{"id":18334,"date":"2015-09-23T07:38:32","date_gmt":"2015-09-23T05:38:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18334"},"modified":"2015-09-23T07:40:34","modified_gmt":"2015-09-23T05:40:34","slug":"un-balzo-virtuale-a-bordo-dellicosaedro-volante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18334","title":{"rendered":"Un viaggio virtuale a bordo dell&#8217;icosaedro volante"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cJCsomGwdk0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18335\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18335\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/CableRobot-500x313.jpg\" alt=\"CableRobot\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/CableRobot-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/CableRobot.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Laboratorio Max Planck, nella citt\u00e0 di Tubingia, Baden-W\u00fcrttemberg centrale: sospesa in un hangar da 200 metri cubi, la cavia umana da laboratorio siede sul pi\u00f9 comodo dei seggiolini\u00a0forniti di\u00a0cintura di sicurezza a quattro punti, la classica &#8220;bretella&#8221; usata nelle auto da corsa. Sul suo volto campeggia un visore per immagini stereoscopiche, modificato ai fini dell&#8217;esperimento tramite l&#8217;inclusione di alcune antenne sulla parte frontale, ciascuna sormontata da una sensore sferico per gli infrarossi; grazie ad essi, il computer potr\u00e0 fornire delle immagini perfettamente calibrate in base ai movimenti del collo, della testa&#8230;.Soprattutto,\u00a0della speciale piattaforma sopra cui si trova la ragazza in questione: il CableRobot Simulator. Un&#8217;astronave letterale, oppure la figura geometrica creata da un qualche abile stregone matematico, in grado di sostenere facilmente il peso di un individuo adulto, mentre oscilla liberamente all&#8217;interno di uno spazio definito, tramite l&#8217;impiego di sei\u00a0cavi ad\u00a0alto potenziale, ciascuno collegato ad un potente mulinello. Un parallelepipedo senza finestre, che tuttavia pu\u00f2 diventare, grazie all&#8217;impiego della moderna computer graphic, la vertiginosa curva degli anelli di Saturno, il fondo degli oceani, oppure l&#8217;orizzonte degli eventi di un enorme buco nero. Non ci sono limiti alla fantasia.\u00a0Il problema, piuttosto, \u00e8 convincere l&#8217;oggettivit\u00e0 di ci\u00f2 che giunge fino ai recettori del cervello; tutti, nessuno escluso.<br \/>\nLa vista \u00e8 un senso fondamentale nella guida di un qualsivoglia veicolo, estremamente sviluppato nei buoni piloti. Ma si dice pure, a torto o a ragione, che quelli davvero ottimi non si affidino poi tanto ai punti di riferimento esterni al velivolo, quanto al senso d&#8217;accelerazione che deriva dai sommovimenti del sistema vestibolare, sito all&#8217;interno dell&#8217;orecchio umano. Come una sorta di sesto senso.\u00a0Sarebbe\u00a0questa una definizione fondata sulla realt\u00e0, o il mero veicolo di un senso d&#8217;appartenenza, che si fonda su ci\u00f2 che &#8220;non pu\u00f2 essere insegnato, n\u00e9 simulato&#8221;? Difficile da dimostrare l&#8217;una o l&#8217;altra ipotesi, per il semplice fatto che la concorrenza tra gli stimoli\u00a0opera nel mondo dell&#8217;inconscio, ovvero ci\u00f2\u00a0che l&#8217;individuo stesso interpreta per dare fondamento al proprio ego. Mentre la scienza vera, da che \u00e8 stata reinventata alle soglie del XVII secolo, ha preso una fruttuosa via che si basa sulla pura e inscindibile oggettivit\u00e0, quando possibile, altrimenti sulla statistica a campione. E sembrava impossibile, fino a poco tempo fa, ricreare le condizioni di un&#8217;estrema esplorazione dell&#8217;ambiente siderale in un contesto attentamente calibrato, sempre uguale a se stesso ed utile ad interrogare un alto numero di persone, il pi\u00f9 possibile diverse tra di loro. Finch\u00e9 al\u00a0Prof. Dr. Heinrich H. B\u00fclthoff, capo di un gruppo di ricerca sulla percezione, cognizione ed azione umana, non \u00e8 venuta l&#8217;idea di questo meccanismo, che ponendo i propri ingombranti\u00a0motori al di fuori dello spazio soggetto al movimento, per un totale di 467 cavalli applicati ad una singola gondola creata in tubi di fibra di carbonio, pu\u00f2 essere mossa con estrema precisione, oppure lanciata nel quasi perfetto equivalente sensoriale di una folle montagna russa. Il che, unito ai moderni strumenti di elaborazione in tempo reale delle immagini, permette di fare un significativo passo avanti non soltanto nella tecnica applicata, ma anche nella ricerca scientifica pi\u00f9 pura sul cervello umano. Le applicazioni di quanto creato da questo istituto specializzato in biologia cybernetica, parte di una vasta associazione internazionale con oltre 17.000 dipendenti e la sede a Monaco di Baviera, sono relativamente remote, ma gi\u00e0 stanno dando i loro frutti: si potr\u00e0 ad esempio giungere ad una migliore diagnosi dei disturbi medici che causano disorientamento spaziale, attraverso la creazione di uno standard medio delle doti del nostro cervello, tutt&#8217;ora inesistente. E se anche nel perseguire un tale\u00a0nobile scopo, tramite la concessione di brevetti o l&#8217;ispirazione diretta di un qualche abile ingegnere, dovesse nascere un&#8217;attrazione da parco giochi oppure due, noi futuri utenti\u00a0saremo di certo gli ultimi, a lamentarci!