{"id":18643,"date":"2015-11-01T07:12:55","date_gmt":"2015-11-01T06:12:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18643"},"modified":"2015-11-01T07:12:55","modified_gmt":"2015-11-01T06:12:55","slug":"la-soluzione-tecnica-del-ponte-volante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18643","title":{"rendered":"La soluzione tecnica del ponte volante"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=m2zk6224h08\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18644\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18646\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Vizcaya-bridge-500x313.jpg\" alt=\"Vizcaya bridge\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Vizcaya-bridge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Vizcaya-bridge.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre premi l\u2019acceleratore e pensi: si, sono un veicolo che traccia la sua linea nello spazio definito da un percorso, che conduce da A a B. Un\u2019entit\u00e0 continuativa, nel tempo e nello spazio, connotata dal procedimento umano di far funzionar le cose in un modo che possa definirsi vantaggioso. Perch\u00e9 ci\u00f2 che si sposta, inerentemente produce (movimento? Sentimento?) Ed \u00e8 in questa visualizzazione geometrica, l\u2019astrazione a fondamento della stessa civilt\u00e0. Perch\u00e9 nella realt\u00e0 dei fatti, non esistono disposizioni longilinee di un conglomerato di materia. Non importa che siano atomi, metri quadri d\u2019asfalto, oppure singoli granelli di una spiaggia senza fine, tutti gli elementi materiali dello spazio misurabile sono essenzialmente questo: una serie disordinata di punti. Che dovranno singolarmente ospitare gli pneumatici di un\u2019automobile soltanto per una manciata d\u2019istanti, qualche secondo al massimo, prima che questa bruci carburante sufficiente a ritrovarsi altrove. Perch\u00e9, allora, disseminare i nostri preziosi spazi di strutture permanenti, brutture grigiastre che permangono, anche trascorso quel momento della verit\u00e0? La ragione \u00e8 in realt\u00e0 di tipo puramente pratico: nella maggior parte dei casi, non \u00e8 possibile fare altrimenti. Ancora non esiste un tipo di strada che pu\u00f2 \u201carrotolarsi\u201d o \u201csprofondare\u201d dopo l\u2019utilizzo, restituendo la campagna ai suricati ed ai cerbiatti della germanica Schwarzwald. Mentre nel caso specifico del ponte, ecco&#8230;<br \/>\nFucine fiammeggianti spinte a funzionare con la forza delle fiamme e del vapore, torreggianti ciminiere che tracciano pennacchi deleteri; verso la fine dell\u2019800, l\u2019intera Europa stava attraversando un periodo di tremendi cambiamenti. Per la prima volta, da che l\u2019umanit\u00e0 era esistita, l\u2019entit\u00e0 del lavoro svolto non era pi\u00f9 direttamente proporzionale al numero di persone coinvolte in un\u2019opera civile (volontariamente o meno) \u00a0ma una risultanza della quantit\u00e0 di materiali e risorse immese dentro quelle fabbriche del mondo. Bastava, cos\u00ec, che un uomo giungesse a corte con un sogno sufficientemente convincente, perch\u00e9 il progetto ricevesse la firma corretta, e gli ingranaggi cominciassero a girare. Individuo fortunato costui che, in questo nostro ennesimo caso, aveva il nome di Alberto Palacio ed almeno un punto estremamente positivo sul curriculum, l\u2019aver studiato a lungo in qualit\u00e0 di discepolo, alle dipendenze del celebre architetto Alexandre Gustave Eiffel. Che giusto pochi anni prima, in un epico 1889, aveva portato a termine quella torre, costruita con finalit\u00e0 del tutto temporanee, che di l\u00ec a poco si sarebbe trasformata in simbolo di tutti i francesi.<br \/>\nChe fare, dunque, da amministratori di una delle regioni pi\u00f9 importanti per i commerci marittimi di allora, la Biscaglia della Spagna settentrionale? Ingenti risorse finanziarie + il bisogno di costruire infrastrutture nuove = urge un telegramma al costruttore pi\u00f9 in voga, o in alternativa, la figura pi\u00f9 simile a disposizione. Ovvero, guarda caso, proprio Palacio. L\u2019oggetto e il contenuto di questa saliente comunicazione, a quanto possiamo facilmente immaginare, evidenziava la necessaria messa in opera di un nuovo ponte sul fiume Nervi\u00f3n, che attraversando la citt\u00e0 di Bilbao finiva per agire pi\u00f9 a valle come anti-economica divisione tra le due comunit\u00e0 contrapposte di Portugalete e Las Arenas. Ma un simile tributario dell\u2019Oceano Atlantico, fondamentale via di transito per i natanti, non poteva certo essere bloccata con una struttura statica, a meno che fosse in qualche modo in grado di lasciar passare le navi. E si era ancora ben lontani dal disporre degli approcci, oggi dati per scontati, dei ponti mobili a sollevamento azionati da varie tipologie di argano. Cos\u00ec il sapiente ingenere, aiutato da un collega francese di nome Joseph Arnodin, decise per l\u2019occasione di rendere finalmente reale il progetto che aveva aleggiato, da un periodo di circa vent\u2019anni, tra i diversi municipi europei soggetti a simili necessit\u00e0. Oggi si ritiene che il primo a concepirlo fosse stato l\u2019inglese Charles Smith, che l\u2019aveva proposto per le citt\u00e0 di Hartlepool, Middlesbrough e Glasgow, ottenendo sempre una risposta negativa. Tutto \u00e8 pi\u00f9 difficile, quando non si dispone di una fama conclamata. Si trattava di quello che oggi viene definito un ponte trasportatore, o in alternativa, del cosiddetto traghetto volante. Che poi sono due modi per dire che c\u2019era una gondola, ovvero un letterale tratto di strada sradicata da terra, sospeso con dei cavi di metallo (o pali di sostegno) e fatto transitare, grazie all\u2019uso di un motore, da un lato all\u2019altro di un binario posto in alto. Con sopra tutto il carico di gente, veicoli e\/o animali eletti al ruolo di attraversatori. Certo, a noi moderni, vedendo una simile complessa soluzione, potrebbe venire da esclamare: \u201cBello, ma quanto potr\u00e0 mai essere efficiente, da un punto di vista economico?!