{"id":18541,"date":"2015-10-19T07:10:26","date_gmt":"2015-10-19T05:10:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18541"},"modified":"2015-10-19T07:10:26","modified_gmt":"2015-10-19T05:10:26","slug":"la-grande-macchina-per-fare-il-ponte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18541","title":{"rendered":"La grande macchina per fare il ponte"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/B6X82g2UZOs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18542\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18544\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Bridge-Mega-Machine-500x313.jpg\" alt=\"Bridge Mega Machine\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Bridge-Mega-Machine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Bridge-Mega-Machine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costruire un ponte \u00e8 un problema tecnico dei pi\u00f9 complessi, che in determinati ambiti costituisce, addirittura, l&#8217;antonomasia del gesto ingegneristico applicato ai trasporti. Ma l&#8217;idea classica, dell&#8217;ingegnere che disegna e calcola i valori determinando accuratamente il metodo pi\u00f9 adatto a costruire una strada a molti metri dalla terra, il fiume o il mare, non \u00e8 che il primo passo di un processo che trova l&#8217;espressione materiale nell&#8217;effettiva messa in posizione dei singoli componenti, verticali e orizzontali, obliqui o trasversali. Gente allenata a dare sfogo a un essenziale senso pratico, quella che costruisce cose simili, attraverso un susseguirsi di passaggi non complementari. In grado, soprattutto, di applicare gli strumenti: cazzuola, martello, sega da taglio&#8230;Gru, ruspa, bulldozer&#8230;Macchina di lancio della campata completa dal peso a vuto di 580\u00a0tonnellate, lunga 91 metri&#8230;Ecco, forse questa non \u00e8 un qualcosa che si vede esattamente tutti i giorni, almeno a giudicare dal successo ottenuto negli ultimi giorni dal video di un canale virale\u00a0intitolato\u00a0SLJ900\/32, Bridge Erecting Mega Machine; in esso, l&#8217;equivalente tecnologico di un grande verme giallo canarino avanza sui piloni di un viadotto ancora inesistente. Senza preoccuparsi eccessivamente della forza di gravit\u00e0, raggiunto il ciglio della parte gi\u00e0 assemblata, il mezzo puntella degli appositi sostegni sul pilone, poi si protende nel vuoto, verso quello successivo. Lentamente, attentamente, la sua parte anteriore si ritrova sospesa, con dozzine di ruote simili alle zampe di libellula, vestigia di una vita precedente. Raggiunta la sua meta successiva, vi aggrappa saldamente, diventando, sostanzialmente, essa stessa un ponte. Che in poco tempo viene messo a frutto: pare assurdo eppure, dalla notevole distanza a cui ci troviamo, \u00e8 possibile osservare alcune piccole figure umane che discendono come formiche dal gigante, per assicurarsi che l&#8217;appoggio sia perfettamente saldo ed efficace. A quel punto, lanciano il segnale e quella marcia assurda ricomincia. La ragione appare presto chiara, visto come nella parte posteriore del veicolo, sostenuto da una coppia di potenti gru integrate, alberga una possente trave d&#8217;acciaio lunga circa 60 metri, destinata a costituire la parte migliore dell&#8217;intera opera, ovvero il fondo della strada o della ferrovia, a seconda dell&#8217;impiego successivo. Il componente strutturale viene collocato in corrispondenza di quel vuoto da colmare, poi calato in posizione.\u00a0A questo punto, l&#8217;SLJ900\/32 si trova con la sua parte anteriore che poggia sul terzo pilone, ancora privo di una trave di collegamento; nessun problema. Senza esitazioni, il mostro inizia a ritirarsi a marcia indietro, finch\u00e9 le ruote non poggiano di nuovo sul viadotto. Percorrendo a ritroso quanto precedentemente costruito, quindi, esso torna all&#8217;indirizzo della tana, anzi ancora meglio, presso il luogo dove sono custoditi gli altri pezzi da portare in posizione. In questo caso come in altri mille, non\u00a0c&#8217;\u00e8 riposo, per la mega macchina che assembla\u00a0i ponti.