{"id":18626,"date":"2015-10-30T07:35:27","date_gmt":"2015-10-30T06:35:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18626"},"modified":"2015-10-30T07:35:27","modified_gmt":"2015-10-30T06:35:27","slug":"i-forti-di-ferro-nel-mare-del-nord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18626","title":{"rendered":"I forti di ferro nel Mare del Nord"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TmaPyJtGCf8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18627\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18627\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Maunsell-Army-Forts-500x313.jpg\" alt=\"Maunsell Army Forts\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Maunsell-Army-Forts-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Maunsell-Army-Forts.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Quando le nebbie di Avalon si diraderanno, gli spiriti degli\u00a0Angli, dei Sassoni e degli Juti sorgeranno nuovamente dalle acque, per proteggere la terra di Britannia dai suoi nemici stranieri.&#8221; O almeno cos\u00ec avrebbe potuto profetizzare, un ipotetico pilota tedesco di ritorno da una missione di bombardamento lungo il Tamigi, dopo essere sopravvissuto per sua fortuna\u00a0all&#8217;incontro con una di queste figure architettoniche, tra le pi\u00f9 insolite costruzioni belliche nella storia dell&#8217;uomo. Volando a bassa quota sul mare d&#8217;inverno del 1942-43, alla ricerca di un qualche punto di riferimento (non c&#8217;erano i GPS) soltanto per trovarsi d&#8217;innanzi, impossibilmente, alle zampe di un&#8217;astrusa cavalletta gigante. Con cinque sorelle. Notare le mostruose antenne che si riorientano, mentre sul dorso dell&#8217;insetto gi\u00e0 corrono i soldati, ciascuno addestrato a compiere un gesto e quello soltanto. Cos\u00ec: efficienza, operativit\u00e0, dovere di annientamento. In breve tempo, il cannoni\u00a0Bofors\u00a0da 40 mm e le numerose mitragliatrici aprono il fuoco, illuminando la strada all&#8217;intera formazione di\u00a0Messerschmitt Bf 109 e Bombardieri Stuka. Poco prima di rettificare la mira.<br \/>\nDozzine di aerei. Altrettante bombe volanti V-1, in viaggio sicuro verso la distante citt\u00e0 di Londra, fermamente intenzionate a condurre\u00a0la loro battaglia contro la serenit\u00e0 mentale di un&#8217;intera popolazione civile. A questo ed altro furono utili i forti collocati\u00a0presso gli estuari del Tamigi e del Mersey, fortemente voluti dai vertici militari del paese, al fine di proteggerlo dagli attacchi e soprattutto avvisarlo in anticipo, guadagnando tempo nel caso sopraggiungesse il temuto giorno dell&#8217;invasione dal continente. Va considerato del resto come in quei foschi anni, in cui la guerra era uno stato di fatto\u00a0tristemente\u00a0accettato, la Francia era caduta, ormai da diversi anni, e l&#8217;Inghilterra restava sostanzialmente isolata dal resto dei suoi alleati. Una situazione estrema, che avrebbe condotto alla ricerca di strade mai percorse in precedenza. Ci voleva un&#8217;idea. Ci voleva&#8230;Guy Maunsell. Molto \u00e8 stato detto sull&#8217;ingegnere civile, nato nel 1884 nell&#8217;India inglese e laureatosi in patria, che nel corso della prima guerra mondiale era stato coscritto come ufficiale dei Royal Engineers, ponendo le basi di\u00a0due importanti progetti per il paese: la progettazione delle Creteships, delle navi da trasporto in cemento, pi\u00f9 solide ma anche costose dell&#8217;alternativa tradizionale in metallo, ed il piano per la fortificazione dello stretto di Dover, contro il passaggio dei problematici U-Boat.<br \/>\nMa la sua opera pi\u00f9 significativa resta tutt&#8217;ora la serie di forti marittimi costruiti, come architetto di fama gi\u00e0 conclamata, a partire dal &#8217;42 e inizialmente su precisa commissione dell&#8217;Ammiragliato di Sua Maest\u00e0. Questa particolare versione era soltanto la prima,\u00a0che trov\u00f2 realizzazione presso quattro luoghi distinti e risultava nei fatti alquanto diversa dai forti dell&#8217;esercito successivi, di cui uno compare\u00a0nel video di apertura. L&#8217;idea di base era piuttosto semplice: venivano costruite due torri alte sette\u00a0piani, con un galleggiante di 54&#215;25 metri alla base ed una piattaforma superiore, su cui avrebbero trovato collocazione le armi e le antenne radar. Quindi, dopo un