{"id":18690,"date":"2015-11-08T07:43:41","date_gmt":"2015-11-08T06:43:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18690"},"modified":"2015-11-08T07:46:01","modified_gmt":"2015-11-08T06:46:01","slug":"a-pesca-di-carri-armati-negli-acquitrini-della-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18690","title":{"rendered":"A pesca di carri armati negli acquitrini della Russia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=sPOd_MfKTwo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18694\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18694\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/T-34-500x313.jpg\" alt=\"T-34\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/T-34-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/T-34.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un nuovo brivido percorre i freddi spazi tra le case del villaggio di Malakhovo vicino Pskov, nella Russia europea settentrionale. \u201cSono arrivati, finalmente! Gli Ariyergard stanno per immergersi nella palude!\u201d Come, chi? Quelli \u201cdella Retroguardia\u201d un gruppo di appassionati cercatori, ex-militari in congedo, sportivi ed archeologi in erba, forniti di tutte le risorse necessarie, sia in termini di know-how che dal punto di vista pi\u00f9 prosaicamente finanziario, per ripescare un tipo assai particolare di ponderoso dinosauro, che caplestava queste stesse lande circa una sessantina di anni f\u00e0. La Preistoria: uno stato mentale, ancora pi\u00f9 che un\u2019epoca cronologicamente definita. Basta, dopo tutto, un periodo di feroce barbarismo, in cui l\u2019uomo ridiventa la creatura in lotta per il territorio, contro agenti ostili provenienti da quell\u2019altra parte, perch\u00e9 si frapponga un muro divisorio tra quello che era, ci\u00f2 che sopravvive limpido e indefesso. Ci\u00f2 dicevano gli anziani dell\u2019oblast, a chiunque transitasse nel remoto Malakhovo. Insieme a un\u2019altra storia, cos\u00ec strana, e al tempo stesso stranamente tipica di questi luoghi. Recitata in modo enfatico dal vecchio Vasiliy, oppure Boris, o ancora quel vulcano di Anatoly: \u201cLe tracce, le ricordo molto bene. Segni di cingoli, vicino al bassopiano paludoso, che avanzavano sicuri verso il tratto pi\u00f9 pericoloso. Dove le nostre capre vanno a scomparire, risucchiate via nel buio dell\u2019oblio. Il segno di qualcosa di grosso che&#8230;Entrava. Per non uscire mai pi\u00f9. E poi, le bollicine d\u2019aria. Proprio l\u00ec, per circa un mese, quando andavo a fare scampagnate da ragazzo; come di un grande recipiente gradualmente intento a riempirsi&#8230;\u201d Indubbiamente, molto strano. Per quello che sappiamo dei dinosauri sommersi, fuoriusciti ad esempio dai pozzi di catrame di Rancho Las Breas vicino Los Angeles, della loro forma sopravvive sempre molto poco. Appena qualche osso sbiancato dalle epoche, che difficilmente potrebbe contenere l\u2019aria sufficiente a far le bolle per diverse settimane. N\u00e8 del resto, qui stiamo parlando di creature come le altre. Un portavoce storico della Prima Divisione Carristi della Turingia, successivamente alle dure avventure vissute verso la seconda met\u00e0 del 1941, scriveva in questo modo: \u201cQuei [carri armati russi] erano davvero qualcosa di mai visto prima. La nostra compagnia fece fuoco alla distanza di 700 metri, senza ottenere nessun risultato. In breve tempo, ci ritrovammo a 100 metri, continuando a mandargli contro tutto quello che avevamo. Ma le nostre migliori munizioni non facevano che rimbalzare contro quelle solide armature! Il nemico ci stava oltrepassando senza nessun tipo di problema, puntando dritto contro la fanteria, del tutto inerme ed indifesa.