{"id":18705,"date":"2015-11-10T07:39:17","date_gmt":"2015-11-10T06:39:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18705"},"modified":"2015-11-10T07:40:09","modified_gmt":"2015-11-10T06:40:09","slug":"il-potenziamento-offerto-da-un-secondo-paio-di-gambe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18705","title":{"rendered":"I vantaggi per chi indossa un secondo paio di gambe"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/EdK2y3lphmE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18706\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18707\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Exohiker-500x313.jpg\" alt=\"Exohiker\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Exohiker-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Exohiker.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diventare pi\u00f9 forti: uno dei maggiori crucci dell&#8217;umanit\u00e0. Ma cos&#8217;\u00e8, effettivamente, la forza? Perch\u00e9 ci sono individui prestanti, che trascorrono le proprie giornate in palestre futuribili, i quali non si sognerebbero nemmeno di partire per localit\u00e0 remote, in condizioni di sopravvivenza tra le giungle o i passi di montagna. Mentre tra popolazioni indigene superstiti alla modernizzazione, che devono strappare quotidianamente\u00a0il proprio cibo alla natura,\u00a0la massa muscolare\u00a0media \u00e8 spesso assai ridotta, mentre contano l&#8217;agilit\u00e0 e la resistenza. D&#8217;altra parte, a fondamento delle opposte\u00a0situazioni qui citate, il fisico \u00e8 soltanto una delle condizioni necessarie; perch\u00e9 non \u00e8 affatto semplice nel mondo urbano, dal punto di vista mentale e\/o psicologico, dedicarsi quotidianamente al raggiungimento della condizione atletica desiderata. Sempre concentrati giorno e sera. Senza cedere alle tentazioni. Cos\u00ec come il cacciatore-raccoglitore\u00a0della distante savana, dovr\u00e0\u00a0dimostrare dedizione e un forte senso di appartenenza alla trib\u00f9 (specie quando nella sua capanna, come sempre pi\u00f9 spesso avviene, campeggiano il\u00a0telefonino e la Tv). Il che ci porta alla questione fondamentale, relativa al fatto che la salvezza, il pi\u00f9 delle volte, derivi dall&#8217;acquisizione di capacit\u00e0 regresse. Cosa dire, quindi, della sua compagna d&#8217;avventure, la necessit\u00e0? Poich\u00e9 talvolta, compiere un determinato balzo, smuovere un peso, percorrere un tragitto, sono gesti\u00a0utili alla collettivit\u00e0. Che molti di noi\u00a0compierebbero, per purissima benevolenza e senso d&#8217;empatia. Bench\u00e9 siano pochi, all&#8217;indesiderabile\u00a0stato dei fatti, quelli in grado di riuscire nell&#8217;impresa. Dal che nasce, sostanzialmente, l&#8217;immagine popolare del cyborg come super-uomo, una commistione operativa nata dall&#8217;incontro di tecnologia e virt\u00f9: una persona che controlla forze considerevoli, perch\u00e9 gli strumenti della civilizzazione sono stati incorporati nella sua stessa essenza, ovvero, fanno parte del suo vivere e sentire nel momento della verit\u00e0. E c&#8217;\u00e8 questa immagine, popolare almeno a partire dagli anni &#8217;80 con la nascita del movimento cyberpunk, secondo cui ricevere prestanza fisica da un meccanismo comporti, quasi inevitabilmente, la perdita di un prezioso\u00a0<em>quibus<\/em> che si aveva in precedenza. La visione che biologia e robotica siano del tutto incompatibili, mentre per ogni vantaggio acquisito\u00a0sopra gli altri con l&#8217;aiuto di soluzioni attentamente ingegnerizzate, si debba superare una prova, pagare con il proprio sangue, sottoporsi a\u00a0una trasformazione senza possibilit\u00e0 di ritorno&#8230;Considerazioni, queste, inerentemente utili connesse allo strumento del <em>pathos<\/em>, che indubbiamente favorisce una migliore narrazione da cui nascono le nostre fantasie. Forse un giorno arriver\u00e0 un futuro, indubbiamente pi\u00f9 fosco del nostro presente, in cui Robocop, coi suoi fratelli, camminer\u00e0 per le strade di\u00a0citt\u00e0 disfunzionali e parzialmente rovinate. Al giorno d&#8217;oggi, tuttavia, non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nBasta pensarci, dopo tutto: non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 semplice che migliorare il corpo umano. Indossa un orologio da polso, ora il tuo avambraccio \u00e8 adesso in grado d&#8217;indicare il tempo. Usa