{"id":18227,"date":"2015-09-11T07:34:16","date_gmt":"2015-09-11T05:34:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18227"},"modified":"2015-09-11T07:35:46","modified_gmt":"2015-09-11T05:35:46","slug":"la-grande-fuga-della-muffa-intelligente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18227","title":{"rendered":"La grande fuga della muffa intelligente"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/75k8sqh5tfQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18228\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18228\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Slime-Maze-500x313.jpg\" alt=\"Slime Maze\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Slime-Maze-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Slime-Maze.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;interno di una coltura cellulare, in una scatoletta trasparente, qualcuno ha posto un labirinto. In esso albergano due cose, ben divise tra di loro: un singolo chicco d&#8217;avena e una certa quantit\u00e0 di materia giallo canarino, stranamente diseguale e filamentosa. Con in se il segreto della crescita smodata. Nel giro di qualche ora, la &#8220;creatura&#8221; perlustrer\u00e0\u00a0tutti gli\u00a0spazi disponibili, alla ricerca del suo cibo preferito. Come una serie di tentacoli, le sue escrescenze vagheranno per i corridoi, raggiungendo la massima estensione, nonostante le poche risorse di cui la natura l&#8217;ha dotata. Finch\u00e9 non trover\u00e0, finalmente, il nucleo e il cereale\u00a0del potere. A quel punto, rigenerata nella mente e nella forza operativa, inizier\u00e0 a spostarsi in massa, attraverso il pi\u00f9 breve ed efficiente dei percorsi. Gi\u00e0 pregustando l&#8217;attimo dell&#8217;agognato nutrimento.<br \/>\nNon \u00e8 una bestia, non \u00e8 una pianta, non \u00e8 un fungo. Eppure si muove alla ricerca di cibo, vegeta quando\u00a0necessario, fa le spore se ne ha voglia. <em>Myxogastria<\/em>, la chiamano, dal muco appiccicoso. O nello stile maggiormente descrittivo della lingua inglese, la <em>slime mold.<\/em> Gli amanti del cinema degli anni &#8217;50 potrebbero arrivare, con un po&#8217; di fantasia, a chiamarla <em>The Blob<\/em>, anche se non \u00e8 un fluido e tanto meno uccide (cose pi\u00f9 grandi lei).\u00a0Fa parte di quel gruppo di esseri viventi che esulano dalla classificazione, in origine\u00a0ignorati da Linneo e che soltanto successivamente, nel 1866, il biologo e naturalista\u00a0Ernst Haeckel pens\u00f2 d&#8217;inserire all&#8217;interno di una categoria delle &#8220;varie ed eventuali&#8221;, quella cosiddetta dei protisti. Un regno oggi considerato obsoleto e non scientificamente utile alla descrizione del sistema di correlazioni rilevanti, ma che tuttavia sembra derivare da una parte dei discendenti di una singola specie, e che per questo viene utilizzato ancora adesso per identificare una vasta e variegata serie di micro o macro organismi in grado di trarre sostentamento, a seconda dei casi, dalla luce o da sostanze chimiche trovate nell&#8217;ambiente. Tra cui le\u00a0amebe unicellulari, dette\u00a0<em>Proteus animalcule<\/em>. Ora, come si pu\u00f2 facilmente desumere dall&#8217;antonomasia largamente utilizzata, in condizioni normali uno di questi esseri\u00a0non risulta particolarmente\u00a0sveglio\u00a0n\u00e9 operativo: senza\u00a0l&#8217;impiego di\u00a0un sistema nervoso, organi di senso e cervello, tutto quello che pu\u00f2 fare \u00e8 fluttuare in un liquido attraverso l&#8217;uso dei suoi piccoli pseudopodi, alla ricerca di\u00a0una vittima predestinata, da inglobare per crescere, allo scopo di raggiungere l&#8217;ora della splendida mitosi. Ah, gloria della pratica semplicit\u00e0! la cellula che si divide, due nuclei all&#8217;improvviso dove ne permaneva uno soltanto, ciascuno poi che va per la sua strada. Mai e poi mai s&#8217;incontreranno, di nuovo? Forse. Possibile. Non sempre vero. Esiste infatti il caso di talune forme di vita, i dictyostelidi che vivono nel sottobosco marcescente, in grado di ricorrere a un particolare strategia di sopravvivenza. Quando la materia di sostentamento scarseggia, poco