18840"},"modified":"2015-11-27T07:37:43","modified_gmt":"2015-11-27T06:37:43","slug":"basta-un-video-a-dimostrare-la-svettante-grazia-del-cervino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18840","title":{"rendered":"Basta un video a dimostrare la svettante grazia del Cervino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/146902199\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18841\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18841\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Cervino-500x313.jpg\" alt=\"Cervino\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Cervino-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Cervino.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le prime immagini, ce n&#8217;\u00e8 una particolarmente significativa: un piccolo <em>cairn<\/em>, o cumulo di pietre, costruito da qualcuno per marcare il suo passaggio, in prossimit\u00e0 di uno dei molti sentieri alpini che circondano quel grande picco solitario. La struttura messa in posizione\u00a0dalla mano umana, senza l&#8217;uso di cemento o pozzolana ma soltanto grazie a un certo grado di equilibrio, si staglia su un fondale azzurro cielo, tra le nubi vorticanti tipiche dello spartiacque principale alpino. Quando a un tratto, d&#8217;improvviso, dalla foschia emerge una famosa sagoma, che s&#8217;innalza netta contro il nulla; \u00e8 netta eppure frastagliata; la sua punta pende da una parte; nel complesso \u00e8 come una piramide, o la lama del coltello. Ma \u00e8 allora che, per un gioco della prospettiva, avviene l&#8217;imprevisto e l&#8217;impossibile. Perch\u00e9 le due cose, il macro e il micro, l&#8217;incommensurabile maestosit\u00e0 della natura e il giocoso gesto di un passante occasionale, vengono inquadrate\u00a0l&#8217;una innanzi all&#8217;altra,\u00a0in una giustapposizione che\u00a0dimostra la loro apparente\u00a0somiglianza. E sarebbe davvero difficile da biasimare, chiunque si sia messo, in un pomeriggio d&#8217;estate, a raccogliere ed ammonticchiare tutti quei macigni, andando a modificare\u00a0artificialmente un paesaggio immutato da millenni. Perch\u00e9 \u00e8 assolutamente condivisibile un simile\u00a0gesto, di chi vedendo il bello smisurato, tenta di ridurlo a dimensioni comprensibili, per gioco e accrescimento spirituale. Poi\u00a0di l\u00ec a poco, l&#8217;inquadratura si allarga: di <em>cairns<\/em>, qui ce ne sono almeno una dozzina, nient&#8217;altro che una minima parte di quelli disposti lungo i sentieri usati per raggiungere una vetta tale, estremamente tecnica e complessa, che nonostante questo viene annoverata tra le pi\u00f9 celebri ed iconiche dell&#8217;alpinismo internazionale. Vivere l&#8217;esperienza, respirare quell&#8217;aria rarefatta, piantando la propria piccozza lungo le fessure in\u00a0pietra metamorfica del brullo monte, fino all&#8217;esperienza del trionfo finale, a seguito del quale si alzano le braccia verso il cielo! Sicuri per un attimo di essere in cima al mondo,\u00a0nonostante la logica ci dica di essere soltanto sulla sesta\u00a0delle montagne delle Alpi per altezza, ad appena 4478 metri dal livello del mare. Gi\u00e0, ma come sarebbe mai possibile descrivere\u00a0una tale sensazione a chi non l&#8217;ha mai provata&#8230;Offrire, tramite uno schermo digitale, uno scorcio credibile di cosa voglia dire superare totalmente il senso di vertigine, per concludere un pellegrinaggio verso il cielo?<br \/>\nL&#8217;ultimo a provarci, con questo video realizzato la scorsa estate ma diffuso tra il grande pubblico del web esattamente un giorno fa, \u00e8 stato\u00a0Tyler Fairbank della\u00a0Light Owl Productions di\u00a0New York City, fotografo e regista viaggiatore, che si \u00e8 messo in mostra all&#8217;improvviso col rilascio in rapida sequenza di due video, questo, intitolato semplicemente Matterhorn dal nome del versante svizzero della montagna ed uno ambientato in Sud Africa, tra elefanti, giraffe e tutto il resto dell&#8217;allegra compagnia bestiale (<a href=\"https:\/\/vimeo.com\/145743834\" target=\"_blank\">SAFARI South Africa<\/a> &#8211; \u00e8 anch&#8217;esso molto bello). L&#8217;approccio di queste sue creazioni \u00e8 molto interessante, proprio perch\u00e9 potrebbe dirsi la versione registica del gesto del costruttore di quel cumulo di pietre non a