{"id":18593,"date":"2015-10-26T06:59:43","date_gmt":"2015-10-26T05:59:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18593"},"modified":"2015-10-26T07:05:13","modified_gmt":"2015-10-26T06:05:13","slug":"la-strana-vicenda-dei-castori-paracadutisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18593","title":{"rendered":"La strana vicenda dei castori paracadutisti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/APLz2bTprMA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18594\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18594\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Beaver-Parachute-500x313.jpg\" alt=\"Beaver Parachute\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Beaver-Parachute-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Beaver-Parachute.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si, siamo sicuramente&#8230;Cambiati. Basta trascorrere qualche giornata\u00a0tra la polvere del tempo, per trovare negli archivi le testimonianze\u00a0di quel mondo ormai trascorso, in cui tu, Natura, ed io, uomo, ne facevamo e vedevamo di ogni tipo. Ah, l&#8217;astrusa meraviglia dell&#8217;inaspettato! Te la ricordi quella volta&#8230;E quell&#8217;altra! Quando c&#8217;erano i castori a\u00a0Payette County, lungo i fiumi dell&#8217;Idaho remoto. Terra selvaggia ed incontaminata, libera dal caotico confronto quotidiano\u00a0con il resto della massa cittadina. Perch\u00e9 l\u00ec, c&#8217;era una casa. La seconda dietro la collina. La terza nella valle, ancora pi\u00f9 lontana. E cos\u00ec via. Ma tu, probabilmente, hai gi\u00e0 riconosciuto la questione: era il 1948, e la gente ritornata dalla guerra, null&#8217;altro\u00a0voleva, che vivere in tranquillo isolamento. Zero danni nel proprio giardino. Soprattutto, senza il rosicchiare di quei denti acuminati, l&#8217;albero che cade all&#8217;improvviso sotto\u00a0il roditore, trasformato in legna per la diga e casa familiare delle care, laboriose bestioline. Puoi davvero biasimarci, Splendida rugiada del Mattino, se quel giorno decidemmo di prenderne qualche dozzina con le gabbie, poi decollare per lanciarli tutti quanti da un aereo?<br \/>\nIn precedenza si\u00a0era gi\u00e0 parlato online del\u00a0particolare\u00a0approccio scelto dal Dipartimento di Caccia e Pesca dell&#8217;Idaho,\u00a0nell&#8217;immediato dopoguerra, per trasportare 76 castori fino alla regione del Bacino di\u00a0Chamberlain, oggi noto come riserva del Fiume di Frank Church &#8220;senza ritorno&#8221;. Soprattutto, senza strade.\u00a0Quello che non immaginavamo, perch\u00e9 era un possibilit\u00e0 semplicemente troppo remota, era che dell&#8217;intera questione esistessero in effetti non uno, ma ben due video a colori, prodotti al tempo con l&#8217;investimento non indifferente di 700 dollari complessivi.\u00a0Poi lasciati a deperire in qualche magazzino, tristemente lontani dagli occhi del mondo. Almeno finch\u00e9\u00a0una\u00a0dipendente d&#8217;ufficio,\u00a0Sharon Clark, con mansione occasionale\u00a0di storica del dipartimento, non \u00e8 capitato di ritrovare\u00a0nella scatola sbagliata un misterioso film, dal titolo altamente suggestivo di: &#8220;FUR for the FUTURE&#8221; (il Pelo per il Futuro). Con mano tremante, quindi, preparato il proiettore e\/o il videoregistratore, di fronte a lei si \u00e8 palesato l&#8217;improbabile spettacolo, la prova registrata\u00a0che davvero\u00a0la\u00a0questione di cui sopra\u00a0si verific\u00f2. Un generoso spezzone estratto da questa preziosa testimonianza quindi, senza perdere altro tempo, \u00e8 stato immediatamente caricato su YouTube, a vantaggio dell&#8217;ormai pregressa curiosit\u00e0 collettiva. E il suo contenuto, per chi avr\u00e0 voglia di guardarlo fino in fondo, supera qualsiasi aspettativa.<br \/>\nDopo un interessante segmento sui topi muschiati, che i ranger catturano mediante l&#8217;impiego di trappole a chiusura automatica e poi spostano mediante metodi convenzionali, si giunge presto alla portata principale. Alcuni addetti prelevano, con metodi comparabili, un paio di castori, rappresentanti biologici di quella che potrebbe definirsi una risorsa estremamente importante, soprattutto all&#8217;epoca: la pelliccia, usata nella fabbricazione\u00a0di\u00a0un tipo particolarmente rappresentativo di cappello nordamericano. Giammai, dunque, costoro avrebbero scelto l&#8217;eliminazione completa dei presenti roditori, che andavano piuttosto\u00a0preservati con cura, nonostante le apparenze. Un cambio di scena e\u00a0siamo sulla pista di decollo. I castori, trasferiti dalla gabbia ad una strana scatola di legno con un pacco annesso, vengono portati a bordo, quindi l&#8217;aeromobile si avvia per la sua strada. In una vertiginosa ripresa da terra, si pu\u00f2 osservare il suo rapido sorvolo di uno spiazzo, in realt\u00e0 quello usato per provare il metodo in questione, prima del suo impiego su larga scala. Ecco\u00a0che\u00a0la scatola precipita,\u00a0il pacco si apre, scaturisce il paracadute. L&#8217;intero sistema viene quindi mostrato a consegna effettuata, completamente integro ed aperto. Dall&#8217;interno del pacco, timidamente, fanno capolino le armi anti-albero e quella testolina deliziosamente distruttiva. Nel suo incedere perplesso, pare espressa la pregnante\u00a0locuzione: &#8220;Strade? Dove andiamo non ci servono le&#8230;gnam-gnam-gnam.