{"id":18369,"date":"2015-09-27T07:18:59","date_gmt":"2015-09-27T05:18:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18369"},"modified":"2015-09-27T07:18:59","modified_gmt":"2015-09-27T05:18:59","slug":"lobiettivo-fuori-fuoco-che-rimpicciolisce-le-cascate-del-niagara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18369","title":{"rendered":"L\u2019obiettivo fuori-fuoco che rimpicciolisce le cascate del Niagara"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=65cypPYgKIw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18371\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18371\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Niagara-tilt-shift-500x313.jpg\" alt=\"Niagara tilt shift\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Niagara-tilt-shift-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Niagara-tilt-shift.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un mondo dall\u2019aspetto simile all\u2019ambiente in cui viviamo, ma stranamente divergente nei dettagli di contesto: tutto \u00e8 rapido, iper-attivo. I colori sono ancor pi\u00f9 luminosi. E ci\u00f2 che dovrebbe essere lontano, sembra invece assai vicino, perch\u00e9 visto dall\u2019alto, e stranamente indistinto, in modo da dare risalto al resto della scena. Come nella tecnica fotografica del bokeh (dal termine giapponese <em>boke<\/em> <em>&#8211; <\/em>confusione) in cui la profondit\u00e0 di campo viene artificialmente ridotta, attraverso la riduzione del rapporto tra lunghezza focale e foro d\u2019accesso per la luce, verso il sensore o la pellicola dello strumento in uso. Valore che viene definito talvolta il <em>numero f<\/em> e che viene sempre condizionato, in fotografia, dalla distanza e dimensione del soggetto. Pensateci: quanto \u00e8 tipica l\u2019immagine di un piccolo animale, magari un uccello o un insetto, preso in primo piano con potenti cannocchiali, come sospeso nel colore verde indistinto dell\u2019ambiente circostante&#8230;Mentre ottenere un\u2019effetto simile nella foto di una quercia, o ancora peggio, una montagna, richiederebbe una macchina fotografica a misura di Titani.<br \/>\nEd ecco ci\u00f2 a cui stiamo assistendo con la fantasia, almeno in quello che parrebbe derivare dalla tecnica usata nel presente video del canale LittleBigWorld: ingigantiti fino all\u2019altezza di 60, 70 metri, dominiamo il ruggente ferro di cavallo in fluido divenire, punto leggendario in cui il vasto fiume Niagara si getta lugi\u00f9 dal dislivello che divide l\u2019Ontario dagli Stati Uniti. Splendenti nei loro impermeabili rossastri, le turbe dei turisti che si affrettano a salire sulle imbarcazioni Hornblower e Lady of the Mists, due delle tante che permettono di vivere da vicino l\u2019impatto di tonnellate cubiche d\u2019acqua al minuto. Mentre noi, con la testa tra le nubi, delicatamente ci chiniamo ad osservare. Se soltanto avessimo un bicchiere, per saggiare il gusto rinfrescante di ci\u00f2 che da un millennio erode il suolo dell\u2019Onguiaahra, santuario del Dio Tuono&#8230;Sar\u00e0 buono, certamente. Addirittura, inebriante. Utile a ricordarci che in effetti, ancor non comprendiamo quello che stiamo vedendo. Realisticamente, ci sono solo due maniere in cui una simile scena pu\u00f2 essere stata ripresa: l\u2019elicottero, oppure il drone telecomandato. Eppure, con l\u2019aumentare della distanza dal soggetto ripreso, l\u2019ottica ci insegna che il punto di messa a fuoco diventa necessariamente pi\u00f9 inclusivo, tanto da poter contenere due isolati di un paesaggio cittadino, oppure lo spazio che separa una parete del Grand Canyon da quella antistante (tanto per restare in tema di meraviglie naturali). Mentre qui, nemmeno due filari degli alberi posti a cornice paiono altrettanto definiti. Esattamente come se si stesse osservando un modellino.<br \/>\nLa fonte di una tale meraviglia visuale, come molti gi\u00e0 sapranno, \u00e8 frutto di quella serie di tecniche che oggi vengono chiamate, per antonomasia, <em>tilt\/shift<\/em> (inclinazione\/spostamento) bench\u00e9 tali termini, in origine, fossero riferiti ad un approccio fotografico dall\u2019impiego assai pi\u00f9 vasto e variegato. La cui origine va rintracciata nella Regola di Scheimpflug, secondo cui, nell\u2019ottica: \u201c\u00c9 matematico che il piano focale, dell&#8217;obiettivo e del soggetto si incontrino sulla stessa stessa retta.