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto, sviluppato negli ultimi due anni da una squadra dedicata di otto\u00a0persone, con il supporto ingegneristico della fabbrica\u00a0Mercedes-Benz di\u00a0Sindelfingen\u00a0e l&#8217;Istituto di Motori ed Ingegneria Automobilistica\u00a0(FKFS) della vicina Universit\u00e0\u00a0di\u00a0Stoccarda, non \u00e8 che l&#8217;ultima meraviglia prodotta da una delle pi\u00f9 prolifiche istituzioni scientifiche al mondo, fondata e finanziata\u00a0dal governo tedesco. Il concetto di un gruppo insigne di menti creative al servizio del bene della nazione tedesca trov\u00f2 sfogo per la prima volta\u00a0nel 1911, con la fondazione della\u00a0Kaiser-Wilhelm-Gesellschaft (G.=Societ\u00e0) denominata in base all&#8217;imperatore di allora, trovando tra i suoi membri insigni un trent&#8217;enne\u00a0Albert Einstein, che ne sarebbe in breve tempo diventato il direttore, rimanendo in carica fino al 1932. Nel 1948, superato l&#8217;immediato dopoguerra, la KWG venne rinominata in onore di Max Planck, il fondatore della fisica quantistica ed ex-direttore che era venuto a mancare giusto\u00a0l&#8217;anno prima, alla veneranda\u00a0et\u00e0 di 89 anni. In questa nuova guisa, la Gesellschaft inizi\u00f2 a collaborare direttamente con le universit\u00e0 statali, istituendo dei distaccamenti disseminati sul territorio dapprima nazionale, poi una in una buona parte del mondo occidentale, giungendo a rivaleggiare\u00a0per prestigio grandi nomi come quelli di Harvard o del MIT statunitense. Il che, considerata la sua forma fluida e decentrata ad oggi in pi\u00f9 di 80 istituti differenti, risulta ancora pi\u00f9 notevole e altamente significativo. \u00a0La Max Planck \u00e8 presente anche in Italia, a Roma nella Bibliotheca\u00a0Hertziana di Palazzo Zuccari e nel\u00a0Kunsthistorisches Institut di Firenze, in entrambi i casi con divisioni specializzate nella ricerca storica e dell&#8217;arte. Ma l&#8217;impiego principale delle notevoli risorse finanziarie a disposizione della societ\u00e0, provenienti dall&#8217;erario tedesco\u00a0e da frequenti\u00a0donazioni private, \u00e8 sempre rimasto nel campo della fisica applicata, dove mantiene un primato che ben pochi possono riuscire a superare. Di fronte ai grandi misteri dell&#8217;universo,\u00a0persino\u00a0le sperimentazioni di biocibernetica dell&#8217;istituto di Tubingia diventano un mero diversivo. Ma cos\u00ec meraviglioso e affascinante&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_18336\" aria-describedby=\"caption-attachment-18336\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ThkymYRP1g8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18336\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18336 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/CyberMotion-500x313.jpg\" alt=\"CyberMotion\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/CyberMotion-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/CyberMotion.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18336\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;intera storia d&#8217;utilizzo del CyberMotion pu\u00f2 essere ricostruita da questo articolo della rivista Jove, <a href=\"http:\/\/www.jove.com\/video\/3436\/mpi-cybermotion-simulator-implementation-novel-motion-simulator-to\" target=\"_blank\">fornito di un ulteriore\u00a0video piuttosto esaustivo<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dell&#8217;effettivo impiego e funzionamento del nuovo CableRobot, presentato al pubblico soltanto lo scorso 3 settembre, sappiamo ancora molto poco, mentre gi\u00e0 esistono esaurienti fonti sull&#8217;ultima significativa\u00a0creazione del Prof. Dott.\u00a0B\u00fclthoff, il qui presente Cybermotion Simulator. Un altra complessa macchina utile alla riproduzione sistematica dei movimenti,\u00a0basata su una versione modificata del\u00a0sistema di\u00a0montagne russe\u00a0KUKA Robocoaster. L&#8217;aspetto \u00e8 quello di un singolo braccio robotizzato a sei assi montato su di un breve tratto di rotaie, in grado quindi di mettere in scena\u00a0una complessa serie di rotazioni e traslazioni. Inutile dire che all&#8217;estremit\u00e0 del dispositivo\u00a0\u00e8 stato posto un seggiolino con cabina di comando, oltre ad uno schermo LCD, poi sostituito dal pi\u00f9 sofisticato visore per la realt\u00e0 virtuale, poi l&#8217;insolito\u00a0sistema a proiezioni stereoscopiche mostrato nel video a corredo. Gli esperimenti sono stati molteplici, ma quello citato in modo pi\u00f9 completo su Internet \u00e8 consistito nel mettere delle persone a bordo del congegno, quindi far cooperare immagini e movimenti indotti