{"id":18679,"date":"2015-11-06T07:48:44","date_gmt":"2015-11-06T06:48:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18679"},"modified":"2015-11-06T07:48:44","modified_gmt":"2015-11-06T06:48:44","slug":"il-problema-del-dirigibile-anti-missili-jlens","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18679","title":{"rendered":"Il problema del dirigibile anti-missili JLENS"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/q8hkpQ8ujyM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18680\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18682\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JLENS-500x313.jpg\" alt=\"JLENS\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JLENS-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JLENS.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;occhio scrutatore dei cieli che sarebbe diventato, nell&#8217;idea progettuale alla sua base, l&#8217;evoluzione moderna del concetto dei 300 opliti che difesero la Grecia dall&#8217;esercito di Serse: come trasformando il passo alle Termopili, dal valico montano che era stato, in uno spazio vuoto grande quanto il Texas, apparentemente indistinguibile dall&#8217;atmosfera circostante. Ma in cui nulla di potenzialmente pericoloso, n\u00e9 alcun\u00a0malintenzionato alla guida di velivoli di qualsivoglia\u00a0tipo, avrebbe mai raggiunto il suo obiettivo indisturbato. Che vista la collocazione, poteva essere soprattutto\u00a0uno, la White House presidenziale. Si, ma come proteggerla? Era una questione estremamente complessa da realizzare, perch\u00e9 allo stato dei fatti attuali, le regole della guerra hanno subito una sostanziale inversione: laddove prima, trovarsi a difendere un qualcosa dall&#8217;avanzata del nemico\u00a0era lo stato preferenziale, poich\u00e9 permetteva di sfruttare il territorio o le fortificazioni a proprio vantaggio, oggi le armi appiattiscono qualsiasi territorio. Non c&#8217;\u00e8 un muro abbastanza alto da fermare un missile a lungo raggio, n\u00e9 una cupola che possa deviare le moderne bombe ad alto potenziale. L&#8217;unica speranza, dunque, resta\u00a0l&#8217;intervento preventivo. Vedere per decidere, prima del tempo, come e dove dare il via alla propria contromossa. E lo strumento principe di un tale proposito, naturalmente, non poteva\u00a0che essere lo stesso emettitore ad onde elettromagnetiche inventato nel 1922 da Guglielmo Marconi, poi perfezionato ed adottato dai diversi schieramenti all&#8217;epoca della seconda guerra mondiale: il sistema RAdio Detection And Ranging (RADAR) che finalizza e amplifica il suo grido pipistrellesco, per coglierne la radiazione di ritorno e metterla su schermo, poco prima di&#8230;<br \/>\nNella sua versione contemporanea, un dispositivo di questa classe pu\u00f2 raggiungere parecchie miglia di portata, grazie all&#8217;impiego di generatori a microonde che raggiungono anche i 1000 watt di potenza. Il principale collo di bottiglia alle sue prestazioni, quindi, diventa quello inerente della curvatura terrestre. Le onde emesse con finalit\u00e0 di rilevamento, come qualsiasi altra, seguirebbero un moto retto e lineare nel vuoto assoluto, mentre nell&#8217;atmosfera inevitabilmente assumono\u00a0una traiettoria relativamente curva. Ci\u00f2 detto, non hanno alcuna tendenza dominante a seguire il suolo, ed oltre una certa distanza dal punto di partenza, vanno a disperdersi presso delle quote tanto alte, da non essere pi\u00f9 utili a\u00a0nessuno. Per evitare che succeda questo, la soluzione preferenziale \u00e8 quella di porre l&#8217;antenna ad altissima quota, quindi rivolgerla verso il basso, onde\u00a0massimizzarne la portata funzionale. Stiamo parlando in poche parole dell&#8217;Airborne Warning and Control System (AWACS) un approccio che consiste nel posizionare un&#8217;antenna aerodinamica e rotante (il <em>rotodome<\/em>) su un aereo in grado di volare ad oltre 30.000 piedi di quota, ponendosi al sicuro dagli attacchi delle