{"id":18219,"date":"2015-09-10T07:22:15","date_gmt":"2015-09-10T05:22:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18219"},"modified":"2015-09-10T07:24:16","modified_gmt":"2015-09-10T05:24:16","slug":"in-zambia-gli-elefanti-affamati-non-prenotano-mai-lhotel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18219","title":{"rendered":"In Zambia, gli elefanti affamati non prenotano MAI l&#8217;hotel"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NdTII_unZSA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18223\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18223\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Mfuwe-Lodge-0-500x313.jpg\" alt=\"Mfuwe Lodge 0\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Mfuwe-Lodge-0-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Mfuwe-Lodge-0.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Vuoi dire che ho dovuto rinunciare al mio t\u00e8 di met\u00e0 pomeriggio coi biscotti soltanto a causa di QUESTO?&#8221; Un mango&#8230;Profumato. Si tratta di\u00a0un problema endemico di questi luoghi, il che tra l&#8217;altro non significa che debba definirsi anche usuale, una roba insomma, che succede a giorni alterni. Per fortuna. Consideriamolo piuttosto, un miracolo della natura pi\u00f9 selvaggia, espresso attraverso le sue interazioni con un qualcosa d&#8217;immanente che, nonostante ci\u00f2 che postuliamo filosoficamente da generazioni, ne \u00e8 una parte inscindibile e fondamentale: l&#8217;uomo. Accadde cos\u00ec, verso l&#8217;inizio del 2000, che quattro campi per turisti d&#8217;Africa del parco nazionale di\u00a0Luangwa Sud, nello Zambia reso celebre in Europa dalla spedizione del dottor\u00a0Livingstone (durata:1858-1864) formassero una sola compagnia, perch\u00e9 l&#8217;unione fa la forza, tra le belve come nell&#8217;economia, e dove non possono arrivare una dozzina di amministratori stranieri e guide locali, un multiplo di\u00a0quella cifra di persone&#8230;Ah, non c&#8217;\u00e8 limite alla fantasia. Cos\u00ec cresceva\u00a0il numero di questi luoghi consociati e, parallelamente, nasceva il prototipo di un nuovo modo di trovarsi in mezzo al presupposto nulla, con tutti i comfort della civilt\u00e0 moderna: elettricit\u00e0, acqua corrente, vasche con l&#8217;idromassaggio. Tutto questo \u00e8 la loggia di Mfuwe, fiore all&#8217;occhiello di questa ricca offerta per i visitatori, nello specifico\u00a0collocata\u00a0tra le due lagune barbaglianti che fanno da porta d&#8217;ingresso al parco. Cinque stelle ed una fama rinomata.\u00a0La Bushcamp Company, al giorno d&#8217;oggi, \u00e8 una vera istituzione di quel tipo di attivit\u00e0\u00a0che viene comunemente definita eco-turismo, consistente nel recarsi ad osservare gli animali proprio laddove nascono, crescono ed esplorano le gioie della vita sotto il Sole. E quando hai\u00a0un sito Internet visitato da ogni parte del mondo, con migliaia di recensioni positive sui portali\u00a0rilevanti\u00a0e\u00a0un canale di YouTube da quasi 10 milioni di visualizzazioni, vuol dire che non soltanto tutti ti conoscono, ma apprezzano lo stile infuso in ci\u00f2 che fai. Safari, del resto, \u00e8 una parola\u00a0Swahili che significa &#8220;marciare&#8221; e fin troppo spesso l&#8217;attivit\u00e0 che si associa a questo punto fermo del vivere africano \u00e8 quella condotta al volante di veicoli, ingombranti e rumorosi, tutt&#8217;altro che adeguati per godersi il ritmo ed il silenzio di questi luoghi remoti. Mentre qui, nello Zambia meridionale, vige ancora la regola dei primi naturalisti e colonizzatori, che consisteva semplicemente nell&#8217;uscire dalla porta del tuo alloggio, di buona lena, e mettersi le gambe in spalla, fino alla laguna piena di ippopotami, coccodrilli, leoni e iene. Nonch\u00e9 ovviamente lui, il gigante buono per suprema eccellenza, l&#8217;individuo con proboscide che (dicono) non si scorder\u00e0 di te.