{"id":18737,"date":"2015-11-14T07:39:54","date_gmt":"2015-11-14T06:39:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18737"},"modified":"2015-11-14T07:52:46","modified_gmt":"2015-11-14T06:52:46","slug":"uomo-volante-visita-la-statua-della-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18737","title":{"rendered":"Uomo volante visita la Statua della Libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gCYSWyHDpfU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18738\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18738\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JD-9-Jetpack-500x313.jpg\" alt=\"JD-9 Jetpack\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JD-9-Jetpack-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JD-9-Jetpack.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passare sotto lo sguardo vigile di questa\u00a0figura in bronzo alta 46\u00a0metri&#8230;. Che non potr\u00e0 mai essere soltanto 27 tonnellate di rame, 113 di acciaio poggiate su di\u00a0un grosso plinto marmoreo con la forma di una stella, ma rappresenta piuttosto lo spirito di una generazione ed un pregevole ideale,\u00a0teoricamente costruito\u00a0mano a mano, attraverso il senso di responsabilit\u00e0 dei popoli di tutto il mondo. E\u00a0che costituisce pure, nella fantasia popolare, l&#8217;insolita figura di un&#8217;antica dea romana, perennemente impegnata a sollevare la pesante torcia della luce del Domani. Il che, oltre ad essere fisicamente stancante, potrebbe lasciare insorgere nel passar dei giorni un senso vago di fastidio e noia. Le luci distanti della citt\u00e0, perennemente in festa. Le barche che procedono lungo le onde della baia. Qualche fortunato\u00a0aereo, fulmine d&#8217;acciaio, che traccia scie di fumo tra le nubi newyorkesi. Non \u00e8 forse probabile che\u00a0la vecchia (ma pur sempre giovanile) Lady Liberty, talvolta, desideri scrutare coi suoi occhi l&#8217;occasione di uno svago differente?\u00a0L&#8217;improvviso\u00a0palesarsi\u00a0di una situazione in grado di farle esclamare: &#8220;Ah, per\u00f2. Chi l&#8217;avrebbe mai detto!&#8221; Che un\u00a0lontano discendente della generazione\u00a0Fr\u00e9d\u00e9ric Auguste Bartholdi e\u00a0Gustave Eiffel, gli uomini che applicarono la loro sapienza tecnica alla costruzione di lei stessa, alta e magnifica, potesse\u00a0infine\u00a0librarsi, libero nell&#8217;aria come un ponderoso, eppure splendido, gabbiano! L&#8217;evento appare tanto maggiormente significativo, quando se ne apprezzano le implicazioni. Il segreto del successo qui conseguito da David Maymand, imprenditore australiano, risiede infatti nell&#8217;aver finalmente un sogno antichissimo dell&#8217;uomo, che fin da quando\u00a0rivolse per la prima volta il proprio sguardo verso il cielo non aveva PROPRIAMENTE\u00a0sognato un qualche cosa di simile a: &#8220;Vorrei assicurare alla mia schiena due bottiglie di perossido\u00a0e un catalizzatore utile a far aumentare di massa quel gas volatile di 5000 volte in un\u00a0istante, vestirmi di una tuta ignifuga e librarmi per un tempo massimo di 20-30 secondi, un&#8217;eternit\u00e0 soggettiva, trascorsa nella\u00a0speranza\u00a0di non trasformarmi nella versione tecnologica\u00a0del supereroe la Torcia Umana.&#8221; Perch\u00e9 questo erano stati essenzialmente, fino ad oggi, gli\u00a0strumenti del &#8220;Jet&#8221; Pack, lo zaino volante. I quali, nonostante il nome, erano fondati su un qualcosa di radicalmente diverso dall&#8217;effettivo motore di un aereo a reazione, risultando pi\u00f9 simili ad una versione indossabile del tipico razzo ad uso militare. E non \u00e8 affatto un caso, se proprio quello fu l&#8217;ambiente in cui furono infine\u00a0realizzati\u00a0in chiave grossomodo\u00a0funzionale, attorno agli anni &#8217;60 e con lo scopo dichiarato di permettere ai soldati degli Stati Uniti di superare ostacoli paesaggistici, giungere dall&#8217;alto sul nemico, oppure balzare con estrema leggiadria oltre il pericolo di un campo minato. Un progetto in ultima analisi abbandonato, per problematiche logistiche difficili da superare.