\u201d Molto pi\u00f9 di quanto si potrebbe credere, questa \u00e8 la risposta.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ponte di Vizcaya, questo il nome scelto per la nuova costruzione, fu un successo immediatamente misurabile che dimostr\u00f2 al mondo la fattibilit\u00e0 dell\u2019idea. La struttura, lunga 164 metri, poteva trasportare sei gondole con diverse dozzine di passeggeri ciascuna, che raggiungevano la riva opposta in appena un minuto e mezzo. Si stima che il servizio, ancora in uso ai giorni nostri dopo una sostanziale ricostruzione avvenuta a seguito della guerra civile spagnola, quando la cima del ponte fu fatta saltare con la dinamite, abbia raggiunto la media ragguardevole di quattro milioni di utilizzatori l\u2019anno. E neppure un ritardo per le navi che attraversano il suo stesso, prezioso spazio! Inoltre oggi, tramite l\u2019impiego di ascensori, \u00e8 possibile salire sulla cima della piattaforma superiore, godendosi dall\u2019altezza di 50 metri una vista notevole del verdeggiante paesaggio circostante. Anche per questo, il ponte costituisce un\u2019attrazione turistica estremamente significativa, al punto da essere stato iscritta, a partire dal 2006, nella lista dei patrimoni dell\u2019UNESCO. Si tratta dell\u2019unico bene sito nei paesi Baschi ad aver ricevuto lo stimato onore.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18644\" aria-describedby=\"caption-attachment-18644\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rjsMgjueumU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18644\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18644 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Middlesborough-Opening-500x313.jpg\" alt=\"Middlesborough Opening\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Middlesborough-Opening-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Middlesborough-Opening.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18644\" class=\"wp-caption-text\">Il ponte di Middlesborough fu protagonista nei primi anni del 2000 di uno strano fraintendimento, nato dalla vicenda principale della terza stagione del telefilm: &#8220;Auf Wiedersehen, Pet&#8221;. In essa, dei facoltosi indiani d&#8217;america proprietari di un casino acquistavano l&#8217;intera struttura, per farla trasferire negli Stati Uniti come attrazione turistica. Gli effetti speciali furono tanto realistici da portare pi\u00f9 di un inglese a telefonare al municipio cittadino, protestando per la rimozione di un cos\u00ec importante monumento nazionale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In breve tempo, la voce si sparse nell\u2019Europa dell\u2019epoca Vittoriana: Alberto Palacio c\u2019era riuscito e il ponte, nonostante quanto paventato dai suoi detrattori e nemici professionali, non era precipitato nel fiume rovinosamente, dopo appena qualche giorno di utilizzo. Gli ordini per strutture simili iniziarono ad arrivare dalla Francia, dalla Germania e dall\u2019Inghilterra.<br \/>\nA questo punto la storia prende una piega inaspettata, perch\u00e9 non fu tanto l\u2019ingegnere basco a cogliere i frutti monetari di simili corpose commissioni, ma il suo aiutante di quei giorni di fuoco, il francese Joseph Arnodin. Tanto che fu di fatto il suo nome, negli anni successivi, a diventare il sostanziale sinonimo di questo approccio all\u2019attraversamento dei fiumi. Tra il 1905 ed il 1915, furono costruiti nove ponti trasportatori in qualche modo riconducibili a lui, di cui soltanto due (oltre al ponte di Vicaya) risultano ancora in uso: il Rochefort-Martrou e il ponte di Newport, in Inghilterra. Nel frattempo, le compagnie concorrenti furono pi\u00f9 che mai pronte a riprendere l\u2019idea, conducendo alla creazione di altre grandi opere, come il ponte trasportatore di Middlesbrough (180 metri), della Sir William Arrol &amp; Co. Quest\u2019ultimo, che era costruito mediante l\u2019impiego di soluzioni progettuali differenti, tra cui un uso minore dei cavi di tensione, finiva per utilizzare una quantit\u00e0 di materiali molto superiori all\u2019alternativa ufficiale, raggiungendo le 2.600 tonnellate imperiali contro le appena 1.400 dell\u2019altrettanto celebere concorrente nazionale di Arnodin, il quale tra l\u2019altro era pi\u00f9 lungo di 23 metri. Nonostante la relativa inefficienza, il ponte fu inaugurato nel 1911 con tutti gli onori da niente meno che il principe di Connaught, alla presenza di un grande numero di imparruccati rappresentanti dell\u2019elite locale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18645\" aria-describedby=\"caption-attachment-18645\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KxzOQwktMCc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18645\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18645 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Newport-Transporter-500x313.jpg\" alt=\"Newport Transporter\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Newport-Transporter-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/11\/Newport-Transporter.