{"id":18549,"date":"2015-10-20T07:30:10","date_gmt":"2015-10-20T05:30:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18549"},"modified":"2015-10-20T07:38:12","modified_gmt":"2015-10-20T05:38:12","slug":"astronauta-delliss-ci-dimostra-il-globo-effervescente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18549","title":{"rendered":"Astronauta dell&#8217;ISS ci dimostra il globo effervescente"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Vx0kvxqgC1c\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18550\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18553\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Floating-water-500x313.jpg\" alt=\"Floating water\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Floating-water-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Floating-water.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorride, Terry Virts di Baltimora, mentre ci\u00f2 che ha costruito fluttua e si agita nell&#8217;aria. Un piccolo pianeta, dalla superficie stranamente bitorzoluta, che ruotando sul suo asse lancia\u00a0bollicine tutto attorno. Queste poi, come attratte da una forza gravitazionale, restano a orbitare l\u00ec vicino, a emulazione della condizione stessa dell&#8217;ambiente in cui si svolge questa scena, la scheggia di metallo sita a 400 Km di altitudine dal suolo. Siamo, ovviamente, nella Stazione Spaziale Internazionale, e questo qui non \u00e8 propriamente un&#8217;esperimento. Pi\u00f9 che altro un test, o per meglio dire, la cosa pi\u00f9 simile ad un\u00a0momento di svago che possa concedersi una simile figura professionale, nel corso del periodo pi\u00f9 importante della propria vita. Mettere una pasticca di Alka Seltzer nell&#8217;acqua a gravit\u00e0 zero, che\u00a0gesto totalmente insensato! Ma non abbiate dubbi in merito: l&#8217;iniziativa ha un valido\u00a0perch\u00e9.<br \/>\nTutto inizia in\u00a0quel minuto e quel secondo, l&#8217;attimo bruciante del decollo verso i limiti dell&#8217;atmosfera. Energie tra le maggiori mai asservite al desiderio di imbrigliare la natura, al termine del conto alla rovescia, vengono liberate all&#8217;improvviso dal motore che conduce il razzo verso l&#8217;agognata apoteosi. E le aspettative di un migliaio di persone, tra scienziati, matematici,\u00a0ingegneri, semplici appassionati, vengono subordinate alla riuscita dell&#8217;impresa. Cos\u00ec tre\u00a0o\u00a0quattro astronauti, in quel momento epico ed estremamente significativo, devono\u00a0dimenticare il senso dell&#8217;identit\u00e0; diventando, in un lampo di luce, fuoco e fiamme, parte della macchina da sogno che li sta portando\u00a0oltre la stratosfera. In loro alberga la complessa e stratificata unione di preparazione\u00a0tecnica, sprezzo del pericolo\u00a0e un profondo senso del dovere. \u00c8 come un&#8217;estasi che dura per un tempo&#8230;Significativo.\u00a0Come potrebbe essere diversamente? Un&#8217;intera nazione che investe in te milioni,\u00a0se non\u00a0miliardi, per selezionarti, addestrarti e poi lanciarti via dal tuo pianeta alla ricerca di risposte che vadano a vantaggio del futuro. Qual&#8217;\u00e8 il moto delle particelle senza l&#8217;influenza del loro peso. Cosa si potr\u00e0 coltivare a bordo quando, nel corso delle prossime generazioni, lanceremo finalmente quella nave madre (di una nuova epoca) destinata a giungere su Marte. Come si comportano i medicinali e invero, lo stesso nostro organismo,\u00a0in condizioni prolungate di esistenza via dai luoghi della nostra giovent\u00f9. A queste ed infinite altre domande, dovr\u00e0 rispondere colui o colei che parla e fluttua in queste sale di metallo, osservando un regime di concentrazione pressoch\u00e9 assoluta per quasi l&#8217;intero corso del\u00a0suo soggiorno.\u00a0L&#8217;equipaggio, generalmente, lavora per 10 ore al giorno e gli vengono concesse unicamente 5 ore\u00a0di &#8220;riposo&#8221; durante\u00a0il pomeriggio del sabato, durante il quale\u00a0pu\u00f2\u00a0condurre i propri personali\u00a0esperimenti. Dal punto di vista scientifico, generalmente, meno significativi e complessi. Ma tanto maggiormente affascinanti, proprio in quanto conformi a ci\u00f2 che potremmo fare noi, trasportati all&#8217;improvviso\u00a0nell&#8217;ambiente della microgravit\u00e0.