{"id":18394,"date":"2015-09-30T07:26:48","date_gmt":"2015-09-30T05:26:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18394"},"modified":"2015-09-30T07:26:48","modified_gmt":"2015-09-30T05:26:48","slug":"il-martello-piu-grande-che-abbiate-mai-visto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18394","title":{"rendered":"Il martello pi\u00f9 grande che abbiate mai visto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_8k1nv7xzjw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18395\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18396\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/10-Ton-Drop-Hammer-500x313.jpg\" alt=\"10 Ton Drop Hammer\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/10-Ton-Drop-Hammer-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/10-Ton-Drop-Hammer.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un inizio di giornata al fulmicotone, in grado di svegliare anche le talpe preistoriche che vivono in prossimit\u00e0 del centro della Terra. O almeno cos\u00ec sembra, i primi tre-quattro giorni che lavori in officina. Poi ti abitui, addirittura a questo. E l&#8217;opera inizia il suo flusso in automatico nel segno del sudore, mentre ogni gesto diviene calibrato, la cooperazione totalmente naturale. Ovvio: sarebbe assai difficile PARLARE, in mezzo a un simile frastuono. Tre operatori, ciascuno in abito ignifugo, protezioni per gli occhi e le orecchie, caschi protettivi di un vivace giallo canarino. Al centro, un addetto al forchettone\/diapason d&#8217;acciaio incatenato, che\u00a0serve a trasportare il pezzo riscaldato ad oltre 2000-2500 gradi fino allo stampo di lavorazione. A sinistra il suo assistente, il cui compito principale, oltre a sollevare assieme i materiali pi\u00f9 pesanti, \u00e8 irrorare d&#8217;acqua quanto posto in essere, affinch\u00e9 vengano rimosse le scaglie (<em>scales<\/em>) di metallo distaccatosi dal corpo principale. Mentre a destra nel sapiente trio, risiede il vero regista dell&#8217;operazione, colui che al tempo stesso deve faticare meno, eppure ha il compito pi\u00f9 delicato e di maggiore responsabilit\u00e0.\u00a0Come un regista, o un direttore d&#8217;orchestra: il tecnico del maglio idraulico da 10 tonnellate.<br \/>\n\u00c8 un&#8217;esistenza lieve che richiede un certo spirito d&#8217;iniziativa, questa dell&#8217;addetto metallurgico, poich\u00e9 la creativit\u00e0 di simili\u00a0compiti \u00e8 per forza alquanto limitata. Occorre quindi apprendere il segreto per l&#8217;introspezione che non distrae, la fantasia che corre libera mentre le membra fanno ci\u00f2 che devono. Ma soprattutto, l&#8217;orgoglio di fare qualcosa, presto e bene, ancora e poi di nuovo. Il video \u00e8 stato caricato su YouTube da Hiroki Onoda, chiaramente un giapponese, e non sarebbe poi cos\u00ec stupefacente se l&#8217;intera azione si svolgesse proprio nella sua nazione. C&#8217;\u00e8 qualcosa, in questo metodo di forgiatura al tempo stesso antico e dannatamente efficiente, che pare quasi rimandare ai fabbri di katana, gli esecutori ritualistici di un metodo per fare il ferro, poi l&#8217;acciaio, infine il taglio leggendario. Qui applicato, in modo forse pi\u00f9 prosaico, alla messa in opera di grossi ingranaggi vuoti al centro, ovvero secondo la teoria pi\u00f9 accreditata (nonch\u00e9 probabile) dei pignoni per i cingoli di qualche mezzo pesante. Il fatto \u00e8 che dei tali componenti non possono essere realizzati a fusione, come avviene per la stragrande maggioranza dei prodotti\u00a0della moderna metallurgia. Questo perch\u00e9 le ruote dovranno, nel corso della propria lunga vita operativa, sopportare non soltanto forti gradi di pressione, ma la forza ben pi\u00f9 problematica della tensione, generata\u00a0dal movimento parallelo di andata e ritorno delle maglie che poggiano sul suolo. Proprio per questo, portare la missione a compimento richiede un approccio basato sulla mera forza bruta, che nel dare forma al pezzo, ne riallinei addirittura la struttura cristallina, massimizzandone