per creare l&#8217;illusione praticamente perfetta di\u00a0stare vagando nello spazio cosmico, di fronte a delle &#8220;stelle&#8221; di riferimento. Le cavie erano state inoltre dotate di cuffie a cancellazione del rumore, affinch\u00e9 i ronzii prodotti dai motori del Cybermotion non fornissero degli indizi su quanto era stato effettivamente sperimentato. Al termine dell&#8217;esperienza, ciascuno doveva quindi riprodurre, tramite un joystick posto di fronte allo schermo, la maniera in cui sentiva di essersi spostato. Si \u00e8 cos\u00ec scoperto come, con assoluta continuit\u00e0 tra i diversi partecipanti all&#8217;esperimento, si tendesse a sopravvalutare il moto\u00a0angolare lungo l&#8217;asse orizzontale, sottovalutando invece quello verticale. Potrebbe sembrare un dettaglio poco significativo, ma lo diventa subito quando si pensa come, nei quasi\u00a0quattro secoli da cui esiste la scienza moderna, tale\u00a0dato non fosse mai stato provato in modo inconfutabile, perch\u00e9 risultava impossibile farlo senza un tale complicato meccanismo. La prova costituisce quindi un piccolo, ma estremamente significativo passo avanti per l&#8217;umanit\u00e0. E non lo sono forse tutti?<\/p>\n<figure id=\"attachment_18337\" aria-describedby=\"caption-attachment-18337\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/T20ttraAoag\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18337\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18337 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Panolab-Projection-500x313.jpg\" alt=\"Panolab Projection\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Panolab-Projection-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Panolab-Projection.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18337\" class=\"wp-caption-text\">Il simulatore di volo del PanoLab, dimostrato sempre sul canale YouTube del Max Planck Institute, costituiva un approccio meno sofisticato alla risoluzione del problema: un sistema semi-sferico con 6 diversi proiettori, in grado di ricreare l&#8217;esperienza di pilotare un elicottero o un aereo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">CableRobot, CyberMotion: sistemi dall&#8217;ingente costo produttivo, concepiti per approcciarsi a problemi semplici ma fondamentali. Eppure non \u00e8 possibile, leggendo questi nomi, non percepire un latente intento di futura commercializzazione, a vantaggio d&#8217;istituzioni educative, militari, pubbliche o private. Di certo, sistemi come questi non raggiungeranno mai le nostre case ma potrebbero trovare una collocazione, ad esempio, nelle scuole di volo, oppure come attrazioni per esposizioni o fiere cittadine di portata nazionale. La stessa produzione di un sistema d&#8217;interfaccia con simulazioni\u00a0dai notevoli propositi d&#8217;intrattenimento, come quest&#8217;ultimo volo ambientato sopra l&#8217;aeroporto Schiphol di Amsterdam, dimostrano che gli scienziati tedeschi dell&#8217;MPI di biocibernetica sono tutt&#8217;altro che scollegati dal mondo pratico della ricerca di investitori, o in alternativa, dalla gioia ludica di fare un&#8217;esperienza nuova. In entrambi i casi, sarebbe assai difficile biasimarli. Nonch\u00e9 controproducente. Quando il vertiginoso\u00a0solido platonico si stacca da terra con un formidabile strattone, tutto quello che possiamo fare \u00e8 reggerci al sedile, sperando che quell&#8217;estasi non giunga mai ad esaurimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Laboratorio Max Planck, nella citt\u00e0 di Tubingia, Baden-W\u00fcrttemberg centrale: sospesa in un hangar da 200 metri cubi, la cavia umana da laboratorio siede sul pi\u00f9 comodo dei seggiolini\u00a0forniti di\u00a0cintura di sicurezza a quattro punti, la classica &#8220;bretella&#8221; usata nelle auto da corsa. Sul suo volto campeggia un visore per immagini stereoscopiche, modificato ai fini dell&#8217;esperimento &#8230; <a title=\"Un viaggio virtuale a bordo dell&#8217;icosaedro volante\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18334\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Un viaggio virtuale a bordo dell&#8217;icosaedro volante\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[818,231,321,167,434,78,652,97,110],"class_list":["post-18334","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-biologia","tag-esperimento","tag-germania","tag-ingegneria","tag-realta-virtuale","tag-scienza","tag-simulatori","tag-tecnologia","tag-videogiochi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18334","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18334"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18334\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18341,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18334\/revisions\/18341"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18334"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18334"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18334"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}