{"id":18421,"date":"2015-10-04T07:19:39","date_gmt":"2015-10-04T05:19:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18421"},"modified":"2015-10-04T07:24:18","modified_gmt":"2015-10-04T05:24:18","slug":"gli-assaggiatori-del-frutto-dallaroma-infernale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18421","title":{"rendered":"Gli assaggiatori del frutto dall\u2019aroma infernale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=og5e6wLIU18\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18423\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18423\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Taste-the-durian-500x313.jpg\" alt=\"Taste the durian\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Taste-the-durian-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Taste-the-durian.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grande durian spinoso non ha un odore tanto orribile. \u00c8 soltanto incompreso, perch\u00e9 eccezionalmente efficiente in ci\u00f2 che fa. Ovvero, fin dall\u2019origine della sua specie: attrarre gli animali da notevole distanza, affinch\u00e9 mangino la polpa di quel frutto, assumendo assieme i semi che poi troveranno nuovi lidi ove attecchire, ad eterno rinnovamento di questi alberi dalla corteccia scura e fessurata. Uno di questi giganti verdi pu\u00f2 vivere per centinaia d\u2019anni, crescendo fino a ben 50 metri. \u00a0E con simili cifre, \u00e8 davvero difficile passare inosservati. Cos\u00ec, chi lo ama, chi lo odia, persino nei suoi paesi d\u2019origine, la Malesia, il Brunei e l\u2019Indonesia. Mentre nelle Filippine, da tempo permane la disputa sul fatto che gli alti arbusti della regione di Davao, in grado di crescere senza l\u2019aiuto degli umani, fossero l\u00ec da sempre, oppure il frutto di un\u2019importazione antica. \u00a0In effetti il durio \u00e8 una pianta piuttosto resistente, a patto di piantarla nel suo ambiente strettamente tropicale, sarebbe a dire, in cui la temperatura media non scenda mai sotto i 22 gradi. E chi ha imparato ad apprezzare il gusto di ci\u00f2 che produce, fin da tempo immemore, quei fusti e rami li ha ibridati in cento modi, con loro stessi a far da controparte, come gli appartenenti ad altre famiglie vegetali, che potessero in qualche maniera dargli benefici, come l\u2019immunit\u00e0 da infezioni parassitarie, oppure un frutto che matura in tempi pi\u00f9 lunghi, quindi maggiormente adatto all\u2019esportazione. Non che siano molti i paesi, in questo vasto mondo, in cui la gente abbia il coraggio d\u2019assaggiare una simile delicatezza, come esemplificato dagli innumerevoli episodi fallimentari di \u201cprova di coraggio da durian\u201d o \u201csfida del durian\u201d. Le cui conseguenze ultime, piuttosto spesso, sono versi e conati apocalittici, seguiti da copiose esclamazioni di disgusto.<br \/>\nCome questo breve show, uno degli ultimi sull\u2019argomento, proposta dal grande hub multimediale di Buzzfeed. In cui un certo numero di coppie, poste a tavola con quello che i malesi chiamano il Re dei Frutti, tutto fanno tranne che rendergli onore, tra smorfie disgustate, gesti di stizza e scrosci di risate nervose, seguite timidi bocconi della pietanza, in questo caso, punitiva. Questo perch\u00e9 la prima e pi\u00f9 terribile caratteristica del durian, almeno stando allo stereotipo perennemente ripetuto, \u00e8 l\u2019odore indescrivibile, simile alla trementina ma occasionalmente descritto come funghi, formaggio, cipolle mature (quando va bene) oppure uova marce, eau de WC, calzini, stallatico fumante (nei casi , ahim\u00e9, pi\u00f9 frequenti). Ad ulteriore riconferma della situazione, pensate che la stessa variet\u00e0 maggiormente apprezzata dell\u2019albero, che poi \u00e8 anche l\u2019unica soggetta