caso evidenziato, che in qualche maniera riduceva ci\u00f2 che aveva intenzione di onorare, non certo per sminuirlo, bens\u00ec allo scopo di creare una feconda giustapposizione. Il che significa, in una creazione artistica orientata sul\u00a0montaggio progressivo, come per l&#8217;appunto \u00e8 un qualunque video, rimpicciolire l&#8217;asse del tempo, creando quella che viene comunemente definita una sequenza di <em>time-lapse<\/em>. Ma qui in effetti, viene compiuto pure il passo successivo&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18842\" aria-describedby=\"caption-attachment-18842\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RbXchpAZR8c\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18842 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Luci-Cervino-500x313.jpg\" alt=\"Luci Cervino\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Luci-Cervino-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Luci-Cervino.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18842\" class=\"wp-caption-text\">Le luci mostrate nel finale del video erano state accese lo scorso luglio, per commemorare il 150\u00b0 anniversario della prima scalata del Cervino, effettuata nel 1865 dal gruppo dell&#8217;alpinista inglese Edward Whymper. Ecco lo\u00a0spot rilevante della compagnia di abbigliamento Mammut, sponsor dell&#8217;evento.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">I video migliori di questo autore appartengono evidentemente a un sottogenere dall&#8217;origine piuttosto recente, perch\u00e9 inerentemente associato\u00a0allo strumento tecnico delle foto e videocamere digitali. Si tratta in poche parole, per usare il termine coniato nel 2012 dall&#8217;autore di un\u00a0qualcosa di simile incentrato sulla citt\u00e0 di Berlino,\u00a0Shahab Gabriel Behzumi, di una sequenza in <em>hyperlapse<\/em>. Quel\u00a0settore creativo, per la prima volta messo in pratica\u00a0attorno al 2010 dal regista americano\u00a0Dan Eckert, che consiste\u00a0nel puntare la telecamera in un punto fisso, spostandosi a intervalli regolari per creare l&#8217;illusione del movimento. Occasionalmente, come da usanza del particolare \u00e0mbito, si impiega un potente zoom per dare risalto a qualcosa di mobile e distante, come un passante o un animale, improvvisamente portato in primo piano come se lo spettatore si fosse, in qualche maniera, reincarnato. Ed \u00e8 forse proprio per avere una maggiore quantit\u00e0 di simili soggetti, che l&#8217;ambientazione pi\u00f9 sfruttata\u00a0dagli <em>hyperlapse<\/em> \u00e8 quella di tipo urbano, spesso in associazione e col supporto di particolari organi istituzionali al servizio del turismo. Si osservi, per comparazione e magari attraverso <a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14491\" target=\"_blank\">il mio stesso articolo di qualche tempo fa<\/a>, l&#8217;opera di un altro famoso autore e chiara ispirazione del qui presente alpinista, quel pluripremiato\u00a0JT Singh che occasionalmente assurge di nuovo alle cronache, per alla messa in opera\u00a0di un altro sguardo atipico su qualche celebre citt\u00e0 del mondo. L&#8217;ultima volta, ad esempio, capit\u00f2 in occasione della sua visita presso il pi\u00f9 improbabile degli ambienti situazionali: la <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/102051605\" target=\"_blank\">capitale nordcoreana di Pyongyang<\/a>. Ciascuno di questi video da pochi minuti, normalmente, \u00e8 il frutto di mesi interi di lavorazione, con spostamenti in location scelte ad arte, escursioni investigative e l&#8217;occasionale sfruttamento di sistemi per la registrazione aerea, <em>Viz.\u00a0<\/em>droni.<br \/>\nEppure, forse proprio perch\u00e9 la tecnologia si associa normalmente alla modernit\u00e0, fra tutti questi nomi di primo piano nel\u00a0settore del montaggio iperveloce e mobile, nessuno aveva mai pensato a una\u00a0realizzazione come quella di\u00a0Fairbank, fondata, nella sua parte principale, unicamente sulla forza estetica della natura. Tranne che per i citati cumuli di pietre, e un altro momento notevole sul finale, in cui compaiono una serie di luci lampeggianti sul versante svizzero della montagna, riprese direttamente da un&#8217;altura sopra il paese di\u00a0Zermatt, nel Canton Vallese. L&#8217;origine di una tale occasione, tanto insolita quanto affascinante, pu\u00f2 costituire\u00a0in se stessa una storia degna di essere citata.