<br \/>\nL&#8217;effettiva collocazione giornalistica dell&#8217;evento, nonostante la sua chiara\u00a0importanza tecnologica, risulta piuttosto complessa. Siamo in Cina, del resto, dove la barriera linguistica \u00e8 soltanto il primo di una lunga serie di ostacoli all&#8217;approfondimento internettiano. La descrizione al video parla di una sezione sospesa che andrebbe da\u00a0Chongqing a\u00a0Wanzhou, presso la parte settentrionale dello Yangtze, dove sono collocati i celebri\u00a0S\u0101nxi\u00e1 (tre dirupi) con la relativa diga elettrica, altro capolavoro\u00a0dell&#8217;ingegneria. Ma mentre di questo specifico evento non sussiste alcuna traccia online, una notizia trovata su Google parla di un&#8217;opera analoga, condotta grazie all&#8217;impiego dello stesso dispositivo, per un viadotto ferroviario tra Jilin e Hunchun, nella Manciuria meridionale. Particolarmente riconoscibili, nelle <a href=\"https:\/\/translate.google.it\/translate?hl=it&amp;sl=zh-CN&amp;tl=en&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.cr11g.com.cn%2FArticle_view.aspx%3Fid%3D11899%26page%3D1&amp;sandbox=1\" target=\"_blank\">due foto collocate in fondo all&#8217;articolo<\/a>, sono gli ideogrammi collocati sulla parte frontale del veicolo, che dovrebbero dichiarare al mondo, approssimativamente: &#8220;11\u00b0 dipartimento di fabbricazione piloni e traverse&#8221; dimostrando, quanto meno, la corrispondente identit\u00e0\u00a0dell&#8217;organizzazione civile incaricata della costruzione. Simili macchine, ad ogni modo, non sembrano rare in Estremo Oriente, ambito da cui provengono la maggior parte delle documentazioni video e i brevi articoli a disposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18542\" aria-describedby=\"caption-attachment-18542\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5_8Rls2AAJw\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18542 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Bridge-Mega-Machine-2-500x313.jpg\" alt=\"Bridge Mega Machine 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Bridge-Mega-Machine-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Bridge-Mega-Machine-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18542\" class=\"wp-caption-text\">Un altro viadotto oppure si tratta della prima parte dello stesso mostrato in apertura? Un mistero destinato a rimanere tale, ahim\u00e9&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo punto delle macchine per la realizzazione dell&#8217;FSM (Full Staging Method) \u00e8 che non importa quanto sembrino pesanti e ponderose, lente nella loro operativit\u00e0; queste costituiscono senza dubbio una notevole scorciatoia nell&#8217;assemblaggio\u00a0di una delle pi\u00f9 vaste e complesse opere\u00a0di uso comune. Il fatto \u00e8 che quello che noi definiamo normalmente un ponte stradale, o in alternativo viadotto, la maggior parte delle volte \u00e8 in realt\u00e0 un&#8217;entit\u00e0 composita, in cui ogni spazio tra i piloni \u00e8 una struttura a se stante, collegata alle altre solo successivamente\u00a0al resto della strada sospesa. Simili strutture hanno poco, per non dire nulla, a che vedere con l&#8217;originale concetto del ponte romano sostenuto da un arco, o anche quello contrapposto del camminamento sospeso in stile tibetano, sospeso grazie all&#8217;uso dei tiranti. Sono semplicemente un susseguirsi di elementi strutturali cos\u00ec resistenti e duraturi che una volta posti in posizione l\u00ec rimangono, a vantaggio della successiva collettivit\u00e0. Al punto che gli straordinari avanzamenti tecnici portati a compimento nel campo dei materiali, nel mondo contemporaneo, permettono di utilizzare una soluzione in cui, per usare un modo di dire anglofono, <em>one size fits all<\/em>\u00a0(una misura va bene per tutto) e soprattutto il sistema pu\u00f2 essere allungato all&#8217;infinito, tramite l&#8217;applicazione ripetuta di quel modulo essenziale: trave, pilone, trave, pilone. Non importa quanto sia accidentato il terreno. Se \u00e8 cedevole, scaveremo fondamenta pi\u00f9 profonde. Se resiste alla perforazione, useremo ruspe\u00a0pi\u00f9 potenti. L&#8217;unico problema che permane, a quel punto, \u00e8 il come trasportare gli indivisibili componenti risultanti dalla fonditura, questi enormi oggetti che richiedono una strada, ma vanno trasportati dove quella non esiste, ed anzi sussiste, in precedenza, il vuoto. Ed \u00e8 proprio a questo che serve una macchina\u00a0SLJ900, anche se persino nella sua classe, il grande macchinario risulta essere\u00a0tutt&#8217;altro che comune.