<br \/>\nMa cos\u00ec come noi, turisti, camminiamo in giro per il <em>bush<\/em>, cos\u00ec da parte sua ha da sempre fatto pure l&#8217;elefante, alla ricerca di nuove fonti verdeggianti di sostentamento vegetale che tendenzialmente, vista la sua mole e grande fame, non durerebbero\u00a0altrimenti molto a lungo. Piante\u00a0come l&#8217;albero del mango selvatico (<em>Cordyla africana<\/em>) che si dice si trovasse, fin dall&#8217;origine, alla fondazione della loggia di Mfuwe, alla maniera degli arbusti\u00a0sacri\u00a0di citt\u00e0 o castelli della\u00a0fantasy contemporanea. Ora, non \u00e8 detto che l&#8217;importanza di questo luogo, per una particolare famiglia di pachidermi locali, fosse gi\u00e0 evidente all&#8217;epoca dell&#8217;edificazione. Pu\u00f2 darsi che allora, la vecchia matriarca Wonky Tusk (zanna sbilenca) non avesse ancora avuto l&#8217;occasione di sperimentare un tale gusto sopraffino, oppure che semplicemente, temporaneamente\u00a0impegnata con i suoi seguaci in qualche remota peregrinazione, non si fosse premurata di mandare un telegramma al capo dei cantieri. Fatto sta che all&#8217;improvviso, da un tramonto all&#8217;alba metaforica del nuovo Tempo, attorno a tale regal\u00eca fruttata fossero\u00a0sorte una certa quantit\u00e0 di barriere, di quel tipo che i piccoli bipedi tendono a definire &#8220;muro&#8221;. Mentre gli elefanti, se pure le notano, ci fanno poco caso. Stolidamente vanno per la propria strada, passandoci accanto, o se magari ne hanno voglia e modo, persino\u00a0attraverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18221\" aria-describedby=\"caption-attachment-18221\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4TV2-mv5yKE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18221\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18221 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Mfuwe-Lodge-500x313.jpg\" alt=\"Mfuwe Lodge\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Mfuwe-Lodge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Mfuwe-Lodge.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18221\" class=\"wp-caption-text\">La questione \u00e8 stata fatta oggetto d&#8217;innumerevoli spezzoni documentaristici e programmi Tv, tra cui questo breve video del National Geographic.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La visita annuale degli elefanti alla loggia di Mfuwe \u00e8 ormai una tradizione rinomata, come una sorta di rituale iniziatico per chiunque vada a lavorare in questo luogo pi\u00f9 unico che raro. Mentre, immagino, ai turisti possa capitare\u00a0di visionarla solo per un colpo di fortuna, visto come si tratti di\u00a0un&#8217;evento dalla cadenza cronologica che pu\u00f2 variare, sulla\u00a0base di\u00a0quando alla citata regina-elefantessa, conduttrice della societ\u00e0 matriarcale tipica della sua gen\u00eca, venga\u00a0quel particolare &#8220;languorino&#8221; oppure il desiderio di provare ancora una volta\u00a0il vecchio\u00a0percorso d&#8217;escursione immagazzinato, assieme a molti altri,\u00a0nella sua capiente corteccia cerebrale. E il fatto \u00e8 che tra l&#8217;altro, l&#8217;albero che dona il frutto delizioso sia tutt&#8217;altro che recintato, risultando accessibile da tutti i lati, tranne quello della lobby della loggia, guarda caso, scelto ogni singola volta da quest&#8217;ospite particolarmente impegnativa. La famiglia di Wonky, infatti, si compone\u00a0a seconda dei casi di almeno altri due esemplari adulti, oltre a un numero variabile di cuccioli, sempre pronti ad addormentarsi a seguito dell&#8217;agognato pasto, diventando l&#8217;equivalente pi\u00f9 grazioso di una sostanziale bomba ad orologeria. Nell&#8217;agosto del 2015, occasione mostrata nel video di apertura per esempio, al seguito del gruppo c&#8217;era anche un quasi neonato, potenzialmente\u00a0il singolo\u00a0animale pi\u00f9 pericoloso dell&#8217;intera savana. Gli elefanti inferiori all&#8217;anno di et\u00e0 sono infatti del tutto scoordinati e incapaci di procurarsi il cibo senza aiuto, nonch\u00e9\u00a0nei fatti dipendenti dai propri genitori e\/o compagni di branco, che diventano (comprensibilmente) molto\u00a0protettivi nei loro confronti. E nonostante l&#8217;opinione collettiva li consideri animali estremamente buoni e pacifici, sopratutto perch\u00e9 erbivori, gli elefanti sono e restano piuttosto imprevedibili, pi\u00f9 o meno come qualsiasi altro animale selvatico il cui ambiente \u00e8 stato invaso dagli umani. In Kenya, in particolare, l&#8217;attacco reiterato dei campi coltivati da parte di branchi di elefanti di passaggio ha portato a notevoli tensioni sociali e politiche, fino al punto estremo dei contadini locali che impugnano le armi da fuoco, per contribuire, stavolta necessariamente, allo sterminio scriteriato di questi magnifici animali. Del resto, come potresti fare tu, amante a distanza\u00a0della spropositata natura africana, a fermare un pachiderma?