{"id":18825,"date":"2015-11-25T07:38:49","date_gmt":"2015-11-25T06:38:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18825"},"modified":"2015-11-25T07:47:08","modified_gmt":"2015-11-25T06:47:08","slug":"il-muco-malefico-del-pesce-strega","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18825","title":{"rendered":"Il muco malefico del pesce strega"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Bb2EOP3ohnE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18826\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18828\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Hagfish-500x313.jpg\" alt=\"Hagfish\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Hagfish-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Hagfish.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un bicchierino sopra il tavolo, due guanti bianchi, quella che sembrerebbe a tutti gli effetti una comune anguilla. Sembrerebbe! Perch\u00e9 in poco tempo, lo scienziato inizia una curiosa procedura che basta a denunciarne la natura fuori dal comune. Sul fianco dell&#8217;animale, che ci viene assicurato essere stato solamente addormentato, viene inflitta\u00a0una leggera scarica elettricit\u00e0, sufficiente a stimolare alcune ghiandole invisibili da questa angolazione. Quindi, con una piccola spatola\u00a0di metallo, se ne raccoglie il frutto totalmente trasparente: alcuni grammi di una sostanza perfettamente trasparente, la potente\u00a0secrezione difensiva di questa creatura. Il cui utilizzo deputato, nel presente caso, diviene presto chiaro. Quando l&#8217;attrezzo viene immerso in un bicchiere, sottoponendo\u00a0la mistura risultante ad un&#8217;energica\u00a0miscelatura.\u00a0Poco dopo, quello che era liquido, diviene denso, e cola verso il basso, in un modo\u00a0che potrebbe facilmente lasciarvi basiti&#8230;<br \/>\nCi sono pi\u00f9 cose in cielo e in terra&#8230;Che camminano, strisciano, battono le ali. Ma se quelle sono infiniti miliardi, allora che dire delle bestie che si spostano tra luci ed ombre, sopra l&#8217;onde e dentro i flutti delle acquatiche profondit\u00e0? Dove il rapporto tra le dimensioni e la capacit\u00e0 d&#8217;imporsi \u00e8 spesso trascurabile, tra le armi evolutive pi\u00f9 sofisticate ed efficaci. Perch\u00e9 se dovessimo partire all&#8217;interno di uno scafo sommergibile, con apertura panoramica su tutti i lati, per\u00a0una discesa verso il ripido fondale, ci\u00f2 che passa\u00a0innanzi ai nostri stessi occhi basterebbe a comprendere\u00a0quella marcia senza posa, che dall&#8217;uovo primordiale ci ha condotti a&#8230;Pesci dalle ali argentee, che rimbalzano leggiadri verso l&#8217;orizzonte. Mentre poco sotto, i caranghi carnivori\u00a0della zona superficiale guizzano nervosi, riorientando i grossi bulbi verso le possibili fonti di cibo. E ancora oltre, dove i raggi della luce iniziano a farsi pi\u00f9 radi, meduse a profusione, del tutto immobili e insensibili, essere non-vivi ma certamente neanche morti, le cui cellule tossiche, i nematocisti,\u00a0bastano a scoraggiare tutti i predatori tranne quelli pi\u00f9 determinati. Un delfino tra le ombre, soffiando il suo richiamo, delicatamente si avvicina, apre la bocca e ne risucchia\u00a0una. Sembra sorridere, come se fosse l&#8217;unico a conoscere un segreto. Ma non \u00e8 tempo di fermarsi ad indagare, mentre gi\u00e0 la struttura di metallo sommergibile\u00a0inizia a scricchiolare, per l&#8217;aumento costante della terribile pressione. Ancora pi\u00f9 gi\u00f9, tra gli squali della zona mesopelagica, possenti nuotatori, creature prive di uno scheletro nel senso pi\u00f9 comune, perch\u00e9 provenienti da una diversa pagina del nostro grande libro. Questi pesci cartilaginei, dalla doppia fila di denti estremamente acuminati, del tutto indifferenti ai capodogli che percorrono le alterne\u00a0correnti, e polipi giganti, e colossali calamari&#8230; E ancora non ci siamo, perch\u00e9 pi\u00f9 gi\u00f9, pi\u00f9 gi\u00f9 dobbiamo andare. Sotto i 1.000 metri, nel buio ormai pressoch\u00e9 totale, dove inizia la zona batipelagica dei pesci granatieri (<em>Macrouridae<\/em>)\u00a0la coda lunga e serpeggiante, con chemiorecettori lungo i\u00a0fianchi, sotto la pelle pallida e malsana, a fare da strumenti per trovare la precisa via risolutiva di giornata. Altre creature, adottano diverse strategie: qui ancora si spingono, talvolta, i grossi tonni obesi (<em>T. obesus<\/em>), esploratori trasversali\u00a0degli