armi del nemico. Ne basterebbero sostanzialmente tre, di questi velivoli, per coprire un&#8217;area dell&#8217;intera estensione dell&#8217;Europa Centrale. Ma per quanto tempo, ed a che prezzo? La sorveglianza continuativa di un&#8217;area mediante un simile approccio non potrebbe prescindere da un consumo di carburante tale da far girare la testa. Dal che deriva la necessit\u00e0, fortemente sentita dall&#8217;esercito statunitense, di trovare una soluzione pi\u00f9 economica, silenziosa, dall&#8217;impatto ambientale meno pronunciato. Questa ha preso il nome non proprio brevissimo di Joint Land Attack Cruise Missile Defense Elevated Netted Sensor System \u00a0(in breve JLENS, un singolare caso linguistico in cui per la prima volta\u00a0si usa l&#8217;acronimo, dell&#8217;acronimo).<br \/>\nLa prima stesura del progetto nacque nel 1996, quando il Segretario della Difesa degli Stati Uniti\u00a0chiese all&#8217;esercito di stabilire un punto d&#8217;osservazione radar elevato presso la base di Huntsville, Alabama. L&#8217;approccio selezionato da subito per l&#8217;operazione, non del tutto nuovo dal punto di vista tecnologico, fu\u00a0quello di impiegare un aerostato, ovvero un pallone non guidato pieno di un gas pi\u00f9 leggero dell&#8217;aria e saldamente assicurato al suolo, tramite una lunga cima di ancoraggio. Dopo un paio d&#8217;anni in cui la questione fu affrontata a tavolino, senza raggiungere le costruzione di un prototipo definitivo, gli ufficiali interessati decisero di coinvolgere ancora una volta il fornitore californiano Raytheon, la stessa\u00a0azienda colossale, ormai con oltre 60.000 dipendenti, che all&#8217;epoca della seconda guerra mondiale aveva effettuato i primi esperimenti con il dispositivo del magnetron, alla base del concetto moderno di radar. E cos\u00ec fu proprio quest&#8217;ultima, a seguito di una collaborazione con la\u00a0Hughes Aircraft, a guadagnarsi l&#8217;appalto da 11,9 milioni di dollari per la costruzione del dispositivo, con un costo stimato alla fine del progetto di circa 292 milioni di dollari complessivi. Cifra che in effetti, si sarebbe rivelata estremamente ottimistica&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18681\" aria-describedby=\"caption-attachment-18681\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ni3MKJNSLOk\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18681 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JLENS-3-500x313.jpg\" alt=\"JLENS 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JLENS-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JLENS-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18681\" class=\"wp-caption-text\">La rilevazione preventiva \u00e8 fondamentale nelle contromisure missilistiche, perch\u00e9 permette di impiegare le proprie armi difensive alla massima portata, massimizzandone l&#8217;efficacia. Il JLENS, in condizioni ideali, opera a una quota di 10.000 piedi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il JLENS, nella sua versione ideale, prevede l&#8217;impiego di tre elementi, definiti collettivamente un&#8217;<em>orbit,<\/em>\u00a0con sfoggio notevole di gergo militare tecnologico d&#8217;origine pseudo-astronomica.<em>\u00a0<\/em>\u00a0Si tratta di due palloni a forma di dirigibile della lunghezza di 70 metri, rigorosamente privi di un motore e\/o cabina di pilotaggio, forniti di altrettante cupole radar, e una struttura di controllo ed elaborazione dati al suolo, che nei fatti \u00e8 stata costituita fino ad oggi\u00a0da un edificio solido ed inamovibile, ma che in caso di futuri schieramenti in territorio bellico potrebbe diventare un veicolo di qualche tipo. La rapidit\u00e0 potenziale di spostamento era stata fin da principio, del resto, uno dei principali vantaggi a margine della particolare idea strategica della Raytheon, potenziale non ancora sviluppato nei fatti, per il particolare\u00a0scopo a cui sono stati designati i dirigibili sul territorio patrio. Che