{"id":18486,"date":"2015-10-11T07:03:23","date_gmt":"2015-10-11T05:03:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18486"},"modified":"2015-10-11T07:11:39","modified_gmt":"2015-10-11T05:11:39","slug":"gatti-sugli-alberi-dellest-europa-un-diverso-sport-estremo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18486","title":{"rendered":"Gatti sugli alberi dell\u2019Est Europa: un diverso sport estremo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=nlq9UDiynt8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18489\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18489\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Cat-on-a-Tree-500x313.jpg\" alt=\"Cat on a Tree\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Cat-on-a-Tree-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Cat-on-a-Tree.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice che qualunque gatto che, per qualche ragione legata ad uno spavento improvviso, si sia ritrovato suo malgrado a correre verso la cima di un arbusto, prima o poi ritorni al suolo senza bisogno di aiuto. Spinto forse dalla fame, dalla voglia di tornare in societ\u00e0, dal bisogno di mettersi a dormire in una cuccia comoda e protetta: ci\u00f2 che sale ridiscende (quasi sempre) tutto intero. Qualcuno poi consiglia bellamente, senza nessun tipo di riserva, di affrettare un po\u2019 le cose, andando a prendere un secondo felino per portarlo sulla scena: perch\u00e9 i gatti, questo \u00e8 noto, tendono ad aiutarsi a vicenda, ed \u00e8 largamente attestato il caso di un secondo miglior-amico-dell\u2019uomo, magari pi\u00f9 esperto e\/o riposato del primo, che si prodighi nel salire appresso a suo cugino, per poi spronarlo mostrandogli la via migliore per il suolo. Ma la realt\u00e0 dei fatti non \u00e8 sempre bianca o nera, come un celtico dal pelo corto: si, \u00e8 indubbio che un gatto bloccato sopra un albero sia in un pericolo MINORE di quello che correrebbero molti animali nella stessa condizione. Ma \u00e8 anche vero che i suoi artigli ricurvi, perfetti per salire, sono poi decisamente inefficienti per effettuare l\u2019azione contraria, a meno che il gatto non si volti con la schiena rivolta verso l\u2019esterno dell\u2019albero, percorrendo quindi il tronco a ritroso, come un piccolo ninja miagolante. E non sarebbe questo, certamente, il pi\u00f9 naturale degli atteggiamenti di un quadrupede in difficolt\u00e0.<br \/>\nSi rende quindi necessario, certe volte, l\u2019intervento umano. E certamente lo sarebbe stato in questo caso quasi apocalittico, di due cuccioli saliti, in qualche modo misterioso, sulla cima del pi\u00f9 dannatamente alto albero del circondario; un caso all\u2019apparenza privo di speranza, a meno di chiamare sulla scena i prototipici pompieri, dotati di autopompa con la praticissima scala allungabile. Ma se soltanto la vita fosse semplice, come i cartoni animati! Le problematiche da prendere in considerazione per un tale approccio sarebbero state molteplici, a partire da quella logistica, di portare un mezzo tutt\u2019altro che agile e scattante in mezzo a quello che potrebbe essere un parco cittadino, con panchine, laghetti, viali, innumerevoli altri arbusti dai rami bassi e vicini. Per poi passare alla domanda, critica ma spesso data per scontata: avrebbe avuto una risposta effettiva, questa \u201ctragica\u201d chiamata? La realt\u00e0 \u00e8 che chi viene pagato dal comune, per difendere gli umani in caso di emergenza, difficilmente potrebbe poi giustificare l\u2019impiego del suo tempo a vantaggio di sacrificabili animali. \u00c8 una triste realt\u00e0 del mondo, questa. Se vuoi salvare un gatto, sii pronto, agisci subito, intervieni come puoi. O almeno, cos\u00ec deve averla pensata l\u2019eroico ciclista Flavius Cristea, giovane protagonista di questo video girato POSSIBILMENTE in Romania (si desume dal suo nome e dallo sponsor di un altro exploit presente sul canale, l\u2019energy drink Glontz) che con grande sprezzo del pericolo, senza esitare neanche per il tempo di un singolo episodio di Tom &amp; Jerry, ha provveduto ad adagiare la sua bicicletta contro l\u2019albero per darsi all\u2019arrampicata, con al seguito una corda, tuttavia non utile a salvare tanto la sua vita, in caso di eventuali passi falsi, quanto per calare a terra i due malcapitati gattini, che lui aveva gi\u00e0 pensato d\u2019inserire uno alla volta in una borsa, per calarli quindi a terra con l\u2019equivalente raccogliticcio di un pratico ascensore arboreo.