ambienti circostanti, privi del concetto di un confine tanto arbitrario, limitatamente\u00a0verticale. Ma persino i loro grandi occhi, qui sotto, servono davvero a poco. D&#8217;un tratto, il nostro batiscafo appare stranamente silenzioso. Verso i 2.000 metri, nulla pare muoversi, e anche quelle poche creature che persistono nel vagheggiare, lo fanno in modo estremamente cauto. Se\u00a0dovessimo trovarci presso una regione davvero\u00a0profonda dell&#8217;oceano, da qui partirebbe la zona abissopelagica, mistico\u00a0appannaggio delle occulte rane pescatrici, oltre ad organismi la cui logica ci sfugge ancora largamente. Ma ecco che le nostre luci, d&#8217;improvviso, incontrano il fondale! Dove nonostante l&#8217;opprimente oscurit\u00e0 degli altri giorni, serpeggianti cose hanno il metodo di prosperare. E quelle cose sono i\u00a0missinoidi, simili ad anguille, spazzini simili alla lampreda, ma con almeno una freccia speciale al proprio arco. Estremamente appiccicosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\nLi chiamano, in inglese, <em>hagfish, <\/em>dalla parola idiomatica che si usa per riferirsi ad una donna anziana ed esteticamente poco attraente, generalmente dedita alla pratica del maleficio sovrannaturale. Ora, non mi \u00e8 particolarmente chiara l&#8217;origine di questa associazione. N\u00e9\u00a0del resto, la comune classificazione scientifica sa esattamente cosa sia, questo fluttuante <em>slimer<\/em>\u00a0del profondo. Sono molti anni ormai, che la letteratura scientifica presenta la famiglia dei\u00a0<em>Myxiniformes<\/em> (questo il loro appellativo in latino) in associazione con una problematica diatriba, che li vedrebbe alternativamente come una via di mezzo tra gli invertebrati e gli\u00a0gnatostomi (creature vertebrate con mandibola) oppure una forma degenerata di animale pi\u00f9 complesso, in cui in qualche momento, per ragioni largamente ignote, la colonna vertebrale ha smesso di avere una funzione, atrofizzandosi sul giro delle alterne generazioni. Qualcuno, questo problema l&#8217;ha risolto sulla carta in modo drastico: creando un sotto-phylum dei cordati definito <em>craniata\u00a0<\/em>o craniota, in cui \u00e8 presente si un teschio, ma del tutto scollegato dal resto dello scheletro della creatura. L&#8217;unico membro di questa categoria, ovviamente, sarebbe proprio il pesce strega.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18827\" aria-describedby=\"caption-attachment-18827\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pmaal7Hf0WA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18826\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18827 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Hagfish-3-500x313.jpg\" alt=\"Hagfish 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Hagfish-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Hagfish-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18827\" class=\"wp-caption-text\">Come potresti dire di no a quel bel musetto?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una creatura sopratutto nota agli utilizzatori delle reti a strascico, dal Pacifico all&#8217;Atlantico, per l&#8217;abitudine piuttosto problematica di attaccare il pescato, prima che questo possa essere trascinato in superficie. Non \u00e8 mai stato insolito, al momento della verit\u00e0, trovarsi di fronte a un intero carico portato a bordo, in cui ciascun singolo pesce \u00e8 stato mangiucchiato e reso invendibile durante la lunga risalita, mediante l&#8217;impiego insistente delle strane\u00a0placche dentate di queste anguille del profondo. Alternative al concetto di &#8220;denti&#8221; che si muovono in maniera trasversale destra-sinistra, invece che chiudersi in sovrapposizione, cos\u00ec come avviene per il gi\u00e0 citato parente pi\u00f9 prossimo di questo pesce, la lampreda. La quale, dal canto suo, si accontenta di attaccarsi alla pelle di pesci pi\u00f9 grandi, per succhiarne lentamente il sangue. Mentre lo strega, pi\u00f9 vorace, preferisce percorrere attivamente il territorio, alla ricerca di pranzetti d&#8217;occasione. Noto soprattutto come spazzino, divoratore al massimo di vermi policheti, si \u00e8 in tempi pi\u00f9 recenti scoperto essere anche in grado di\u00a0catturare anche prede dall&#8217;alta mobilit\u00e0, come granchi, cefalopodi, persino piccoli squali. Considerate che la specie pi\u00f9 grande di questo pesce, l&#8217;<i>Eptatretus goliath <\/i>della