{"id":18574,"date":"2015-10-23T07:35:47","date_gmt":"2015-10-23T05:35:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18574"},"modified":"2015-10-23T07:40:44","modified_gmt":"2015-10-23T05:40:44","slug":"subacquei-soverchiati-dallabnorme-pesce-alieno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18574","title":{"rendered":"Subacquei soverchiati dall&#8217;abnorme pesce alieno"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5SpxY5OLLxc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18575\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18576\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Mola-Mola-500x313.jpg\" alt=\"Mola Mola\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Mola-Mola-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Mola-Mola.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tedeschi lo chiamano\u00a0<i>Schwimmender Kopf,\u00a0<\/i>la Testa che Nuota. Mentre per i cinesi \u00e8\u00a0<i>fan-che-yu,<\/i><i>\u00a0<\/i>il\u00a0pesce-ruota rovesciata. In Latino viene detto pesce mola, perch\u00e9 \u00e8 grigio, ruvido, piatto, grosso modo circolare, esattamente come lo strumento che si usava anticamente per schiacciare il grano. Nella maggior parte dei paesi europei contemporanei, nel frattempo, si preferisce usare una locuzione variabile che\u00a0lo accomuna\u00a0ad uno dei due maggiori personaggi dei cieli: la Luna (pesce-) oppure il Sole (in inglese:\u00a0<em>Ocean Sunfish<\/em>). La prima perch\u00e9 le due pinne mediane della creatura, dorsale e ventrale, sono tanto allungate da ricordare il tipico spicchio dell&#8217;inizio di un ciclo mensile. Il secondo&#8230;Non si sa. Forse in origine si era voluta dare precedenza all&#8217;astro mattutino, piuttosto che a quello decisamente meno importante che controlla il flusso delle nostre maree.\u00a0La ragione di tali e tanti suggestivi epiteti va ricercata, piuttosto che in particolari atteggiamenti dell&#8217;animale o altre caratteristiche non evidenti, unicamente nel suo aspetto alquanto&#8230;Insolito. Per usare un eufemismo. Basta guardarsi intorno nei diversi habitat del mondo, emerso o sotto le acque degli oceani sconfinati, per rendersi conto che il concetto di bello pu\u00f2 essere adattato a molte varie circostanze. Ci sono bestie maestose e fiere, splendide nei loro caparbi propositi d&#8217;aggressione. Ed altre meno istintivamente attraenti, che tuttavia risultano dotate di un particolare fascino, frutto della funzione. Ma il pesce alieno in questione, per quanto gli si voglia concedere il beneficio del dubbio, ha la\u00a0particolare sfortuna esteriore di rassomigliare da vicino ad un qualcosa d&#8217;incompleto. Come se la Natura, nel metterlo a punto, avesse iniziato con la parte anteriore di un grosso e resistente abitante delle fasce oceaniche epipelagica e mesopelagica (attorno ai 200 metri di profondit\u00e0) e poi si fosse stancata, dicendo: &#8220;Basta cos\u00ec!&#8221;. Questo perch\u00e9 ad un punto imprecisato dell&#8217;evoluzione\u00a0del pesce, tuttavia comprovato come antecedente all&#8217;epoca geologica dell&#8217;Eocene superiore (33,9-38 milioni di anni fa) la sua coda \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 corta, la colonna dorsale si \u00e8 accorciata, i quattro grandi denti simili agli incisivi caratteristici del suo ordine tipologico si sono fusi, formando l&#8217;equivalente maggiorato di un becco da pappagallo. Cos\u00ec nasceva, dunque, la leggenda.<br \/>\n\u00c8 difficile restare indifferenti di fronte ad una simile scena, quasi onirica nel suo improbabile fluttuare delle astruse circostanze. Trovarsi di fronte a una creatura cos\u00ec antica e totalmente indifferente, al mulinante logor\u00eco dei nostri giorni, alla logica dell&#8217;efficienza, ai suoi stessi propositi di autodifesa. La pi\u00f9 diffusa e grande delle quattro specie appartenenti alla famiglia dei <em>Molidae<\/em>, qui ripresi da sommozzatori a largo dell&#8217;Ilha de Santa Maria nel bel mezzo dell&#8217;Oceano Atlantico, non ha in realt\u00e0 moltissimi predatori, soprattutto in funzione della sua mole e della dura pelle corazzata, spessa fino a\u00a015 centimetri sul dorso. Gli unici a sfidare un simile titano inerme, e sia chiaro che lo fanno generalmente prima che questi raggiunga l&#8217;et\u00e0 adulta, sono i pi\u00f9 voraci ed aggressivi predatori, come gli