{"id":18508,"date":"2015-10-14T07:27:53","date_gmt":"2015-10-14T05:27:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18508"},"modified":"2015-10-14T07:27:53","modified_gmt":"2015-10-14T05:27:53","slug":"che-succede-allinterno-di-un-fucile-da-combattimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18508","title":{"rendered":"Che succede all&#8217;interno di un fucile da combattimento?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xCgmfbAbP-Q\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18512\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18512\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Ak-74-Firing-500x313.jpg\" alt=\"Ak-74 Firing\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Ak-74-Firing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Ak-74-Firing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Larry Vickers, veterano non pi\u00f9 in servizio delle forze speciali, stavolta non si \u00e8 posizionato nel poligono per farci apprezzare soltanto la precisione della sua mira. Ad un secondo sguardo, infatti, si nota un qualcosa di diverso: all&#8217;arma manca un pezzo, a dir poco fondamentale. La copertura del sistema di recupero del gas. Di certo, nulla potr\u00e0 funzionare come dovrebbe. Di certo&#8230;<br \/>\nPur essendo tra\u00a0le armi da fuoco pi\u00f9 famose al mondo, i fucili della serie russa\u00a0Avtomat Kala\u0161nikova non vengono\u00a0associati in Occidente a nessuna particolare soluzione ingegneristica, trovandosi piuttosto vagamente descritti, in alternanza, come un qualcosa di particolarmente inefficiente e poco preciso, oppure dei dispositivi diabolicamente facili da costruire e mantenere in funzione, anche per periodi estremamente lunghi e senza addestramento militare. Il che tra l&#8217;altro \u00e8 vero, anche se questo\u00a0non fu certamente l&#8217;obiettivo originale del celebre ingegnere progettista Michail Timofeevi\u010d Kala\u0161nikov, che concep\u00ec quest&#8217;arma ancora in circolazione ed usata correntemente in ogni parte del mondo. Lavorando alacremente sul suo tavolo da disegno, nel 1947. Gli AK. Fucili creati sfruttando\u00a0un insieme di approcci tecnici che erano, all&#8217;epoca della loro\u00a0prima costruzione in serie, semplicemente il non-plus ultra della rinomata industria sovietica, mai fermatasi dall&#8217;epoca del primo ingresso in guerra, ma che adesso ci appaiono superati e relativamente a basso costo. Ancora una volta, con ottime ragioni. Il fatto \u00e8 che quest&#8217;arma fu da subito talmente popolare, ed efficace, che ogni paese del blocco orientale a cui venne fornita in dotazione impar\u00f2 subito a ricostruirla, diventando estremamente bravo a farlo. Ma i moderni appassionati d&#8217;armi, qualche volta formatisi servendo per gioco nei numerosi virtuali dei nostri tempi, concordano nel riconoscere che gi\u00e0 l&#8217;AK-47, ma ancor maggiormente i suoi successori AKM (1959, la M sta per modernizzato) ed AK-74 (1974) sono complessivamente\u00a0in grado di competere con le principali offerte del panorama europeo e statunitense, compensando i relativi\u00a0difetti con alcuni grossi pregi, tra cui la leggendaria affidabilit\u00e0. Durante la guerra in Corea del 1950, l&#8217;esercito degli Stati Uniti aveva ormai sostituito largamente il suo famoso fucile M1 Garand (quello del &#8220;ping&#8221; al termine della clip di fuoco) con la nuova carabina M2 a selezione di fuoco, che tuttavia risultava decisamente inefficace nel contrastare le armi nemiche. Cos\u00ec, si decise di sviluppare una nuova arma pi\u00f9 potente, che fosse in grado di sfruttare le stesse munizioni di una mitragliatrice da supporto del fuoco, con conseguente semplificazione del processo di approvvigionamento. Da questi propositi nacquero il celeberrimo fucile M14 e l&#8217;M-60, l&#8217;arma pesante, per intenderci, che Rambo impugnava a mano nelle locandine dei suoi anni di