\u201d<br \/>\nProprio cos\u00ec. In nessun altro momento della storia dell\u2019uomo, dei mostri (meccanici) sono stati tanto prevalenti come quando le fabbriche sovietiche sfornavano a regime uno scafo dopo l\u2019altro di pesanti ed economici T-34 o gli inamovibili titani d\u2019acciaio della serie KV. Tanto che l\u2019esercito della Wehrmacht tedesca, impegnato nella fallimentare operazione Barbarossa, pur essendo pienamente cosciente della propria superiorit\u00e0 strategica ed operativa, trovandosi di fronte a tali cingoli sapeva di doversi ritirare o tentare vie d\u2019approccio alternative: il tipo di armi montate a bordo dei Panzer III e IV semplicemente non sortivano effetti di alcun tipo. Ed \u00e8 quindi davvero comprensibile, come per i nostalgici (a torto o a ragione) di quella che oggi viene in certi ambienti definiti la Grande Guerra Patriottica, il ritrovamento di una queste creature sia un\u2019occasione entusiasmante, meritevole di grande impegno personale. Per citare il pi\u00f9 avventuroso degli archeologi, con frusta e cappello come accessori: \u201cQuel [carro armato] dovrebbe stare in un museo!\u201d E se mai c\u2019\u00e8 qualcuno che aveva preso in particolare antipatia il nazionalismo tedesco di allora&#8230;Oltre ai serpenti, s\u2019intende?!<br \/>\n\u00c8 una scena piuttosto epica, complice la colonna sonora, e davvero coinvolgente: il sommozzatore degli Ariyergard riemerge dalla fangosa propaggine del Lago dei Ciudi, confermando la testimonianza dei locali. A questo punto, giunge sulla scena il fido trattore dell\u2019organizzazione, un potente bulldozer Komatsu D375A-2, occasionalmente preso in affitto dalla compagnia AS Eesti Polevkivi. Si stendono ed assicurano i cavi, inizia il rombo dei motori. Gradualmente, qualcosa si comincia a intravedere&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18692\" aria-describedby=\"caption-attachment-18692\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=I0gopUsvzDc\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18692 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/STUG-III-500x313.jpg\" alt=\"STUG-III\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/STUG-III-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/STUG-III.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18692\" class=\"wp-caption-text\">Tra gli altri ritrovamenti di questo gruppo di archeologi del periodo bellico, spicca questo Sturmgesch\u00fctz III da loro definito \u201cSTUG 40\u201d (abbinando il nome gergale d&#8217;epoca con il numero di serie del cannone) un pezzo d\u2019artiglieria tedesco di supporto alla fanteria, spesso usato come cacciacarri in funzione del suo potente armamento. Ai tempi dell\u2019operazione Barbarossa, era uno dei pochi mezzi in grado di penetrare l\u2019armatura dei T-34 russi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Vecchio di Croghan, la Ragazza di Yde, la Mummia di Tollund, gli Uomini di Weerdinge. Cos\u2019ha in comune con gli altri ciascuno di questi incredibili ritrovamenti, di un uomo o donna preistorica perfettamente preservati? Elementare: la sua forma integra \u00e8 riemersa a seguito dell\u2019escursione nelle profondit\u00e0 di una torbiera naturale, il tipo di palude in cui c\u2019\u00e8 una grande massa d\u2019acqua, in movimento lento e a bassa temperatura. In tali condizioni, l\u2019assenza dell\u2019ossigeno impedisce il verificarsi dei naturali processi di decomposizione. O il formarsi della ruggine su un carro armato&#8230;I decenni, in questo modo, si trasformano in minuti. E tanti sembrano essere trascorsi, al momento della riemersione, da quando questo notevole T-34-76, pienamente identificato dagli storici degli Ariyergard, si stava recando verso il fronte vicino alla comunit\u00e0 di Ostrovito, nell\u2019inverno del \u201942. Ma poich\u00e9 era il 12 dicembre, e l\u2019acquitrino appariva completamente ghiacciato, la colonna fece la scelta impropria di passarvi attraverso, ottenendo risultati in larga parte positiva. Tranne che per questo singolo elemento, riconoscibile dall\u2019iscrizione \u201c\u0421\u043c\u0435\u043b\u044b\u0439\u201d (coraggioso) sulla parte frontale, che lentamente, inesorabilmente, prese a sprofondare. L\u2019equipaggio si salv\u00f2 e continu\u00f2 a marciare verso la battaglia, dove sappiamo che il comandante del carro Minin rest\u00f2 ferito. Il pilota-meccanico Tarehin Berezhnaya, invece, fu riassegnato all\u2019interno di un altro carro armato, da dove diede il suo contributo allo sforzo per difendere la madrepatria.