breve periodo in cui l&#8217;equipaggio veniva fatto acclimatare in condizioni d&#8217;addestramento, la strana imbarcazione veniva trainata fino al punto designato, dove l&#8217;apertura di alcuni appositi portelloni causava l&#8217;inondazione parziale. Ci\u00f2 costituiva una sorta di anticipazione di quelle che sarebbero diventate le semisommergibili, odierne piattaforme petrolifere usate\u00a0negli stessi mari inospitali, senza nessun timore della furia degli elementi. Con una significativa differenza: lo scafo dei forti era stato pensato per raggiungere il fondale marino, dove si sarebbe rotto impattandolo, trasformandosi nelle fondamenta di un guardiano destinato a durare\u00a0molto a lungo. Le strutture di\u00a0Rough Sands, Sunk Head, Tongue Sands e Knock John, ciascuna occupata da circa 120\u00a0soldati, erano sostanzialmente inamovibili, un nuovo punto d&#8217;orgoglio e un sollievo per le menti col quadro tattico chiaro, pienamente consapevoli di quello che potevano fare per scoraggiare i continui attacchi del nemico. Eppure mancava ancora&#8230;Qualcosa. Cos\u00ec, nel 1943, si decise di costruire una seconda linea di difesa, pi\u00f9 vicina alle spiagge, che fosse in grado d&#8217;intervenire tenendo a bada le minacce pi\u00f9 persistenti. E anche se questa volta fu l&#8217;esercito a commissionarli, invece che la marina, questo fu frutto della stessa premiata matita. Che in quel caso realizz\u00f2, secondo l&#8217;opinione comune, il suo\u00a0capolavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18629\" aria-describedby=\"caption-attachment-18629\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/rUSOQZPusqQ\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18629 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Maunsell-Forts-500x313.jpg\" alt=\"Maunsell Forts\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Maunsell-Forts-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Maunsell-Forts.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18629\" class=\"wp-caption-text\">Le strutture ancora integre sono oggetto di un turismo occasionale ma entusiasta, con tour guidati presso le strutture costiere ancora accessibili. Una di queste escursioni ha un costo medio di 60-80\u00a0sterline a persona, e parte dei ricavi sono spesso reinvestiti per la manutenzione dei forti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una fortezza marina di Maunsell della seconda tipologia era costituita da sette ambienti rinforzati, ciascuno sostenuto da quattro piloni di cemento condotti a poggiare sul fondale. Le sei torri periferiche, ciascuna designata all&#8217;impiego di un particolare tipo di armamento o strumenti di rilevamento, erano collegati a quella centrale di comando, tramite l&#8217;impiego di ponti sospesi.\u00a0Rispetto alla struttura dei forti di marina, questi edifici avevano uno sviluppo verticale pi\u00f9 marcato, e dunque sussistette il dubbio, fino all&#8217;ultimo momento, che nel momento della messa in posizione potessero ribaltarsi. Ma questo non avvenne, e ben presto l&#8217;Inghilterra ebbe i suoi nuovi giganti fra le onde, questa volta in grado di ospitare fino a 265\u00a0addetti alle diverse mansioni di difesa e supporto tecnico, garantendo un funzionamento continuo dei dispositivi di bordo. Di tali complessi ne furono costruiti sei, tre all&#8217;uscita del\u00a0Tamigi ed altrettanti presso quella del Mersey. Il secondo gruppo, tuttavia, fu\u00a0rimosso poco tempo dopo la guerra, dopo il riscontro di una sostanziale instabilit\u00e0 del fondale. Per quanto concerne gli altri\u00a0tre, invece, il forte di Nore fu colpito nel 1953 da una nave norvegese di passaggio, portando alla distruzione di\u00a0due delle torri con tutto il loro contenuto. Nell&#8217;incidente persero la vita quattro civili, e la struttura, definita un pericolo per la navigazione, fu immediatamente\u00a0smantellata. Nel 1963, un&#8217;altra\u00a0imbarcazione colp\u00ec una delle torri del forte di Shivering Sands, abbattendola. L&#8217;unico forte dell&#8217;esercito tutt&#8217;ora integro resta quello di Red Sands, che a partire dal 2003 portato alla costituzione del comitato definito\u00a0Project Redsand, auto-incaricatosi di mantenere integra questa vecchia reliquia, trovandogli, se possibile, dei nuovi ed utili impieghi. Il che potrebbe, in termini assoluti, risultare decisamente meno complesso del previsto, soprattutto quando si considera quanto\u00a0si \u00e8 pi\u00f9 volte spontaneamente verificato, nel corso dell&#8217;ultimo secolo, tra le mura degli altri forti di Maunsell.