{"id":18263,"date":"2015-09-16T07:06:51","date_gmt":"2015-09-16T05:06:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18263"},"modified":"2015-09-16T07:13:10","modified_gmt":"2015-09-16T05:13:10","slug":"genio-e-sponsorizzazione-i-due-pilastri-del-ciclismo-estremo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18263","title":{"rendered":"Genio e sponsorizzazione: i due pilastri del ciclismo estremo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/U7dkZLtdK2M\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18264\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18264\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/New-York-GO-500x313.jpg\" alt=\"New York GO\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/New-York-GO-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/New-York-GO.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un video in cui l&#8217;intera citt\u00e0 di New York, le sue strade, i marciapiedi, i parchi pubblici, la metropolitana, vengono trasformate nel teatro di una corsa folle, senza alcun rispetto per le convenzioni, non sarebbe di per se niente di nuovo. Ma c&#8217;\u00e8 qualcosa, nell&#8217;ultimo exploit del ciclista urbano Nigel Sylvester, che sembra parlare da un punto di vista maggiormente personale, quasi come se la manciata di marchi e loghi disseminati quasi casualmente sul percorso, dopo tutto, non contassero poi cos\u00ec tanto. O almeno non pi\u00f9 della passione che ti porta, alla responsabile et\u00e0 di 28 anni, a comportarti come l&#8217;eroe di un videogioco, o del pi\u00f9 tradizionale fumetto, che non pu\u00f2 e non deve riservare un occhio di riguardo ai crismi del convivere civile. Perch\u00e9 questa \u00e8 soprattutto, sulla sella e coi pedali, la missione del campione: procedere ai confini di un pericoloso inseguimento, senza farsi prendere dalla ripetizione meccanica del senso del domani. Gi\u00e0 la bici, in un contesto cittadino, tende ad avere tale valida connotazione: vi \u00e8 mai capitati, incapsulati\u00a0nel traffico delle auto congregate, di rivolgere lo sguardo verso il marciapiede, per vedere lui, il ciclista che procede lievemente per il suo sentiero? Il sentimento dominante in mezzo ai tuoi pensieri, in un tale frangente, \u00e8 un nebuloso\u00a0senso d&#8217;invidia, per colui che non soltanto non ha venduto l&#8217;anima a un motore, ma pu\u00f2 permettersi in quel determinato momento di far ci\u00f2 che gli da gusto, invece che avanzare tristemente verso l&#8217;obiettivo (la scrivania, le poste, il centro commerciale, brum, brum, brum). Mentre solo pochi fortunati, dopo tutto, possono dire di aver fatto germogliare il gusto col dovere, riconducendo a quel manubrio un metodo di promozione personale che \u00e8 al tempo stesso moderno, e primordiale: l&#8217;immedesimazione.<br \/>\nNato e cresciuto in quel segmento del quartiere Queens che ha il suggestivo nome di Jamaica, l&#8217;atleta racconta per sommi capi la sua vicenda personale presso <a href=\"http:\/\/nigelsylvester.com\/info\/\" target=\"_blank\">l&#8217;essenziale homepage<\/a>, raccontandoci di come non fosse particolarmente insolito, tra gli ambienti afroamericani della sua giovent\u00f9, instradarsi su un sentiero morto, dedicandosi ad attivit\u00e0 incapaci di fornire un valido futuro. E oggettivamente ringrazia, in poche ma sentite parole, il fratello Adrian che fu il suo modello positivo, incoraggiandolo piuttosto a dedicarsi al mondo dello sport. Cos\u00ec lo ritroviamo, poco pi\u00f9 che un bambino, a dedicarsi a quelli che lui chiama in senso generale &#8220;sport di squadra&#8221; in una parentesi\u00a0in cui ancora trova occasionale applicazione. Ad esempio, non a caso in questo video a un certo punto accenna alcune azioni di football americano, in un campetto &#8220;invaso&#8221; con l&#8217;imbizzarrito velociclo. Ma a Queens non c&#8217;erano, allora come adesso, luoghi adatti a pedalare via dai principali snodi stradali, ovvero senza rischiare ogni sorta di spiacevoli incidenti.