Nuova Zelanda, pu\u00f2 raggiungere anche i 127 cm di lunghezza. Ma l&#8217;abitudine alimentare a cui resta maggiormente legato, negli studi scientifici come nella cultura\u00a0popolare, \u00e8 il consumo delle carcasse di balena. \u00c8 risaputa in effetti la sua abitudine, raffinata dalla molta pratica pregressa, di perforare la pelle del titano defunto, entrando al suo interno per mangiarne le interiora. Un branco di questi pesci, che pu\u00f2 essere composto da innumerevoli esemplari, pu\u00f2 sopraggiungere sul luogo dell&#8217;evento e\u00a0fare un pasto completo entrando da un singolo pertugio, lasciando l&#8217;esterno della balena totalmente immutato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18826\" aria-describedby=\"caption-attachment-18826\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Bta18FdkVcA\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18826 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Hagfish-2-500x313.jpg\" alt=\"Hagfish 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Hagfish-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Hagfish-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18826\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;articolo di accompagnamento a questo video, <em>Hagfish predatory behaviour and slime defence mechanism<\/em>, <a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC3216612\/\" target=\"_blank\">\u00e8 disponibile online sul portale della Biblioteca Medica Nazionale degli Stati Uniti <\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La funzione esatta del\u00a0muco prodotto dall&#8217;organismo del pesce strega \u00e8 rimasto per lungo tempo un mistero.\u00a0Naturalmente, abbondavano le teorie, tra cui questa finalmente dimostrata nel 2011, da un gruppo di scienziati della University of Massey in Nuova Zelanda, secondo cui doveva necessariamente trattarsi di uno strumento di autodifesa.\u00a0L&#8217;esperimento condotto pi\u00f9 volte dal team di studio \u00e8 consistito nel preparare un&#8217;esca collegata ad un veicolo a comando remoto dotato di telecamera, inviata fino a diversi tratti di mare\u00a0abitati dai pesci strega della specie\u00a0<em>Eptatretus cirrhatus<\/em>, tra le pi\u00f9 diffuse del territorio d&#8217;Oceania. Dopo breve tempo, come previsto, ha iniziato a verificarsi la scena di questi ultimi che si avvicinavano, alla ricerca di un pasto tanto fortunato. Una missione in cui, naturalmente, non erano del tutto soli. In un caso gli strega erano stati seguiti da un grosso\u00a0<em>Genypterus blacodes<\/em> (anguilla delle profondit\u00e0) mentre in altri, da varie specie di squali decisamente pi\u00f9 imponenti di loro. E ogni volta, come da copione, il pesce grosso mordeva quello piccolo, cos\u00ec come ogni volta, contrariamente alle aspettative, dopo un secondo lo lasciava, per nuotare verso prede pi\u00f9 attraenti. Questo perch\u00e9 la presunta vittima, alla prima pressione dei denti nemici, aveva liberato con un riflesso automatico i suoi pochi grammi di muco filamentoso, in grado di espandersi in acqua creando fino a 20 litri di sostanza gelatinosa, talmente densa da intasare le branchie di qualsiasi predatore. Cos\u00ec, a meno di voler soffocare, nessun pesce pu\u00f2 decidere &#8220;stasera mangio missinoidi&#8221;\u00a0come invece talvolta fanno i mammiferi marini o i polpi dotati di sistemi alternativi di respirazione, nel cui stomaco queste creature sono state occasionalmente ritrovate. \u00c8 importante notare come, diversamente da quanto avviene con l&#8217;inchiostro della seppia, il rilascio di questo muco venga effettuato senza nessun tipo di intenzione conscia da parte del pesce, che spesso, dopo aver subito l&#8217;attacco, continua a nutrirsi in modo totalmente indisturbato. Non ha nemmeno bisogno di guardarsi intorno.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18832\" aria-describedby=\"caption-attachment-18832\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=18832#main\" rel=\"attachment wp-att-18832\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18832 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/hagfish-predation-500x502.jpg\" alt=\"hagfish predation\" width=\"500\" height=\"502\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/hagfish-predation-500x502.