{"id":18766,"date":"2015-11-17T07:30:07","date_gmt":"2015-11-17T06:30:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18766"},"modified":"2015-11-17T07:30:57","modified_gmt":"2015-11-17T06:30:57","slug":"parrocchetto-che-incorpora-le-piume-di-un-fratello-mai-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18766","title":{"rendered":"Parrocchetto che incorpora le piume di un fratello mai nato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HAjPEp1U8uI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18767\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18769\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Chimera-Parakeet-500x313.jpg\" alt=\"Chimera Parakeet\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Chimera-Parakeet-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Chimera-Parakeet.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c&#8217;\u00e8 niente di meglio, per aggiungere una nota di colore alla vita, che\u00a0portare\u00a0nella propria\u00a0casa la squillante voce e quell&#8217;aspetto variopinto e delizioso, dell&#8217;uccello comunemente definito cocorita. Il cui nome scientifico \u00e8\u00a0<em>Melopsittacus undulatus,<\/em>\u00a0binomio da cui deriva l&#8217;espressione pi\u00f9 immediatamente descrittiva di parrocchetto ondulato d&#8217;Australia. Si, ma che colore? Come tutti gli animali con una lunga storia di addomesticazione alle spalle, questa particolare specie di volatili \u00e8 stata intenzionalmente condotta verso esiti genetici diametralmente opposti, con gli esemplari naturalmente verdi e gialli a strisce nere, tutt&#8217;ora i pi\u00f9 diffusi, affiancati da versioni azzurre, grige, talvolta addirittura dotati di una piccola\u00a0cresta. Immaginate per un attimo di vivere in un luogo dall&#8217;ossigeno estremamente limitato, come la stazione spaziale, oppure un sommergibile sul fondo dell&#8217;oceano. Dove persino una\u00a0gabbia adatta a\u00a0creature tanto piccole, idealmente, potr\u00e0 contenere un singolo compagno cinguettante. Allora scegliere tra l&#8217;una e l&#8217;altra versione diventer\u00e0\u00a0estremamente complicato, perch\u00e9 i gusti umani variano col soffio meridiano dei venti, e ciascuna opinione cromatica, in quanto tale, resta pur sempre valida e altrettanto degna di determinare le diverse scelte di giornata.\u00a0Ecco, grosso modo, la concorrenza di fattori\u00a0che deve aver sperimentato questo pappagallo, per\u00f2 ad uno stadio estremamente primitivo della sua vita genetica. Ovvero, quando ancora era poco pi\u00f9 di un embrione, mentre le sue cellule iniziavano a\u00a0duplicarsi dentro il rosso dell&#8217;uovo. Che ne ha avuto due, finch\u00e9 a un certo punto, un po&#8217; tardivamente, non si sono uniti in uno solo! Risultato: il piccolo Twinzy,\u00a0a seconda che lo si guardi da una parte oppure dall&#8217;altra, appare come due uccelli totalmente\u00a0distinti tra di loro, con lo stacco tra una livrea e l&#8217;altra che si trova esattamente al centro del suo corpo. L&#8217;unica parte esattamente simmetrica del suo aspetto, in effetti, resta\u00a0il becco.<br \/>\nEd \u00e8\u00a0davvero un&#8217;insolita creatura, questa, come si prodiga nel farci notare l&#8217;enfatico proprietario dalla voce vagamente simile a quella di Samuel Jackson, che all&#8217;epoca in cui era stato girato il\u00a0video ci informava di averla messa in esposizione presso il suo negozio di animali, Woody&#8217;s Pet Life\u00a0di Oklahoma City. Si calcola che questo tipo di rara condizione genetica, tanto esteriormente manifesta, sia presente e verificabile soltanto su un esemplare di uccello ogni 50 milioni. Si tratta\u00a0di una\u00a0mutazione avvenuta a livello cellulare nel momento immediatamente successivo alla prima mitosi (sdoppiamento). Tutti gli esseri viventi simmetrici, infatti, si sviluppano in maniera diametralmente concorrente.\u00a0Il che significa che\u00a0possiamo considerarci frutto di due met\u00e0 POTENZIALMENTE\u00a0identiche. In teoria ma non nei fatti, e questo perch\u00e9, fin dall&#8217;alba dei tempi,\u00a0in natura nulla \u00e8 preciso al 100%, nemmeno la lunghezza delle dita o il colore degli occhi. Ora, portando tale dato alle sue estreme conseguenze, si potrebbe ipotizzare l&#8217;esistenza di un uccello\u00a0formato da due codici genetici totalmente distinti, frutto di due coppie di gameti, ovvero zigoti distinti, che s&#8217;incontrano prima di riprodursi. E si scambiano\u00a0l&#8217;un l&#8217;altro, a causa di\u00a0uno strano caso del destino, per la copia esatta di se stessi. Procedendo a riprodursi, da quel presupposto inesatto. Il risultato \u00e8 che tutte cellule\u00a0figlie della prima\u00a0(chiamiamola, della met\u00e0 destra) conterranno nel DNA una serie di determinate istruzioni, incluse quelle sulla colorazione delle piume; mentre quelle derivanti dalla sua compagna (della met\u00e0 sinistra) ne avranno di radicalmente differenti. Che