<br \/>\nAha, ci ruscir\u00e0? Oppure siamo destinati a verificare, finalmente in prima persona, la leggenda secondo cui un felino avrebbe un numero plurimo di vite, cio\u00e9 sette, nella tradizione italiana, oppure nove come sono pronti a giurare nei paesi anglosassoni, o ancora una quantit\u00e0 infinita, come certamente la pensavano gli Egizi, abituati a venerare queste bestie nei templi dedicati a Bastet, dea della guerra. La ragione e il passo dell\u2019aneddoto saranno rivelati a chi vorr\u00e0 seguirlo, fino ed oltre il pantagruelico finale. Ma attenzione: l\u2019evento qui rappresentato, dopo tutto, non \u00e8 un monito davvero significativo. Che lezione si pu\u00f2 trarre, dopo tutto, da una situazione in cui il pericolo \u00e8 attentamente controllato, tutti sanno ci\u00f2 che stanno facendo e non c\u2019\u00e8 neanche il cenno di un drammatico imprevisto&#8230;Molto meglio sarebbe, nel prendere atto che cose tali possono accadere, osservare di confronto un caso in cui l\u2019emergenza \u00e8 stata condotta alle finali conseguenze, tra esplosioni pirotecniche degne del cinema di Michael Bay;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una storia\u00a0molto\u00a0celebre. Una vicenda estremamente significativa. Tutti ormai conoscono, magari non per nome, l\u2019avventura vissuta nel 2001 dal soldato Igor Novikov a Ni\u017enij Novgorod, grande metropoli della Russia europea. Come abbiamo infatti accennato poco sopra, \u00e8 ormai generalmente sconsigliato chiamare i pompieri per l\u2019emergenza-gatto-albero, con il dipartimento di Londra, ad esempio, che in uno storico proclama del 2012 riportato anche dal Telegraph afferm\u00f2: \u201cAbbiamo personale altamente qualificato, non chiamateci per simili facezie.\u201d Nulla \u00e8 invece mai stato detto per l\u2019esercito, che a quanto pare resterebbe libero d\u2019intervenire sulla base di una personale scala delle priorit\u00e0. E meno male che qualcuno, in quel particolare critico momento, pens\u00f2 bene di ricorrere ai fieri discendenti dell\u2019Armata Rossa, facendo una telefonata a chi di dovere presso una probabile caserma locale. Altrimenti avremmo perso il piacere, ed il fascino innegabile, di uno dei migliori video virali di tutti i tempi, in cui si mescolano il dramma, la suspence, incredibili colpi di scena&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=V_Nr31Lv6H8&amp;app=desktop\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18488\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Russian-Cat-on-a-Tree-500x313.jpg\" alt=\"Russian Cat on a Tree\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Russian-Cat-on-a-Tree-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Russian-Cat-on-a-Tree.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto inizia in modo piuttosto innocente, con il giovane sottufficiale che si fa preparare da un abitante del luogo una bottiglia legata ad una corda, da usare come rampino per lanciare il tutto al di sopra del ramo col suo miagolante inquilino. Qualcuno chiede timidamente: \u201cCredi che sia abbastanza lunga?\u201d Nessun problema. Assolutamente. Nessuno. Nel rompere la finestra del piano di sotto, contro cui l\u2019arnese impatta clamorosamente con tutto l\u2019imbarazzo del caso. Fu proprio allora che, lungi dal perdersi d\u2019animo e fatta una smorfia contrita, Igor decise che a qualunque costo, indipendentemente dalle circostanze, lui. Quel gatto. L\u2019avrebbe. Salvato. Un secondo tentativo, certamente di miglior successo, viene portato a termine mediante l\u2019utilizzo di un rotolo di carta igienica, che porta alla desiderabile condizione di una cima saldamente assicurata, utile a scrollare l\u2019albero cercando d\u2019indurre il felino al fondamentale salto della fede, cui fa s\u00e9guito la gioia della libert\u00e0. Peccato che ci\u00f2 non si verifichi, nemmeno quando l\u2019albero viene tirato verso il suolo fino a fletterlo come il braccio di una catapulta, pronto a scaraventare l\u2019ostinato animaletto fin oltre le acque del fiume Volga. Cos\u00ec, ormai pronto a ricorrere al mezzo pi\u00f9 estremo, Igor si fa