un binocolo, i tuoi occhi sono pari o superiori al falco del mattino. Un abito in kevlar pu\u00f2 renderti impervio ai colpi delle armi pi\u00f9 spietate. Mentre quello\u00a0che fin&#8217;ora ha sempre eluso tale pratico ragionamento,\u00a0\u00e8 soltanto quel concetto qui citato in apertura, della fisica prestanza. Basti guardarsi attorno:\u00a0chi voglia correre veloce, o sollevare grandi pesi, o giungere lontano senza mai fermarsi, dovr\u00e0 utilizzare necessariamente un qualche tipo di veicolo, con cingoli, ruote o altri meccanismi. Che risulteranno tanto pi\u00f9 efficienti, quanto pi\u00f9 scollegano il gesto diretto dall&#8217;ottenimento del lavoro desiderato. Ma questa \u00e8 una limitazione soprattutto funzionale, come ben sapevano\u00a0gli autori della fantascienza. Giusto\u00a0mentre sto scrivendo, alcune compagnie e istituzioni specializzate, soprattutto statunitensi\u00a0e giapponesi, stanno operando per perfezionare il concetto di un diverso tipo di potenziamento personale, basato sulla realizzazione di un cyborg in carne, fibra di carbonio ed ossa allungabili. Una di esse la vedete all&#8217;opera nel video di apertura, in cui uno sperimentatore in abito mimetico dimostra le capacit\u00e0 dell&#8217;ExoHiker della Ekso Bionics, il robot indossabile creato nel 2005 per assistere nel trasporto su lunghe distanze di carichi di fino a 70 Kg, rigorosamente assicurati alla schiena dell&#8217;utilizzatore. O per meglio dire, a quella del suo esoscheletro potenziato, un binomio che risulter\u00e0 estremamente familiare ai moderni giocatori di videogiochi, bench\u00e9 scientificamente fuorviante dal punto di vista descrittivo. Questo perch\u00e9 in natura, il concetto di uno scheletro esterno, come quello posseduto da numerose specie d&#8217;insetti, ha funzionalit\u00e0 prevalentemente protettive, mentre la funzione di simili meccanismi \u00e8 pi\u00f9 direttamente associabile al concetto di un secondo apparato muscolare. Nel quale\u00a0una batteria con durata variabile, generalmente assicurata sulla schiena, si occupa di mettere in funzione alcuni servomeccanismi, idraulici o\u00a0affini al servomotore elettrico in uso nei pi\u00f9 celebri robot antropomorfi, per assistere nel miglior modo possibile lo sforzo umano. I risultati, allo stato attuale delle cose, non sono (ancora) rivoluzionari. Ma gi\u00e0 vengono compiuti i primi passi nella direzione migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18709\" aria-describedby=\"caption-attachment-18709\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-XrwGDjOuOs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18709\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18709 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/HULC-500x313.jpg\" alt=\"HULC\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/HULC-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/HULC.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18709\" class=\"wp-caption-text\">Il soldato del futuro: fiero, inarrestabile su quelle che vengono definite &#8220;le montagne afghane&#8221; (probabilmente siamo in Texas). Rigorosamente mostrato a una risoluzione di appena 240p.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ExoHiker\u00a0era\u00a0stato creato nella sua versione originaria da\u00a0Homayoon Kazerooni, Russ Angold e\u00a0Nathan Harding, un gruppo di ricercatori del\u00a0Berkeley Robotics and Human Engineering Laboratory dell&#8217;Universit\u00e0 della California, alla ricerca di applicazioni pratiche per\u00a0quanto avevano realizzato all&#8217;intero di un contesto fino ad allora puramente d&#8217;accademia. Con la sua presentazione, i membri del gruppo fondarono\u00a0nel 2005 l&#8217;azienda denominata\u00a0Ekso Bionics, per promuovere e mettere in commercio la loro invenzione.