poi ci\u00f2 risulti dalla commistione tra due creature potenzialmente distinte, come in un&#8217;insolita inversione del processo che porta alla nascita dei gemelli omozigoti, oppure dalla mutazione spontanea e difficilmente spiegabile di una delle met\u00e0 coinvolte, poco importa. Dal punto di vista concettuale, siamo di fronte a un&#8217;impossibile realt\u00e0: due uccelli, in uno. Ovvero quella che viene definita, in un gergo non specifico ma stranamente appropriato a seguito di determinati trascorsi mitologici, l&#8217;impossibile\u00a0chimera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18770\" aria-describedby=\"caption-attachment-18770\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/k38bfE3ubrs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18770\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18770 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Venus-the-Cat-500x313.jpg\" alt=\"Venus the Cat\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Venus-the-Cat-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Venus-the-Cat.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18770\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;unico mammifero noto ad Internet con un&#8217;aspetto paragonabile a quello del parrocchetto \u00e8 Venus la gatta, il cui aspetto vagamente inquietante ricorda una versione con vibrisse\u00a0del temuto Fantasma dell&#8217;Opera.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un uccello a due teste. Un cane-gatto.\u00a0Un coniglio con le corna da cervo&#8230;. Non c&#8217;\u00e8 letteralmente limite alla quantit\u00e0 di ibridi concepiti dalla mente umana, attraverso le generazioni di storiografi, per cos\u00ec dire creativi, alla ricerca di leggende utili a corroborare il mondo. Qualcuno avr\u00e0 certamente ricordato, considerando\u00a0l&#8217;estrema asimmetria cromatica di Twinzy, il cattivo sociopatico dei fumetti e film di Batman, Harvey Dent\/Due Facce, in cui la dissonanza tanto chiaramente suddivisa era tuttavia il frutto di un evento traumatico subito a seguito di un tentativo d&#8217;assassinio da lui sub\u00ecto. Tuttavia, sarebbe difficile non notare la corrispondenza esteriore, tra la sua condizione e quella di una vera creatura affetta da chimerismo,\u00a0come il parrocchetto d&#8217;apertura.\u00a0A margine di tali considerazioni e somiglianze,\u00a0\u00e8 indubbio che la\u00a0coesistenza chiaramente\u00a0visibile di due codici genetici distinti in un singolo individuo umano potrebbe portare a un&#8217;istintiva diffidenza. Perch\u00e9, pensate pure a questo: il cervello, esattamente come il resto del nostro corpo tranne alcuni degli organi interni, \u00e8 suddiviso in due met\u00e0\u00a0perfettamente indipendenti e bastanti a loro stesse. Fino agli anni &#8216;5o dello scorso secolo, per curare l&#8217;epilessia grave, esisteva\u00a0una\u00a0particolare\u00a0procedura che consisteva nell&#8217;asportazione completa di un singolo emisfero, ottenendo dei pazienti pienamente guariti e funzionali. Il processo era, nei fatti, molto meno traumatico della lobotomia. Sarebbe cos\u00ec assurdo, dunque, immaginare la coesistenza di due personalit\u00e0 distinte in un singolo uccello bicolore, che in realt\u00e0 sono due? Per met\u00e0 buono, per met\u00e0 cattivo&#8230;O\u00a0pi\u00f9 realisticamente\u00a0entrambe le cose, come tutti noi, ma diversamente miscelate\u00a0per ciascuna, ben distinta met\u00e0. E meno male che tutto quello che dovr\u00e0 fare, per il resto della sua serena vita (un parrocchetto vive fino a nove anni), sar\u00e0 cinguettare!<\/p>\n<figure id=\"attachment_18767\" aria-describedby=\"caption-attachment-18767\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/kO2EPRt3K_g\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18767\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18767 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Chimera-Cardinal-500x313.jpg\" alt=\"Chimera Cardinal\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Chimera-Cardinal-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Chimera-Cardinal.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18767\" class=\"wp-caption-text\">In determinate circostanze, gli uccelli composti da met\u00e0 distinte possono mostrare dei problemi a socializzare con i loro simili. Questo cardinal americano (un passeriforme) presenta per una met\u00e0 il rosso accesso di un maschio, per l&#8217;altra il color crema della femmina.