{"id":18247,"date":"2015-09-14T07:30:30","date_gmt":"2015-09-14T05:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18247"},"modified":"2015-09-14T07:37:28","modified_gmt":"2015-09-14T05:37:28","slug":"due-droni-si-confrontano-coi-mostri-del-vapore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18247","title":{"rendered":"Due droni si confrontano coi mostri del vapore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_8dH853fs_0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18248\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18250\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Steam-engines-500x313.jpg\" alt=\"Steam engines\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Steam-engines-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Steam-engines.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come volano, sparvieri dal ronz\u00eco insistente, tre o quattro eliche ciascuno, in mezzo alle volute del vapore. Le scintille fatte dalla segatura nel motore, appositamente aggiunta alla miscela, per accrescere ulteriormente\u00a0i meriti\u00a0di questa scena.\u00a0Fuoco e fiamme alla fiera di Pickneyville, in una tiepida notte d&#8217;agosto che parrebbe appartenere a molto, molto tempo fa. Ci\u00f2\u00a0perch\u00e9 al centro dell&#8217;inquadratura, cos\u00ec poetica e leggiadra, incede la macchina a vapore per antonomasia, quella ad uso agricolo, il trattore. Ma non uno come tutti gli altri, nossignore. \u00c8 un Case, questo, rappresentante vivido di quella grande\u00a0<em>corporation\u00a0<\/em>statunitense, fondata nel 1843, che\u00a0nel giro di 80 anni sarebbe arrivata a vendere 100.000 trebbiatrici. Oltre a\u00a030.000 mezzi semoventi simili a questo qui, cos\u00ec straordinariamente restaurato, eppure non considerato pronto ad un\u00a0museo. Bens\u00ec ancora utile, vecchio ferro ma non stanco, sospinto fino al sito della prova e messo in moto innanzi a un pubblico di esperti del settore. E sotto l&#8217;occhio di&#8230; Siamo di fronte, per intenderci, a una delle competizioni\u00a0organizzate dalla prestigiosa Illinois Tractor Pulling Association, in cui macchine agricole di ogni foggia e dimensione devono sfidarsi in varie specialit\u00e0, tra cui gare di velocit\u00e0 e potenza di traino. Proprio a tal fine, dietro il drago d&#8217;altri tempi \u00e8 stata collegata un&#8217;apposita slitta con un complesso meccanismo, che nel corso del tragitto sposter\u00e0 il suo peso gradualmente verso le due ruote anteriori, portando il piatto di metallo sito innanzi al semiasse fino al suolo, al fine di rendere il compito progressivamente pi\u00f9 difficile, ancora e ancora. Si poteva spostare pi\u00f9 velocemente, questo ponderoso arnese? Forse. Ma difficilmente,\u00a0pi\u00f9 lontano. Perch\u00e9\u00a0alla fine, tale approccio \u00e8 stato studiato per\u00a0un preciso scopo: dimostrare che l&#8217;erogazione di potenza, misurata in cavalli, non \u00e8 determina la forza bruta,\u00a0ma \u00e8 bens\u00ec la coppia motrice (momento meccanico applicato) a determinare l&#8217;entit\u00e0 del compito a portata di un qualsiasi trattore. Ed in questo, il vecchio sistema del vapore non ha nulla da invidiare al vertiginoso avanzamento della tecnica moderna.<br \/>\nBasta guardarlo, dopo tutto: il mezzo in questione, proveniente dalla tarda\u00a0epoca classica della produzione della Case, \u00e8 il magnifico punto d&#8217;incontro tra funzionalit\u00e0 ed estetica, con un boiler lungo ed aggraziato, sormontato da una gran cabina decorata. Sulla quale campeggia in bella vista la dicitura 110 hp, piuttosto vicina a quella dei modelli top di gamma, che giungevano ad un relativamente impressionante valore di 150 hp, grosso modo\u00a0equivalente a quello di una moderna berlina stradale, ma applicato su di\u00a0un peso tra le 15 e le 20 tonnellate. In effetti, probabilmente in questo caso pesa pi\u00f9 il trattore, che la slitta. Il fatto stesso che l&#8217;accoppiamento di oggetti\u00a0riesca a muoversi, secondo i crismi della nostra epoca di un altro tipo d&#8217;efficienza, pu\u00f2 facilmente suscitare un senso di spontanea meraviglia. Eppure, non soltanto\u00a0le ruotone impressionanti del veicolo continuano a girare, ma riescono facilmente a far presa sul suolo sterrato, senza neanche l&#8217;accenno di uno slittamento.