squali, le orche o i leoni marini, e persino loro, non sempre con successo. Gli\u00a0ultimi pinnipedi citati, ad esempio, finiscono spesso per ferire gravemente\u00a0il pesce\u00a0alle pinne, per poi lasciarlo sul fondale a morire, dimostrandosi incapaci di mangiarlo. Una strana forma di difesa a posteriori da parte del grosso navigatore delle acque sommerse, se cos\u00ec vogliamo definirla. Mentre non costituisce in realt\u00e0 un problema per l&#8217;effettiva sopravvivenza della specie. Questo perch\u00e9 il <em>Mola Mola<\/em>, fra le sue molte caratteristiche biologiche inusuali, ne presenta una che basta a giustificare tutte le altre: la capacit\u00e0 di deporre fino a 300 MILIONI\u00a0di uova in una volta, pi\u00f9 di qualsiasi altro animale vertebrato sulla Terra. E se anche soltanto una minima parte di queste verr\u00e0 fecondata nella stagione della fregola, se pure molti dei pesciolini che ne scaturiscono saranno pasti\u00a0facili dei predatori di passaggio, il semplice numero delle opportunit\u00e0 offerte alla prossima generazione, da ciascuna ponderosa madre, basteranno a garantire ottimi propositi continuativi. E non \u00e8 forse questa, alla fine, la singola cosa pi\u00f9 importante?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18578\" aria-describedby=\"caption-attachment-18578\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=18578#main\" rel=\"attachment wp-att-18578\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18578 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/1024px-Enormous_Sunfish-500x394.jpg\" alt=\"Enormous Sunfish\" width=\"500\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/1024px-Enormous_Sunfish-500x394.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/1024px-Enormous_Sunfish.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18578\" class=\"wp-caption-text\">Il pesce luna misura fino a 3,3 metri di lunghezza per 4,2 di altezza da una pinna all&#8217;altra, con un peso ragguardevole di circa 1000 Kg. Sono stati tuttavia attestati nella storia anche degli esemplari eccezionali, in grado di raggiungere e superare\u00a0il doppio di una tale stazza impressionante. &#8211; <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ocean_sunfish\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">I piccoli del pesce luna\u00a0misurano, all&#8217;uscita dall&#8217;uovo, appena 2,5 mm, una notevole differenza rispetto agli altri neonati degli abitanti pi\u00f9 grandi dei mari, come gli squali, che partoriscono esemplari gi\u00e0 completi in ogni loro parte. Questo perch\u00e9 il loro occasionale\u00a0coinquilino alto e stretto, in effetti, appartiene alla categoria del tutto differente dei pesci ossei, ovvero\u00a0dotati di uno scheletro vero e proprio, piuttosto che le formazioni cartilaginee del pi\u00f9 temuto masticatore marino. Sono in realt\u00e0 imparentati da vicino, anche se allo stadio adulto non si direbbe affatto, al pesce palla dei <em>Tetraodontiformes<\/em> (composto greco che si riferisce ai gi\u00e0 citati quattro denti) con cui condividono diversi tratti, incluse, secondo certe teorie, le tossine velenose che albergherebbero nel loro fegato imponente. Da neonati, ad ogni modo, la somiglianza \u00e8 molto pi\u00f9 apparente, con un profilo vistosamente tondeggiante e l&#8217;accenno di alcune spine, destinate a scomparire prima che la creaturina inizi a mangiare seriamente, raddoppiando la propria stazza complessiva per diversi milioni di volte. Come si pu\u00f2 facilmente desumere dalla boccuccia stretta e le capacit\u00e0 di nuoto in agilit\u00e0 del tutto comparabili a quelle di un autotreno, il pesce luna non \u00e8 esattamente un astuto cacciatore, limitandosi a succhiare placidamente qualche salpida planktonica, crostacei, seppie e soprattutto meduse, che costituiscono la parte pi\u00f9 importante della sua dieta. Un cibo tanto abbondante, ed al tempo stesso poco nutritivo, che il gigante\u00a0deve andarne costantemente alla ricerca, per sostentare il suo esigente metabolismo sovradimensionato. \u00c8 una vita, dopo tutto, non poi cos\u00ec tranquilla, sopratutto quando si considera che il <em>Mola<\/em> deve costantemente gestire un altro suo problema estremamente rappresentativo, ovvero l&#8217;infestazione da parte di oltre 40 diverse specie di parassiti. Proprio cos\u00ec: la povera bestia ne \u00e8 completamente