\u00a0La vera svolta di vita sarebbe quindi arrivata verso l&#8217;et\u00e0 di 15 anni, quando un compagno\u00a0di scuola lo introdusse nell&#8217;ambiente dei ciclisti di Union Square, una delle poche piazze grandi ed asfaltate tra Manhattan, Long e Staten Island. Attraverso questa esperienza\u00a0costui conobbe, pi\u00f9 per caso che intuizione, un affiatato gruppo di ciclisti professionisti, tra cui Dave Mirra e Ralph Sinisi, che gli fornirono l&#8217;ispirazione per entrare in quel mondo forse ancora non esattamente patinato, ma gi\u00e0 ricco di opportunit\u00e0 di accrescimento personale. Ed \u00e8 interessante la particolare strada da lui scelta verso l&#8217;entusiasmo del grande\u00a0pubblico, che oggi lo considera un grande della BMX, nonostante siano poche le competizione a cui ha preso parte, ma proprio in funzione del suo innato carisma e la capacit\u00e0 registica di creare un mini-racconto in ogni sua esecuzione, come questo primo episodio della sua nuova serie, GO!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 uno stile esuberante, esemplificato dal modo in cui Nigel saluta il bimbo\u00a0sull&#8217;automobilina giocattolo, prima di lanciarsi a perdifiato lungo il camminamento pedonale del ponte di Brooklyn, sfiorando pericolosamente le persone. L&#8217;istintivo senso di disapprovazione potr\u00e0 essere facilmente superato, nel rendersi conto che probabilmente ogni individuo coinvolto era in realt\u00e0 stato avvisato, se non in qualche modo compensato con la qualifica di comparsa. Qualcuno ipotizza addirittura l&#8217;impiego di una steadycam, con le pieghe ed altre movenze\u00a0ciclistiche aggiunte soltanto in post-produzione. Del resto, difficilmente un video dalle connotazioni tanto commerciali potrebbe essere basato su dei veri atti antisociali. Pensate soltanto alle ripercussioni\u00a0legali che avrebbero rischiato i diversi marchi pi\u00f9 direttamente legati a, e invero addirittura posseduti da, un simile nome rinomato del mondo sportivo a due ruote. Si prosegue quindi con l&#8217;inseguimento attraverso un parco pubblico e in giro per le strade, dove il protagonista salta allegramente il tavolo dell&#8217;avventore di un bar, poi attraversa un negozio che comunica tra due viali: &#8220;Ehi, non puoi passare di qui&#8221; Si sente gridare la proprietaria da dietro il bancone. &#8220;Yea, whatever!&#8221; Risponde lui, beffardo. Lo scambio non richiede che mezzo secondo, eppure basta a caratterizzare l&#8217;intero meccanismo di scena: quest&#8217;uomo \u00e8 (vuole essere) un ribelle, un <em>maverick<\/em>, l&#8217;anticonformista scatenato. Se poco dopo corre contromano incontro ai taxi gialli della 52\u00b0 avenue, non si tratta di\u00a0un semplice atto di coraggio fine a se stesso, ma \u00e8 per dimostrare che i sensi unici non condizionano il ciclista in alcun modo. Ok, forse questo gi\u00e0 lo sapevamo. E poi di nuovo, i poliziotti che lo guardano male, il tornello della metro saltato assieme a tutta la bicicletta, poco dopo aver ritirato un ciondolo costoso in un qualche negozio d&#8217;accessori a lui affiliato, il nome in bella vista sul bancone. \u00c8 una sottile linea d&#8217;ironia, questa, che se colta in senso letterale, darebbe l&#8217;immagine di un uomo fuori dalle regole del vivere civile. Ma la realt\u00e0 si scopre nel finale, con l&#8217;amico che sgomma in mezzo ad un incrocio, usando un quad scalcagnato, mentre lui scappa via con l&#8217;elicottero, verso il Sole di mezzogiorno. Sul cappellino del pilota, voltato all&#8217;indietro, la scritta in bella vista: PYRADICE, PYRADICE. Se non \u00e8 questo un chiaro segno d&#8217;ironia&#8230;E creativit\u00e0. Perch\u00e9 ci sono molti modi pi\u00f9 immediati per realizzare\u00a0una pubblicit\u00e0 su due ruote, ed il pi\u00f9 tipico \u00e8 il seguente:<\/p>\n<figure id=\"attachment_18265\" aria-describedby=\"caption-attachment-18265\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/eagElg8YnZY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18265\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18265 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Red-Bull-Hardline-500x313.jpg\" alt=\"Red Bull Hardline\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Red-Bull-Hardline-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Red-Bull-Hardline.