\u00a0Sul suo davanti dell&#8217;eroica locomotiva fuori-strada, campeggia nel frattempo l&#8217;emblema dell&#8217;aquila, che il fondatore\u00a0Jerome Increase Case (1819\u20131891) aveva dichiaratamente ripreso dal profilo\u00a0della vecchia Abe, uccello simbolo di un reggimento del Wisconsin dell&#8217;epoca della guerra civile. Un simbolo che sarebbe rimasto legato a questo marchio almeno fino all&#8217;epoca dell&#8217;acquisto dello stesso da parte della Tenneco (1984) e il successivo ingresso nel gruppo internazionale\u00a0Case IH, oggi controllato dalla nostra Fiat. E quale miglior modo, dunque, per\u00a0riprendere la scena, che impiegare un punto di vista elevato, cos\u00ec come quello che avrebbe avuto il leggendario volatile, testimone di almeno una mezza dozzina di altre epocali battaglie&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18249\" aria-describedby=\"caption-attachment-18249\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/jBLx9qrbo8c\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18249 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Steam-engines-3-500x313.jpg\" alt=\"Steam engines 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Steam-engines-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Steam-engines-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18249\" class=\"wp-caption-text\">Un modello da 65 cavalli della Case mostra la sua prestanza grazie all&#8217;impiego della cinghia dinamometrica. Nel frattempo, ci viene offerta un&#8217;occhiata pi\u00f9 approfondita sui comandi e il metodo d&#8217;impiego.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una strana, interessante giustapposizione: da una parte uno dei mezzi dalla coppia pi\u00f9 elevata\u00a0mai costruiti, soprattutto se rapportato alla sua epoca, dall&#8217;altra il leggiadro rappresentante di una categoria rigorosamente moderna, frutto della miniaturizzazione dei componenti e di nuove fonti d&#8217;energia. Di un\u00a0drone come questo che non avr\u00e0, di certo, capacit\u00e0 comparabili al trattore di modificare l&#8217;ambiente delle cose fisiche, eppure sta cambiando progressivamente, assieme ai suoi fratelli, ci\u00f2 che ci aspettiamo dalla vita quotidiana. Un mondo futuro in cui tutto \u00e8 osservabile dall&#8217;alto, documentato per i posteri remoti. La cui parola d&#8217;ordine: testimonianza. Si racconta che nel 1884, l&#8217;ormai ricco e sessantacinquenne fondatore della Case Corp si fosse recato personalmente da un suo importante cliente in Minnesota, per capire cosa ci fosse che non andava nel suo motore per la trebbiatura del grano. E che dopo un intero giorno di lavoro, infuriato\u00a0per il suo insuccesso, il meccanico milionario avesse letteralmente\u00a0dato\u00a0fuoco alla macchina, per poi inviarne una totalmente nuova\u00a0in sostituzione. Una\u00a0sequenza di eventi, per cos\u00ec dire, insolita!\u00a0Che ad oggi non avrebbe avuto modo di ottenere un tale\u00a0status di aneddoto leggendario, per il semplice fatto che una telecamera, l&#8217;onnipresente obiettivo che fluttua tra i cieli e i cellulari, l&#8217;avrebbero immortalata per il pubblico ludibrio, rivelandola per l&#8217;esagerazione che probabilmente era stata.