<br \/>\nMa ci\u00f2 che abbiamo descritto fino ad ora, perfettamente esemplificato dalla celebre Rocket Belt della Bell (usata nel film di 007 di Thunderball e per le cerimonie d&#8217;apertura delle Olimpiadi del 1984 e del &#8217;96) dimostra ben pochi punti di contatto con il\u00a0nuovo\u00a0JB-9 costruito dalla Jetpack Aviation di\u00a0Van Nuys, California. Anzi, direi che i\u00a0due approcci sono assolutamente\u00a0privi di somiglianze, al di l\u00e0 dell&#8217;obiettivo fondamentale di staccarsi dal suolo. Perch\u00e9 proprio questo nuovo dispositivo costituisce nei fatti, il primo vero e proprio aereo portatile, inteso come uno zaino che possa\u00a0essere trasportato con praticit\u00e0 sulla schiena, eppure contiene due vere turbine, in grado di mantenere in volo una persona per un tempo massimo di 10 minuti. Impiegando, tra l&#8217;altro, un carburante dal prezzo decisamente pi\u00f9 contenuto del sempre pi\u00f9 raro e complesso perossido d&#8217;idrogeno. I risultati si possono osservare nel ricco <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UC68MUrNZtEgn9wHyZhcnJjw\/videos\" target=\"_blank\">canale YouTube dell&#8217;azienda<\/a>, capitanata dal gi\u00e0 citato investitore proveniente dal settore minerario e del marketing online, nonch\u00e9\u00a0<em>rocketeer<\/em>\u00a0d&#8217;occasione, insieme alla figura di Nelson Tyler, l&#8217;inventore di Hollywood, premiato con tre Academy Awards per l&#8217;eccellenza tecnica, che nel 1969 aveva costruito la prima riproduzione ad uso civile della cintura-razzo della Bell. Nel corso dell&#8217;ultima settimana, i due hanno pubblicato letteralmente un video al giorno, tra vecchie immagini di repertorio e varie prove tecniche del JB-9, tra cui spicca per durata <a href=\"https:\/\/youtu.be\/ODkKOP7K1w4\" target=\"_blank\">un&#8217;altra effettuata il 19 luglio scorso<\/a>, presso &#8220;un lago in California&#8221;. Chiunque, tra le persone informate sul funzionamento limitato dell&#8217;originario jetpack,\u00a0avesse assistito ad un simile exploit, sarebbe stato pronto a sollevare in alto il braccio in segno d&#8217;esultanza, esattamente come quello della Statua della Libert\u00e0.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18741\" aria-describedby=\"caption-attachment-18741\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/iF0j96zORj0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18741\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18741 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JD-9-Jetpack-2-500x313.jpg\" alt=\"JD-9 Jetpack 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JD-9-Jetpack-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JD-9-Jetpack-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18741\" class=\"wp-caption-text\">Questa scelta di volare spesso sopra l&#8217;acqua ha il probabile\u00a0scopo di ridurre i rischi d&#8217;infortunio. Anche se va detto: dall&#8217;epoca dei primi jetpack, nessuno ha mai perso la vita usandone uno.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intendiamoci: non \u00e8 che David Mayman, con questo ineccepibile stunt pubblicitario, sia stato il primo uomo sulla Terra a pensare d&#8217;indossare un&#8217;apparato dotato di motori a jet. C&#8217;era anzi stato fin dal 1965 un progetto dell&#8217;agenzia della difesa statunitense DARPA condotto in collaborazione con la Bell, che giunse nel giro di quattro anni alla produzione di un prototipo di quella che era stata definita la Jet Belt. La quale costituiva, nei fatti, un&#8217;apparato del tutto simile ad un mini aeromobile, con tanto di ali, che poteva decollare in verticale e volare per un tempo teorico di fino a 25 minuti. Il suo peso e l&#8217;ingombro, tuttavia, risultavano notevoli e difficilmente questo si sarebbe potuto definire un pratico &#8220;zaino&#8221; come prevedeva l&#8217;idea originaria del soldato volante. Cos\u00ec, con la morte improvvisa del capo del progetto Wendell Moore, per un attacco di cuore sopraggiunto nel 1969, il progetto venne accantonato per mancanza di fondi. Ma il sogno non fin\u00ec, ovviamente, cos\u00ec.<br \/>\nIn molti avrete assistito alle imprese, <a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17220\" target=\"_blank\">gi\u00e0 trattate in questo blog<\/a>, dell&#8217;uomo razzo francese Yves Rossy con il suo allievo svizzero Vince Reffet, che hanno dimostrato il reiterato coraggio di lanciarsi da un aereo in volo con un paio d&#8217;ali dalla larghezza di 2,4 metri, fornite di versioni maggiorate delle migliori\u00a0turbine usate negli aerei radiocomandati. E certamente si sta realizzando, sopra\u00a0alcune delle location pi\u00f9 spettacolari del mondo, il mito dell&#8217;uomo volante, cos\u00ec come fu definito a partire dall&#8217;epoca di Icaro con la sua cera molto sfortunata. Ma il punto del &#8220;vero&#8221; jetpack, in origine, era del tutto differente. Non doveva trattarsi\u00a0di un qualcosa di estremo e straordinario, ma di uno di quei progressi tecnologici in grado di fare la differenza su larga scala, utilizzabile da chiunque e in ogni situazione, dopo appena un breve periodo di addestramento. In questo senso, forse il produttore pi\u00f9 universale e democratico di tale apparato resta il messicano\u00a0Juan Manuel Gallegos, che dalla sua azienda della regione di\u00a0Morelos (capoluogo\u00a0Cuernavaca) costruisce una fedele riproduzione del Rocket Belt ad uso civile di\u00a0Nelson Tyler, ridefinito per l&#8217;occasione\u00a0il\u00a0Tecaeromex. La sua tecnologia restava ancora, dunque, basata sul principio del perossido d&#8217;idrogeno.