{"id":18414,"date":"2015-10-03T07:21:37","date_gmt":"2015-10-03T05:21:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18414"},"modified":"2015-10-03T07:22:52","modified_gmt":"2015-10-03T05:22:52","slug":"tempeste-di-fulmini-tra-i-i-fumi-del-calbuco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18414","title":{"rendered":"Tempeste di fulmini tra i i fumi del Calbuco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/909QS6O_gPA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18415\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18416\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Dirty-Storm-500x313.jpg\" alt=\"Dirty Storm\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Dirty-Storm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Dirty-Storm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A centinaia di chilometri sotto il livello del mare, tra le Ande della Patagonia, il gas mescolatosi al magma primordiale fin dall&#8217;alba dei tempi sviluppa un fenomeno improvviso di decompressione. D&#8217;un tratto, ci\u00f2 che soggiaceva silenziosamente inizia a ribollire, aumenta la sua massa complessiva e sale rapido verso la superficie. \u00c8 il 22 aprile del 2015 e il sommo Zeus, svegliato dal frastuono, decide che desidera partecipare. Molte delle immagini pi\u00f9 affascinanti che vediamo su Internet, a un&#8217;analisi pi\u00f9 approfondita, risultano\u00a0del tutto false. Altre, riprese nelle circostanze di una qualche meraviglia o insolita evenienza naturale, sono invece\u00a0incredibilmente, stranamente vere. Ma esiste una terza categoria, forse la pi\u00f9 difficile da comprendere a fondo, che \u00e8 la reinterpretazione visuale di un qualcosa di realmente avvenuto, reso per\u00f2 evidente, o in qualche modo maggiormente chiaro, dall&#8217;uso di un effetto digitale. In questo breve spezzone pubblicato dalla BBC e diventato subito virale online, una nube rosacea di chiare origini magmatiche\u00a0si erge sopra quello che viene descritto come &#8220;un vulcano della Patagonia&#8221;. Dopo qualche istante, incredibilmente,\u00a0tra i fumi appaiono dei lampi luminosi e ben ramificati, quasi come si trattasse di&#8230;Fulmini? Una tempesta elettrica, che per qualche misteriosa coincidenza si \u00e8 andata a mescolare proprio con un simile fenomeno raro e terrificante. Cielo e terra, mescolati assieme in questo ideale calderone dall&#8217;effetto sconvolgente&#8230;Ebbene, qualcosa di simile, in effetti era successo presso questi lidi ed esattamente quattro anni fa, durante un&#8217;eruzione del vicino vulcano di\u00a0Cord\u00f3n Caulle, oltre che in numerosi altri casi, totalmente scollegati tra loro, sparsi in giro per il mondo. Il temporale eruttivo \u00e8 un fenomeno pi\u00f9 volte fotografato, anche se riprenderlo in un video, nella maggior parte dei casi, risulta pressoch\u00e9 impossibile. Ma prima di descriverne il motivo, occorre comprendere cosa stesse in effetti accadendo.<br \/>\nUn calore inimmaginabile, assieme a forze di entit\u00e0 che sfuggono\u00a0alla mera comprensione degli umani: ancora una volta, la pietra fusa sgorga dalla cima dello stratovulcano Calbuco, a\u00a02.105 metri di altitudine, diventando lava che discende verso valle. Ma\u00a0mentre si stava verificando questo, gi\u00e0 le sostanze volatili contenute nel canale di risalita, prevalentemente acqua e diossido di carbonio, formavano delle bolle nell&#8217;ustionante fluido delle profondit\u00e0, riducendone ulteriormente la viscosit\u00e0. A questo\u00a0punto, la questione fu\u00a0decisa dai valori in gioco: se le sacche\u00a0d&#8217;aria avessero potuto\u00a0di accumularsi, perch\u00e9 il magma era sufficientemente viscoso in origine da permettere il crearsi di un effetto tappo, in assenza di vie di sfogo la pressione sarebbe aumentata\u00a0a dismisura. Ad un certo punto,\u00a0all&#8217;improvviso, si sarebbe sviluppata\u00a0una\u00a0devastante dell&#8217;eruzione di tipo pliniano, cos\u00ec chiamata dallo storico che la descrisse per primo, vedendola avvenire su\u00a0Pompei: una nube piroclastica, dalla temperatura elevatissima, che discende le pendici della montagna, distruggendo una buona parte del cono vulcanico e tutto ci\u00f2 che fosse tanto sfortunato da trovarsi attorno a lui. Certamente, nel caso del Calbuco, le conseguenze sarebbero state meno gravi che in precedenza, dato che la citt\u00e0 pi\u00f9 vicina (Puerto Varas) \u00e8 sita a 39 Km di distanza. Ma comunque, per\u00a0stavolta \u00e8 andata bene. Perch\u00e9 la grande montagna, per dare