prima che un&#8217;intera colonia debba soccombere all&#8217;inclemenza delle condizioni naturali, i diversi elementi\u00a0iniziano nella difficile ricerca dei loro\u00a0simili. Una volta effettuato il contatto, quindi, le amebe si uniscono formando una lumaca, detta\u00a0pseudoplasmodio, in grado di spostarsi a gran velocit\u00e0. Trovato quindi un nuovo luogo utile alla proliferazione, detto essere si ferma e si trasforma in un corpo fruttifero, da cui le amebe fuoriescono di nuovo, in forma di spore. Ed \u00e8 una tecnica mostruosamente\u00a0efficace. Al punto che vi sono dei protisti, quelli forse pi\u00f9 famosi e amati negli esperimenti, che di questo approccio ne hanno fatto un&#8217;arte, e piuttosto che ricorrervi soltanto in caso d&#8217;emergenza, l&#8217;hanno integrato nel loro processo di riproduzione. Tra questi, spicca per imponenza e proliferazione il <i>Physarum polycephalum, <\/i>letteralmente: muffa dalle molte teste. Una creatura giallognola e facilmente visibile ad occhio nudo, per lo meno attraverso la\u00a0parte maggiormente significativa del suo ciclo vitale, che pu\u00f2 arrivare a raggiungere diversi metri d&#8217;estensione, crescendo alla velocit\u00e0 davvero\u00a0impressionante di un centimetro l&#8217;ora. Molto pi\u00f9 di qualsiasi pianta o animale. Queste\u00a0amebe, infatti, non sono scese\u00a0a compromessi col concetto d&#8217;individuo, e tutto ci\u00f2 che le compone e definisce \u00e8 finalizzato alla creazione di un vero e proprio sciame cellulare, definito\u00a0plasmodio (non pi\u00f9 pseudo, quindi) in cui crollano le pareti cellulari, e tutti i nuclei fluttuano in un solo citoplasma. Sempre cos\u00ec terribilmente affamato di CONOSCENZA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18229\" aria-describedby=\"caption-attachment-18229\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GY_uMH8Xpy0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18229\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18229 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Slime-Time-Lapse-500x313.jpg\" alt=\"Slime Time Lapse\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Slime-Time-Lapse-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Slime-Time-Lapse.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18229\" class=\"wp-caption-text\">Fuori dai laboratori, la muffa ameboide non ha bisogno di ricorrere all&#8217;intelligenza. Semplicemente cresce a dismisura, divorando tutto quanto.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>P.<\/em><i>polycephalum<\/i>, che qualche amante delle metafore fin troppo eloquenti ha un giorno ribattezzato volgarmente &#8220;muffa color vomito di cane&#8221; prospera nella maggior parte dei casi in luoghi ben distanti dalla civilt\u00e0, sopra uno strato di foglie o altra materia vegetale marcescente. Il cibo di cui si nutre in condizioni normali, tuttavia, non \u00e8 costituito direttamente da questa tipologia di sostanze in via di disgregazione, bens\u00ec dai funghi unicellulari e i batteri che a loro volta se ne nutrono, inglobati e digeriti mano a mano sul percorso della crescita incontrollata. Un organismo appartenente a questa specie, in condizioni ideali, pu\u00f2 facilmente raggiungere il metro o due, mentre in laboratorio \u00e8 stato possibile fargli raggiungere addirittura i 5 metri d&#8217;estensione, nutrendolo con un chilo d&#8217;avena alla settimana per un periodo di diversi\u00a0mesi. Tutto questo in una sola cellula, del tutto smisurata rispetto al concetto tradizionale di tali elementi, 10.000, 20.000 volte pi\u00f9 grande di uno dei mattoncini che compongono gli altri esseri viventi. La maggior parte delle scene dei film di fantascienza in cui una creatura fugge per infestare mortalmente il territorio circostante, tra cui quello citato poco sopra, traggono ispirazione dall&#8217;osservazione di una piastra di Petri con dei\u00a0<em>Myxogastria\u00a0<\/em>dentro, che nel momento stesso in cui vengono posti in un luogo buio e silenzioso, iniziano a cercare vie di fuga. \u00c8 una scena straordinariamente inquietante: il plasmodio, che si sposta attraverso il metodo del flusso