\u00a0Nel 2009, a seguito di una fruttuosa <em>joint venture<\/em> con il colosso dell&#8217;industria aerospaziale\u00a0Lockheed Martin, l&#8217;esoscheletro ha ricevuto una ricca serie di perfezionamenti, utili alla creazione del prototipo definito dai militari, con piglio chiaramente fumettistico, HULC (Human Universal Load Carrier, pardon, era soltanto un&#8217;<em>acronimo<\/em>). Lo strumento robotico, notevolmente rinforzato e molto pi\u00f9 affidabile della prima versione proposta ai civili, vantava un carico massimo aumentato a 90 Kg, divisi tra la parte frontale e posteriore grazie ad un nuovo sistema di distribuzione del peso. Nella sua ultima versione annunciata nel 2012, arrivava inoltre fino ad otto ore di marcia continuativa in territori tutt&#8217;altro che accoglienti. Le ultime voci parlano addirittura di un progetto ulteriore, mirato a fornire l&#8217;esoscheletro di pile a combustibile per supportare un&#8217;intera missione di 96 ore. Un notevole vantaggio rispetto alla soluzione\u00a0simile proposta dall&#8217;intramontabile <em>contractor<\/em> privato dell&#8217;esercito statunitense, la Raytheon con il\u00a0SARCOS XOS 2, una soluzione perennemente collegata a fonti di energia esterne.<br \/>\nQuesto impiego con finalit\u00e0 belliche, tuttavia, non rappresenta che una parte dell&#8217;equazione sul concetto dell&#8217;esoscheletro potenziato, un sistema che pu\u00f2 trovare\u00a0numerosi impieghi umanitari e di assistenza alla popolazione civile. La stessa Ekso Bionics, a partire dal 2010, produce una versione alternativa concepita espressamente per l&#8217;impiego fisioterapico originariamente nota come eLEGS (oggi semplicemente &#8220;Ekso&#8221;), che pu\u00f2 tra le altre cose permettere a persone\u00a0costrette sulla sedia a rotelle\u00a0di alzarsi e camminare per brevi e medi tragitti, bench\u00e9 tramite l&#8217;impiego addizionale di un paio di stampelle. In modo particolare sta facendo notizia, proprio in questi giorni, <a href=\"http:\/\/www.fastcompany.com\/1719322\/close-berkeley-bionics-elegs-exoskeleton-allows-paraplegics-walk-video\" target=\"_blank\">la storia di\u00a0Ted Kilroy<\/a>, paziente rimasto paraplegico a seguito di un incidente di moto, che si \u00e8 dimostrato in grado di impiegare l&#8217;attrezzatura nel corso della sua routine quotidiana per periodi di fino a 40 ore pressoch\u00e9 continuative. Con un costo stimato di 100.000 dollari, tuttavia, l&#8217;esoscheletro non sembra ad ogni modo alla portata di chiunque. Nel frattempo, dal Giappone, si studiano approcci alternativi:<\/p>\n<figure id=\"attachment_18706\" aria-describedby=\"caption-attachment-18706\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_8VhW9JIwUk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18706\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18706 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Cyberdyne-500x313.jpg\" alt=\"Cyberdyne\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Cyberdyne-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Cyberdyne.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18706\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Professore, a cosa servono le luci colorate sul robot?&#8221; Uuh, lo rendono pi\u00f9 bello, favorendo il naturale senso d&#8217;empatia!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0Prof.\u00a0Yoshiyuki Sankai dell&#8217;Universit\u00e0 di Tsukuba, sita a 70 Km da Tokyo, ha un background professionale non particolarmente dissimile da quello dei fondatori della\u00a0Ekso Bionics, avendo anche lui contribuito nel 2004 alla fondazione di una compagnia specializzata in esoscheletri, denominata in questo caso\u00a0Cyberdyne. Il loro prodotto principale, mostrato nel video soprastante, prende il nome di HAL (Hybrid Assistive Limb). Si tratta, nelle sue parole, di una tuta robotica concepita espressamente &#8220;per aiutare le persone&#8221; come ampiamente giustificato nel corso di <a href=\"https:\/\/youtu.be\/25c1hiBKxeE\" target=\"_blank\">un&#8217;intervista del 2013 per la rivista Motherboard<\/a>, in cui tra le alte cose il professore faceva sfoggio della sua collezione di romanzi di Isaac Asimov e cultura Pop fantascientifica. Il prodotto, dall&#8217;aspetto relativamente\u00a0pi\u00f9 grazioso e rassicurante delle utilitaristiche proposte americane, \u00e8 stato distribuito nel 2012 in\u00a0300 esemplari in 130 case di cura ed altre istituzioni mediche, per assistere il personale nel sollevamento reiterato di pesi, come macchinari, provviste o gli stessi pazienti affetti da disabilit\u00e0 motorie. La tuta funziona tramite l&#8217;impiego di sensori posti sulla pelle dell&#8217;utilizzatore, che interpretano e\u00a0assistono ciascuno dei movimenti effettuati tramite l&#8217;impiego\u00a0di una serie di servomeccanismi. In aggiunta al sistema delle gambe, HAL presenta anche una parte superiore, collegata allo zaino di alimentazione, in grado di assistere nei movimenti delle braccia. L&#8217;immagine ideale del cyborg a tutto tondo, dunque, appare sempre pi\u00f9 vicina.