<br \/>\nNegli anni in cui costui stava ancora facendo la sua fortuna, l&#8217;aquila del suo emblema viveva ancora, godendosi il pensionamento\u00a0di una vera eroina di guerra. Trasferita a partire dal 1965 nel principale edificio amministrativo del Wisconsin, aveva ricevuto un appartamento di due stanze con custode e una vasca costruita su misura. Qui visse per ben 16 anni, come responsabile\u00a0di quello che veniva chiamato scherzosamente &#8220;il dipartimento aquile&#8221;. Defunta ed impagliata a seguito delle inalazioni di fumo per un incendio accidentale del 1881 (ah, i pericoli del vapore!) la simbolica creatura non avrebbe mai assistito alla progressiva trasformazione della Case Corporation, che a partire dal 1985 avrebbe inaugurato la sua nuova linea di trattori a combustione interna, destinati a soppiantare gradualmente il vecchio metodo dell&#8217;acqua portata ad ebollizione. E furono ulteriori\u00a0anni di successi, sotto la guida dei successori che\u00a0J.I. Case seppe scegliere con cura, prima della sua stessa dipartita nel 1891; ad un certo punto, con l&#8217;ingresso del gigante Ford nel campo delle macchine agricole, le due compagnie si fronteggiarono sul mercato di un ribasso di prezzi, in quella che sarebbe stata definita la &#8220;tractor war&#8221; dei ruggenti anni &#8217;20. Un valido esempio di come la prassi del libero mercato possa, in determinate condizioni, portare a dei vantaggi per il cliente finale. Nel corso della prima guerra mondiale, inoltre, la Case aveva avuto\u00a0l&#8217;intuizione fortunata di ampliare i suoi affari in Europa, dove la sempre minore quantit\u00e0 di agricoltori (quelli\u00a0non ancora arruolati nelle diverse armate combattenti) necessitava di apparecchiature progressivamente pi\u00f9 efficaci. Nella guerra successiva, invece, contribu\u00ec direttamente allo sforzo bellico, producendo alcuni fondamentali componenti dei carri armati Sherman e dei bombardieri B-25. Ma in un certo senso, il campo che aveva fatto la sua fortuna in origine\u00a0a quel punto era cambiato, trovando l&#8217;applicazione in un altro campo in cui la capacit\u00e0 di sviluppare il momento meccanico era tutto:<\/p>\n<figure id=\"attachment_18248\" aria-describedby=\"caption-attachment-18248\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/138967194\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18248\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18248 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Steam-engines-2-500x313.jpg\" alt=\"Steam engines 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Steam-engines-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Steam-engines-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18248\" class=\"wp-caption-text\">La Reichsbahn Classe 52 \u00e8 una locomotiva dall&#8217;estetica piuttosto minacciosa, i cui pannelli curvi laterali ricordano vagamente le ali di un Tie Fighter.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro drone, questa volta di propriet\u00e0 della compagnia di produzione video olandese FlightCam, in corso di sorvolo presso\u00a0una location davvero d&#8217;eccezione, ovvero la ferrovia-museo che collega\u00a0Veendam e\u00a0Musselkanaal, tanto spesso usata per mettere in mostra alcune delle pi\u00f9 belle locomotive a ancora funzionanti con la forza del vapore. Qui, non senza l&#8217;aiuto di un approfondito lavoro di post-processing, la sua piccola telecamera riesce a mostrarci la maestosit\u00e0 di questo motore degli anni &#8217;40, appartenente all&#8217;era del tramonto del vapore, quando il metodo originario per far muovere le cose era ormai agli sgoccioli, e trovava spazio solamente sulle vie ferrate, come questa. Mezzi come questi erano definiti\u00a0<em>kriegslokomotiven\u00a0<\/em>(locomotive di guerra) e costituivano un progetto rivisto e semplificato degli esemplari precedenti, standardizzato da un ufficio governativo per ridurre i costi di messa in opera a vantaggio dello sforzo produttivo di armi e simili implementi. Questa locomotiva probabilmente, come le sue consorelle di allora, \u00e8 costituita interamente in acciaio, al fine di lasciare i pi\u00f9 preziosi metalli di altro tipo a disposizione dell&#8217;industria aeronautica, e presenta alcuni accorgimenti per minimizzare l&#8217;effetto dei climi gelidi del fronte orientale sulle truppe d&#8217;invasione tedesche. A seguito del fallimento della campagna in Russia, poi, molte di queste locomotive sarebbero rimaste dislocate sul territorio, diventando nel dopoguerra una vista piuttosto comune della nuova Unione Sovietica, sempre pi\u00f9 estesa ed influente.