\u201d Il che significa che modificando l\u2019inclinazione della lente al termine dell\u2019obiettivo, tramite l\u2019impiego di apposite soluzion ingegneristiche, si pu\u00f2 ottenere un piano di messa a fuoco non pi\u00f9 parallelo al soggetto ripreso, bens\u00ec obliquo. Perch\u00e9 farlo? Possono esserci diverse ragioni. La prima e maggiormente significativa, risalente all\u2019invenzione di questa tecnologia, era motivata dal bisogno di riprendere soggetti estremamente grandi ed inamovibili, come strutture architettoniche. Il che presentava (e presenta) dei problemi, il primo dei quali \u00e8 come far entrare l\u2019intero edificio nella foto senza inclinare la fotocamera, dando quindi l\u2019origine ad un fastidioso cambio della prospettiva; ovvero, dei palazzi rastremati verso l\u2019alto, come piramidi dei nostri tempi. L\u2019altro \u00e8 quello di trovarsi di fronte ad un qualcosa che si sviluppa in senso trasversale rispetto alla propria posizione, estendendosi in maniera tale da costringerci a mettere a fuoco la facciata, OPPURE tutto il resto. Perch\u00e9 anche l\u2019estensione della messa a fuoco di cui sopra, dovuta alla distanza del soggetto, ha dei naturali limiti, oltre i quali serve ricorrere all\u2019aiuto della tecnologia&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tecnica ottica del <em>tilt\/shift<\/em> fu rielaborata per l\u2019epoca moderna, probabilmente in parallelo, da grandi nomi della fotografia come Ben Thomas, Walter Iooss Jr. e Vincent Laforet. Paradossalmente, il suo impiego risultava ancor pi\u00f9 semplice con le prime rudimentali macchine fotografiche, in cui il piano della pellicola non era parte di un tutto unico con la lente o foro stenopeico, ma collegato ad esso con un soffietto a fisarmonica di pelle nera, che permetteva il facile riposizionamento del sistema. Mentre ritorno <em>in auge<\/em> di questi movimenti, in tempi decisamente pi\u00f9 recenti, deriva dalla produzione in serie degli obiettivi cosiddetti basculanti, ovvero in grado di muoversi lungo una scala attentamente graduata. Ma col passaggio dei tempi, cambiano le aspettative ed i gusti del pubblico, al punto che oggi tale particolare approccio alla fotografia \u00e8 diventato praticamente il sinonimo di una particolare illusione ottica, realizzata di concerto con l\u2019elaborazione digitale (ed in effetti, talvolta, fondata unicamente su di essa) che permette di far sembrare le cose grandi, minuscole, giocattolesche. Eccone qui un altro esempio, realizzato presso alcune affascinanti citt\u00e0 della Zuid-Holland, la provincia dell\u2019Olanda Meridionale:<\/p>\n<figure id=\"attachment_18370\" aria-describedby=\"caption-attachment-18370\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/139898367\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18370 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Olanda-tilt-shift-500x313.jpg\" alt=\"Olanda tilt shift\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Olanda-tilt-shift-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Olanda-tilt-shift.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18370\" class=\"wp-caption-text\">Il video, realizzato dalla Media Right Productions, \u00e8 stato intitolato Kikkerlandje, che significa letteralmente: \u201cPiccola terra delle rane\u201d. Si tratta di un diminutivo basato su uno dei nomi idiomatici dei Paesi Bassi. L\u2019aggiunta degli effetti sonori \u00e8 un vero tocco da maestro.