portare la \u201ctipica ascia da macellaio\u201d (che a quanto pare non manca in nessuna casa russa) con cui inizia a percuotere insistentemente la pianta. Finch\u00e9 alla fine, in un attimo di gloriosa distruzione, la sua intera massa non si adagia sui vicini fili dell\u2019alta tensione (pare che nessuno li avesse notati) con il gatto che, terrorizzato, finalmente scappa verso lidi pi\u00f9 ospitali. Pare, ad ogni modo, che non soltanto questi sia sopravvisuto, ma abbia anche ricevuto il nome di Barsik e lo status di mascotte locale. Nel simbolico e indimenticabile finale, uno dei presenti chiede ad Igor, osservando la tragica devastazione: \u201cE adesso? Che farai?\u201d Mentre lui, con un ampio ed empatico sorriso, risponder\u00e0: \u201cAndr\u00f2 a casa a dormire.\u201d Se ci fosse stato un pubblico disinteressato al conseguente black-out, presente in quel magnifico e storico momento, credo che avrebbe applaudito. In una vera apoteosi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18487\" aria-describedby=\"caption-attachment-18487\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RtWbpyjJqrU\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18487 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Cat-Rotation-Phenomenon-500x313.jpg\" alt=\"Cat Rotation Phenomenon\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Cat-Rotation-Phenomenon-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Cat-Rotation-Phenomenon.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18487\" class=\"wp-caption-text\">Anche Destin, del famoso canale di divulgazione scientifica Smarter Every Day, ha affrontato la tematica della caduta dei gatti, in questo segmento ricco di dimostrazioni pratiche. ATTENZIONE: i test sono stati effettuati in condizioni di assoluta sicurezza per gli animali. Non tentare di replicare.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per citare il terzo film della serie di Alien: \u201cQuesta volta si sono andati a nascondere nel luogo peggiore di tutti\u201d. E qualche volta, le conseguenze peggiori sono inevitabili. Un gatto \u00e8 infatti sempre pronto, per istinto e predisposizione, a cercare un luogo alto da cui mettersi in agguato, per piombare quindi sulla preda impreparata. Ma non \u00e8 detto che misuri bene le distanze.\u00a0Lo spazio minimo necessario perch\u00e9 uno di questi adorabili animali possa, da qualsiasi assetto, ribaltarsi con le zampe verso il suolo \u00e8 infatti stato definito come soli 90 cm, mentre felini sono sopravvissuti anche a cadute di 5 o 6 piani, riportando ferite quasi trascurabili. Tutto considerato. In fondo un gatto pesa relativamente poco, il che costituisce un notevole vantaggio. Pare infatti che il problema principale, su certe cadute di media entit\u00e0, che porta talvolta alla perdita di una delle molte vite dell\u2019animale, non sia esattamente il semplice impatto con il suolo, quanto piuttosto il modo in cui il felino, poco prima di raggiungere la propria velocit\u00e0 terminale, si irrigidisca, portando a infortuni maggiormente significativi del dovuto. Quindi, cadendo da pi\u00f9 in alto, si fa meno male: non \u00e8 forse questo un magnifico, quasi poetico paradosso? Simili casistiche, in cui la logica pare sfuggire all\u2019immediata comprensione, non appartengono in alcun modo alla sfera concettuale di quell&#8217;altro\u00a0amico cane, animale certamente pi\u00f9 condizionato dalle leggi della fisica, per cos\u00ec dire, newtoniana. Ed \u00e8 forse per questo che quella coda scodinzolante, le orecchie a punta ed il naso umido e affettuoso, hanno un effetto per lo pi\u00f9 rassicurante, tutto il contrario del quieto disinteresse trasmesso da quell\u2019altro coabitante talvolta domestico, per cui il padrone \u00e8 un <em>optional<\/em>, mentre l\u2019indipendenza una necessit\u00e0. Ma forse proprio questo \u00e8 il suo maggiore fascino, che merita salvezza e protezione da parte degli umani, fin\u2019anche nei luoghi meno accessibili e vicini al saldo suolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si dice che qualunque gatto che, per qualche ragione legata ad uno spavento improvviso, si sia ritrovato suo malgrado a correre verso la cima di un arbusto, prima o poi ritorni al suolo senza bisogno di aiuto. 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