{"id":18730,"date":"2015-11-13T07:30:09","date_gmt":"2015-11-13T06:30:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18730"},"modified":"2015-11-13T07:35:37","modified_gmt":"2015-11-13T06:35:37","slug":"incontro-col-piu-raro-e-piccolo-degli-armadilli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18730","title":{"rendered":"Incontro col pi\u00f9 raro e piccolo degli armadilli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/OteezaCa1LU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18732\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18732\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Pichiciego-500x313.jpg\" alt=\"Pichiciego\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Pichiciego-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Pichiciego.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto state per vedere in questo video \u00e8 davvero molto insolito. Si ma quanto, esattamente? Talmente tanto che\u00a0Mariella Superina, direttrice di un gruppo di ricerca speciale all&#8217;interno del CONICET (<i>Consejo Nacional de Investigaciones Cient\u00edficas y T\u00e9cnicas<\/i>) che da 14 anni si occupa di questo animale,\u00a0non ha mai avuto d&#8217;incontrarlo in prima persona senza le sbarre di una gabbia a fare da interfaccia con la sua presenza.\u00a0Almeno che l&#8217;armadillo fata rosa (<em>Chlamyphorus truncatus<\/em>) non l&#8217;avesse appena liberato\u00a0lei stessa, poco tempo\u00a0dopo averlo\u00a0ricevuto\u00a0da qualcuno, con lo scopo di salvarlo\u00a0da un destino molto sfortunato.\u00a0Lo stesso YouTube, normalmente ricco di sequenze riprese dai nativi o turisti che si trovino a contatto con le bestie pi\u00f9 diverse, in natura o negli zoo, non dispone che di un gran totale di tre video dedicati a quello che in Argentina chiamano il <em>pichiciego, <\/em>creatura difficile da trovare, perch\u00e9 dalle abitudini notturne e sotterranee. Che per di pi\u00f9 risulta affetta da una strana sindrome, estremamente problematica, che gli impedisce\u00a0di essere tenuta in cattivit\u00e0, dimostrando\u00a0la propensione a morire nel giro di poche ore o giorni dal momento della cattura, se non persino\u00a0durante il trasporto via dalla dimora naturale. \u00c8 piccolo e delicato. Misura 15 cm, al massimo. \u00c8 letteralmente sconosciuto ai pi\u00f9.\u00a0Eppure, rappresenta da solo il\u00a022.5% della diversit\u00e0 genetica della famiglia dei\u00a0<em>Dasypodidae<\/em>, gli ultimi discendenti dei mammiferi <em>Cingulata<\/em>\u00a0che un tempo percorrevano le lande americane. La loro eventuale estinzione, dunque, sarebbe una grave perdita per tutti noi. Il problema principale, tuttavia, resta il fatto che ogni considerazione sullo stato di salute della specie resta largamente aneddotico, fondato su farsi del tipo di &#8220;Prima se ne vedevano di pi\u00f9!&#8221; Per il semplice fatto che anche nelle generazioni ormai trascorse, &#8220;di pi\u00f9&#8221; voleva dire un paio l&#8217;anno, invece di uno al massimo, quando si \u00e8 veramente fortunati. Questa, \u00e8 l&#8217;effettiva rarit\u00e0 del video qui realizzato da\u00a0Willy Escudero, presso una semplice strada di campagna vicino Mendoza, nell&#8217;Argentina centro-occidentale.<br \/>\nA tale considerazione, potrebbe seguire subito un vago senso d&#8217;invidia. Perch\u00e9 non capita spesso, n\u00e9 a molte persone di questo pianeta, di poter realizzare le proprie fantasie di essere d&#8217;aiuto alle\u00a0creature\u00a0semi-sovrannaturali, tipo gli unicorni, le manticore, il cane nudo messicano&#8230; Il titolare del canale, la cui voce si sente impegnata in un breve dialogo con un altra persona presente sulla scena, si rende subito conto del problema: l&#8217;armadillo, dall&#8217;aspetto vagamente simile a quello di un&#8217;aragosta senza coda, si trova esattamente al centro della rudimentale carreggiata, apparentemente perplesso dalla sua incapacit\u00e0 di fare breccia nel fondo sterrato e compatto, risultando, quindi, una potenziale vittima\u00a0per qualunque predatore di passaggio, incluso il pi\u00f9 pericoloso\u00a0in assoluto: la ruota di una macchina o di un camion. Purtroppo. Cos\u00ec, l&#8217;approccio scelto e semplice e diretto. Con un bastoncino, il protagonista umano tenta di indurre a scappare l&#8217;armadillo, che tuttavia risulta totalmente privo di un simile istinto e reagisce a malapena. Talmente \u00e8 abituato a vivere in stretti cunicoli, dove la velocit\u00e0 \u00e8 un optional del tutto inutile allo scopo. Il risultato ottenuto, dunque, risulta quasi comico, con l&#8217;animale che scava freneticamente, poi, una volta ridirezionato\u00a0a forza, ricomincia nuovamente a scavare, come se non fosse successo alcunch\u00e9 di nulla. All&#8217;intera vicenda non viene fornito un epilogo, con l&#8217;indicatore che raggiunge la fine della barra proprio sul pi\u00f9 bello, ma possiamo comunque presumere che i due, alla fine, abbiano trovata il modo di spostare il pichichiego dei pochi metri necessari per salvarlo dalla situazione scomoda e imprevista.