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18628\" aria-describedby=\"caption-attachment-18628\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/VeletZa9qQY\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18628 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Sealand-500x313.jpg\" alt=\"Sealand\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Sealand-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Sealand.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18628\" class=\"wp-caption-text\">Un luogo il cui motto recita &#8220;E Mare Libertas&#8221; (dal mare, la libert\u00e0) dotato di un inno, una bandiera, una valuta locale. I passaporti di Sealand, rilasciati a chicchessia dopo un lauto compenso, furono ritirati in blocco nel 1997, dopo essere stati usati per compiere alcuni crimini di alto profilo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto \u00e8 che secondo le leggi inglesi dell&#8217;immediato dopoguerra, le acque territoriali della nazione non si estendevano a pi\u00f9 di 3 miglia nautiche, ponendo di fatto la maggior parte dei forti Maunsell al di fuori del paese. Inoltre, verso la met\u00e0 degli anni &#8217;50, le strutture erano state completamente disarmate, e quindi languivano in solitudine, a silenzioso memento delle loro trascorse imprese. Aggiungete a questo il fatto che la loro concezione, elevata e spaziosa nel caso di quelli di marina, e addirittura radiale, con torri ideali alla collocazione dei tiranti di un&#8217;antenna, nel caso dei forti dell&#8217;esercito; questi residuati bellici stavano diventando, nei fatti, la sede ideale da cui trasmettere radio e\/o tv pirata. Nel 1964 il forte di Shivering Sands fu occupato dal sedicente personaggio che si faceva chiamare\u00a0Screaming Lord Sutch, che da qui inizi\u00f2 a trasmettere la musica Pop, emergente in quegli anni, inframezzata dalle sue letture del romanzo\u00a0L&#8217;amante di Lady Chatterley, recentemente messo al bando dalla BBC. Nel frattempo, presso Red Sands era sbarcata l&#8217;intera equipe di\u00a0Radio Invicta, una stazione guidata dall&#8217;ex spia ed autore letterario di thriller,\u00a0Ted Allbeury. Presso Sunk Heads nacque invece la Radio Essex, un&#8217;organizzazione abusiva attiva 24 ore su 24, che inizialmente voleva trasmettere anche immagini TV ma dovette rinunciare per mancanza di fondi.<br \/>\nCi\u00f2 detto, il caso pi\u00f9 celebre e duraturo di un&#8217;occupazione delle strutture Maunsell resta quello dell&#8217;HM Roughs, il pi\u00f9 settentrionale dei forti di marina. Qui si era stabilito\u00a0infatti con tutta la sua famiglia, a partire dal 1967, un&#8217;ex maggiore dell&#8217;esercito inglese, Paddy Roy Bates, che aveva gi\u00e0 in precedenza maturato una certa esperienza nella gestione delle radio pirata, dopo aver preso forzosamente il comando della stazione di Sunk Heads, appena una paio di anni prima.\u00a0Quando ad agosto di quello stesso anno, tuttavia, il governo inglese var\u00f2 delle nuove leggi contro le stazioni pirata, Bates decise di ribellarsi, iss\u00f2 una bandiera bianca e rossa di sua concezione e dichiar\u00f2 che da quel preciso momento, il forte di Roughs riceveva il nome di Sealand ed avrebbe costituito, negli anni a venire, un paese del tutto\u00a0indipendente. Cosa che incredibilmente, nonostante dei trascorsi travagliati con attacchi da parte dei pirati, incendi ed addirittura un colpo di stato, resta tutt&#8217;ora <em>de facto<\/em>, nella sostanziale assenza di qualcuno che si prenda la briga di far sloggiare i suoi eredi e rappresentanti postumi (R.Bates \u00e8 morto nel 2012, ma gli succede il figlio Michael, come attuale re del paese).<\/p>\n<figure id=\"attachment_18630\" aria-describedby=\"caption-attachment-18630\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/VMr1ALMBjOI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18630\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18630 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Red-Sands-500x313.jpg\" alt=\"Red Sands\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Red-Sands-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Red-Sands.