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18645\" class=\"wp-caption-text\">Il ponte di Newport compare nel dramma poliziesco nel 1959 Tiger Bay, dove viene collocato erroneamente a Cardiff. Tutt&#8217;ora, molti credono che si trovi l\u00ec.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli altri ponti trasportatori degni di nota figura il Rendsburger Hochbr\u00fccke del 1913 sulla linea di Neum\u00fcnster\u2013Flensburg, che vanta l\u2019utilit\u00e0 aggiunta di far transitare un treno sulle rotaie incluse nella sua sovrastruttura, mentre le gondole inferiori possono muoversi liberamente senza impedimenti di sorta. Altri validi esempi, come l\u2019Aerial Lift Bridge di Duluth, in Minnesota (1905 \u2013 120 metri) furono successivamente convertiti per diventare dei ponti a sollevamento, considerati soluzioni pi\u00f9 moderne ed efficienti. Gli Stati Uniti, in particolare, non credettero mai eccessivamente nell\u2019idea del ponte trasportatore, tranne che in un caso: la costruzione dell\u2019eclatante Sky Ride, edificato per la fiera mondiale di Chicago del 1933. Il massiccio ponte, che misurava ben 564 metri di lunghezza e si trovava in corrispondenza dell\u2019attuale piccolo aeroporto di Meigs Field, non rispondeva in relt\u00e0 ad alcuna esigenza reale, costituendo solo un metodo conturbante per osservare l\u2019esposizione dall\u2019alto, meravigliandosi dei vertici raggiunti dall\u2019ingegneria umana. Al termine della fiera, complici anche i costi che avrebbe comportato una suo mantenimento in stato funzionale, il ponte fu smontato e i sui materiali impiegati nei progetti pi\u00f9 diversi. Ma il ponte trasportatore pi\u00f9 lungo della storia fu costuito in effetti dai sovietici nel 1955, presso l\u2019attuale citt\u00e0 di Volgograd (ex Stalingrado). Il gigante misurava, prima di essere demolito per far spazio a strutture pi\u00f9 moderne, ben 874 metri. La sua rimozione fu la fine di un\u2019epoca, e in un certo senso il definitivo superamento di quel particolare spirito d\u2019inventiva che era alla base dell\u2019ingegneria vittoriana, surclassato ai nostri giorni dalla ricerca di approcci al problema sempre pi\u00f9 semplici e diretti, perch\u00e9 nell\u2019architettura, come nel mondo naturale, non sempre la voglia di distinguersi \u00e8 sinonimo di funzionalit\u00e0.<br \/>\nE questo potrebbe sembrare l\u2019epilogo della storia, se non fosse che in effetti, in questo preciso momento, la citt\u00e0 di Londra sta riservando uno spazio nel suo budget per costruire un nuovo ponte trasportatore. Si, proprio cos\u00ec: una gondola semovente, che verr\u00e0 montata sotto la struttura del ponte pedonale del Royal Victoria Dock sopra il Tamigi, come dalla vecchia ipotesi progettuale del 1998. Il veicolo, simile a una teleferica trasparente, dovr\u00e0 costituire nei fatti soprattutto un\u2019attrazione turistica, da aggiungersi alle molte altre meraviglie di cui \u00e8 stata adornata negli ultimi secoli la Vecchia Fumatrice. E cos\u2019altro potremo fare noi, tranne timbrare con entusiasmo quel biglietto, per navigare ancora una volta tra gli invisibili flutti che sovrastano quel fiume? Disegnando, un punto dopo l\u2019altro, la linea che collega i due estremi del progresso. Che non \u00e8 una retta, perch\u00e9 ha un inizio definito. Ma chiss\u00e0 quando giunger\u00e0 la fine&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre premi l\u2019acceleratore e pensi: si, sono un veicolo che traccia la sua linea nello spazio definito da un percorso, che conduce da A a B. Un\u2019entit\u00e0 continuativa, nel tempo e nello spazio, connotata dal procedimento umano di far funzionar le cose in un modo che possa definirsi vantaggioso. Perch\u00e9 ci\u00f2 che si sposta, inerentemente &#8230; <a title=\"La soluzione tecnica del ponte volante\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18643\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La soluzione tecnica del ponte volante\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,289,167,132,280,295,71,97],"class_list":["post-18643","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-francia","tag-ingegneria","tag-inghilterra","tag-ponti","tag-spagna","tag-storia","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18643","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18643"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18643\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18647,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18643\/revisions\/18647"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18643"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18643"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18643"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}