sfogo alla sua ira, ha preso la via tipica di siti con del magma ricco di silicio o basalto-andesite, ovvero\u00a0una prima\u00a0esplosione, sufficiente a liberare l&#8217;apertura del cratere, seguita da una lenta colata effusiva. Il termine tecnico, coniato da Giuseppe Mercalli, \u00e8 esplosione vulcaniana, dal nome dell&#8217;isola di Vulcano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18415\" aria-describedby=\"caption-attachment-18415\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/qVVO1hwIfEY\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18415 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Dirty-Storm-2-500x313.jpg\" alt=\"Dirty Storm 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Dirty-Storm-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Dirty-Storm-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18415\" class=\"wp-caption-text\">I temporali vulcanici sono molto comuni in prossimit\u00e0 del vulcano giapponese di Sakurajima. Eccone uno ripreso, senza evidenti artifici tecnici, dallo studioso tedesco Marc Szeglat, che a seguito di questo lavoro collabor\u00f2 per qualche tempo\u00a0con la BBC.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec l&#8217;energia ha trovato sfogo graduale, prendendo in parte la via dell&#8217;emissione semi-solida, il cui calore ha dato origine a migliaia di leggende. Ma l&#8217;aumento esponenziale del pericolo, persino in questo caso, non \u00e8 mancato del tutto all&#8217;appello. La sostanza nel fare ci\u00f2 ha\u00a0accelerato progressivamente, con il risultato che, al momento dell&#8217;eruzione, masse di\u00a0polveri sono partite verso la distante stratosfera: frammenti di roccia polverizzata, minerali e vetro di ossidiana, mescolati tutti assieme in un tremendo fumo nero, irrespirabile e\u00a0potenzialmente letale. In mezzo a questo, infine, si \u00e8 creato attrito.<br \/>\nL&#8217;origine di un fulmine comune, per quanto ne sappiamo vista la complessit\u00e0 di studio di un fenomeno senza un punto d&#8217;origine chiaro, \u00e8 dovuta allo scontrarsi vicendevole di minuscole particelle di ghiaccio, portate in giro tra il vapore acqueo delle nubi. E qualcosa di simile \u00e8 alla base del temporale vulcanico del video del Calbuco, a quota e su scala molto pi\u00f9 ridotta, che si genera tra\u00a0la polvere del mondo sotteraneo. Micro globuli di terra e pietra, sfregati per la forza del vento, creano scintille di entit\u00e0 variabile, finch\u00e9 il potenziale elettrico di una parte della nube diventa notevolmente maggiore di quello di un&#8217;altra.\u00a0O in alternativa,\u00a0ci\u00f2 succede con il suolo. A quel punto, la scarica elettrica da oltre un milione di volt \u00e8 una conseguenza inevitabile dell&#8217;intera, problematica\u00a0situazione. Nel febbraio del 2015, un gruppo di studiosi\u00a0provenienti da diverse istituzioni, tra cui le universit\u00e0 dell&#8217;Alabama e di Canterbury, ha prodotto un articolo per la rivista scietnifica Geology relativo al ritrovamento di strani globuli vetrosi, tra i detriti\u00a0dovuti a numerose eruzioni degli ultimi anni, tra cui quella famosa dell&#8217;Eyjafjallaj\u00f6kull islandese. Tali masse, che possono raggiungere anche i due centimetri di diametro, sarebbero la risultanza dell&#8217;elettricit\u00e0 che colpisce le ceneri sparse nell&#8217;aria, solidificandole e fondendole tra loro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18417\" aria-describedby=\"caption-attachment-18417\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pEcAR-cZ-mE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18417\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18417 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Etna-Rings-500x313.jpg\" alt=\"Etna Rings\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Etna-Rings-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/10\/Etna-Rings.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18417\" class=\"wp-caption-text\">Marc Szeglat, attivo nella cinematografia vulcanica da pi\u00f9 di 40 anni, \u00e8 riuscito a riprendere molti eventi poco noti agli scienziati. In questo video dello scorso gennaio, mostra alcuni insoliti anelli di vapore, formatisi sopra il cratere dell&#8217;Etna siciliano.