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18543\" aria-describedby=\"caption-attachment-18543\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/DmLhkS46jpw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18543\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18543 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Bridge-Mega-Machine-3-500x313.jpg\" alt=\"Bridge Mega Machine 3\" width=\"500\" height=\"313\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18543\" class=\"wp-caption-text\">Nel campo della costruzione dei ponti, la modellazione 3D \u00e8 uno strumento davvero fondamentale. Peccato che lo stesso non si possa dire delle texture, considerate un orpello addizionale di abbellimento, totalmente inutile allo scopo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne parla orgogliosamente il sito della <a href=\"http:\/\/www.wowjoint.com\/\" target=\"_blank\">WOWJOINT Holdings<\/a>, una compagnia (probabilmente multinazionale) il cui motto \u00e8\u00a0<em>Bridging the World.\u00a0<\/em>Tra tutti i mezzi presentati nella sezione dedicata all&#8217;FSM, il dispositivo che sta spopolando su Internet \u00e8 posto alla fine della serie, in una sorta di inversione del principio basilare del marketing, secondo cui si dovrebbe sempre anteporre il prodotto dalle prestazioni e il costo superiore. Siamo qui in un ambito, del resto, decisamente distante da quello del commercio al cliente; difficilmente, chi ha il compito di effettuare acquisti o direzionare risorse finanziarie a questi livelli, conserva ancora le idee poco chiare sulle sue effettive necessit\u00e0. E c&#8217;\u00e8 anche da dire che lo scopo dichiarato della macchina in questione \u00e8 particolarmente specifico: costruire un viadotto a s\u00e8guito di un tunnel, ovvero in condizioni in cui, diversamente dalla norma, non sia\u00a0possibile trasferire la trave dagli automezzi di trasporto alle gru a portale, che normalmente effettuano poi il cosiddetto lancio verso il primo dei piloni antistanti. Ecco spiegata la ragione delle molte ruote, oltre che la massa impressionante del veicolo: l&#8217;SLJ900 costituisce nei fatti, al tempo stesso, un mezzo da trasporto e sollevamento, in pi\u00f9 dotato della capacit\u00e0 di allungarsi per l&#8217;effettiva messa in posizione del suo carico prezioso. In poche parole, questo titano circola effettivamente per le strade, dal porto in cui vengono scaricate le traverse, fino al tunnel ferroviario\/stradale, per poi effettuare, allegramente, la sua fenomenale cosa. \u00c8 dunque chiaro che l&#8217;intero processo, in ciascuna delle sue parti, sia chiaro quanto estremamente affascinante.<br \/>\nL&#8217;effettivo funzionamento del veicolo\u00a0non viene mai spiegato in forma testuale, come invece avviene per altre procedure simili, come <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=n0hmEWAzJEQ\" target=\"_blank\">questa usata in Kuwait<\/a>\u00a0da un cantiere edilizio della Hyundai (come l&#8217;altra grande multinazionale coreana, specializzata in campi innumerevoli della tecnica e dell&#8217;ingegneria). La serie di macchine l\u00ec mostrate, bench\u00e9 singolarmente meno complete\u00a0di quella cinese, riescono a portare a termine la mansione con efficienza del tutto comparabile, e probabilmente, anche un costo inferiore. Ma di certo, non sarebbero passate nel tunnel a monte dei viadotti di\u00a0Chongqing o Jilin. Particolarmente rilevante appare il momento in cui i sistemi di trasporto della trave ruotano su loro stessi, grazie all&#8217;impiego di alcuni paletti di sollevamento dal suolo. Ora, immaginatevi la stessa cosa fatta da un mezzo lungo 91 metri! Dovrebbe essere proprio questo, il motto di chi edifica per professione: l&#8217;attrezzo giusto, per la missione di giornata. Non la migliore commissione. N\u00e9 tanto meno, come fin troppo spesso avviene da Oriente ad Occidente, la consulenza ben pagata\u00a0del parente o dell&#8217;amico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Costruire un ponte \u00e8 un problema tecnico dei pi\u00f9 complessi, che in determinati ambiti costituisce, addirittura, l&#8217;antonomasia del gesto ingegneristico applicato ai trasporti. 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