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18843\" aria-describedby=\"caption-attachment-18843\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RPf-8CZn8Tg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18843 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Whympers-ascent-500x313.jpg\" alt=\"Whymper's ascent\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Whympers-ascent-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Whympers-ascent.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18843\" class=\"wp-caption-text\">In questa sequenza girata con finalit\u00e0 turistiche dal comune di Zermatt, viene narrata in modo piuttosto esauriente la vicenda collegata alla prima scalata del Cervino. Bench\u00e9 il video sembri interrompersi proprio nel punto saliente, purtroppo ad oggi non esiste una seconda parte che concluda il racconto.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella storia dell&#8217;alpinismo moderno, non c&#8217;\u00e8 forse un singolo altro picco che sia stato in grado di lasciare un segno tanto significativo quanto quello del Cervino, un monte posto dinnanzi agli occhi della nostra civilizzazione fin dall&#8217;epoca di\u00a0Augusta Pr\u00e6toria Salassorum (l&#8217;odierna Aosta) quando, in funzione di un clima comparabilmente pi\u00f9 mite di quello odierno, proprio alla sua ombra sorgevano innumerevoli e fruttuose\u00a0fattorie. E talmente fertile, era quel suolo ed anche quello della stessa montagna, che gli antichi la chiamavano <i>Mons <\/i><em>Silvanus,\u00a0<\/em>ovvero la Cima Boscosa. Proprio da questo termine, attraverso la mutazione lessicale francese, si \u00e8 giunti quindi all&#8217;appellativo di Servin, erroneamente associato a partire dal XVIII secolo al concetto dell&#8217;animale cervo, principalmente per un errore di trascrizione di\u00a0Horace-B\u00e9n\u00e9dict de Saussure, cartografo del Regno di Sardegna. Dal 1800 in poi, quindi, in concomitanza\u00a0la nascita del movimento internazionale dell&#8217;alpinismo, furono effettuati i primi tentativi di scalata, tutti pi\u00f9 o meno fallimentari. La caratteristica composizione geologica di questo monte, infatti, lo rendeva particolarmente ostico persino per gli scalatori esperti, e i primi\u00a0a giungere relativamente vicino alla cima\u00a0nel corso di quella prima generazione furono\u00a0Jean-Jacques e Jean-Antoine Carrel, dovendo tornare indietro da poco pi\u00f9 di 4000 metri dalla parte del versante italiano, nel 1861. Contemporaneamente a tale episodio, tuttavia, stava imponendosi la figura di un giovane scalatore inglese di appena 25 anni,\u00a0Edward Whymper, che nel corso dell&#8217;estate successiva avrebbe tentato di salire sulla vetta ben 5 volte, talvolta anche in solitaria, ritrovandosi sempre costretto a ritornare indietro. Nel\u00a0corso dell&#8217;inverno del 1864-65, quindi, l&#8217;aspirante primatista studi\u00f2 approfonditamente la composizione geologica della montagna, scoprendo come, contrariamente a quanto fosse stato ritenuto fino ad allora, il versante pi\u00f9 adatto a salire sulla vetta non era quello dalla parte del paese italiano di Cervinia ma la sua controparte svizzera, poich\u00e9 la particolare inclinazione del monte offriva da quel verso una serie di appigli naturali, simili a scalini. Cos\u00ec, il\u00a018 luglio del 1865, questa volta accompagnato da due compatrioti e tre guide locali,\u00a0Whymper part\u00ec ancora\u00a0per la vetta. Nel frattempo lo stesso rivale Carrel, dalla parte del versante italiano, stava nuovamente tentando di arrivare in cima a sua volta, assieme ad una comitiva di alpinisti italiani guidati dal politico e studioso\u00a0Quintino Sella. Il gruppo degli\u00a0italiani, che si sentiva sicuro di poter ottenere il primato per il semplice fatto che il versante svizzero veniva ritenuto impossibile, furono tuttavia sconfitti in velocit\u00e0, e ad un certo punto, riuscendo a scorgere gli inglesi gi\u00e0 in prossimit\u00e0 della cima, scelsero di ritornare indietro. Ed \u00e8 cos\u00ec, che la vetta del Cervino fu finalmente conquistata, per l&#8217;opera e la visione di un alpinista inglese.