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema del riprendere un simile evento \u00e8 che lo scatenarsi elettrico della deflagrazione \u00e8 tanto veloce nel suo propagarsi, che l&#8217;unico modo per mostrarlo in un video \u00e8 utilizzare tempi di esposizione particolarmente rapidi, al punto che la nube retrostante finisce per diventare una macchia sfocata ed indistinta. E proprio dal voler\u00a0contrastare tale effetto indesiderato trae l&#8217;origine l&#8217;idea geniale della BBC: utilizzare una ripresa spettacolare dell&#8217;eruzione pi\u00f9 famosa in time-lapse, ripresa da &#8220;cameramen locali&#8221; ponendovi in sovraimpressione i fulmini, estratti con metodi digitali dall&#8217;evento precedente. Ci\u00f2 ha anche il valore aggiunto di poter mostrare l&#8217;espansione della nube piroclastica, di concerto con la progressione del suo temporale; effetto impossibile da osservare nei 15 brevi secondi del video rilasciato al pubblico, ma che certamente sar\u00e0 presente <a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/earth\/story\/20151002-how-to-capture-a-volcano\" target=\"_blank\">nel documentario finale, presto sugli schermi<\/a> inglesi ed a seguire, come sempre, sulle tv satellitari di mezzo\u00a0mondo. Il Calbuco, dopo tutto, non \u00e8 un sito\u00a0particolarmente noto all&#8217;opinione pubblica, anche perch\u00e9\u00a0non rientra nello studio della\u00a0IAVCEI (Associazione Internazionale di Vulcanologia e Studio della Chimica della Terra) sui cosiddetti vulcani del decennio, ovvero che potrebbero sviluppare gravi deflagrazioni nei prossimi 10 anni, come ad esempio l&#8217;Etna o il Sakurajima. Ogni occasione\u00a0di approfondimento sar\u00e0 dunque bene accetta.<br \/>\nEruzioni, temporali: due dei fenomeni che da pi\u00f9 tempo sconvolgono le popolazioni dei diversi continenti, dando l&#8217;origine a innumerevoli miti e\u00a0credenze in merito all&#8217;apocalisse finale. Aggiungeteci\u00a0anche un&#8217;eclisse, per avere l&#8217;assoluta trifecta della dannazione. Idea che purtroppo non venne a\u00a0Reginald Barker, regista che nel 1914 produsse <em>The Wrath of the Gods<\/em> (l&#8217;ira degli Dei) a proposito della triste vicenda di una ragazza giapponese di nome Toya, condannata da un&#8217;improbabile maledizione per le malefatte dei suoi antenati, e che sposandosi, avrebbe causato l&#8217;eruzione del Sakurajima. Matrimonio che naturalmente, neanche a dirlo, avviene nel corso del film, con un marinaio americano di passaggio interpretato dall&#8217;attore\u00a0Frank Borzage. Nel catastrofico ed inevitabile finale, mentre l&#8217;intero villaggio sull&#8217;isola viene inghiottito dalla lava, lei verr\u00e0 portata in salvo da\u00a0un provvidenziale mercantile, partendo verso i pi\u00f9 felici lidi degli Stati Uniti. Soltanto per sentirsi dire, nella battuta finale pronunciata dall&#8217;amato, che poi costituisce anche la morale del film: &#8220;I tuoi dei saranno anche dotati di terribili poteri, Toya-san, ma il mio ha dimostrato la sua onnipotenza. Salvandoti, per perpetrare la tua razza.&#8221; Una conclusione che potrebbe risultare\u00a0alquanto obliqua ed antiquata, soprattutto considerata la precedente\u00a0dimostrazione\u00a0su pellicola (falsa eppure\u00a0verosimile) dell&#8217;assoluta inospitalit\u00e0 della natura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A centinaia di chilometri sotto il livello del mare, tra le Ande della Patagonia, il gas mescolatosi al magma primordiale fin dall&#8217;alba dei tempi sviluppa un fenomeno improvviso di decompressione. D&#8217;un tratto, ci\u00f2 che soggiaceva silenziosamente inizia a ribollire, aumenta la sua massa complessiva e sale rapido verso la superficie. \u00c8 il 22 aprile del &#8230; <a title=\"Tempeste di fulmini tra i i fumi del Calbuco\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18414\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Tempeste di fulmini tra i i fumi del Calbuco\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1226,1227,1224,1225,194,910,1223,78,909,824],"class_list":["post-18414","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ande","tag-cile","tag-eruzioni","tag-fulmini","tag-geologia","tag-meteorologia","tag-patagonia","tag-scienza","tag-tempeste","tag-vulcani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18414","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18414"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18414\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18419,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18414\/revisions\/18419"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18414"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18414"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18414"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}