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18740\" aria-describedby=\"caption-attachment-18740\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xKhYpOhPdVA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18740\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18740 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Tecaeromex-500x313.jpg\" alt=\"Tecaeromex\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Tecaeromex-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Tecaeromex.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18740\" class=\"wp-caption-text\">La sede della TAM (Tecnologia Aeroespacial Mexicana) \u00e8 stata visitata da molti canali e programmi televisivi statunitensi. Questa lunga intervista realizzata dal portale Motherboard nel 2013 resta tuttavia, ancora una volta, una delle pi\u00f9 esaurienti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ce ne sono state diverse reinterpretazioni, negli anni, ciascuna altrettanto valida nel modo di applicare tale volatile tecnologia. Il concetto di applicare degli effettivi motori da jet ad un dispositivo semplice e compatto, tuttavia, non poteva giungere prima di questo momento storico, in cui la componentistica di supporto si \u00e8 ridotta in modo esponenziale. E non sto parlando soltanto della parte relativa al motore, ma anche di tutta la strumentazione tecnica di contorno, che deve necessariamente includere un sistema elettrico di accensione e altri strumenti basati sull&#8217;impiego di una batteria, che naturalmente aumenta il peso dello zaino in modo significativo. Costruire un jet pack veramente funzionale \u00e8 tutta una questione di equilibrio. E non soltanto ingegneristico, ma anche da parte del pilota stesso, che dovr\u00e0 imparare ad agire sulle manopole di comando in modo estremamente delicato, coordinandosi col moto del suo corpo. Come ampiamente dimostrato da Bill Suitor, il pi\u00f9 famoso ed attivo pilota di questi veicoli, nonch\u00e9 colui che in prima persona vol\u00f2 ai giochi olimpici del 1984, il modo migliore di intervenire sui comandi \u00e8 farlo molto delicatamente, tenendo le gambe rigide e perpendicolari al suolo. L&#8217;attivit\u00e0 deve essere\u00a0in effetti molto meno pericolosa di quanto sembri, quando si considera gli oltre 1200 voli all&#8217;attivo effettuati da questa personalit\u00e0 del settore, gi\u00e0 coinvolta da Maymand e Tyler almeno in un progetto precedente della loro azienda, il film intitolato <a href=\"http:\/\/www.rocketcompulsion.com\/\" target=\"_blank\">Rocket Compulsion<\/a>, nonch\u00e9 un probabile consulente nella costruzione del nuovo jet-pack. La Rocket Belt originaria prevedeva l&#8217;uso duplice di una manopola di comando, usata per direzionare gli ugelli delle bombole di gas, oltre a due maniglie parallele, usate per riorientare il motore stesso in base alle necessit\u00e0 del momento.\u00a0Nel\u00a0JB-9 invece, almeno a giudicare dalle immagini divulgate fino ad ora, l&#8217;intero onere dei controlli dovrebbe idealmente ricadere su\u00a0una coppia di cloche parallele,\u00a0in grado di controllare potenza, rotazione e traslazione laterale. Dopo il primo periodo di addestramento assicurati al cavo di sicurezza, soltanto i piloti di jetpack pi\u00f9 inesperti tentando di usare il proprio peso per dirigere il proprio veicolo. O almeno, questo \u00e8 quello che si dice!<\/p>\n<figure id=\"attachment_18739\" aria-describedby=\"caption-attachment-18739\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/LDp1XztObUQ\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18739 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Martin-Jetpack-500x313.jpg\" alt=\"Martin Jetpack\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Martin-Jetpack-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Martin-Jetpack.