\u00a0Ma la vera risoluzione sarebbe giunta solo successivamente, quando quest&#8217;ultimo, finalmente lasciato solo e in pace, sar\u00e0 riuscito a\u00a0fare breccia e ritornare nel suo unico luogo sicuro: il buio della dimensione sotterranea, da dove uscire solamente a notte fonda, per cercare qualche insetto particolarmente succulento, utile ad ottimizzare la sua dieta composta primariamente di materia vegetale marcescente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18731\" aria-describedby=\"caption-attachment-18731\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nRediWOMnls\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18731 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Pichichiego-2-500x313.jpg\" alt=\"Pichichiego 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Pichichiego-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Pichichiego-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18731\" class=\"wp-caption-text\">Le metodologie di scavo del pichichiego ricordano da vicino quelle di una talpa, tranne che in un singolo aspetto: mentre procede sottoterra, l&#8217;animale impiega il posteriore appiattito\u00a0della sua armatura per compattare il terreno, impedendo il verificarsi d&#8217;indesiderabili crolli.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Online l&#8217;unico altro video chiaro, con una risoluzione accettabile ed utile a determinare le caratteristiche biologiche dell&#8217;armadillo fata rosa \u00e8 questo di Angel Oscar Minanir, che dopo un breve viaggio in macchina ne porta uno in mezzo alla campagna, con lo scopo apparente di liberarlo in mezzo alle radici di un albero. La creaturina era probabilmente stata trovata presso una propriet\u00e0 urbana della vicina citt\u00e0 di\u00a0A\u00f1elo nella\u00a0Provincia di Neuqu\u00e9n, definita orgogliosamente nella descrizione &#8220;capitale mondiale del petrolio e gas non convenzionale&#8221;. Siamo a poco pi\u00f9 di 750 Km a sud della Mendoza precedentemente citata, quasi all&#8217;estremo meridione dell&#8217;areale\u00a0attribuito al\u00a0<em>Chlamyphorus truncatus,\u00a0<\/em>che da questi due siti geografici\u00a0\u00e8 stato visto fino alle\u00a0propaggini della regione del Rio Negro\u00a0e&#8230; Basta. Le sue caratteristiche evolutive sono infatti perfettamente adattate alle regioni xeriche semi-desertificate di questa particolare versione del bush argentino, dove una temperatura piuttosto elevata incontra un&#8217;assoluta secchezza per la maggior parte dell&#8217;anno, fondamentale condizione per la sopravvivenza proficua del piccolo armadillo. Questo infatti,\u00a0in caso di pioggia, si trova immediatamente in uno stato di duplice e costante pericolo; innanzi tutto perch\u00e9 deve, pena il rischio d&#8217;affogamento, abbandonare i propri cunicoli sotterranei, e cosa altrettanto importante,\u00a0per il fatto che al bagnarsi del proprio\u00a0pelo tende a trovarsi in difficolt\u00e0 nella regolazione della temperatura del corpo, e pu\u00f2 ritrovarsi a soffrire di ipotermia notturna. Il modo in cui contrasta questo particolare pericolo,\u00a0tra l&#8217;altro, \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti dell&#8217;animale. Il piccolo pichichiego infatti, pur essendo dotato delle classiche placche di osso membranoso sul suo dorso (anche dette <em>scuta<\/em>) ha una massa complessiva talmente trascurabile che ben difficilmente potrebbe impiegarle per la propria protezione. Queste hanno dunque una funzione principale d&#8217;isolamento termico, con il vantaggio aggiunto di poterle irrorare di sangue a comando, aumentandone o diminuendone l&#8217;efficienza. Proprio quest&#8217;ultima ragione \u00e8 la caratteristica del caratteristico colore rosato dell&#8217;armadillo, che tra l&#8217;altro pu\u00f2 variare d&#8217;intensit\u00e0 in modo piuttosto sensibile\u00a0tra il giorno e la notte, come del resto a seguito di altri fenomeni d&#8217;escursione termica, caratteristica osservata dalla stessa Prof.ssa Superina nel corso delle sue ricerche. \u00c8 una dote analoga\u00a0a quella delle grandi orecchie della volpe del deserto fennec (<em>Vulpes zerda<\/em>) anch&#8217;essa originaria di una regione estremamente arida, bench\u00e9\u00a0sita all&#8217;altro lato del globo. Certe caratteristiche evolutive nascono da bisogni comuni e immediatamente riconoscibili. Altre, invece&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_18733\" aria-describedby=\"caption-attachment-18733\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-hdIeDuHl-g\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18733\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18733 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Screaming-Hairy-500x313.jpg\" alt=\"Screaming Hairy\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Screaming-Hairy-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Screaming-Hairy.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18733\" class=\"wp-caption-text\">Per citare il noto umorista americano Jack Handey: &#8220;Se gli alberi gridassero, li taglieremmo lo stesso?