gloria. Un&#8217;immagine tutt&#8217;altro che fuorviante, quando si considera i numerosi successi riscossi da quest&#8217;arma, tutt&#8217;ora prodotta ed inviata presso i principali campi di battaglia del mondo contemporaneo. Mentre lo stesso successo, in un primo momento, eluse il suo fratello minore, che si guadagn\u00f2 una reputazione decisamente indesiderabile: s&#8217;inceppava fin troppo spesso. L&#8217;immagine dei soldati rinnegati sul finale del film Apocalypse Now, armati con fucili russi catturati al nemico, era infatti tutt&#8217;altro che romanzata, quando si considera l&#8217;alta considerazione in cui erano tenuti, soprattutto dai membri delle forze speciali, quei magnifici mitragliatori dal riconoscibile suono, che tra l&#8217;altro dissuadevano\u00a0il nemico da\u00a0gettare in quella direzione nulla pi\u00f9 che\u00a0un breve\u00a0sguardo, nondimeno, preoccupato!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18509\" aria-describedby=\"caption-attachment-18509\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TEWAbN938Ro\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18509 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/AK-Fruitcake-500x313.jpg\" alt=\"AK Fruitcake\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/AK-Fruitcake-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/AK-Fruitcake.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18509\" class=\"wp-caption-text\">Natale sta arrivando. Voi non avete fame? In questo folle segmento del canale MattV2099: Guns &amp; Food, l&#8217;omonimo conduttore dimostra come niente possa trattenere un AK dal fare fuoco. Neanche mezzo Kg di fruitcake, stipato a forza nel bel mezzo dei suoi meccanismi di funzionamento.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si, ai quei tempi ormai remoti sussisteva una fondamentale verit\u00e0: gli\u00a0AK\u00a0erano semplicemente, migliori. Ma vi siete mai chiesti perch\u00e9? Di certo, nel film o videogioco medio, l&#8217;arma non viene mai smontata e mostrata nei dettagli, come si \u00e8 invece prodigato a fare il qui presente divulgatore di YouTube, mostrando l&#8217;effettivo funzionamento di quello che era il suo singolo meccanismo di maggiore pregio. Il comandante di origini contadine\u00a0Michail Kala\u0161nikov, che\u00a0aveva iniziato a lavorare nel campo dell&#8217;ingegneria\u00a0da un letto d&#8217;ospedale, dopo essere\u00a0rimasto ferito in una battaglia di carri armati del 1941, era solito affermare: &#8220;Ogni ingegnere tende a percorrere il proprio cammino, ma non si pu\u00f2 creare un qualcosa di nuovo senza avere ben chiaro tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto in precedenza nello stesso campo. Io stesso ho riscontrato in molti casi questa verit\u00e0.&#8221; Non a caso, dopo aver tentato di rinnovare\u00a0le cartucce in uso all&#8217;Armata Rossa sulla base di quelle americane, proponendo un nuovo tipo di mitra\u00a0mai entrato in produzione, avrebbe ottenuto il suo miglior successo con quella che era sostanzialmente, e sempre sarebbe rimasta, una reinterpretazione di un progetto tedesco, che era stato fortemente voluto da Hitler in persona: lo\u00a0Sturmgewehr 44 del 1943. Il primo fucile d&#8217;assalto della storia, concepito sulla base di una presa di coscienza\u00a0stranamente tralasciata fino a quel momento, ovvero che la maggior parte degli ingaggi di fanteria avvenissero a una distanza approssimativa di 400 metri, alla quale le armi a ripetizione di uso pi\u00f9 comune, ovvero le mitragliette MP-40 e\u00a0Thompson MPG risultavano\u00a0pressoch\u00e9 inutilizzabili, mentre i fucili tradizionale ad otturatore o persino\u00a0gli avveniristici semi-automatici con caricatore, riuscivano a sviluppare un volume di fuoco decisamente trascurabile rispetto ad una mitragliatrice fissa. Cos\u00ec i tedeschi, da sempre grandi innovatori, avevano inventato una tipo di munizioni\u00a0intermedie, che sarebbero