citoplasmico, ovvero inviando in massa\u00a0la materia cellulare verso quello che lui percepisce come il &#8220;davanti&#8221; \u00e8 solito spostarsi in modo casuale, lasciando sul terreno una traccia impercettibile, come l&#8217;ombra del suo muco. Questo strato, invisibile a occhio nudo, gli permette tuttavia di sapere dove \u00e8 gi\u00e0 passato, e di evitare di perdere tempo nella sua ricerca. In questo modo la muffa, che dovrebbe essere incapace di risolvere i problemi (perch\u00e9 priva di pensiero) ha sviluppato invece una forma di memoria situazionale, pi\u00f9 che sufficiente ad esempio per uscire dal classico labirinto d&#8217;apertura. Ma una simile scena non \u00e8 nulla, rispetto alle dure prove che questo infaticabile protista si \u00e8 dimostrato in grado di superare negli anni:<\/p>\n<figure id=\"attachment_18231\" aria-describedby=\"caption-attachment-18231\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/czk4xgdhdY4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18231\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18231 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Slime-Maze-2-500x313.jpg\" alt=\"Slime Maze 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Slime-Maze-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Slime-Maze-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18231\" class=\"wp-caption-text\">Un solo grande, monocromatico minotauro.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un celebre esperimento del 2000 dei Prof.\u00a0Nakagaki, Hiroyasu Yamada e\u00a0\u00c1gota T\u00f3th dell&#8217;Universit\u00e0 di Hokkaido, ad esempio, una maggiore quantit\u00e0 di plasmodio \u00e8 stata posta in un labirinto pi\u00f9 complesso e vasto, all&#8217;interno del quale si \u00e8 riusciti a dimostrare la scalabilit\u00e0 del metodo impiegato dalle amebe per giungere a risoluzione. Trovato quindi ciascun chicco d&#8217;avena a portata, il\u00a0<i>polycephalum\u00a0<\/i>si \u00e8 ritirato dai binari morti, stabilendo nei fatti la pi\u00f9 breve\u00a0connessione possibile tra i diversi punti d&#8217;interesse. L&#8217;osservazione a posteriori della scena pu\u00f2 facilmente lasciare basiti: ecco una creatura\u00a0teoricamente priva d&#8217;intelligenza, che ha creato una precisa linea gialla da un capo all&#8217;altro del dedalo. La sua saggezza \u00e8 chiara ed immanente come, per lo meno in questo caso, il metodo impiegato per raggiungere il successo. Vi sono tuttavia casi in cui il suo comportamento ha superato le pi\u00f9 sfrenate ipotesi pre-esistenti. In un successivo esperimento del team di Nakagaki, ad esempio, la creatura \u00e8 stata sottoposta, ad intervalli regolari di circa mezz&#8217;ora, al flusso d&#8217;aria diretto di un ventilatore, un effetto sgradito e in grado di condizionare\u00a0i suoi presupposti di crescita. Proprio per questo, ad ogni accensione la muffa si fermava, iniziando un processo di sclerotizzazione protettiva. Per poi partire nuovamente verso il cibo. Dopo la terza o quarta volta, tuttavia, il ventilatore non \u00e8 stato acceso; nonostante questo, all&#8217;ora considerata pericolosa, l&#8217;ameba si \u00e8 fermata lo stesso. In quali neuroni inesistenti avrebbe mai potuto immagazzinare tale cognizione? Di pi\u00f9, pu\u00f2 fare ancora pi\u00f9 di questo. Il gruppo di scienziati giapponesi, ancora non contenti di quanto osservato, ha quindi posto il\u00a0<em>Myxogastria\u00a0<\/em>giallino al centro di\u00a0un piatto, assieme ad alcuni chicchi d&#8217;avena particolarmente invitanti. Ciascuno di essi, distanziato secondo uno schema ben preciso: l&#8217;area operativa doveva rappresentare, infatti, la vasta metropoli di Tokyo con i principali centri abitati circostanti. Mentre alcuni ostacoli creati con la luce (anch&#8217;essa invisa alla nostra eroina) riprendevano la posizione topografica di fiumi,\u00a0massicci montuosi o altri ostacoli difficilmente valicabili da un treno umano. Ebbene, nel giro di alcune ore, la muffa aveva ricreato in scala\u00a0quanto prodotto dal\u00a0sistema delle ferrovie giapponesi, dopo anni di pianificazioni e rettifiche costose. In certi casi, addirittura