<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 successo, verso la fine del luglio scorso, che l&#8217;ISS abbia ricevuto un nuovo\u00a0ed\u00a0utile strumento: una\u00a0telecamera tridimensionale dalle altissime potenzialit\u00e0, in grado\u00a0di riprendere una scena alla risoluzione di\u00a06144 x 3160 pixels (in gergo detta 6K) prodotta dalla RED, compagnia legata al mondo cinematografico e che ha fornito, ad esempio, l&#8217;attrezzatura usata per i film della trilogia degli Hobbit di Peter Jackson. Ma una maggiore definizione delle immagini, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non \u00e8 un vantaggio unicamente estetico. Un&#8217;immagine migliore contiene anche pi\u00f9 informazioni.\u00a0Questo\u00a0apparecchio, dunque, trover\u00e0\u00a0numerose valide applicazioni, a sostegno di ogni sorta di progetto sperimentativo, o ancora per documentare approfonditamente gli interventi, interni o esterni, sulla pi\u00f9 antica, persistente e grande navicella spaziale. Ma prima di potervi contare seriamente, occorreva metterla alla prova riprendendo qualcosa che fosse, al tempo stesso, memorabile ed insignificante. Ovvero il pi\u00f9 fantastico dei globi&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18552\" aria-describedby=\"caption-attachment-18552\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bKk_7NIKY3Y\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18552 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Floating-water-2-500x313.jpg\" alt=\"Floating water 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Floating-water-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Floating-water-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18552\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;esperimento, se cos\u00ec si pu\u00f2 chiamare, \u00e8 stato ripetuto il 9 ottobre da Scott Kelly, con l&#8217;aggiunta notevole di una certa quantit\u00e0 di colorante. Questo astronauta, alla data prevista del suo ritorno sulla Terra il 3 marzo P.V, sar\u00e0 l&#8217;uomo rimasto nello spazio pi\u00f9 a lungo della storia, con i suoi notevoli 522 giorni.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Semplice, affascinante. Memorabile. Uno sferoide risultante da una certa quantit\u00e0 d&#8217;acqua liberata nello spazio cavo di uno scafo spaziale, quindi non soggetto a preminenti forze d&#8217;attrazione, \u00e8 uno spettacolo che va apprezzato in tutto il suo splendore estetico, ancor prima che per la sua mera\u00a0ragione d&#8217;esistenza. Perch\u00e9 costituisce forse la migliore rappresentazione di quella realt\u00e0 fondamentale del cosmo, secondo cui le sostanze tendono costantemente alla riduzione del dispendio di energia. E dunque assumono, se\u00a0possibile, forme che ci appaiono perfette. \u00c8 naturalmente difficile immaginare, nei primi anni della roboante esplorazione cosmica, quando le missioni Apollo trasportavano i migliori piloti del mondo fino al suolo della Luna, la possibilit\u00e0 di assistere a una scena come questa. Prima di tutto, non ci sarebbe stato il tempo n\u00e9 il desiderio di impegnarsi in simili facezie. Per non parlare del problema della registrazione tramite l&#8217;impiego di sistemi analogici, che presumeva, per ciascun minuto messo su pellicola, la necessit\u00e0 successiva di portare i nastri nuovamente gi\u00f9, per un successivo studio e infine la pubblicazione.<br \/>\nMentre nell&#8217;epoca dei <em>social networks, <\/em>spesso bistrattati per loro presunta funzione diseducativa, ogni cosa\u00a0\u00e8 immediata, ciascuna\u00a0iniziativa straordinariamente risonante. L&#8217;astronauta ed ingegnere americana Karen Nyberg (180 giorni di soggiorno nello spazio) <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=kOIj7AgonHM\" target=\"_blank\">ci mostrava nel 2013<\/a>\u00a0come facesse a mantenere puliti i suoi lunghi capelli biondi, ottenendo milioni di click su YouTube. Il comandante canadese Chris Hadfield (166 giorni) oggi autore del bestseller con le sue memorie\u00a0<em>An Astronaut&#8217;s Guide to Life on Earth<\/em><em>, <\/em>allestiva nello stesso periodo l<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KaOC9danxNo\" target=\"_blank\">a sua famosa performance<\/a> della canzone Space Oddity di David Bowie, sullo sfondo degli ambienti e l&#8217;incredibile panorama dell&#8217;ISS.