la resistenza e la durevolezza. Si, colpi di martello. Ma non del tipo che potremmo, allegramente, manovrare con le mani, bens\u00ec un mostro a forma di colonna, in grado di occupare una percentuale significativa dello spazio in officina, fatto muovere grazie alla forza spaventosa dell&#8217;idraulica applicata. O in alternativa, e non sarebbe poi tanto sorprendente nel presente caso giapponese, quella ancor pi\u00f9 primordiale del vapore, che diede gli inizi a questo mondo rivoluzionario dell&#8217;industria pi\u00f9 di due secoli f\u00e0, e che tutto ha cambiato\u00a0nella mente e nelle aspettative di chi ha scelto di assolvere alla massima necessit\u00e0: modificare la natura. Un merito che fu, fin dalla prima epoca moderna, conteso&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In principio era soltanto l&#8217;acqua, coadiuvata dalla forza di gravit\u00e0. Fu una soluzione tecnica\u00a0inventata indipendentemente da cinesi e nella Grecia arcaica, questa del fatto che fosse possibile usare l&#8217;energia di un corso d&#8217;acqua per far muovere un mulino, e che quest&#8217;ultimo si potesse collegare un meccanismo in grado di sollevare un grande peso. Che poi \u00e8 come dire, accumulare una notevole energia potenziale grazie al tipo di ingranaggio segmentato detto camma, che avrebbe determinato buona parte dei progressi tecnologici fino all&#8217;epoca del medioevo europeo. Artificio utile a fare molte cose in agricoltura, estrazione mineraria e metallurgia, incluso il colpire un pezzo di metallo sull&#8217;incudine, rendendo perfettamente piatto, ci\u00f2 che non lo era affatto da principio. Cos\u00ec nacque il maglio da forgia o <em>trip hammer<\/em> (martello a ricaduta) uno strumento che si offriva a notevoli evoluzioni d&#8217;impiego. Risale almeno al XVI secolo l&#8217;impiego del <em>die<\/em>, ovvero lo stampo pre-configurato nella forma del pezzo da costruire, talvolta impresso per una met\u00e0\u00a0nella superficie dell&#8217;incudine, e per l&#8217;altra sulla testa stessa dell&#8217;attrezzo, in modo da garantire un&#8217;opera risultante gi\u00e0 quasi pronta all&#8217;utilizzo, previa limatura e perfezionamento delle tolleranze funzionali.<br \/>\nQuindi, nel 1712, l&#8217;inglese\u00a0Thomas Newcomen costru\u00ec il prototipo del primo motore a vapore. In metallurgia come altrove, NIENTE\u00a0avrebbe pi\u00f9 seguito il corso pre-esistente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18395\" aria-describedby=\"caption-attachment-18395\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.liveleak.com\/view?i=5ee_1421732802\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18395\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18395 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/3-Ton-Drop-Hammer-500x313.jpg\" alt=\"3 Ton Drop Hammer\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/3-Ton-Drop-Hammer-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/3-Ton-Drop-Hammer.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18395\" class=\"wp-caption-text\">Alcuni apprendisti russi fanno pratica con il maglio da forgia del tipo &#8220;aperto&#8221; ovvero senza stampo. Nel primo video (da cui viene il fotogramma) si pu\u00f2 osservare la creazione di un affilato cuneo detto ascia, che viene poi impiegato, nel secondo (pi\u00f9 in basso nella pagina) per segmentare un&#8217;asta di acciaio, sempre grazie all&#8217;impiego della forza dell&#8217;attrezzo battente.