come dicevamo sono due, perch\u00e9 il primo, dotato di un&#8217;antenna\u00a0VHF, ha lo scopo di offrire un quadro generale della situazione, mentre il secondo, a banda X, costituisce nei fatti un efficiente sistema di controllo del fuoco, in grado d&#8217;interfacciarsi con armi come i missili Patriot, gli AMRAAM o i NASAMS, permettendo l&#8217;attivazione immediata di una missione d&#8217;intercettazione difensiva. Potenzialit\u00e0, questa, effettivamente dimostrata dal sistema nel 2013 presso il poligono di tiro dell&#8217;esercito a\u00a0Dugway Proving Ground nello Utah, dimostrandosi invece insoddisfacente nella proiezione iniziale dell&#8217;operativit\u00e0 ininterrotta per 30 giorni di seguito, in funzione dell&#8217;alimentazione esterna fornita dagli stessi cavi di ancoraggio.\u00a0Avete mai provato a mantenere in volo ininterrotto un aerostato a tempo indefinito? \u00c8 inutile dire che le condizioni atmosferiche diventano un problema, per cos\u00ec dire, pressante.<br \/>\nCome facilmente desumibile dai video di presentazione al pubblico, il progetto JLENS prevedeva originariamente uno schieramento in territorio ostile, considerato tanto utile in potenza da portare l&#8217;esercito a continuare ad investirvi ingenti risorse, con la finalit\u00e0 di migliorarne l&#8217;efficienza, il software e la flessibilit\u00e0. Ad oltre 15 anni dal suo concepimento, quindi, questo \u00e8 diventato ci\u00f2 che in gergo viene definito dagli analisti &#8220;un progetto zombie&#8221; ovvero, impossibile da uccidere\u00a0senza un ritorno d&#8217;immagine negativo per ciascuna delle parti coinvolte. Il costo in dollari statunitensi dell&#8217;intera operazione pluriennale viene infatti ormai stimato sugli oltre 2m8 miliardi di dollari. Niente male, vero?<br \/>\nPer raggiungere questa cifra, hanno cospirato una serie di fattori imprevisto: un colpo di sfortuna, ad esempio, aveva\u00a0portato nel 2010 allo scontro\u00a0con un altro pallone ad uso meteorologico durante una tempesta, con un danno stimato di 168 milioni di dollari. Ma l&#8217;ora pi\u00f9 oscura del JLENS doveva ancora venire, e si sarebbe palesata proprio lo scorso 28 ottobre del 2015, quando uno dei costosi aeromobili, per ragioni tutt&#8217;ora poco chiare, si \u00e8 sganciato dal punto di ancoraggio presso Aberdeen, nel Maryland, vagando per quasi 100 miglia verso nord fino a\u00a0Bloomsburg, Pennsylvania.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18680\" aria-describedby=\"caption-attachment-18680\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0fgAC2SG0oA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18680\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18680 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JLENS-2-500x313.jpg\" alt=\"JLENS 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JLENS-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/JLENS-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18680\" class=\"wp-caption-text\">Le esatte modalit\u00e0 con cui il JLENS \u00e8 stato fatto atterrare forzosamente non sono ancora state ufficializzate.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una storia che ha dell&#8217;incredibile e che probabilmente, deve aver avuto origine da circostanze tanto assurde da non essere in alcun modo prevedibili da nessuno dei militari e progettisti coinvolti: per farla breve, dev&#8217;esserci di mezzo l&#8217;errore di un singolo essere umano. Le conseguenze, tuttavia, si sono rivelate decisamente significative. Dei due <em>orbit<\/em>\u00a0costruiti dalla Raytheon, infatti, uno era stato collocato, a partire dall&#8217;inizio del 2015 presso la regione di Baltimora, da dove avrebbe protetto una parte significativa dell&#8217;intera costa Est, ivi incluse le citt\u00e0 di New York e Washington D.C. La vista dei due palloni del sistema, ormai da qualche tempo, era diventata alquanto familiare e vagamente rassicurante, nonostante la voce di alcuni detrattori, convinti che servissero a spiare la popolazione civile. Ma\u00a0in effetti, fin dai tempi del test nello Utah, i palloni JLENS non montano alcuna telecamera di sorveglianza, e possono rilevare unicamente i mezzi di trasporto, preferibilmente volanti. Finch\u00e9 all&#8217;improvviso, uno non \u00e8 stato trascinato via, da vento.