&#8221; Risposta: &#8220;Potremmo, se lo facessero in continuazione e senza un motivo!&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, il piccolo e grazioso\u00a0<em>C.<\/em>\u00a0<em>truncatus\u00a0<\/em>non \u00e8 di certo l&#8217;unica sorpresa che pu\u00f2 riservarci questa famiglia d&#8217;animali, come esemplificato dal qui presente\u00a0armadillo peloso urlatore (<em>Chaetophractus vellerosus<\/em>) apparentemente preso in custodia temporanea, o forse tenuto in cattivit\u00e0, dalla youtuber TropicEllie, che tenendolo come un Furby dinnanzi alla telecamera, ci permette di apprezzarne la particolare vocalizzazione. Questo animale, anch&#8217;esso originario ed attestato unicamente nel Sud America, \u00e8 leggermente pi\u00f9 grande del pichichiego (raggiunge i 400 mm) ed infinitamente pi\u00f9 resistente, doti che gli hanno permesso di estendere il suo territorio all&#8217;Argentina, la Bolivia e il Paraguay. Il che, oltre a proteggerlo maggiormente da eventuali eventi di estinzione, come l&#8217;improvviso\u00a0diffondersi di un virus, \u00e8 un vantaggio anche dal punto di vista normativo, visto come la\u00a0Lista rossa della IUCN (<i>International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources<\/i>) sulle specie da proteggere sia maggiormente incline ad attribuire detto status alle creature diffuse\u00a0su territori, per l&#8217;appunto, internazionali e non limitate ad una singola regione. Non a caso il rumoroso e irsuto goblin\u00a0si trova attualmente nella categoria delle creature LC, ovvero a &#8220;rischio minore&#8221; mentre il suo cuginetto rosa resta tutt&#8217;ora &#8220;da verificare&#8221;. Il fatto \u00e8 che l&#8217;intero super-ordine degli\u00a0<em>Xenarthra<\/em>, che include tutte le 20 specie esistenti di armadillo oltre ai formichieri ed i bradipi, \u00e8 da sempre inerentemente legato a particolari ambienti e genomi del continente americano, dove storicamente non sono state ancora\u00a0condotte significative campagne ecologiche di conservazione. Nell&#8217;epoca coloniale, in effetti, non era insolito trovare\u00a0l&#8217;armadillo a nove fasce (<em>Dasypus novemcinctus<\/em>) sulle tavole dei primi abitanti europei del Nuovo Mondo, con i\u00a0tedeschi in particolare che lo definivano affettuosamente\u00a0<em>panzerschwein<\/em>, il maiale corazzato. Durante la grande depressione, l&#8217;animale fu un&#8217;importante fonte di sostentamento per le famiglie del Texas, che consumandolo quotidianamente giunsero ad eleggerlo a gran voce l&#8217;animale-simbolo dello stato. Simili abitudini alimentare, fortunatamente, passarono col tempo, soprattutto in funzione della problematica tendenza della creatura in questione ad ammalarsi di lebbra trasmissibile\u00a0all&#8217;uomo, soprattutto in funzione di un sistema immunitario non particolarmente efficiente e la temperatura corporale decisamente\u00a0bassa. Le sue sfortune, tuttavia, non finirono qui: la femmina dell&#8217;armadillo in questione ha infatti la particolare caratteristica, del tutto unica nel mondo dei mammiferi, di partorire esattamente quattro gemelli, geneticamente pressoch\u00e9 identici. Ci\u00f2 ha da sempre fatto preferire questa specie nei laboratori di ricerca comportamentale e biologica, portando ad ulteriori occasioni di cattura. Perci\u00f2,\u00a0anche se non \u00e8 impossibile che tale dote appartenga anche al piccolo gambero rosa dell&#8217;Argentina, dobbiamo ritenerlo avvantaggiato dalla sua naturale riservatezza: la questione resta incerta, e come tutto\u00a0il resto,\u00a0non si sa. Forse, dopo tutto, non \u00e8 sempre il caso di scavare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanto state per vedere in questo video \u00e8 davvero molto insolito. Si ma quanto, esattamente? Talmente tanto che\u00a0Mariella Superina, direttrice di un gruppo di ricerca speciale all&#8217;interno del CONICET (Consejo Nacional de Investigaciones Cient\u00edficas y T\u00e9cnicas) che da 14 anni si occupa di questo animale,\u00a0non ha mai avuto d&#8217;incontrarlo in prima persona senza le sbarre &#8230; <a title=\"Incontro col pi\u00f9 raro e piccolo degli armadilli\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18730\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Incontro col pi\u00f9 raro e piccolo degli armadilli\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,1322,1321,818,1281,187,369,109,78,214],"class_list":["post-18730","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-argentina","tag-armadilli","tag-biologia","tag-conservazione","tag-ecologia","tag-mammiferi","tag-natura","tag-scienza","tag-sudamerica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18730","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18730"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18730\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18736,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18730\/revisions\/18736"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}