ad esportazione dei frutti, risulta denominata scientificamente come <em>D. Zibethinus<\/em> e non soltanto, come si potrebbe pensare, perch\u00e9 ne va matto lo zibetto, piccolo mammifero di simili foreste. Bens\u00ec perch\u00e9 qualcuno, con un senso dell\u2019orrido piuttosto sviluppato, pens\u00f2 all\u2019epoca di associargli il discutibile olezzo della bestiolina; il che, quando ci si ricorda che lo zibetto \u00e8 imparentato con la puzzola, aiuta a comprendere l\u2019entit\u00e0 dell\u2019esperienza sensoriale di simili coraggiosi gastronomi, espiatori sperduti nelle lande desolate del gusto. Un gusto che&#8230;Beh, potrete immaginarvelo. \u00c9 altrettanto polarizzante. Tanto per citare due personaggi famosi della TV americana, ne va pazzo ad esempio Anthony Bourdain che, avendolo fagocitato durante il suo viaggio in India, l\u2019ha descritto come \u201cUn qualcosa di indimenticabile, difficile da decrivere [&#8230;]\u201d Mentre Andrew Zimmern, il conduttore di <em>Bizarre Foods<\/em> (Orrori da Gustare), si \u00e8 sempre rifiutato di mangiarlo. Il che, visto che stiamo qui parlando di un uomo che ha divorato con appetito inesauribile ogni sorta di insetto, verme, testicoli di bestie di ogni dimensione e addirittura un cuore di cobra pulsante&#8230; Chiarisce&#8230;Qualcosa. Ma forse non ci\u00f2 a cui state pensando: questo frutto in fondo, amato dalle moltitudini di un\u2019intera met\u00e0 del mondo, non pu\u00f2 certo essere COS\u00cc tremendo. La realt\u00e0 dei fatti, come spesso capita, deve risiedere da qualche altra parte.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=0LZqorHq0jM\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18424\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Cut-the-Durian-500x313.jpg\" alt=\"Cut the Durian\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Cut-the-Durian-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Cut-the-Durian.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservate, per comparazione, questa scena di sapiente maestria artigiana, della ristoratrice cinese Su-Mei Yu che dimostra per il portale Specialty Produce quale sia l\u2019unico modo giusto di tagliare e preparare il frutto in questione, con una serie di gesti chiaramente, collettivamente ignoti alla maggior parte dei \u201ccoraggiosi\u201d assaggiatori occidentali. Il primo espediente, fin troppo stesso ignorato, \u00e8 quello di dotarsi di una presina per mano, onde maneggiare propriamente il grande globo, che pu\u00f2 raggiungere i 15 cm di diametro, completamente ricoperti di bitorzoli spinosi. Pur non essendo ostile al tocco quanto il fico d\u2019india, infatti, il durian \u00e8 certamente pi\u00f9 grosso e pesante (fino a 3 Kg) oltre a presentare una buccia piuttosto coriacea, in grado di sconfiggere un semplice coltello da cucina conforme, per cos\u00ec dire, all\u2019entry level. La signora gi\u00e0 ne usa infatti uno piuttosto grande, ma non \u00e8 insolito, nei paesi d\u2019origine, vederne impiegati di ancora pi\u00f9 impressionanti. Per inciso: volendo fare un buon lavoro, non \u00e8 sufficente ricorrere alla mera forza bruta. La parte commestibile del frutto, infatti, si trova racchiusa in quelli che vengono definiti per convenzione (seed) pods, bench\u00e9 siano tutt\u2019altro che baccelli. Ma piuttosto dei segmenti carnosi, disposti per ciascun settore del frutto, ciascuno fornito di un grande seme ovoidale. Anch\u2019esso commestibile, se cucinato adeguatamente, mentre non lo sono in alcuna maniera le pareti divisorie tra un segmento e l\u2019altro. Per questo, l\u2019apertura esige precisione. Dopo aver rimosso il grande piccolo, Su-Mei vibra alcuni poderosi colpi, esattamente al centro della linea divisoria, identificabile all\u2019occhio esperto anche