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18630\" class=\"wp-caption-text\">In questi affascinanti rendering sul forte di Red Sands, vengono fatte alcune ipotesi sul loro impiego futuro da parte degli inglesi. Ci\u00f2 sarebbe certamente utile ad evitare il ripetersi della situazione di Sealand, anche perch\u00e9 dal 1987 le acque territoriali inglesi sono state estese a 12 miglia nautiche, includendo tutti i forti marittimi della seconda guerra mondiale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda di Sealand viene pi\u00f9 volte citata nei libri di testo sul legalismo contemporaneo. Secondo la concezione comune una nazione pu\u00f2 esistere, soltanto se altri istituti di pari livello sono disposte a riconoscerla. E nonostante quanto si potrebbe pensare, i Bates sono stati legittimati in almeno due casi: la prima volta quando il padre, citato in causa presso un tribunale di Londra per aver fatto fuoco contro degli addetti alla manutenzione di una boa vicina alla piattaforma, convinto che fossero dei potenziali invasori. In quel caso, venne scagionato perch\u00e9 il fatto si era svolto, a tutti gli effetti, in acque internazionali. E la seconda, in un caso decisamente pi\u00f9 eclatante, quando la Germania invi\u00f2 ufficialmente un suo agente diplomatico presso il forte di Roughs, per negoziare la liberazione dal &#8220;carcere nazionale&#8221; di un suo cittadino,\u00a0Alexander Achenbach. Costui, infatti, che si era auto-nominato primo ministro di Sealand, aveva tentato di prendere il controllo del paese con la forza,\u00a0imprigionando\u00a0l&#8217;allora principe Michael. Ma i Bates, coinvolgendo un elicottero di mercenari reclutati per l&#8217;occasione, avevano capovolto la situazione, in una vicenda che probabilmente potrebbe diventare la storia di un film. Il tedesco fu presto liberato, ma la via ufficiale scelta dai suoi connazionali per assisterlo costituisce, tutt&#8217;ora, un caso unico nella storia del diritto internazionale.<br \/>\nIn tempi pi\u00f9 recenti, Sealand si era associata ad una compagnia che forniva supporto server per attivit\u00e0 informatiche riservate, e si era parlato anche di un acquisto da parte del famoso portale di <em>torrenting<\/em>, The Pirate Bay, mai concretizzatosi per il poco interesse dimostrato dalla famiglia reale. Da allora, tuttavia, il micro-paese pi\u00f9\u00a0insolito del mondo \u00e8 sparito pressoch\u00e9 totalmente dalle cronache, forse nella speranza\u00a0che le sue gesta vengano restituite all&#8217;oblio. I giganti di\u00a0mare ci affascinano, fin dall&#8217;epoca dei miti e leggende dei cavalieri. Tutti vorremmo incontrarli, prima o poi, ma in uno stato di ponderosa\u00a0immobilit\u00e0. Soprattutto, in questa generazione di pace apparente tra i popoli d&#8217;Europa, privi del dono della parola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Quando le nebbie di Avalon si diraderanno, gli spiriti degli\u00a0Angli, dei Sassoni e degli Juti sorgeranno nuovamente dalle acque, per proteggere la terra di Britannia dai suoi nemici stranieri.&#8221; O almeno cos\u00ec avrebbe potuto profetizzare, un ipotetico pilota tedesco di ritorno da una missione di bombardamento lungo il Tamigi, dopo essere sopravvissuto per sua fortuna\u00a0all&#8217;incontro &#8230; <a title=\"I forti di ferro nel Mare del Nord\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18626\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I forti di ferro nel Mare del Nord\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,446,1289,132,249,241,1291,1290,1288,1015,71],"class_list":["post-18626","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-cannoni","tag-forti","tag-inghilterra","tag-mare","tag-militari","tag-offshore","tag-piattaforme","tag-sealand","tag-seconda-guerra-mondiale","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18626","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18626"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18626\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18631,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18626\/revisions\/18631"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18626"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18626"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18626"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}