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tipo di chimera umana maggiormente noto ai testi scientifici \u00e8 l&#8217;ermafrodita, che incorpora tratti appartenenti ad entrambi i sessi, ma non presenta alcun tipo di\u00a0suddivisione bilaterale chiaramente distinta. Ci\u00f2 perch\u00e9 nella nostra struttura genetica, molto pi\u00f9 complessa di quella degli uccelli, le cellule non bastano in se stesse a definire la colorazione esteriore\u00a0e\/o il sesso, ma vengono connotate dalle istruzioni, diffuse in modo coerente ad ogni regione periferica della colonia embrionale, presenti all&#8217;interno degli ormoni. Ci\u00f2 significa, essenzialmente, che un determinato set di istruzioni genetiche pu\u00f2 coesistere con uno differente, ma \u00e8 difficile che ci\u00f2 avvenga in pi\u00f9 di un singolo organo o apparato. Persino questo, resta estremamente raro: niente a che vedere, ad esempio, con la famiglia delle 22 specie di scimmie americane note come <em>marmosets (Callitrichidae)<\/em> in cui il 9% dei fratelli gemelli condividono il sangue allo stato embrionale, generando diffusi sintomi di chimerismo.\u00a0Un altra evenienza documentata nelle persone\u00a0\u00e8 la presenza sulla pelle di strisce chiaramente visibili, definite linee di Blaschko dal nome di un dermatologo tedesco, che formano delle V alla base del collo e figure ad S sulla schiena. Tale aspetto dell&#8217;epidermide, comune a molti\u00a0di noi\u00a0ma normalmente palese\u00a0soltanto sotto la luce ultravioletta, diventa in questi casi pi\u00f9 evidente, a causa della discordanza genetica tra le diverse cellule che formano la pelle. Ma nella maggior parte dei casi, il chimerismo umano\u00a0passa del tutto inosservato, per lo meno fino a che non viene effettuato un test del DNA\u00a0per i motivi pi\u00f9 diversi. In alcuni casi giuridici, spesso ricreati\u00a0nei gialli televisivi e nei film, la presenza di un &#8220;gemello mai nato&#8221; ha condizionato l&#8217;esito di indagini particolarmente famose, gettando ombre sull&#8217;effettiva identit\u00e0 o paternit\u00e0\u00a0di diversi individui. Vedi ad esempio <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Lydia_Fairchild\" target=\"_blank\">il caso americano di Lyidia Fairchild<\/a>, una donna a cui fu negata inizialmente la custodia di un figlio al fallimento dei test genetici.\u00a0Soltanto in seguito fu\u00a0dimostrato, invece, che era\u00a0il suo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18768\" aria-describedby=\"caption-attachment-18768\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wjGlaQFLt2o\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18768\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18768 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Chimera-Lobster-500x313.jpg\" alt=\"Chimera Lobster\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Chimera-Lobster-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Chimera-Lobster.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18768\" class=\"wp-caption-text\">Nel 2013 fece notizia il caso di un&#8217;aragosta pescata nel Maine, la cui colorazione era perfettamente suddivisa a met\u00e0 tra rosso e nero. Qualcuno la chiam\u00f2 &#8220;cucinata a met\u00e0&#8221;. La creatura fu giudicata sufficientemente insolita da essere salvata, e si trova tutt&#8217;ora all&#8217;acquario del New England, presso la citt\u00e0 di\u00a0Boston.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capelli pi\u00f9 o meno tendenti da una parte, scarpe che non calzano altrettanto bene da entrambi i lati,\u00a0occhi di un colore differente l&#8217;uno dall&#8217;altro (eterocromia). Tutto negli esseri viventi, bipedi sapienti inclusi, ci appare imperfetto e diseguale, soggetto a gradi variabili di simmetria. Ecco perch\u00e9 ci affascina lo specchio: ricreare a pieno un qualcosa ed invertirlo diametralmente, per lo meno nell&#8217;apparenza, non \u00e8 un qualcosa che appartenga a questo mondo. Esiste tuttavia, per lo meno nell&#8217;opinione comune, un qualcosa che sfugge a tale presupposto d&#8217;imprecisione: la radice stessa della questione, quella serie di dati, esemplificati da soltanto quattro lettere dell&#8217;alfabeto (A, U, G e C) che ricombinati in infinite possibilit\u00e0, danno l&#8217;origine ad un codice comune ad ogni cellula, non importa quanto differente per natura e funzionalit\u00e0. Esatto, invariabile. Preciso come il contenuto di un hard-disk. \u00c8 per questo tanto pi\u00f9 inquietante rendersi conto, alla fine, della delicata serie d&#8217;interconnessioni parzialmente accidentali che furono alla base della nostra formazione a guisa d&#8217;esseri viventi. Situazione che ci stupisce\u00a0in determinate specie di animali, ma che nonostante questo, resta affine anche alla nostra biologia. Soltanto, molto meno evidente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 niente di meglio, per aggiungere una nota di colore alla vita, che\u00a0portare\u00a0nella propria\u00a0casa la squillante voce e quell&#8217;aspetto variopinto e delizioso, dell&#8217;uccello comunemente definito cocorita. Il cui nome scientifico \u00e8\u00a0Melopsittacus undulatus,\u00a0binomio da cui deriva l&#8217;espressione pi\u00f9 immediatamente descrittiva di parrocchetto ondulato d&#8217;Australia. Si, ma che colore? 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