\u00a0Anche i nostri Parmitano e Cristoforetti, nel frattempo, hanno avuto le loro iniziative collaterali di successo internettiano, il primo cantando\u00a0<em>Ciuri ciuri<\/em>, la seconda spiegando per l&#8217;ESA il funzionamento delle toilettes di bordo. Ma questo show dell&#8217;acqua globulare che stanno conducendo gli attuali ospiti della stazione, in effetti, non \u00e8 un concetto totalmente nuovo, che trov\u00f2 anzi il suo maggiore estimatore\u00a0nell&#8217;americano\u00a0Donald Roy Pettit (369 giorni) che ne aveva fatto tra il 2002 e 2003 un vero caposaldo delle sue ore di tempo libero a vantaggio della collettivit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18550\" aria-describedby=\"caption-attachment-18550\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fWS0zWQ8DP4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18550\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18550 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Don-Petit-Bubbles-500x313.jpg\" alt=\"Don Petit Bubbles\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Don-Petit-Bubbles-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Don-Petit-Bubbles.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18550\" class=\"wp-caption-text\">La procedura ricorda quella degli artisti delle bolle di sapone.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va detto che a quell&#8217;epoca mancava ancora questa strada della diffusione totale, attraverso il tramite di tutti coloro che sono sempre pronti a ricondividere cose belle\u00a0su Twitter, Facebook e blog di varia natura. Forse proprio in funzione di questo, l&#8217;approccio di Pettit era mirato a un pubblico pi\u00f9 specialistico, di veri e propri appassionati, prendendo una via sensazionalistica che procedeva con i crismi di un pi\u00f9 vero esperimento. Nella scena soprastante, ad esempio, l&#8217;astronauta mostra alcune sequenze estremamente interessanti: 1 &#8211; Cosa succede se il globo d&#8217;acqua viene colpito da un lato, e come si propagano le onde energetiche\u00a0verso il suo lato opposto. 2 &#8211;\u00a0\u00a0Il comportamento di una bolla d&#8217;aria all&#8217;interno del globo, nella quale vengono a loro volta fatte galleggiare un certo numero di gocce fluttuanti. 3 &#8211; Il gioco dell&#8217;Alka Seltzer, essenzialmente effettuato con gli stessi crismi dei suoi esimi successori.<br \/>\nLa dinamica dei fluidi in situazioni di gravit\u00e0 estremamente ridotta \u00e8 un campo ancora poco studiato, per il semplice fatto che non sembrano\u00a0molte le applicazioni utili a riguardo. Un gruppo di ricercatori dell&#8217;NSDA (National Space Development Agency) di Tokyo, ad esempio, ha pubblicato\u00a0<a href=\"http:\/\/www.spacefuture.com\/archive\/artificial_gravity_swimming_pool.shtml\" target=\"_blank\">uno studio stranamente completo<\/a>\u00a0sui passi da compiere per la creazione di una piscina spaziale in cui ogni elemento, acqua inclusa, risulti del tutto privo di peso, con tanto di descrizione\u00a0degli sport che vi si potrebbero praticare, ma \u00e8 inutile dire come il lavoro sia, nei fatti, un\u00a0mero esercizio speculativo. Chi mai potrebbe finanziare, e\/o mantenere operativa, una simile follia orbitante? Molto pi\u00f9 proficuo, da un punto di vista del divertimento,\u00a0continuare a dedicare il nostro tempo a chi effettivamente lass\u00f9 ci \u00e8 stato ed ha qualcosa di notevole da farci vedere:<\/p>\n<figure id=\"attachment_18551\" aria-describedby=\"caption-attachment-18551\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Uddz-3RwA_Y\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18551\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18551 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Don-Petit-Film-500x313.jpg\" alt=\"Don Petit Film\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Don-Petit-Film-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Don-Petit-Film.