<\/p>\n<figure id=\"attachment_18220\" aria-describedby=\"caption-attachment-18220\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/C9gzAcekEdA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18220\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18220 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Elephants-breaking-fences-500x313.jpg\" alt=\"Elephants breaking fences\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Elephants-breaking-fences-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Elephants-breaking-fences.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18220\" class=\"wp-caption-text\">Il tormento e la proboscide, la furia e l&#8217;estasi della rovina.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci hanno provato in molti modi, e questo video caricato da\u00a0Lauren Evans, PhD dell&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge, \u00e8 una prova tecnica del risultato dato da uno dei metodi pi\u00f9 popolari: l&#8217;impiego di recinzioni elettrificate. L&#8217;efficacia, come si pu\u00f2 facilmente osservare, risulta alquanto discutibile. La massa e il peso dell&#8217;elefante africano medio,\u00a0nella realt\u00e0 dei fatti, raggiungono eminenze tali che il suo semplice procedere ad un ritmo abituale, stolidamente indefesso nei confronti della supposta barriera, risulta sufficiente a sradicarne qualsivoglia punto di ancoraggio al suolo. Ancora\u00a0prima che il dolore della\u00a0scossa riesca ad oltrepassare la sua dura scorza, il pachiderma \u00e8 in genere passato dall&#8217;altra parte, pi\u00f9 arrabbiato ed affamato di prima. Inoltre il pachiderma medio ha un&#8217;intelligenza comparabile a quella di alcuni primati (ad esempio, pu\u00f2 riconoscersi allo specchio) e l&#8217;ausilio di un&#8217;appendice di manipolazione tutt&#8217;altro che trascurabile, la sofisticata proboscide, che pu\u00f2 aprire cancelli, frugare tra gli scarti, rovesciare i carichi pronti al prelievo. Un branco di elefanti\u00a0che ti viene a fare visita, preziosa risorsa turistica nel caso della loggia di Mfuwe, pu\u00f2 trasformarsi nell&#8217;incubo di chi quei luoghi deve coltivarli, per sopravvivere e guadagnarsi il pane quotidiano. Cos\u00ec, non \u00e8 davvero possibile fare alcunch\u00e9 di nulla?<br \/>\nBeh, esiste una possibile, sperimentale soluzione. Nel 2013 la dott.\u00a0Lucy King, lavorando presso la fondazione Save the Elephants, ha concepito un nuovo approccio al contenimento della problematica dei pachidermi senza il senso della propriet\u00e0 privata, che gli ha consentito\u00a0tra le altre cose di aggiudicarsi\u00a0l&#8217;annuale\u00a0premio St. Andrews per la Conservazione dell&#8217;Ambiente. La sua idea nasce da un&#8217;osservazione sul campo che si sta rivelando, a seguito di test approfonditi, veramente risolutiva: gli elefanti hanno, istintivamente, una paura folle delle api. Il miglior modo per indurli a cambiare strada sarebbe dunque, nella usa opinione, la costruzione sistematica di speciali barriere in legno e paglia, all&#8217;interno delle quali verranno posti degli alveari equidistanti, sfruttati tra l&#8217;altro per la produzione del prezioso miele. Davvero: sul sito della fondazione <a href=\"http:\/\/elephantsandbees.com\/beehive-fence\/\" target=\"_blank\">c&#8217;\u00e8 persino il manuale informativo<\/a>. Il concetto \u00e8 molto pi\u00f9 pratico di quanto potrebbe sembrare, soprattutto perch\u00e9 l&#8217;apicultura viene praticata da generazioni presso\u00a0la maggior parte dei popoli africani, e molti degli stessi agricoltori vittime delle invasioni distruttive sono in effetti gi\u00e0 forniti di almeno un&#8217;arnia o due. Sarebbe soltanto una questione, dunque, di scegliere il male minore. Cambiare in parte le proprie abitudini, investendo\u00a0maggiormente in\u00a0un&#8217;industria considerata ingiustamente secondaria, piuttosto che soccombere sotto il peso di chi altrimenti,\u00a0il proprio percorso non lo devier\u00e0 mai. C&#8217;\u00e8 molto di pi\u00f9 in gioco, che la semplice ora del t\u00e8 inglese in prestigiose localit\u00e0 turistiche,\u00a0quando la\u00a0sopravvivenza\u00a0di un&#8217;intera specie, a torto o ragione, diventa l&#8217;opposto della convivenza uomini-animali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Vuoi dire che ho dovuto rinunciare al mio t\u00e8 di met\u00e0 pomeriggio coi biscotti soltanto a causa di QUESTO?&#8221; Un mango&#8230;Profumato. Si tratta di\u00a0un problema endemico di questi luoghi, il che tra l&#8217;altro non significa che debba definirsi anche usuale, una roba insomma, che succede a giorni alterni. Per fortuna. 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