migliorando il progetto degli umani! Di fronte a un tale risultato, \u00e8 impossibile non chiedersi che cosa sia davvero l&#8217;intelligenza, dove tragga la sua origine remota&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_18230\" aria-describedby=\"caption-attachment-18230\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wvRxoiiGCWY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18230\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18230 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Slime-Waltz-500x313.jpg\" alt=\"Slime Waltz\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Slime-Waltz-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Slime-Waltz.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18230\" class=\"wp-caption-text\">Alcuni dictyostelidi impegnati nella danza che occupa la loro vita. Simili amebe hanno pi\u00f9 di 250 sessi differenti, ciascuno compatibile con tutti gli altri. Proprio per questo, la formazione di uno pseudoplasmodio risulta estremamente rapida e funzionale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 ovunque, pu\u00f2 fare cose che risultano impossibili da giustificare. Da oltre 500 milioni di anni, la congrega delle amebe domina il pianeta assieme ai batteri, gli acari, persino le formiche. Nonostante quello che vorremmo pensare noi giganti pluricellulari, spronati dai successi della nostra labile filosofia, dell&#8217;inutile &#8220;arte&#8221; o della transiente &#8220;tecnologia&#8221;. Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una bellezza oggettiva, uno splendore cristallino, addirittura nell&#8217;essere che sembra vomito di cane. L&#8217;estasi che si palesa poco prima della morte, a cui segue una\u00a0rinascita futura. Quando il protista ha esaurito tutto il suo cibo, e sa che non potr\u00e0 trovar pi\u00f9 nulla in tempo utile, allora smette di vagare. Concentra tutte le energie che gli rimangono nella formazione di una grande quantit\u00e0 di frutti sferoidali o bulbosi, definiti sporangia, formati da quegli stessi singoli individui che si erano sacrificati, donando il proprio nucleo cellulare al grande plasmodio semovente. Milioni, migliaia di miliardi di spore traslucide che volano nell&#8217;aere, pronte a colonizzare ogni angolo della citt\u00e0&#8230; Mentre noi\u00a0starnutiamo, ancora e ancora, perch\u00e9 allergici alla VITA\u00a0in quanto tale. Alla fine, quasi sempre, vince la semplicit\u00e0. Se mai la civilt\u00e0 principale\u00a0di questo pianeta dovesse subire una brusca interruzione, per catastrofi o altri eventi inattesi, ricominceremo tutti sullo stesso piano. La propagazione riprenderebbe dall&#8217;anno zero. E allora le cose giungerebbero, forse, a una conclusione differente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;interno di una coltura cellulare, in una scatoletta trasparente, qualcuno ha posto un labirinto. In esso albergano due cose, ben divise tra di loro: un singolo chicco d&#8217;avena e una certa quantit\u00e0 di materia giallo canarino, stranamente diseguale e filamentosa. Con in se il segreto della crescita smodata. Nel giro di qualche ora, la &#8220;creatura&#8221; &#8230; <a title=\"La grande fuga della muffa intelligente\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18227\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La grande fuga della muffa intelligente\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1175,818,231,994,1176,1177,109,1174,78],"class_list":["post-18227","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-amebe","tag-biologia","tag-esperimento","tag-funghi","tag-microrganismi","tag-muffe","tag-natura","tag-protisti","tag-scienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18227","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18227"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18227\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18233,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18227\/revisions\/18233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18227"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18227"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}