ricoperta, al punto da costituire una sorta di colonia viaggiante e un ristorante occasionale, i gabbiani, i pesci pulitori\u00a0e gli altri spazzini dell&#8217;esercito sommerso. Talvolta, uno di questi animali ospita talmente tanti organismi accessori da giungere a sviluppare una lieve bioluminescenza, fenomeno forse alla base dei suoi nomi comuni di natura pi\u00f9 prettamente\u00a0astronomica. Per liberarsi degli ospiti in eccesso, quindi, l&#8217;alieno nuota\u00a0in prossimit\u00e0 degli scogli, talvolta strofinandosi su di essi. Oppure cerca i banchi di alghe abitati dai <em>labridae,<\/em>\u00a0gobidi o pesci pipa di varia natura, tutti grandi estimatori di\u00a0quel cibo, trasformati per l&#8217;occasione nell&#8217;equivalente ittico degli addetti all&#8217;autolavaggio. In altri casi, il <em>Mola<\/em> nuota fino alla superficie, voltandosi su un fianco ed aspettando che qualche uccello venga a pasteggiare su di se. In simili circostanze, la sua pinna superiore ha spaventato pi\u00f9 di un bagnante umano, vista la vaga e preoccupante somiglianza a\u00a0quella di uno squalo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18575\" aria-describedby=\"caption-attachment-18575\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ohI_eAFTYjw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18575\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18575 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Mola-Mola-2-500x313.jpg\" alt=\"Mola Mola 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Mola-Mola-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Mola-Mola-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18575\" class=\"wp-caption-text\">Questo video girato all&#8217;isola di Gozo, di fronte a Malta, raffigura quello che potrebbe essere il singolo pesce luna pi\u00f9 grande mai impresso su pellicola digitale. Peccato soltanto che l&#8217;operatore non si sia preoccupato di\u00a0stabilizzare in alcun modo la sua opera, che nel complesso finisce\u00a0quasi per assomigliare ad una dei film Cloverfield o Blair Witch Project.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il genere dei Molidae ospita altre tre specie ben distinte, oltre a quella del <em>Mola Mola<\/em>, o pesce luna comune. La seconda in ordine di diffusione \u00e8 il <em>M. ramsayi,\u00a0<\/em>detto &#8220;dei mari del Sud&#8221; perch\u00e9 si era pensato per lungo tempo che occupasse l&#8217;emisfero meridionale, sostituendosi completamente alla variante precedentemente nota detta &#8220;del Nord&#8221;. Si \u00e8 poi scoperto, invece, come le due specie convivano tranquillamente in molti ambienti, portando al superamento di\u00a0una presunta distinzione geografica, che di fatto non \u00e8\u00a0mai esistita. Il pesce \u00e8 molto simile al suo pi\u00f9\u00a0prossimo\u00a0parente, con alcuni tratti distintivi principalmente concentrati nello spazio della coda tronca: nel <em>M.ramsayi,\u00a0<\/em>infatti, questa risulta\u00a0dotata di un minor numero di ossicini ed \u00e8 quindi meno frastagliata. Inoltre non compare la linea curva delle scaglie\u00a0che invece separava questa zona dal resto del corpo, nel caso del cugino. Esiste poi un pesce luna pi\u00f9 piccolo (1 metro di lunghezza massimo) diffuso in tutti i mari del mondo incluso il Mediterraneo che trova\u00a0il nome scientifico di\u00a0<em>Ranzania laevis<\/em>. Nel folklore\u00a0gli abitanti aborigeni dell&#8217;antica Australia, questa creatura era definita\u00a0il re dei maccarelli, e prenderlo nella rete veniva considerato\u00a0un pessimo\u00a0presagio. Gli altri pesci, infatti, a quel punto avrebbero evitato le coste, portando ad un periodo di potenziale carestia. Conclude la famiglia il\u00a0<i>Masturus lanceolatus,\u00a0<\/i>diffuso soprattutto nella zona tropicale e temperata, dal Messico a Taiwan. Il pesce, che viene talvolta detto &#8220;dalla coda a punta&#8221; presenta una\u00a0segmento sporgente verso la deriva su quest&#8217;ultima, che lo fa rassomigliare maggiormente a un pesce, per cos\u00ec dire, normale. In Estremo Oriente, dalla Cina al Giappone, questa creatura \u00e8 considerata un piatto estremamente prelibato, condizione problematica per qualsiasi specie di animale, che lo ha soggetto\u00a0ad una pesca piuttosto aggressiva e difficile da regolamentare. Si stima che nel solo 2005, ad esempio, ne siano state immesse