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18739\" class=\"wp-caption-text\">Un vero uovo di Colombo. O piuttosto, perch\u00e9 no, il colombo nell&#8217;Uovo&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma siamo sicuri che la soluzione migliore sia l&#8217;uso di un motore a reazione? Ultimamente sta facendo notizia questo dispositivo della\u00a0Martin Aircraft Company Limited, definito in modo alquanto privo di fantasia, il &#8220;Jetpack&#8221;. Che ancora una volta, non presenta la bench\u00e9 minima traccia di turboventola o turbogetto, ma due moderne ed efficienti eliche intubate, per la costruzione di un sistema tanto pesante che molto difficilmente si potrebbe definire un mero &#8220;zaino&#8221;. Si tratta pi\u00f9 di una specie di mini-elicottero, in grado di raggiungere i 3.000 piedi di altitudine. I vantaggi dell&#8217;approccio scelto in questo caso sono molto significativi: l&#8217;aeromobile dimostra un&#8217;autonomia di fino a 30 minuti e una velocit\u00e0 di 56 Km\/h. Inoltre, elimina la gravosa problematica della dissipazione del calore, che seppur ridotta nell&#8217;approccio della Jetpack Aviation californiana, continuer\u00e0 pur sempre a costituire un problema e potenziale rischio per il pilota, tanto pi\u00f9 sar\u00e0 ridotto lo zaino da lui impiegato. In particolare, questa azienda\u00a0neozelandese pu\u00f2 vantare di aver\u00a0recentemente concluso\u00a0un accordo con <a href=\"http:\/\/www.martinjetpack.com\/dubai-civil-defence-signs-agreement-for-jetpacks\" target=\"_blank\">Sua Altezza lo Sceicco\u00a0Hamdan<\/a>, principe di Dubai,\u00a0per un ordine di fino a 20 jetpack e due simulatori virtuali per l&#8217;addestramento, da integrare nell&#8217;ottica di un rinnovamento dei servizi di emergenza della citt\u00e0. Il vantaggio di poter disporre di aeromobili tanto\u00a0compatti, in grado di volare tra i palazzi e raggiungere anche i piani pi\u00f9 alti dei colossali grattacieli locali, potrebbe teoricamente fare la differenza in caso di incendi, attentati, o altre situazioni impreviste e dalle conseguenze potenzialmente lesive.<br \/>\nChe l&#8217;uomo riesca un giorno, finalmente, a librarsi senza stringenti limiti temporali n\u00e9 l&#8217;ambiente claustrofobico di una cabina attorno, resta tutto da dimostrare. Gli ultimi progressi nel campo della tecnica, sicuramente, fanno ben sperare. Ma la vera domanda resta: quante persone si dimostreranno pronte a fare questa esperienza, nel momento prossimo\u00a0della futura verit\u00e0? Di certo esistono, e continueranno ad esistere, passatempi dalle applicazioni pi\u00f9 immediate a questo mondo. Molto pi\u00f9 accessibili e tranquillizzanti. Ma come chiaramente esemplificato dal gesto trionfale dell&#8217;antico dono della Francia agli Stati Uniti, esistono due tipi di Libert\u00e0. Una \u00e8 dentro al libro, pur sempre\u00a0assicurata alle catene della\u00a0gravit\u00e0.\u00a0Per\u00a0trovare l&#8217;altra, occorre\u00a0andare nella direzione della fiamma posta in alto. Su, su.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passare sotto lo sguardo vigile di questa\u00a0figura in bronzo alta 46\u00a0metri&#8230;. Che non potr\u00e0 mai essere soltanto 27 tonnellate di rame, 113 di acciaio poggiate su di\u00a0un grosso plinto marmoreo con la forma di una stella, ma rappresenta piuttosto lo spirito di una generazione ed un pregevole ideale,\u00a0teoricamente costruito\u00a0mano a mano, attraverso il senso di &#8230; <a title=\"Uomo volante visita la Statua della Libert\u00e0\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18737\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Uomo volante visita la Statua della Libert\u00e0\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[183,167,136,1323,1324,284,1251,147,1293,71,97,333],"class_list":["post-18737","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aviazione","tag-ingegneria","tag-invenzioni","tag-jetpack","tag-motori-a-reazione","tag-new-york","tag-razzi","tag-stati-uniti","tag-statue","tag-storia","tag-tecnologia","tag-volo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18737","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18737"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18737\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18748,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18737\/revisions\/18748"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18737"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18737"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18737"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}