dall\u2019aspetto della buccia. Quindi, ricavata l\u2019indentatura, apre il frutto facendo perno con le dita, riuscendo ad ottenere una serie di bocconi gi\u00e0 pronti per la tavola, oppure da tagliare a fette, come fa lei, per l\u2019impiego in uno dei molti piatti e dolci asiatici basati sulla polpa odorosa. Purtroppo, nel finale, si trova ad ammettere come il frutto impiegato per la dimostrazione fosse tutt\u2019altro che maturo, come evidente dalla sua solidit\u00e0 eccessiva. Idealmente il durian dovrebbe essere tenero quasi come una crema, e mangiabile al cucchiaio, mentre questo&#8230;Sembra quasi melone! L\u2019aggiunta finale di una certa dose di latte di cocco baster\u00e0, forse, a renderlo comunque attraente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=B8SkGoNf_gM\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18422\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Kids-with-durian-500x313.jpg\" alt=\"Kids with durian\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Kids-with-durian-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Kids-with-durian.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 su quanto sia davvero orribile il gusto del durian resta un mistero di Internet, noto unicamente a chi l\u2019ha fisicamente messo in bocca e masticato. Questo perch\u00e9 per ogni commento positivo, non importa quanto sentito, aleggiano dozzine di critiche appassionate, disquisizioni disinformate sulla presunta oscenit\u00e0 di questo pegno del distante Oriente. Particolarmente degna di nota potrebbe risultare invece, a mio parere, la qui presente ed ennesima sfida del popolare REACT channel, in cui la mitica pietanza viene somministrata in bicchiere, priva di evidenti abbellimenti ulteriori, al solito gruppo dei bambini usati come piacenti cavie per il pubblico ludribio, nutriti a seconda dei casi con ogni sorta di stranezza gastronomica.\u00a0I quali, prima di tutto, risultano molto pi\u00f9 educati degli adulti di apertura, risparmiandoci molti degli orridi versi gutturali e sputi vari. Ma soprattutto, assaggiano il frutto senza eccessivi preconcetti, mandando gi\u00f9 la polpa in assoluta oggettivit\u00e0. Cos\u00ec succede che qualcuno, fra di loro, finisca (impossibile!) per apprezzare il durian, con uno di loro che giunge a definirlo: \u201cUn\u2019unione tra mele, ananas, pesche, susine e varie altre cose&#8230;\u201d mentre una sua compagna finisce per dargli \u201c10 su 10!\u201d. Alla fine, la valutazione si chiude con un fallimentare, ma tutt\u2019altro che unanime, 3 a 5 per il no.<br \/>\nDovremmo, quindi, accontentarci del sentito dire? O piuttosto avventurarci tra l\u2019insolito, come fece nel XIX secolo il naturalista inglese Alfred Russel Wallace (1823 \u2013 1913) il primo occidentale che descrisse il gusto del frutto come \u201cSimile a una crema da pasticceria alle mandorle, con occasionali richiami al formaggio o alla cipolla\u201d soprassedendo convenientemente sull\u2019odore, per concludere che l\u2019assaggio del durian fosse \u201cUn\u2019esperienza irrinunciabile per chiunque viaggi in Oriente.\u201d E che: \u201cPi\u00f9 ne mangi, meno riesci a smettere\u201d (Ma qui stiamo quasi sconfinando in una sorta di marketing da ufficio del turismo <em>ante-litteram<\/em>). Ricordatevi comunque, se doveste passare da quelle parti, che l\u2019apprezzamento del durian fresco \u00e8 proibito in molti luoghi pubblici, principalmente in funzione del suo aroma penetrante. Un po\u2019 come avviene per i sigari cubani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il grande durian spinoso non ha un odore tanto orribile. \u00c8 soltanto incompreso, perch\u00e9 eccezionalmente efficiente in ci\u00f2 che fa. 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