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;invenzione e costruzione del maglio a vapore risale almeno al 1839, quando ne vennero costruiti indipendentemente due esemplari,d al francese\u00a0Fran\u00e7ois Bourdon e dall&#8217;inglese James Nasmyth, anche se dei piani completi per una macchina similare\u00a0erano stati ultimati e brevettati gi\u00e0 nel 1784 (ovvero ben 56 anni prima) dal\u00a0grande\u00a0ingegnere meccanico di origini\u00a0scozzesi\u00a0James Watt. La versione del martello concepita\u00a0da quest&#8217;ultimo, tuttavia, era piuttosto diversa dalla struttura\u00a0moderna di uno di questi dispositivi: la parte battente era infatti montata sull&#8217;asse rotativo del motore stesso, e doveva compiere un vero e proprio movimento ad emiciclo\u00a0prima di raggiungere il bersaglio del suo battere insistente, con un notevole dispendio d&#8217;energia. Nell&#8217;autobiografia successiva di Nasmyth si parla per esteso di come lui, essendo chiamato per\u00a0creare un albero motore per il nuovo transatlantico SS Great Britain dal diametro di 760 mm, avesse scelto di ricorrere ad un&#8217;evoluzione a colonna del sistema di Watt, fatta sollevare verso l&#8217;alto grazie ad un accumulo di vapore, che lui\u00a0considerava una sua invenzione fortemente\u00a0personale. Il fatto che poi il progetto della nave commissionata fosse stato modificato significativamente, non richiedendo pi\u00f9 l&#8217;impiego del maglio, non gli imped\u00ec di metterlo assieme comunque, facendone un punto d&#8217;orgoglio ed un servizio del tutto\u00a0unico\u00a0della sua forgia. O che almeno sarebbe stato tale, se nel frattempo non fosse stato costruito anche il martello di Bourdon, che lui chiamava amorevolmente &#8220;Pilon&#8221; presso\u00a0la rinomata officina dei fratelli Schneider a Le Creusot. Il dispositivo pesava 2500 Kg e poteva alzarsi per un tratto di due metri. \u00a0I due inventori, nel corso della loro vita, si incontrarono nei reciproci luoghi di lavoro\u00a0almeno due volte, vantando i meriti e il diritto esclusivo del merito di quanto fossero giunti a costruire. A partire dal 1843, con una spietata campagna a mezzo stampa, Nasmyth riusc\u00ec a convincere il mondo che l&#8217;idea era stata solamente sua. Tuttavia, a distanza di tempo, i loro nomi vengono citati entrambi, l&#8217;uno di seguito all&#8217;altro.\u00a0E forse proprio da questo si pu\u00f2 intuire quale sia stata, a posteriori,\u00a0la\u00a0proverbiale &#8220;ardua sentenza&#8221;.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18397\" aria-describedby=\"caption-attachment-18397\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/oZdZi5Ae2Ag\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18397\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18397 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Blacksmith-Trip-Hammer-500x313.jpg\" alt=\"Blacksmith Trip Hammer\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Blacksmith-Trip-Hammer-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Blacksmith-Trip-Hammer.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18397\" class=\"wp-caption-text\">Un altro tipo di martello ad energia \u00e8 quello usato dai fabbri artigiani, nelle loro lavorazioni a misura d&#8217;individuo. Questa tipologia di martelli funziona normalmente ad energia elettrica, e dispone di soluzioni tecniche per incrementare la forza di &#8220;caduta&#8221;. La sola gravit\u00e0, in tali ordini di grandezza, non potrebbe mai essere abbastanza.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni successivi,\u00a0la situazione si fa meno nebulosa: furono principalmente gli Schneider di Le Creusot a condurre innanzi il progresso tecnico di questa tipologia di dispositivi, che vennero resi pi\u00f9 efficienti, solidi e funzionali. Nella moderna versione del martello da forgia a vapore, che \u00e8 stato affiancato da sistemi pi\u00f9 moderni eppure mai del tutto eliminato, il pistone mobile si trova a fianco di un cilindro in cui viene contenuto il vapore, che si sposta in alternanza dall&#8217;uno all&#8217;altro spazio, portando a compimento\u00a0il moto della macchina senza inutili dispendi d&#8217;energia. Il pistone, se necessario, pu\u00f2 essere\u00a0incorporato con la parte battente stessa, riducendo l&#8217;altezza complessiva della macchina. Inoltre, vengono spesso impiegati sistemi per salvaguardare le fondamenta dell&#8217;edificio di lavorazione, come ammortizzatori o pavimenti con robuste travature in legno, in grado di piegarsi entro certi limiti,\u00a0al sopraggiungere del contraccolpo devastante. Nel 1877 gli Schneider costruirono sul loro terreno un martello colossale, alto 11 metri e in grado di sviluppare una forza di 100 tonnellate, che richiedeva quattro fornaci indipendenti per poter funzionare. Si dice che il dispositivo fosse talmente preciso, che un ingegnere abile poteva usarlo per stappare una bottiglia, oppure schiacciare una noce senza danneggiarne i contenuti. Ancora oggi, il colossale arnese sorge presso Le Creusot, dove a seguito del suo pensionamento ha assunto tutto il prestigio di un vero e proprio monumento nazionale.