state sparate da soldati estremamente mobili in funzione della leggerezza del nuovo fucile, ed al tempo stesso in grado di scagliare raffiche contro il nemico. La metodologia scelta per garantire un grado accettabile di precisione, nel compiere un tale gesto totalmente nuovo nella storia della balistica, fu l&#8217;invenzione di un sistema che \u00e8 poi quello che stiamo osservando all&#8217;opera nei video di Vickers Tactical, era stato definito nel 1970, in uno studio del colonnello Richard R. Hallock: &#8220;La singola innovazione pi\u00f9 importante nel campo delle armi da fuoco dopo <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Polvere_infume\" target=\"_blank\">la polvere infume<\/a>&#8220;. Stiamo parlando, se non fosse ancora chiaro, del cilindro di recupero del gas.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18511\" aria-describedby=\"caption-attachment-18511\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/iWoWnp8RgQo\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18511 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/FN-FAL-Firing-500x313.jpg\" alt=\"FN FAL Firing\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/FN-FAL-Firing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/FN-FAL-Firing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18511\" class=\"wp-caption-text\">Larry Vickers ha realizzato anche un&#8217;altro video sullo stile di quello dell&#8217;AK, questa volta dedicato al fucile belga FN FAL.\u00a0Il meccanismo, in questo caso, sfrutta tuttavia un cilindro di recupero cosiddetto breve, che riduce ulteriormente la componentistica coinvolta.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un metodo, estremamente valido ed ingegnoso, per sfruttare la stessa forza balistica del proiettile in fase di fuoriuscita, per far muovere un lungo pistone posto sopra ed in parallelo alla canna, collegato ad una guida che si occupa di espellere il bossolo, facendo nel contempo avanzare il prossimo proiettile del caricatore. Il che aveva il vantaggio aggiunto, oltre a quello di agevolare il funzionamento del fucile, di far trovare sfogo ad una parte delle forze in gioco, riducendo di conseguenza il rinculo dell&#8217;arma. Prima di questa invenzione, il semplice concetto di un fuoco automatico da un&#8217;arma a gittata medio-lunga era sostanzialmente inimmaginabile, del tutto inadeguato\u00a0all&#8217;uso in vere situazioni di combattimento. Nel corso della seconda guerra mondiale, uno\u00a0Sturmgewehr sottratto al nemico venne famosamente dimostrato il 15 luglio del 1943, di fronte ad un intero pubblico di commissari dell&#8217;Unione Sovietica, lasciando un&#8217;impressione positiva che non poteva prescindere da un immediato tentativo d&#8217;imitazione, supportato da ingenti finanziamenti dell&#8217;esercito. Che poi divent\u00f2, nei fatti, la carabina semi-automatica\u00a0SKS di\u00a0Sergei Gavrilovich Simonov. Ma un vero fucile in grado di sviluppare il fuoco a ripetizione\u00a0non sarebbe arrivato fino a cinque anni dopo\u00a0con l&#8217;invenzione di\u00a0Kala\u0161nikov, destinata a guidare la diffusione nazionale e poi globale\u00a0di questo innovativo concetto d&#8217;arma. Le innovazioni di fondo erano relativamente poche,\u00a0ma tra queste campeggiava una molto\u00a0significativa: nel sistema del pistone lungo, usato dall&#8217;AK, i gas della detonazione vengono espulsi dal cilindro al termine di ciascun ciclo di fuoco, evitando l&#8217;accumulo di detriti nell&#8217;atrio di funzionamento. Inoltre, la massa stessa dell&#8217;intero meccanismo contribuisce alla forza d&#8217;espulsione del bossolo ed all&#8217;arretramento dell&#8217;otturatore integrato, grazie alla forza dell&#8217;inerzia. Nel sistema alternativo\u00a0del cilindro breve invece, usato ad esempio nel vecchio M1 Garand o nel fucile belga FN FAL, il cilindro si muove indipendentemente dall&#8217;otturatore, colpendolo al termine