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una sensazione buffa ed al tempo stesso inebriante. Di nuovo l\u2019acqua torna a fare da protagonista, con i canali di Dordrecht in cui galleggiano, quasi frenetiche, alcune barchette a motore. Che sono in realt\u00e0 a grandezza naturale, anche se non lo sembrano per niente! Ed \u00e8 fantastico il dettaglio del guardiano di un ponte mobile, che al passaggio di una di queste si affanna a girare una speciale manovella, che lo fa ruotare fino a liberare lo spazio utile della via trasparente. Ma il punto pi\u00f9 memorabile del video viene solo successivamente, quando l\u2019inquadratura si sposta sul municipio antico della citt\u00e0 di Gouda (quella del formaggio) un edificio risalente al 1459 e stranamente simile a una chiesa. Il cui alto pinnacolo, realizzato nello stile gotico fiammeggiante, diventa simile all\u2019antenna di un radiocomando, mentre lo stesso ambiente del Markt, la piazza del mercato, cos\u00ec vuoto e privo di riferimenti, non fa che accentuare la sensazione di stare osservando un dettagliato modellino. La giustapposizione \u00e8 significativa, perch\u00e9 qui s\u2019incontrano, perfettamente, le due correnti parallele del tilt\/shift: quella finalizzata alla ripresa di opere architettoniche, e l\u2019altra, utile alla creazione di quest\u2019illusione tanto popolare online.<br \/>\nAl giorno d\u2019oggi non \u00e8 poi tanto semplice, nella maggior parte dei video a disposizione, comprendere quando ci si trovi di fronte ad una vera applicazione del sistema degli obiettivi basculanti: vista la popolarit\u00e0 dell\u2019effetto, infatti, negli ultimi anni c\u2019\u00e8 stata una vera e propria proliferazione di filtri per i programmi di grafica, quando non vere e proprie applicazioni per i cellulari (diventati essi stessi delle <em>powerhouse<\/em> della fotografia compatta) in grado di mandare l\u2019immagine fuori fuoco nella maniera apparentemente analoga di chi impieghi i movimenti dell\u2019obiettivo con modalit\u00e0 tradizionali. Anche se ovviamente, con un tale approccio non sarebbe invece possibile recuperare la nitidezza del fondale, scopo originario dell\u2019intero iter concettuale qui discusso. Ma il fatto \u00e8 che la nostra mente, abituata fin dalla giovane et\u00e0 a visionare ed interpretare le immagini impresse sulla pellicola, si \u00e8 trasformata in un osservatore estremamente facile da ingannare con il sovvertimento delle convenzioni. Tanto che, trovandoci di fronte ad una scena che \u00e8 nitida nella sua parte superiore, mentre sfocata in quella inferiore (o viceversa) tendiamo subito a pensare che il paesaggio sia in realt\u00e0 un diorama, restando poi colpiti dall\u2019opera del fotografo che ce l\u2019ha cos\u00ec trasformata, con un\u2019intuizione che deriva in realt\u00e0 dal senso comune. In un video che distanzia dalla realt\u00e0 dei fatti pur risultando, stranamente, desiderabile. Droni, fotocamere, punto focale: cosa importa, alla fine? Lo strumento pi\u00f9 importante a nostra disposizione, come sempre, resta l\u2019immaginazione. E qualche rapido click del proprio mouse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un mondo dall\u2019aspetto simile all\u2019ambiente in cui viviamo, ma stranamente divergente nei dettagli di contesto: tutto \u00e8 rapido, iper-attivo. I colori sono ancor pi\u00f9 luminosi. E ci\u00f2 che dovrebbe essere lontano, sembra invece assai vicino, perch\u00e9 visto dall\u2019alto, e stranamente indistinto, in modo da dare risalto al resto della scena. Come nella tecnica fotografica del &#8230; <a title=\"L\u2019obiettivo fuori-fuoco che rimpicciolisce le cascate del Niagara\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18369\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L\u2019obiettivo fuori-fuoco che rimpicciolisce le cascate del Niagara\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1212,88,805,1211,286,774,147,97,633,323],"class_list":["post-18369","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-elaborazione-fotografica","tag-fotografia","tag-illusioni-ottiche","tag-niagara","tag-olanda","tag-ottica","tag-stati-uniti","tag-tecnologia","tag-tilt-shift","tag-time-lapse"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18369","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18369"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18369\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18372,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18369\/revisions\/18372"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}