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18708\" aria-describedby=\"caption-attachment-18708\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xxCSfFh605s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18708\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18708 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Fortis-Exoskeleton-500x313.jpg\" alt=\"Fortis Exoskeleton\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Fortis-Exoskeleton-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Fortis-Exoskeleton.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18708\" class=\"wp-caption-text\">Un interessante approccio alternativo al concetto di esoscheletro \u00e8 questo FORTIS, sempre della Lockheed, qui presentato al National Geographic da Trish Aelker. In tale\u00a0dispositivo, pensato per l&#8217;uso in progetti d&#8217;ingegneria civile, non sono presenti motori o dispositivi di alimentazione. La sua finalit\u00e0 \u00e8 quella di assistere nel mantenere una posa, ad esempio mentre si lavora con attrezzi alimentati.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che l&#8217;essere umano possa diventare un cyborg a tutti gli effetti tramite un simile approccio, resta una questione tutta da dimostrare. L&#8217;esoscheletro perfetto, al momento, resta un&#8217;utopia. Ci\u00f2 perch\u00e9 le problematiche da superare, in effetti,\u00a0non sono poche: innanzi tutto, c&#8217;\u00e8 quella relativa alla flessibilit\u00e0. Alcune articolazioni del nostro corpo, come l&#8217;anca e la spalla, permettono l&#8217;enartrosi, risultando capaci di\u00a0effettuare dei movimenti a 360\u00b0. Immaginate ora di riprodurre un meccanismo simile tramite l&#8217;approccio tecnologico, finalit\u00e0 tutt&#8217;altro che inaudita, ma poi di porlo necessariamente all&#8217;esterno del corpo umano, ovvero ad una certa distanza da quello naturale. Ci\u00f2 che si verificher\u00e0\u00a0a questo punto, sar\u00e0 la sovrapposizione di un secondo arto posto in parallelo al primo, con un punto d&#8217;origine della rotazione a diversi centimetri da quello pre-esistente. Per preservare le capacit\u00e0 umane, oltre a potenziarle,\u00a0tale secondo braccio o gamba dovr\u00e0 quindi essere in grado di allungarsi quando necessario. Un ostacolo non del tutto indifferente. C&#8217;\u00e8 poi la questione della velocit\u00e0\u00a0dei movimenti. Se l&#8217;arto meccanico dovesse effettivamente\u00a0aumentare le prestazioni muscolari, si otterrebbe una tuta che, alla pressione effettuata dall&#8217;utilizzatore, si sposta pi\u00f9 velocemente del suo braccio o gamba. I quali, trovandosi quindi a contatto con la parte contrapposta dell&#8217;apparato dei sensori, invierebbero un feedback diametralmente opposto, causando una sorta di oscillazione estremamente indesiderabile, oltre che potenzialmente lesionante. Un ultimo spunto d&#8217;analisi \u00e8 la fonte di energia: pi\u00f9 aumenter\u00e0 infatti la sua capienza, maggiori saranno i dispositivi di raffreddamento necessari al funzionamento corretto dell&#8217;intero apparato. Che con il conseguente aumentare del suo peso, ne ridurranno le prestazioni.<br \/>\nIl conseguimento dell&#8217;obiettivo diventa quindi una questione d&#8217;equilibrio tra i fattori, come tra l&#8217;altro quella di chi volesse in futuro utilizzare tali dispositivi con profitto. Sono stati compiuti notevoli passi avanti da quando, nel 1986, il ranger americano ferito e costretto a letto\u00a0Monty Reed concep\u00ec il <a href=\"https:\/\/youtu.be\/DSg9i9On9JQ\" target=\"_blank\">suo prototipo di esoscheletro LIFESUIT<\/a>, a seguito di una\u00a0lettura appassionata del romanzo Starship Troopers di\u00a0Robert Heinlein. Ma l&#8217;armatura di Iron Man, allo stato dei fatti attuale, resta ancora ben distante.\u00a0All&#8217;orizzonte delle cose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diventare pi\u00f9 forti: uno dei maggiori crucci dell&#8217;umanit\u00e0. Ma cos&#8217;\u00e8, effettivamente, la forza? Perch\u00e9 ci sono individui prestanti, che trascorrono le proprie giornate in palestre futuribili, i quali non si sognerebbero nemmeno di partire per localit\u00e0 remote, in condizioni di sopravvivenza tra le giungle o i passi di montagna. 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