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18844\" aria-describedby=\"caption-attachment-18844\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/X3uYcHQjLBE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18844\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18844 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Cervino-2-500x313.jpg\" alt=\"Cervino 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Cervino-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Cervino-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18844\" class=\"wp-caption-text\">Un altro ottimo\u00a0video in time-lapse sul Cervino \u00e8 questo di Sam Ferrara, in cui il picco sembra improvvisamente (cito) &#8220;andare a fuoco&#8221; per il sopraggiungere dell&#8217;alba.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo, l&#8217;epilogo\u00a0della vicenda\u00a0\u00e8 particolarmente triste e sfortunato: nel corso della discesa Whymper e i suoi, stanchi per l&#8217;opera compiuta, iniziarono ben presto a trovarsi in difficolt\u00e0. Al punto che il membro meno esperto della spedizione, Douglas Robert Hadow, mise un piede in fallo e inizi\u00f2 a cadere verso valle da un tremendo precipizio, urtando\u00a0una delle guide, Michael Croz. Il peso dei due, quindi, che erano legati al resto della cordata, trascin\u00f2 verso la rovina anche uno dei loro compagni, il reverendo\u00a0Charles Hudson, prima che la corda, purtroppo o per fortuna, si rompesse di netto. \u00c8 chiaro che le attrezzature di allora, cos\u00ec come le procedure di sicurezza di una disciplina nascente come l&#8217;alpinismo, non fossero efficaci e sicure come quelle dei nostri pi\u00f9 moderni giorni. Cos\u00ec da quella terribile avventura fecero ritorno solo tre persone: le guide\u00a0Taugwalder (padre e figlio) e Whymper stesso, che in seguito sarebbe diventato una figura di primo piano nel mondo delle scalate. Ci fu anche un indagine ufficiale, per determinare se l&#8217;incidente fosse stato evitabile, o se addirittura la corda non fosse stata tagliata intenzionalmente per\u00a0avere salva la vita da parte dei superstiti, e l&#8217;intera questione ebbe una rilevanza tale, sui giornali dell&#8217;epoca, da portare qualcuno a suggerire che l&#8217;alpinismo fosse subito\u00a0vietato, perch\u00e9 chiaramente troppo pericoloso. Fra tutte le\u00a0discussioni e i propositi nati sulla\u00a0storia di questa montagna, forse la pi\u00f9 assurda ed improbabile. Da che l&#8217;uomo esiste, ha sempre messo in bilico le pietre, una sopra l&#8217;altra. E chi potrebbe mai essere il suo modello, se non l&#8217;alto massiccio innanzi a lui? Non si pu\u00f2 guardare una simile cosa, senza pensare, prima o poi: &#8220;Vorrei essere l\u00ec\u00a0sopra, prima o poi.&#8221; E tutto il resto, sono semplici dettagli. Addirittura il tempo sembra accelerare!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le prime immagini, ce n&#8217;\u00e8 una particolarmente significativa: un piccolo cairn, o cumulo di pietre, costruito da qualcuno per marcare il suo passaggio, in prossimit\u00e0 di uno dei molti sentieri alpini che circondano quel grande picco solitario. La struttura messa in posizione\u00a0dalla mano umana, senza l&#8217;uso di cemento o pozzolana ma soltanto grazie a &#8230; <a title=\"Basta un video a dimostrare la svettante grazia del Cervino\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18840\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Basta un video a dimostrare la svettante grazia del Cervino\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1352,228,1353,424,301,1354,71,282,323,87],"class_list":["post-18840","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alpinismo","tag-ambiente","tag-hyperlapse","tag-italia","tag-montagne","tag-paesaggio","tag-storia","tag-svizzera","tag-time-lapse","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18840","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18840"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18840\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18845,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18840\/revisions\/18845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18840"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18840"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18840"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}