sul mercato 208 tonnellate, con\u00a0un singolo esemplare, particolarmente grosso e pregiato, venduto alla cifra spropositata di 1 milione di dollari statunitensi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18577\" aria-describedby=\"caption-attachment-18577\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/K4DuOcFqZwA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18577\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18577 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Mola-Ramsayi-500x313.jpg\" alt=\"Mola Ramsayi\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Mola-Ramsayi-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Mola-Ramsayi.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18577\" class=\"wp-caption-text\">In questa ripresa di un giovane esemplare di Mola ramsayi \u00e8 possibile apprezzare la maniera insolita in cui questa tipologia di pesci \u00e8 solita nuotare: per la propulsione, vengono fatte oscillare le pinne superiore ed inferiore, mentre la &#8220;coda&#8221; serve pi\u00f9 che altro a sterzare. Nel frattempo, le due minuscole pinne laterali si occupano della stabilizzazione.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pesce luna \u00e8 estremamente difficile da allevare in cattivit\u00e0, all&#8217;interno degli acquari, soprattutto per il grande spazio di cui ha bisogno. Non soltanto la vasca deve essere abbastanza profonda da ospitare la sua notevole estensione in senso verticale, ma \u00e8 necessario che offra uno spazio sufficientemente ampio per nuotare in cerchio, proposito tutt&#8217;altro che accessibile quando si pensa alla sua poca agilit\u00e0. Inoltre, la presenza di altri pesci pi\u00f9 rapidi nel procacciarsi il cibo render\u00e0 difficile nutrirlo, a meno di averlo addestrato a mangiare direttamente dalle mani umane (o pi\u00f9 frequentemente, dall&#8217;apposito bastone). Tra i pochi luoghi di accudimento marino e divulgazione che sono riusciti a superare queste ardue sfide, figurano l&#8217;acquario\u00a0Kaiyukan di Osaka, l&#8217;Oceanarium di Lisbona in Portogallo e il Nords\u00f8en di Hirtshals, in Danimarca. Si dice che nessun altra creatura marina l\u00ec custodita, con la possibile eccezione degli squali e dei delfini, susciti lo stesso effetto di meraviglia ed interesse da parte del pubblico dei visitatori.<br \/>\nMa il modo migliore per osservare questa insolita creatura, divoratrice di meduse senza saziet\u00e0, resta l&#8217;immersione completa e letterale nelle cupe profondit\u00e0 dei suoi habitat naturali, come ampiamente dimostrato dai numerosi filmati reperibili su YouTube. E per fortuna, vista la natura estremamente prolifica del pesce, continueremo ad avere questa opportunit\u00e0 ancora per parecchio\u00a0tempo. Sushi&#8230;Permettendo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I tedeschi lo chiamano\u00a0Schwimmender Kopf,\u00a0la Testa che Nuota. Mentre per i cinesi \u00e8\u00a0fan-che-yu,\u00a0il\u00a0pesce-ruota rovesciata. In Latino viene detto pesce mola, perch\u00e9 \u00e8 grigio, ruvido, piatto, grosso modo circolare, esattamente come lo strumento che si usava anticamente per schiacciare il grano. Nella maggior parte dei paesi europei contemporanei, nel frattempo, si preferisce usare una locuzione variabile &#8230; <a title=\"Subacquei soverchiati dall&#8217;abnorme pesce alieno\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18574\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Subacquei soverchiati dall&#8217;abnorme pesce alieno\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,818,1097,689,249,109,400,399,78,682],"class_list":["post-18574","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-biologia","tag-evoluzione","tag-immersioni","tag-mare","tag-natura","tag-oceano","tag-pesci","tag-scienza","tag-strane-creature"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18574","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18574"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18574\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18580,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18574\/revisions\/18580"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18574"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18574"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18574"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}