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18691\" aria-describedby=\"caption-attachment-18691\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=kGc3xTZ_ub0\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18691 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Tiger-Tank-500x313.jpg\" alt=\"Tiger Tank\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Tiger-Tank-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Tiger-Tank.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18691\" class=\"wp-caption-text\">La maggior parte dei carri Tiger sopravvissuti alla guerra sono tenuti in alta considerazione dai collezionisti e dai musei. Quando funzionanti, possono arrivare a valere cifre estremamente considerevoli.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paragone tra i dinosauri ed i mezzi da guerra resta sempre\u00a0molto popolare, forse anche perch\u00e9 funziona a pi\u00f9 livelli. Nell\u2019estinzione delle grandi lucertole preistoriche, infatti, vi \u00e8 la chiave di una comprensione fondamentale dello stato delle cose, sia naturali che costruite dall\u2019uomo: ad ogni miglioramento, non pu\u00f2 che corrisponderne un secondo contrapposto, portato avanti dalla parte ostile. Cos\u00ec, mentre i rettili diventavano pi\u00f9 grossi e resistenti, i mammiferi erano agili, prolifici e scattanti. E sappiamo molto bene come and\u00f2 a finire questa storia&#8230;Mentre nel periodo della seconda guerra mondiale, con i carri armati, successe l\u2019esatto contrario. Nel 1942, preoccupato dall\u2019andamento della guerra sul fronte orientale, Hitler in persona si rivolse ai dirigenti dei suoi due principali bracci ingegneristici, le grandi compagnie Porsche ed Henschel, perch\u00e9 avviassero la produzione di mezzi migliori. Il febbrile periodo di ricerca e sviluppo successivo port\u00f2 alla produzione dei rispettivi due prototipi, il VK 30.01 (P) e VK 45.01 (H), quest\u2019ultimo destinato a vincere l\u2019appalto e diventare il celeberrimo carro Tiger I. Un mezzo costruito secondo gli stessi crismi operativi dei pesanti carri sovietici, ma infinitamente pi\u00f9 affidabile, veloce ed efficiente. Nonch\u00e9 conseguentemente, estremamente costoso da produrre. Entro la fine della guerra, ne sarebbero entrati in servizio solamente 1.347 esemplari, oltre a 492 del modello successivo Tiger II. \u00c8 tuttavia indubbio che l\u2019effetto psicologico che avevano, al loro arrivo sul campo di battaglia, fosse difficile da trascurare.<br \/>\nLo spessore notevole della corazza di questi giganti era infatti sufficiente ad invertire, per la prima volta, i rapporti di potenza. Si racconta ad esempio come il 7 luglio del 1943, un singolo Tiger delle SS comandato dall\u2019 Oberscharf\u00fchrer Franz Staudegger avesse ingaggiato un gruppo di 50 (CINQUANTA) T-34 in prossimit\u00e0 di Psyolknee, bloccandone l\u2019avanzata e distruggendone ben 22, un\u2019impresa che gli valse la medaglia della croce di ferro da cavaliere. Non che gli ingegneri russi, di fronte a un simile terrore, fossero rimasti totalmente privi di idee.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18693\" aria-describedby=\"caption-attachment-18693\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=n_aDMqFrUV8\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18693 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/ISU-152-500x313.jpg\" alt=\"ISU-152\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/ISU-152-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/ISU-152.