{"id":18819,"date":"2015-11-24T07:42:40","date_gmt":"2015-11-24T06:42:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18819"},"modified":"2015-11-24T13:00:58","modified_gmt":"2015-11-24T12:00:58","slug":"un-rifugio-atomico-ricavato-da-42-scuolabus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18819","title":{"rendered":"Un rifugio atomico ricavato da 42 scuolabus"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/VmoeWsdNR2o\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18820\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18820\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Ark-Two-500x313.jpg\" alt=\"Ark Two\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Ark-Two-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Ark-Two.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per qualche ragione, il portone metallico di un verde brillante tra l&#8217;erba delle ariose colline, scrostato e arrugginito in buona parte della sua estensione, non ha un aspetto estremamente tranquillizzante. Il suo costruttore, del resto, di problemi con le istituzioni\u00a0ne ha avuti diversi, nel continuo ripetersi di un ciclo particolarmente fastidioso: i giornali locali, in cerca di una nozione\u00a0che in qualsivoglia modo possa far notizia, ogni anno pubblicano un breve articolo sulla vasta\u00a0cattedrale sotterranea. E subito intervengono i pompieri, o la polizia: &#8220;\u00c8 un rischio per tutte le persone coinvolte. Potrebbe andare a fuoco.&#8221; Oppure: &#8220;L&#8217;umidit\u00e0 all&#8217;interno del rifugio risulta\u00a0superiore ai valori consigliati. Ogni volta che fa entrare qualcuno l\u00e0 dentro, le persone potrebbero ammalarsi.&#8221; E basta fare un primo passo oltre la soglia, nel buio dal soffitto a botte ricoperto di cemento, perch\u00e9 insorga il primo vago senso di claustrofobia. Queste non sono stanze, \u00e9 ovvio, dal soffitto particolarmente alto. I sedili sono stati tolti, ma ciascun ambiente appare ancora per ci\u00f2 che realmente \u00e8: un veicolo per trasportare le persone, a cui sono state tolte le ruote, i sedili, la luce del Sole.\u00a0L&#8217;aria \u00e8 appena sufficiente. Mentre l&#8217;aspetto complessivo\u00a0degli arredi \u00e8 proprio quello che ti aspetteresti da un luogo costruito almeno 30 anni fa, poi soggetto a occasionali\u00a0interventi di manutenzione. In\u00a0un ambiente di 3.000 metri quadri sottoterra, senza i sofisticati impianti di ventilazione e deumidificazione di un vero bunker a uso militare, tutte le cose mobili\u00a0saranno\u00a0irrimediabilmente soggette a certe problematiche ambientali di fondo. Sufficienti a corrodere e scrostare, distruggere, ben prima che si giunga all&#8217;utilizzo. Sempre fissato per circa\u00a0due anni da ora, due anni da questo preciso momento&#8230;<br \/>\nSi \u00e8 propensi, pensando alla figura biblica del patriarca No\u00e8, a considerare quell&#8217;uomo come illuminato, letteralmente e figurativamente, da uno stato di sapienza superiore. Poich\u00e9 colui che nella Genesi viene definito in grado di &#8220;camminare col Signore&#8221; e aveva da\u00a0Egli ricevuto il compito di trarre in salvo gli animali dal diluvio, a coppie pronte alla riproduzione, era l&#8217;unico a conoscere la verit\u00e0. Non \u00e8 certo un\u00a0caso se viene sempre data grande rilevanza, nelle versioni didascaliche del racconto, al difficile periodo di costruzione dell&#8217;arca, quando i suoi vicini e conoscenti scrutavano un simile architetto marittimo\u00a0con diffidenza, riprendendolo pi\u00f9 volte per l&#8217;assurdit\u00e0 della sua impresa. &#8220;Una nave, nel deserto?&#8221; Certo. Perch\u00e9 altrove, gi\u00e0 ce n&#8217;erano abbastanza. Persino, troppe. Ed \u00e8 questo, in prima ed ultima analisi, il fondamentale paradosso delle ultime generazioni: noi che viviamo in un&#8217;era di incertezze su scala globale, in bilico su numerose linee zero di confine ed una complessa rete di equilibri tra superpotenze, diversamente dai viventi di quell&#8217;epoca crediamo fermamente nell&#8217;imminenza della fine: poich\u00e9 la tratteggiamo e paventiamo, pressoch\u00e9, dovunque. Nei nostri romanzi, al cinema, in televisione. Persino, quando ci fa comodo, in pubblicit\u00e0. Se oggi qualcuno dovesse giungere dinnanzi a noi, con la verit\u00e0 (presunta) rivelata di un&#8217;imminente catastrofe o diluvio, non ci sono dubbi: in molti si prenderebbero