\u00a0Richard Paul Wagner, il loro progettista (1882 &#8211; 1953) aveva infatti saputo concepire dei veicoli non solo straordinariamente affidabili, ma resistenti e facili da riparare, in grado di sfruttare un carburante che comunque esisteva, era pur sempre disponibile a vantaggio dell&#8217;umanit\u00e0. In funzione di questo particolare approccio funzionale, tuttavia, le\u00a0Reichsbahn erano meno veloci delle loro controparti inglesi, nelle quali l&#8217;affidabilit\u00e0 veniva subordinata alla velocit\u00e0 di punta. Ma la coppia era sempre la stessa: locomotive come queste, in condizioni ideali, potevano spostare 4.000 tonnellate a una velocit\u00e0 di 80 Km\/h. Niente male, per una manciata di molecole e un po&#8217; di materia vegetale da bruciare&#8230;<br \/>\nUn valore tecnico che ritroviamo in tutto ci\u00f2 che \u00e8 artificiale, costruito con finalit\u00e0 specifiche da mano umana. Ma che cos&#8217;\u00e8, davvero? Una diretta misurazione del lavoro che pu\u00f2 svolgere un motore? Oppure le prestazioni di accelerazione e spostamento\u00a0a ritmo sostenuto\u00a0di un veicolo? Ma quelle risultano anche dal peso complessivo, per non parlare della meccanica di supporto e della trasmissione, che non sono\u00a0&#8220;potenza&#8221; ma\u00a0ne determinano l&#8217;efficacia&#8230; Ed era possibile costruire, fin dall&#8217;epoca della Rivoluzione, motori a vapori tanto grandi da rivaleggiare l&#8217;emissione di qualsiasi mezzo attuale, inclusi molti degli aerei che oggi solcano le nubi. Ma sarebbero stati cos\u00ec\u00a0pesanti, che non avrebbero volato neanche sulla Luna. In questo, sicuramente,\u00a0superati anche da un piccolo drone\u00a0a batteria. Ci\u00f2\u00a0perch\u00e9 i veri meriti di una macchina non sono poi cos\u00ec oggettivi, come vorrebbero farci credere, quanto piuttosto l&#8217;equazione risultante dalla sua efficacia nel contesto d&#8217;utilizzo, unita alla soddisfazione che pu\u00f2 darci vederla in funzione. Si,\u00a0anche l&#8217;occhio vuole la sua parte. Non si vive di solo carbone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come volano, sparvieri dal ronz\u00eco insistente, tre o quattro eliche ciascuno, in mezzo alle volute del vapore. Le scintille fatte dalla segatura nel motore, appositamente aggiunta alla miscela, per accrescere ulteriormente\u00a0i meriti\u00a0di questa scena.\u00a0Fuoco e fiamme alla fiera di Pickneyville, in una tiepida notte d&#8217;agosto che parrebbe appartenere a molto, molto tempo fa. Ci\u00f2\u00a0perch\u00e9 al &#8230; <a title=\"Due droni si confrontano coi mostri del vapore\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18247\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Due droni si confrontano coi mostri del vapore\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[449,321,167,1183,271,286,147,71,97,440,102],"class_list":["post-18247","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-droni","tag-germania","tag-ingegneria","tag-locomotive","tag-macchine-industriali","tag-olanda","tag-stati-uniti","tag-storia","tag-tecnologia","tag-trattori","tag-video"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18247","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18247"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18247\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18254,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18247\/revisions\/18254"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18247"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18247"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18247"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}