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18551\" class=\"wp-caption-text\">Dalle nebbie di Avalon emerge la distante verit\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le scoperte pi\u00f9 interessanti documentate da\u00a0Pettit nel corso del suo tempo libero, va certamente annoverata quello di ci\u00f2 che lui definiva la &#8220;membrana d&#8217;acqua&#8221;. Un&#8217;ulteriore risultanza della tensione di superficie a gravit\u00e0 zero, ma stavolta non libera di esercitare la propria coesione molecolare senza nessun tipo d&#8217;ostruzione, bens\u00ec all&#8217;interno di uno spazio piatto e circolare, sostanzialmente l&#8217;equivalente autocostruito del tipico anello per fare le bolle di sapone. Il comportamento dell&#8217;acqua, in queste condizioni,\u00a0consiste ne formare uno strato trasparente e inaspettatamente solido, che pu\u00f2 essere letteralmente spostato come fosse il vetro di una lente d&#8217;ingrandimento. Nei video realizzati per documentare l&#8217;impresa, l&#8217;astronauta ci mostra come potesse agitare l&#8217;oggetto\u00a0in giro, senza che da questi fuoriuscisse pi\u00f9 di qualche globo, subito pronto a ritornare al punto di partenza, qualora gliene fosse offerta la possibilit\u00e0. Pettit aveva inoltre scoperto come l&#8217;avvicinamento di un ferro da saldatore caldo al bordo della lente, con conseguente mutamento della pressione del fluido antistante, potesse generare un&#8217;applicazione delle forze convettive del cosiddetto effetto Marangoni, che pu\u00f2 generare correnti radiali o vorticanti di varia entit\u00e0. Immesso quindi del colorante nella membrana, riusciva a farlo muovere\u00a0in diverse maniere, giungendo <a href=\"http:\/\/science.nasa.gov\/science-news\/science-at-nasa\/2003\/25feb_nosoap\/\" target=\"_blank\">alla creazione di alcune figure<\/a>\u00a0pittoriche. come quella di un&#8217;aquila in volo. Nella <a href=\"http:\/\/spaceflight.nasa.gov\/station\/crew\/exp6\/spacechronicles.html\" target=\"_blank\">serie pubblicata online<\/a> delle sue memorie, lo sperimentatore giunge a chiedersi, non senza una punta di rammarico, che cosa avrebbe potuto creare in tali condizioni un&#8217;artista come Matisse, o per analogia, qualunque altra persona dedita principalmente al mondo della creativit\u00e0.<br \/>\nChe \u00e8 poi il nesso dell&#8217;intera questione: una missione lanciata ai limiti del possibile, con uomini d&#8217;acciaio dediti al sacro compito della giornata, riuscir\u00e0 probabilmente a rispondere ad un&#8217;esigenza chiaramente definita. Arrivare, fare l&#8217;esperimento, ritornare indietro. Ma \u00e8 soltanto attraverso l&#8217;amore per il fac\u00e9to, l&#8217;inutile o l&#8217;insensato, che si pu\u00f2 giungere alla creazione di nuove domande, altrettanto utili all&#8217;accrescimento della consapevolezza umana. Se restare pi\u00f9 a lungo nello spazio significa riuscire a\u00a0trovare il tempo da dedicare a\u00a0tali meraviglie, allora ben vengano le missioni\u00a0sempre pi\u00f9 lunghe condotte da questi\u00a0pochi e magnifici,\u00a0che mantengono laboriosamente in funzione l&#8217;ISS. E\u00a0che ben presto ripartiranno, si spera, verso lidi e mete pi\u00f9 lontane. Ora il passo successivo da compiere, a mio parere, sarebbe offrire questa opportunit\u00e0 ad un numero maggiore di persone. Chiunque di noi potrebbe, almeno in potenza, fare la Scoperta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorride, Terry Virts di Baltimora, mentre ci\u00f2 che ha costruito fluttua e si agita nell&#8217;aria. Un piccolo pianeta, dalla superficie stranamente bitorzoluta, che ruotando sul suo asse lancia\u00a0bollicine tutto attorno. Queste poi, come attratte da una forza gravitazionale, restano a orbitare l\u00ec vicino, a emulazione della condizione stessa dell&#8217;ambiente in cui si svolge questa scena, &#8230; <a title=\"Astronauta dell&#8217;ISS ci dimostra il globo effervescente\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18549\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Astronauta dell&#8217;ISS ci dimostra il globo effervescente\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[410,1265,229,1266,479,91,78,138,147,1264],"class_list":["post-18549","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acqua","tag-bolle","tag-chimica","tag-effervescenza","tag-esperimenti","tag-fisica","tag-scienza","tag-spazio","tag-stati-uniti","tag-stazione-spaziale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18549","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18549"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18549\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18557,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18549\/revisions\/18557"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}