\u00a0In un caso particolarmente famoso, un apparecchio\u00a0simile ma\u00a0con &#8220;sole&#8221; 50 tonnellate di potenza, ricostruito in Germania da Alfred Krupp,\u00a0venne usato per stupire l&#8217;imperatore Guglielmo I (regno: 1861-1888) che giunto in visita presso l&#8217;officina in cui era impiegato,\u00a0si lasci\u00f2 convincere a mettere a rischio il suo orologio ingioiellato sullo stampo di lavorazione. La storia culmina con l&#8217;addetto alla forgia, un tale abilissimo di nome Fritz, che esita prima di tirare la sua leva, mentre\u00a0Krupp lo incita con la storica frase: &#8220;Fritz, fallo partire!&#8221; Cos\u00ec, neanche a dirlo, la dimostrazione fu compiuta con successo, e il sovrano don\u00f2 l&#8217;orologio al macchinista. Mentre il martello stesso, da quel giorno, fu rinominato &#8220;Fritz&#8221; o addirittura, secondo alcune versioni &#8220;Fritz, fallo partire&#8221;.<br \/>\nNegli anni successivi, le aspettative del mondo\u00a0sarebbero cambiate, al punto che i magli\u00a0da forgia a vapore (o idraulici) sono\u00a0diventati soltanto UNA (1)\u00a0delle possibili soluzioni al servizio della metallurgia moderna. Anzi oggi, persino nel processo di forgiatura, vengono generalmente\u00a0preferite le presse, in grado di applicare una forza\u00a0certamente maggiore e pi\u00f9 uniforme, raggiungendo\u00a0l&#8217;equivalente di un colpo da 80.000 tonnellate. Nel frattempo, anche il processo alternativo della fusione \u00e8 migliorato, grazie all&#8217;impiego di particolari leghe policristalline in grado di massimizzare la resistenza ad ogni tipo di sollecitazione, favorendo inoltre un tipo di lavorazione pi\u00f9 preciso. Ma come dimostrato nell&#8217;interessante video giapponese, la semplicit\u00e0, l&#8217;immediatezza, e la relativa economia di un poderoso martello gigante restano\u00a0difficili da superare. E cos\u00ec sar\u00e0, probabilmente, per i molti secoli a venire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un inizio di giornata al fulmicotone, in grado di svegliare anche le talpe preistoriche che vivono in prossimit\u00e0 del centro della Terra. O almeno cos\u00ec sembra, i primi tre-quattro giorni che lavori in officina. Poi ti abitui, addirittura a questo. E l&#8217;opera inizia il suo flusso in automatico nel segno del sudore, mentre ogni gesto &#8230; <a title=\"Il martello pi\u00f9 grande che abbiate mai visto\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18394\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il martello pi\u00f9 grande che abbiate mai visto\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[914,691,46,167,271,509,258,116,97,1104],"class_list":["post-18394","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acciaio","tag-forgia","tag-giappone","tag-ingegneria","tag-macchine-industriali","tag-metalli","tag-metallurgia","tag-russia","tag-tecnologia","tag-vapore"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18394","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18394"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18394\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18398,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18394\/revisions\/18398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18394"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18394"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18394"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}