gioco di lui. Ma prontamente,\u00a0un numero pari o superiore d&#8217;individui correrebbero a offrirgli supporto, ritrovandosi coinvolti in pi\u00f9 o meno valide\u00a0attivit\u00e0 improntate alla sopravvivenza della specie. Il che, in coloro che sono dotati di una quella particolare\u00a0inclinazione personale, crea un terribile senso di responsabilit\u00e0. Chi potr\u00e0 mai essere, il prossimo sovrano patriarca? Chi manterr\u00e0 orientato il rigido timone di un difficile avvenire? Chi penser\u00e0 alle prossime generazioni, oltre l&#8217;egoismo della societ\u00e0 cosiddetta civile&#8230;Molti sono i candidati, ben pochi i suggerimenti provenienti da L\u00e0 sopra. Come in fondo, fu anche allora per volere di coLui. L&#8217;unica possibilit\u00e0 di salvarsi diventa, quindi, giudicare sull&#8217;impronta dell&#8217;effettiva produzione pratica, osservare ci\u00f2 che simili figure hanno saputo costruire, attraverso gli anni, per offrire una remota via di scampo all&#8217;impreparata collettivit\u00e0. Vedi ad esempio\u00a0Bruce Beach della cittadina di\u00a0Horning&#8217;s Mills, sita a qualche chilometro da Toronto, nell&#8217;Ontario canadese; quest&#8217;uomo, professore di scienze informatiche, ex-militare,\u00a0autore saggista e filosofo, che realizz\u00f2 a partire dalla met\u00e0 degli anni &#8217;80 una sua particolare visione, per quello che lui definisce un &#8220;orfanotrofio sotterraneo per salvare la prossima generazione dalle bombe&#8221; contando unicamente sulle proprie\u00a0risorse finanziarie e la capacit\u00e0 dialettica di coinvolgimento della popolazione locale che parrebbe, almeno a giudicare dai suoi video, decisamente superiore alla media. Il nome di questa apparente follia: Arca Due. Credo che le implicazioni siano chiare&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\nIl racconto ha un&#8217;origine, remota e nebulosa, con Mr.\u00a0Beach\u00a0che si trasferisce in questi luoghi dopo un lungo periodo trascorso ad insegnare nelle &#8220;universit\u00e0 per persone di colore&#8221; (una vecchia tradizione)\u00a0dei suoi Stati Uniti d&#8217;origine, i ricordi della breve carriera militare ormai lontani, eppure sempre vividi nella memoria. Uomo aperto alle ideologie pi\u00f9 diverse, simpatizzante buddhista Zen, con trascorsi da mormone ma anche un devoto seguace della fede\u00a0Baha&#8217;i di origine persiana, presso il cui tempio in Illinois\u00a0conobbe l&#8217;amata moglie Jean, Bruce a quel punto gi\u00e0 possedeva nozioni avanzate d&#8217;ingegneria, sapeva calcolare i presupposti strutturali e i carichi architettonici, conosceva il modo per costruire una ricetrasmittente radio (per un anno era stato\u00a0l&#8217;unico responsabile di un radiofaro sito nel Circolo polare artico) e soprattutto, credeva fermamente nell&#8217;incombenza del collasso geopolitico totale, che avrebbe condotto alla sempre temuta terza guerra mondiale. Questione niente affatto difficile da comprendere, all&#8217;ombra della crisi dei missili cubani del 1962.\u00a0Questo ed altri eventi\u00a0lo portarono probabilmente a gravitare, come numerosi altri americani\u00a0della sua generazione, verso il movimento del survivalismo, anche detto <em>prepping<\/em>, che consisteva nell&#8217;implementazione di una serie altamente variabile di misure di sicurezza, a cui ricorrere nel caso in cui finisse\u00a0per verificarsi l&#8217;evento tanto a lungo paventato. Il suo approccio fu al tempo stesso estremamente originale, potenzialmente risolutivo: costruire il pi\u00f9 grande bunker privato al mondo, un primato che ancora detiene, a circa 30 anni di distanza dalla sua inaugurazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18821\" aria-describedby=\"caption-attachment-18821\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/zmOLaQYaQ1k\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18821\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18821 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Ark-Two-2-500x313.jpg\" alt=\"Ark Two-2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Ark-Two-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Ark-Two-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18821\" class=\"wp-caption-text\">Beach \u00e8 una figura piuttosto rinomata nella sua regione operativa, spesso intervistata dai giornali e dalla Tv. In precedenza, \u00e8 stato intervistato dal National Geographic ed ha anche partecipato a diversi programmi sul tema del survivalismo. In questo breve e recente video per il Toronto Star, gli viene data l&#8217;opportunit\u00e0 di perorare la sua causa di fronte alla polizia locale, che minacciava ancora una volta di chiudergli il rifugio.