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/hagfish-predation-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/hagfish-predation.jpg 630w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18832\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC3216612\/figure\/f3\/\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma le sorprese, in tale\u00a0missione di ricerca, non finirono l\u00ec: in un secondo video, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/rB0GVcj2xt8\" target=\"_blank\">anch&#8217;esso disponibile su YouTube<\/a>, il pesce strega viene mostrato mentre si impegna in un particolare comportamento di caccia. Alcuni esemplari, in quel caso, ignorando completamente l&#8217;esca, decidevano invece di setacciare il fondale, alla ricerca di un particolare foro nella sabbia, abitato dal piccolo pesce\u00a0<em>Cepola haastii.\u00a0<\/em>Una volta trovatolo, quindi, gli strega vi infilavano la testa, iniziando ad agitare la coda ed annodarsi in una caratteristica posizione. Quindi, dopo aver aspettato alcuni minuti, tiravano fuori la vittima, gi\u00e0 morta. \u00c8 stato ipotizzato che in quel caso i pesci stessero inondando di muco la tana, soffocando la propria vittima prima di divorarla. Ci\u00f2 costituirebbe la dimostrazione che il loro\u00a0strumento difensivo\u00a0possa essere impiegato anche nella caccia, rendendolo, se possibile, ancora pi\u00f9 inquietante.<br \/>\nNel frattempo, sono state compiute diverse ricerche in merito alle possibili applicazioni di questo particolare fluido, tra cui quella da cui proveniva il video di apertura, l&#8217;opera di\u00a0Nimrod Levy del Dipartimento di Zoologia dell&#8217;Universit\u00e0 della British Columbia, in Canada. Il suo team di ricerca, capitanato dal Prof.\u00a0Douglas S. Fudge, si\u00a0sta occupando negli ultimi anni\u00a0nella dimostrazione di come i filamenti che lo compongono potrebbero teoricamente trovare l&#8217;impiego\u00a0per la creazione di un nuovo tipo di tessuti, alla stessa maniera di quelle della tela dei ragni. Le fibre che lo compongono sono infatti lunghe fino a 15 cm, estremamente flessibili e pi\u00f9 sottili di un micron, ovvero molto meno di un capello umano. Le possibilit\u00e0 sono letteralmente infinite, e vanno ben oltre la creazione dei classici portafogli in &#8220;pelle d&#8217;anguilla&#8221; che talvolta vengono realizzati anche con quella del pesce strega.\u00a0E occorrer\u00e0\u00a0citare, in ultima analisi,\u00a0una particolare funzione commerciale di queste creature che vi apparir\u00e0, forse, particolarmente sorprendente: nella cucina coreana e giapponese, il loro\u00a0muco viene incluso in diversi piatti regionali, con funzioni gastronomiche paragonabili al bianco d&#8217;uovo. Il che, dopo tutto, \u00e8 comprensibile: in condizioni ideali, se il pesce non ha subito un trauma o uno spavento, il prodotto\u00a0appiccicoso risulta inodore, trasparente e quasi del tutto insapore. In condizioni meno ideali, invece, la povera creatura tende a rigurgitarvi dentro il proprio\u00a0pranzo marcescente&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un bicchierino sopra il tavolo, due guanti bianchi, quella che sembrerebbe a tutti gli effetti una comune anguilla. Sembrerebbe! Perch\u00e9 in poco tempo, lo scienziato inizia una curiosa procedura che basta a denunciarne la natura fuori dal comune. Sul fianco dell&#8217;animale, che ci viene assicurato essere stato solamente addormentato, viene inflitta\u00a0una leggera scarica elettricit\u00e0, sufficiente &#8230; <a title=\"Il muco malefico del pesce strega\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18825\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il muco malefico del pesce strega\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,1097,249,1350,403,400,399,600,1351,78,682],"class_list":["post-18825","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-evoluzione","tag-mare","tag-muco","tag-nuova-zelanda","tag-oceano","tag-pesci","tag-predatori","tag-profondita","tag-scienza","tag-strane-creature"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18825","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18825"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18825\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18833,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18825\/revisions\/18833"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18825"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18825"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18825"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}