della sua corsa in un punto d&#8217;impatto che viene definito in gergo tappet. L&#8217;AK del &#8217;47, adottato ufficialmente dall&#8217;esercito sovietico nel &#8217;49, presentava inoltre una soluzione interessante per la leva di selezione della modalit\u00e0 di fuoco che era piuttosto grande, e posta sul lato destro dell&#8217;arma. Questa presentava tre posizioni: sicura, fuoco automatico\u00a0e singolo, in questo preciso ordine. Affinch\u00e9 un soldato colto dal panico improvviso, premendola fino in fondo, non iniziasse a sparare raffiche fuori controllo, con conseguente degrado della sua efficienza bellica e pericolo per i suoi commilitoni. Soltanto un gesto deliberato, che tenesse conto dello scatto centrale del meccanismo, poteva permettergli di iniziare a far pressione seriamente sulle postazioni nemiche.<br \/>\nI fucili della serie\u00a0AK, nell&#8217;iconografia moderna, sono rimasti associati ad un mondo di eserciti irregolari e pericolose insurrezioni o colpi di stato. La loro reputazione di &#8220;armi dei cattivi&#8221;, che nasce in buona parte anche dall&#8217;antica rivalit\u00e0 tra Stati Uniti ed URSS, resta tuttavia largamente ingiustificata, specie quando si considera che il loro creatore, in origine, li aveva creati\u00a0come diretta risposta alle esigenze dei suoi compagni feriti, a seguito delle dure battaglie di un&#8217;epoca di drammi senza fine. Lo stesso\u00a0Michail Kala\u0161nikov, pluridecorato veterano, prima di venire a mancare nel recente 2013 alla veneranda et\u00e0 di 94 anni, aveva pi\u00f9 volte auspicato che il suo capolavoro fosse considerato unicamente &#8220;un&#8217;arma di difesa&#8221; piuttosto che d&#8217;offesa, ed aveva dichiarato il suo rammarico per il commercio incontrollato che ne era stato\u00a0fatto successivamente alla guerra, con i soliti\u00a0propositi d&#8217;arricchimento personale. Nonostante questo, rimase sempre fiero di ci\u00f2\u00a0che era riuscito a costruire, senza rinnegare il suo passato. Nel 2004, diventato ormai un personaggio della cultura popolare ed un vero e proprio meme del web, era assurto a\u00a0testimonial della\u00a0Vodka Kala\u0161nikov prodotta a San Pietroburgo, riconoscibile dalla bottiglia a forma di fucile trasparente, venduta in una scatola di munizioni ed impreziosita con una finta granata ripiena di liquore alle erbe. L&#8217;intera confezione regalo, ancora venduta sui principali mercati internazionali, ha un prezzo approssimativo di 120-130 euro, grossomodo equivalente a quello di un\u00a0vero fucile AK\u00a0nei paesi africani di\u00a0Somalia, Ruanda, Mozambique, Congo e\u00a0Tanzania.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Larry Vickers, veterano non pi\u00f9 in servizio delle forze speciali, stavolta non si \u00e8 posizionato nel poligono per farci apprezzare soltanto la precisione della sua mira. Ad un secondo sguardo, infatti, si nota un qualcosa di diverso: all&#8217;arma manca un pezzo, a dir poco fondamentale. La copertura del sistema di recupero del gas. Di certo, &#8230; <a title=\"Che succede all&#8217;interno di un fucile da combattimento?\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18508\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Che succede all&#8217;interno di un fucile da combattimento?\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[300,668,630,167,430,241,116,71,97],"class_list":["post-18508","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-armi","tag-fucili","tag-guerra","tag-ingegneria","tag-meccanica","tag-militari","tag-russia","tag-storia","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18508","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18508"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18508\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18514,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18508\/revisions\/18514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}