\u00a0Subito sono stati fatti decollare\u00a0due F-16, con finalit\u00e0 di sorveglianza ed eventuale intervento diretto, qualora si fosse rivelato necessario porre una repentina fine alla corsa del dispositivo fuori controllo. Va considerato ad ogni modo che questa tipologia di aerostati, riempiti di un gas alla stessa densit\u00e0 dell&#8217;aria, non sono assolutamente facili da abbattere, perch\u00e9 anche una volta forati, non tendono immediatamente a svuotarsi. Ma continuano a fluttuare, adagiandosi molto delicatamente a miglia e miglia di distanza.<br \/>\nGli aerostati in questione, visto il costo notevole del proprio carico radio-elettronico, sono inoltre\u00a0assicurati al suolo con un cavo di altissima sicurezza, contenente tra le altre cose le fibre ottiche e la linea di alimentazione. Proprio quest&#8217;ultimo, lungo molte centinaia di metri, in seguito all&#8217;improvvida fuga del pallone\u00a0ha finito per essere trascinato lungo il suolo, distruggendo alcuni pali della luce e causando un black-out che ha coinvolto 35.000 persone. Alcune scuole e un universit\u00e0 locale hanno deciso di\u00a0interrompere le lezioni, mentre la polizia locale del distretto di\u00a0Moreland, schierata d&#8217;urgenza, ha dovuto subentrare alla disfunzione pressoch\u00e9 totale dei semafori, dirigendo il caos di un traffico totalmente incontrollato. Ma tutto questo non \u00e8 nulla, rispetto a ci\u00f2 che sarebbe potuto capitare. Alla fine, il pallone \u00e8 stato riportato a terra, anche se le modalit\u00e0 impiegate restano tutt&#8217;ora poco chiare. Anche se il JLENS \u00e8 dotato di un sistema di sgonfiamento remoto, a quanto pare non \u00e8 stato questo ad entrare in funzione, forse per la sostanziale impossibilit\u00e0 di attivarlo a distanze tanto elevate. N\u00e9 agli F-16 \u00e8 stato ordinato di aprire il fuoco. Forse per un semplice processo di esclusione, alcuni portali web riportano dunque la notizia secondo cui il pallone, ormai tornato in prossimit\u00e0 del suolo, sarebbe stato semplicemente abbattuto a fucilate dalla polizia locale.\u00a0Una fine decisamente ingloriosa, per una tale meraviglia della tecnica per la difesa.<br \/>\nIl futuro resta quindi incerto. Non soltanto in senso lato, per l&#8217;evoluzione continua dei metodi e gli approcci al conflitto bellico, sempre pi\u00f9 preponderante e disastroso in linea di principio, quanto complesso da prevenire senza metodi come il JLENS. Ma anche quello specifico, dell&#8217;applicazione di un sistema tanto complesso e delicato in via costante, per difendersi dai pericoli dei nostri giorni. Che non passano per passi montani\u00a0chiaramente\u00a0definiti, sotto l&#8217;occhio dei soldati attenti di Leonida il greco, ma possono palesarsi all&#8217;improvviso, in un qualsivoglia momento della nostra giornata. Perch\u00e9 sorveglianza assoluta, significa mantenere la propria attenzione continuativa e ininterrotta, 24 su 24, 7 giorni alla settimana e senza abbassare mai le palpebre sull&#8217;occhio dei cieli. E ed \u00e8 proprio quest&#8217;ultima capacit\u00e0, a non appartenere in alcun modo alla sfera del\u00a0mondo naturale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;occhio scrutatore dei cieli che sarebbe diventato, nell&#8217;idea progettuale alla sua base, l&#8217;evoluzione moderna del concetto dei 300 opliti che difesero la Grecia dall&#8217;esercito di Serse: come trasformando il passo alle Termopili, dal valico montano che era stato, in uno spazio vuoto grande quanto il Texas, apparentemente indistinguibile dall&#8217;atmosfera circostante. 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