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18265\" class=\"wp-caption-text\">Gee Atherton, che qui vediamo impegnato in un segmento di discesa pura, non \u00e8 comunque totalmente privo d&#8217;esperienze in campo urbano. Famosa fu la sua partecipazione al programma inglese Top Gear, durante la quale sfid\u00f2 il conduttore James May, a bordo di una Renault Clio, lungo le strade di Lisbona.<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2R9qmX6FmwQ\" target=\"_blank\"> Il video dell&#8217;impresa \u00e8 facilmente reperibile su YouTube.<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla una delle citt\u00e0 pi\u00f9 famose al mondo, alle discese\u00a0erbose del Galles, nella selvaggia valle di Dyfi. Un cambio radicale di scenario, per uno degli ultimi video di ciclismo prodotti dal gigante Red Bull. A\u00a0dire il vero sono gi\u00e0 passati CINQUE giorni, ovvero nei termini rilevanti, il tempo sufficiente per pubblicare un&#8217;altra decina di episodi antologici dei molti atleti e team affiliati al marchio della bibita energetica pi\u00f9 mediatica del panorama attuale, sempre attenta a dare seguito ai principali trend sportivi fuori dagli schemi. E questo \u00e8 Hardline, la folle gara giunta quest&#8217;anno alla sua seconda edizione, che si propone di mescolare elementi di discipline come il\u00a0Downhill, il Freeride e la BMX, dando i natali ad un tracciato che chiamare meramente &#8220;periglioso&#8221; sarebbe alquanto\u00a0riduttivo. Tanto che stavolta \u00e8 stato proprio lo stesso ideatore dell&#8217;evento, l&#8217;ex-campione inglese di discesa coi pedali\u00a0Dan Atherton, farsi male ancora prima dell&#8217;inizio dello show, fratturandosi una scapola in tre punti (per nostra fortuna, <a href=\"http:\/\/athertonracing.co.uk\/2015\/09\/10\/dan-atherton-sidelined-for-red-bull-hardline\/\" target=\"_blank\">sembra si stia gi\u00e0 riprendendo brillantemente<\/a>). A fare gli onori di casa, dunque, in questo altro video in prima persona ripreso grazie all&#8217;impiego della classica telecamerina da casco, ci ha pensato il fratello minore Gee, seconda parte della triade spesso vittoriosa del GT Factory Racing, completato dalla sorella dei due, Rachel. L&#8217;atleta in questione, esattamente trent&#8217;enne e forse il pi\u00f9 famoso dei tre fratelli, con diversi titoli internazionali nel suo carnet, qui\u00a0ci mostra cosa comporti effettuare\u00a0una discesa di prova sull&#8217;accidentato tratto montano, con alcuni passaggi tecnici davvero ben riusciti. Il contrasto con il video urbano del suo collega di New York non potrebbe essere pi\u00f9 netto: nella natura selvaggia non persiste nessun tipo di logo, fin quasi all&#8217;ultimo, quando il traguardo si palesa innanzi, con il nome del pi\u00f9 celebre prodotto a base di guaran\u00e0 che riconquista il centro dell&#8217;inquadratura. Il punto d&#8217;equilibrio\u00a0della sequenza dichiaratamente pubblicitaria, ad ogni modo, appare decisamente pi\u00f9 spostato verso il mondo dello sport duro e puro, mentre nessun tipo di spazio viene riservato ai variegati\u00a0stilemi della sequenza newyorkese. Nella gara vera e propria, purtroppo,\u00a0Gee dovr\u00e0 accontentarsi di un ottavo posto, a causa di un guasto meccanico a una ruota, mentre a portarsi a casa il primo posto sar\u00e0 Ruaridh Cunningham, seguito da Joe Smith e Bernard Kerr. Ma questo, a conti fatti, non \u00e8 un grandissimo problema. Ci saranno altri trofei da portare a casa, altre selle da cavalcare. Innumerevoli altri loghi, a cui sacrificare i propri presupposti d&#8217;incolumit\u00e0. Il che non vuole sottintendere, naturalmente, che lo facciano controvoglia. Per citare la singola pubblicit\u00e0 pi\u00f9 famosa della Nike, se sei gazzella (o leone) DEVI\u00a0correre. A chi potrebbe mai importare\u00a0del colore della tua\u00a0bandiera?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un video in cui l&#8217;intera citt\u00e0 di New York, le sue strade, i marciapiedi, i parchi pubblici, la metropolitana, vengono trasformate nel teatro di una corsa folle, senza alcun rispetto per le convenzioni, non sarebbe di per se niente di nuovo. 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