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18596\" aria-describedby=\"caption-attachment-18596\" style=\"width: 249px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=18596#main\" rel=\"attachment wp-att-18596\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18596 size-full\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Beaver-dropping-box.png\" alt=\"Beaver dropping box\" width=\"259\" height=\"480\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18596\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/www.citylab.com\/housing\/2015\/10\/watch-beavers-get-relocated-via-parachute-circa-1948\/412153\/\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segue quindi la terza scena, in cui gli addetti del dipartimento si ritrovano a maneggiare alcune martore americane, deliziosi\u00a0diavoli dalla ferocia niente affatto indifferente. Tirati fuori dalla gabbia, i quadrupedi soffiano e si agitano con le zampe, mordendo tutto quello che gli capita a tiro. Tanto che ben presto, uno dei ranger si ritrova con un morso sanguinante sul braccio. Ma a nessuno, naturalmente, interesser\u00e0 la questione. Ritorniamo dunque al punto saliente dell&#8217;intera questione. Possibile? Davvero? Dav\u00e8ro&#8230;Dav\u00e9ro? Non \u00e8 che il video faccia un gran lavoro nel provare l&#8217;effettivo impiego successivo, sul campo e con ottimi risultati, del &#8220;premiato metodo per paracadutare i castori&#8221;. Eppure su Internet \u00e8 reperibile un articolo dall&#8217;impostazione scientifica, pubblicato a suo tempo sul <a href=\"http:\/\/www.martinezbeavers.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/airdrop-STUDY-beaver.pdf\" target=\"_blank\"><em>The Journal of Wildlife Management<\/em> (Vol.14 no. 2, Aprile 1950)<\/a>\u00a0che documenta a fondo l&#8217;intera mirabolante avventura. Inizia con la descrizione del processo normativo, regolamentato da una figura professionale che viene definita il Caretaker-Trapper Regionale, tenuto all&#8217;epoca a fornire il 10% degli animali in eccesso ogni anno a vantaggio dell&#8217;industria delle pellicce. La restante, invece, andava spostata. Un proposito niente affatto facile, a quanto si racconta nel testo, visto come le regioni pi\u00f9 remote dell&#8217;Idaho erano, per l&#8217;appunto estremamente remote, al punto che le strade essenzialmente non esistevano affatto. In funzione di\u00a0questo, il metodo tentanto inizialmente per portare a compimento la missione fu\u00a0l&#8217;impiego di alcuni muli, sopra i quali venivano caricate le casse con i distruttivi\u00a0roditori. Ora, una simile metodologia potrebbe sembrare all&#8217;apparenza molto pi\u00f9 umana e rispettosa verso gli animali dell&#8217;alternativa aerotrasportata, ma la realt\u00e0, come spesso capita, \u00e8 diametralmente opposta. I castori, che sono animali abituati a\u00a0vivere a contatto con l&#8217;acqua, non dispongono di sistemi di raffreddamento efficienti del proprio organismo. Durante il tragitto, quindi, dovevano essere periodicamente tirati fuori e idratati, poi rimessi forzosamente nella scatola fino al raggiungimento di un sito adeguato alla liberazione. A ci\u00f2 dovete aggiungere che, secondo quanto ci viene raccontato, i muli erano letteralmente terrorizzati da questi veri e propri topi giganti, e spesso li aggredivano o mettevano in fuga. Fu una questione tragica, che port\u00f2 alla perdita di alcuni meritevoli ingegneri pelosi. Finch\u00e9 non giunse sulla scena un uomo. Il suo nome: Elmo W. Heter.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18595\" aria-describedby=\"caption-attachment-18595\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/lYAwaf4CBj4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18595\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18595 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Fish-Drop-500x313.jpg\" alt=\"Fish Drop\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Fish-Drop-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Fish-Drop.