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante quanto detto fino ad ora, \u00e8 importante notare come Beach non ami particolarmente il termine di <em>prepper<\/em>. Lui si considera, piuttosto, un <em>reconstructionist<\/em>, ovvero un devoto sostenitore di metodi che consentano, a seguito della catastrofe, di rimettere in piedi la societ\u00e0. Proprio per questo, un punto cardine dell&#8217;Arca Due \u00e8 il suo essere stata costruita interamente a misura a bambino, con alcune ali dotate di brande sovrapposte sufficienti ad ospitare un totale di 250 persone sotto l&#8217;et\u00e0 dei cinque anni. Nella sua idea, quindi, il rifugio dovr\u00e0 essere impiegato a seguito di una ricaduta radioattiva sull&#8217;intero continente nordamericano (il famoso <em>fallout<\/em>) che potrebbe durare, nel periodo successivo alla guerra pi\u00f9 breve e devastante nella storia dell&#8217;uomo, per un tempo variabile tra una settimana e diversi mesi. Onde\u00a0massimizzare la quantit\u00e0 di bambini\u00a0ospitabili, nel manuale di utilizzo del rifugio \u00e8 stato incluso\u00a0un <em>modus operandi<\/em> che dovr\u00e0 prevedere lo scaglionamento delle ore di sonno dei suoi piccoli occupanti, come di fatto avviene nei sommergibili,\u00a0raddoppiando\u00a0la capienza complessiva, per un totale di 500 vite, potenzialmente, salvate. E non soltanto grazie ai buoni sentimenti, visto come il complesso sotterraneo sia dotato del necessario a sopravvivere per tutto il tempo necessario, con acqua corrente scollegata\u00a0dalla rete, contenuta in un camion-serbatoio per il latte dismesso, parcheggiato vicino alla strada statale sovrastante. Due cucine professionali da caserma, in caso di necessit\u00e0, potranno dimostrarsi in grado di produrre pasti giornalieri per fino a 3.000 persone. E naturalmente, non mancano le provviste, accumulate nei lunghi anni successivi all&#8217;inaugurazione del rifugio. Nel giro dimostrativo\u00a0organizzato per Kool Buildings, mostrato in apertura, il padrone di casa mostra alle telecamere le sue dispense cariche di barattoli dei tipi pi\u00f9 diversi e alcune\u00a0taniche di miele, un cibo che come \u00e8 noto, non ha data di scadenza. Vengono inoltre\u00a0mostrati i bagni\u00a0dotati di fossa settica di nuovo indipendente, all&#8217;interno dei quali\u00a0si rileva il passaggio di un topo di campagna: &#8220;I serpenti non stanno facendo il loro dovere!&#8221; Scherza lui, prima di proseguire verso la &#8220;camera di privazione sensoriale&#8221; una stanza che pu\u00f2 essere riempita di acqua a temperatura ambiente, e allietata da musiche rilassante di vario tipo. Il suo utilizzo sarebbe riservato, nei momenti pi\u00f9 difficili della catastrofe, agli ospiti del rifugio colpiti da improvvisi attacchi di panico. Tra le altre risorse\u00a0del bunker, citate nell&#8217;episodio rilevante del <a href=\"https:\/\/youtu.be\/xsylILcvgog\" target=\"_blank\">programma americano Doomsday Preppers<\/a>, vanno annoverati un sistema di ventilazione, purtroppo privo di filtraggio di eventuali scorie radioattive, inventato da Beach stesso, basato su una serie di buste per la spazzatura collegate a un condizionatore; una pallone aerostatico per la trasmissione radio AM, da utilizzare per contattare eventuali altri sopravvissuti; dispense per lo stoccaggio e disidratazione della frutta, in grado d&#8217;incrementarne la durata nel tempo. Nel progetto originario, Arca Due sarebbe stato dotato anche di strutture mediche per curare gli effetti delle radiazioni e una vera e propria sala operatoria, ma questa visione non si \u00e8 mai realizzata. Nel caso di un futuro utilizzo, sar\u00e0 necessario accontentarsi di una sala di decontaminazione, costituita da una vasca da bagno\u00a0e alcune docce.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18822\" aria-describedby=\"caption-attachment-18822\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NbhVh1_AKtI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18822\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18822 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Us-Bunker-Condo-500x313.jpg\" alt=\"Us Bunker Condo\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Us-Bunker-Condo-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Us-Bunker-Condo.