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18693\" class=\"wp-caption-text\">Cosa sono 65 anni di inattivit\u00e0, rispetto a un lavaggio con\u00a0acqua pressurizzata e qualche corroborante sorso di vodka per accompagnar l&#8217;evento?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 l\u2019ISU-152 restaurato e persino messo in moto da un\u2019altro gruppo di ricercatori di reperti bellici, l\u2019azienda tecnologica Tanai. Il veicolo fu riscoperto nel 2003, presso un villaggio ucraino (non specificato) che doveva teoricamente metterlo su un piedistallo e farne un monumento, ma che si era poi trovato privo di risorse finanziarie nel momento della verit\u00e0. Cos\u00ec la nostra equipe tecnologica l\u2019ha ritrovato, ai margini della comunit\u00e0 in questione, completamente dismesso e ricoperto dalla ruggine, eppure eccezionalmente integro e potenzialmente funzionale.<br \/>\nL\u2019ISU-152 rappresentava, nel 1943 per i carri Tiger tedeschi, quello che lo STUG era stato per i T-32 e KV nell\u2019anno precedente: un nemico temuto e difficile da contrastare. Ugualmente privo di torretta, e quindi dotato di un profilo basso (molto relativamente in questo caso, vista la stazza complessiva del veicolo) assolveva al doppio compito di pezzo d\u2019artiglieria e cannone anti carro, grazie ad un impressionante obice ML-20S da 152 mm. Il mezzo, che pesava 45 tonnellate e mezzo, portava in genere 13 munizioni esplosive e 7 perforanti, pesantissime e che dovevano essere caricate a braccio da un servente estremamente ben addestrato. Nonostante ci\u00f2, il veicolo non poteva sparare pi\u00f9 di tre volte al minuto. Come nella maggior parte dei veicoli analoghi degli altri schieramenti, l\u2019ISU era basato sul telaio di un carro convenzionale, in questo caso l\u2019IS(Iosif Stalin)-3, un veicolo estremamente efficace e che vide un uso molto pi\u00f9 continuativo per il resto della guerra. Gli stessi tedeschi avevano gi\u00e0 compiuto una mossa simile, con la costruzione dei giganteschi cacciacarri Elefant, basati sui 90 telai prodotti anticipo, prima del rifiuto del prototipo del Tiger della Porsche. In funzione della politica di denominazione della Wehrmacht, \u00a0attribuiva nomi di animali ai propri carri, l\u2019ISU-152 ricevette il soprannome di \u201cUccisore di Bestie\u201d. Ed \u00e8 quindi al tempo stesso deludente, ma anche estremamente tranquillizzante, vedere il suo cannone soccombere alla fresatura degli addetti della Tanai nel corso della spietata smilitarizzazione, effettuata su cortese richiesta della polizia ucraina, prima che venisse dato il via libera a rimettere in funzione il grande residuato. Dopo tutto, quella particolare regione d\u2019Europa \u00e8 gi\u00e0 abbastanza destabilizzata, senza che un gruppo di \u201cappassionati&#8221; se ne vada in giro per la campagna con un\u2019arma devastante delle epoche trascorse!<br \/>\nMa i dinosauri, alla fine, possono morire? Cos\u2019\u00e8 la privazione di un singolo cannone, rispetto ai ricordi idealizzati di chi c\u2019era stato, l\u2019apprezzamento incondizionato, auspicabilmente privo di ideologie politiche accessorie, della tecnologia potente e inarrestabile, impegnata in un severo sforzo collettivo&#8230;Certo, un\u2019arma simile serviva unicamente a causare danni ai paesi stranieri e ci\u00f2 che ne costituiva il sangue vivido e pensante: noi meri esseri viventi. Lo stesso obiettivo perseguito dalle fauci di qualsiasi dinosauro rispettabile, per quanto ormai sommerso dall\u2019oblio del tempo. Quindi, guarda! Almeno in questo deleterio ed esiziale campo, i nostri mostri d\u2019acciaio erano alla pari&#8230; Con la furia inconoscibile della natura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo brivido percorre i freddi spazi tra le case del villaggio di Malakhovo vicino Pskov, nella Russia europea settentrionale. \u201cSono arrivati, finalmente! 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