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18595\" class=\"wp-caption-text\">Il concetto di lanciare dagli aerei animali adatti al ripopolamento di luoghi remoti non \u00e8 totalmente ignoto ai tempi moderni. Questo video dello stato del Maine\u00a0fu famosamente\u00a0rappresentativo del progetto per lanciare\u00a0150.000 trote in alcuni laghi\u00a0montani desolati, in preparazione della stagione turistica del 2003.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 proprio lui, nei fatti, che ci sta parlando nell&#8217;articolo citato, mentre descrive approfonditamente la sua mirabolante invenzione. Paracadutare un castoro, nei fatti, non \u00e8 la pi\u00f9 accessibile delle imprese ingegneristiche, e ci furono diversi fallimenti per lo pi\u00f9 teorici, prima di giungere alla soluzione effettivamente impiegata. Inizialmente si era pensato di usare delle ceste intrecciate, che il roditore avrebbe rosicchiato, una volta a terra, per liberarsi. Ma questi erano in effetti talmente voraci, e rapidi nel consumarla, che c&#8217;era il rischio che finissero ancor prima di raggiungere la sicurezza del suolo, con conseguenze facilmente immaginabili. Heter pens\u00f2 quindi a un parallelepipedo forato\u00a0in legno solido, costruito in due met\u00e0 ben distinte ma tenute assieme con diverse metodologie. La parte inferiore, mediante l&#8217;impiego di cerniere ed un potente elastico, pensato per far\u00a0spalancare la scatola ogni qualvolta gliene fosse offerta la possibilit\u00e0. Mentre dall&#8217;altro lato c&#8217;era un cordino con un pezzo di spago annodato, ancora\u00a0pi\u00f9 sottile, si occupava di tenere chiuso il meccanismo. L&#8217;intera logica funzionale si basava sul fatto che durante la discesa verso terra, la tensione stessa del paracadute assicurato alla scatola avrebbe contribuito a tenerla sigillata, mentre il contraccolpo dell&#8217;impatto con il suolo avrebbe fatto saltare il nodo superiori, causando l&#8217;apertura e conseguente liberazione del castoro. Nei pochi e sfortunati casi in cui ci\u00f2 non avesse funzionato, era sempre possibile mandare subito aiuto sulla scena, per tentare di liberare il prigioniero accidentale, che quanto meno, avrebbe evitato il pericoloso incontro con i muli. Il prezzo stimato di lancio, inclusivo di carburante per l&#8217;aereo ed ore di lavoro, non superava i 30 dollari ad\u00a0esemplare, che anche adeguato all&#8217;inflazione, risultava estremamente vantaggioso per il dipartimento. Soprattutto rispetto alle alternative.<br \/>\nL&#8217;approccio fu quindi ripetutamente messo alla prova, tramite il lancio ripetuto\u00a0di un singolo esemplare particolarmente mansueto, il cui nome, noto alle cronache, era Geronimo. Cos\u00ec la povera bestia, che potrebbe essere\u00a0proprio quella mostrata nel video d&#8217;apertura, fu fatta volare\u00a0pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, senza che si palesassero i presupposti del ben pi\u00f9 minimo incidente. A quel punto, il dado era tratto; i 76 castori di quell&#8217;anno, rappresentanti il surplus destinato al ripopolamento, furono preparati per l&#8217;esperienza pi\u00f9 emozionante della loro vita. E uno dopo l&#8217;altro, (ri)conobbero la libert\u00e0. Gli animali venivano fatti cadere\u00a0sempre rigorosamente a coppie, un maschio e una femmina, affinch\u00e9 fossero meno propensi ad iniziare un istantaneo processo di migrazione, negando nei fatti l&#8217;utilit\u00e0 dell&#8217;intero marchingegno.\u00a0Tutti tranne uno, a quanto riportato orgogliosamente nell&#8217;articolo di Heter, l&#8217;eroico pioniere del volo in questione. Geronimo ricevette infatti non una, bens\u00ec tre affascinanti <em>lady-friends<\/em> assieme alle quali era destinato a metter\u00a0su\u00a0un&#8217;intera colonia di allegri abbattitori d&#8217;alberi. Pare che la sua gen\u00eca fosse ben attestata anche due anni dopo la liberazione, al tempo in cui fu scritta la retrospettiva. O almeno, cos\u00ec vuole\u00a0la\u00a0leggenda.<br \/>\nEsatto, proprio cos\u00ec, Frescura del vespro che corrobora le fronde, multiforme,\u00a0vagheggiante\u00a0Natura. Anche se le nostre storie sono fragili,\u00a0meramente legate alla sopravvivenza di qualche pezzo di carta, pellicola o silicio, possono rinascere da un caso fortunato, dalle ceneri di un&#8217;Araba Fenice. Per propagarsi, con la ferocia di un&#8217;onda pervasiva, tra le fibre ottiche del mondo. Meno male che\u00a0la\u00a0stessa cosa\u00a0non succede coi\u00a0castori!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si, siamo sicuramente&#8230;Cambiati. Basta trascorrere qualche giornata\u00a0tra la polvere del tempo, per trovare negli archivi le testimonianze\u00a0di quel mondo ormai trascorso, in cui tu, Natura, ed io, uomo, ne facevamo e vedevamo di ogni tipo. Ah, l&#8217;astrusa meraviglia dell&#8217;inaspettato! Te la ricordi quella volta&#8230;E quell&#8217;altra! 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