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18822\" class=\"wp-caption-text\">Allo spettro diametralmente opposto della costruzione di rifugi antiatomici, potrebbe collocarsi il bunker missilistico di Cincinnati-Dayton, trasformato dal facoltoso Edward Peden, negli anni &#8217;80, in un appartamento dotato di ogni comfort. L&#8217;intento, in questo caso, appare pi\u00f9 votato alla visione classica del survivalismo individuale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma sarebbe fin troppo facile, a tanti anni dal suo completamento, criticare l&#8217;essenziale e semplice rifugio di\u00a0Bruce Beach. I suoi 42 autobus (un numero biblico ricorrente, che indica un nuovo inizio. Sar\u00e0 un caso?) pur non essendo la migliora risorsa immaginabile, potrebbero comunque considerarsi utili a rinchiudersi\u00a0per un tempo medio fuori dall&#8217;ambiente naturale, ormai contaminato. Il che, sostanzialmente, basterebbe ad aumentare in modo sensibile\u00a0le possibilit\u00e0 di sopravvivenza\u00a0dei suoi occupanti. Il fatto poi che un tale bunker\u00a0sia stato dichiaratamente concepito per il bene collettivo e non soltanto quello personale, con tanto di mansioni\u00a0di distribuzione alla popolazione di provviste, dosimetri radioattivi e contatori Geiger, \u00e8 la dimostrazione di un intento benevolo di fondo. L&#8217;apparente degrado costruttivo, inoltre, non dovrebbe scoraggiarci. Il proprietario, come si confaceva ai migliori patriarchi del passato, si \u00e8 rivelato estremamente prolifico, tanto da vantare sul suo sito Internet <a href=\"http:\/\/www.webpal.org\/SAFE\/aabeachbiography\/index.htm\" target=\"_blank\">Webpal.org<\/a>\u00a0(che sembra perfettamente conforme agli standard produttivi\u00a0degli anni &#8217;90) una discendenza di oltre 40 tra figli e nipoti. Alcuni dei quali, come \u00e8 stato mostrato nei programmi Tv sul personaggio, hanno raccolto la torcia della ricostruzione, assieme a nozioni specifiche sull&#8217;utilizzo del rifugio. La famiglia Beach, negli ultimi vent&#8217;anni, si \u00e8 inoltre interessata alla divulgazione dei valori che hanno portato alla costruzione di Arca Due,\u00a0con lo stesso Bruce che ha contribuito direttamente alla progettazione, secondo quanto riportato, di numerosi altri rifugi in giro per il mondo.<br \/>\n\u00c8 davvero difficile fare una stima effettiva di quanti, tra i nostri colleghi del consorzio umano, abbiano percorso una simile strada di esser pronti a tutto, nell&#8217;ottica di un&#8217;imminente guerra nucleare. Ma credo che nel caso, se davvero ce ne fosse mai bisogno, la collettivit\u00e0 potrebbe rivelarsi pi\u00f9 preparata di quanto si tenda a pensare. Ci\u00f2 detto, speriamo tutto si riveli totalmente inutile, alla fine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per qualche ragione, il portone metallico di un verde brillante tra l&#8217;erba delle ariose colline, scrostato e arrugginito in buona parte della sua estensione, non ha un aspetto estremamente tranquillizzante. Il suo costruttore, del resto, di problemi con le istituzioni\u00a0ne ha avuti diversi, nel continuo ripetersi di un ciclo particolarmente fastidioso: i giornali locali, in &#8230; <a title=\"Un rifugio atomico ricavato da 42 scuolabus\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18819\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Un rifugio atomico ricavato da 42 scuolabus\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,1196,1349,1346,219,374,630,1185,1347,1348],"class_list":["post-18819","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-autobus","tag-bomba-atomica","tag-bunker","tag-canada","tag-disastri","tag-guerra","tag-nucleare","tag-rifugi","tag-survivalismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18819","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18819"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18819\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18824,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18819\/revisions\/18824"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18819"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18819"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18819"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}