{"id":18174,"date":"2015-09-05T07:48:23","date_gmt":"2015-09-05T05:48:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18174"},"modified":"2015-09-05T07:57:42","modified_gmt":"2015-09-05T05:57:42","slug":"linsolito-castello-errante-di-hirosaki","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18174","title":{"rendered":"L&#8217;insolito castello errante di Hirosaki"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/EQqhOV4eweA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18175\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18177 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Hiroaki-Castle-500x313.jpg\" alt=\"Hirosaki Castle\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Hiroaki-Castle-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Hiroaki-Castle.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un roboante cigol\u00eco, il tetto che pare oscillare per qualche momento delicato. Le bandiere col sigillo del clan, la svastica di Buddha (non certo quell&#8217;altra,\u00a0invertita nel significato e nella forma) che oscillano nel vento, mentre gli uccelli si alzano in volo dalle tegole del maestoso edificio, del peso approssimativo\u00a0di 400 tonnellate. La gente presente allo svolgersi di questa scena, pi\u00f9 unica che rara, si lancia in un grido spontaneo d&#8217;entusiasmo, mentre l&#8217;edificio compie il primo passo del suo viaggio, destinato a dislocarlo dall&#8217;antica sede per un periodo stimato di 20 anni. Ma i\u00a0castelli viaggiatori, ce lo insegna Miyazaki, hanno questa strana abitudine di dimenticare loro stessi, e perdersi in mezzo alle pieghe del possibile o diverso.\u00a0Come petali che fluttuano\u00a0nel vento.<br \/>\nCosa potrebbe mai\u00a0aver ispirato i fieri\u00a0samurai dell&#8217;epoca delle guerre civili del Giappone, costruttori di simili\u00a0meraviglie architettoniche, se non il fiore rosa di ciliegio&#8230;\u00a0Che ogni anno, tra aprile e maggio, cessa di crescere, lasciando l&#8217;albero per colorare il suolo. Ma il suo sacrificio torna utile alla collettivit\u00e0.\u00a0Perch\u00e9 il tronco, nuovamente\u00a0rafforzato, si prepara ad affrontare le secchezze dell&#8217;estate, il gelo dell&#8217;inverno e poi tornare, al sorgere del nuovo sole stagionale, a stupirci con la sua bellezza trascendente. O almeno cos\u00ec devono pensarla\u00a0le decine di migliaia di visitatori, che ogni anno si recano in tale occasione presso il famoso parco\u00a0di Hirosaki nell&#8217;omonima e fiorente cittadina, non distante dalla metropoli di Aomori sita nel nord dello Honshu, l&#8217;isola pi\u00f9 grande del Giappone. Luogo che ospita diverse meraviglie:\u00a0l&#8217;albero di ciliegio piangente (<em>Prunus spachiana<\/em>)\u00a0pi\u00f9 antico del paese, dell&#8217;et\u00e0 di 120 anni,\u00a0reso celebre da alcune\u00a0stampe dell&#8217;artista\u00a0Shiko Munakata (1903-1975) assieme a\u00a02600 dei suoi ben pi\u00f9 tipici fratelli coi rami rivolti verso l&#8217;alto, ciascuno di essi un significativo contributore di quello che \u00e8\u00a0una delle\u00a0<em>hanami<\/em> (feste dell&#8217;osservazione dei fiori) pi\u00f9 note del paese, in grado di attrarre turisti e curiosi da ogni parte del mondo. Ma soprattutto i tre svettanti piani del castello omonimo al centro abitato, antico seggio del clan feudale degli Tsugaru, discendenti da un ramo periferico dell&#8217;antica famiglia degli shogun Minamoto (dinastia &#8211; 1192,1333) prerogativa che\u00a0tendevano a vantare quasi tutti i grandi samurai, ai tempi del Sengoku (paese in guerra &#8211; 1478, 1605). E del resto questo non era certamente\u00a0insolito, in un paese in cui lo stesso\u00a0Imperatore attuale pu\u00f2 tutt&#8217;ora\u00a0provare\u00a0di discendere direttamente dal mitico fondatore Jimmu Tenno (regno &#8211; 660,585 a.C.) e ancor prima di lui, dalla dea del Sole Amaterasu, presente alla creazione stessa dell&#8217;unica Terra emersa sacra per gli shintoisti.<br \/>\nE bench\u00e9 Oura Tamenobu, il primo daymio (signore feudale) appartenente a\u00a0quest&#8217;ennesima\u00a0gen\u00eca di seguaci ed attendenti, in teoria, spietati dominatori, nei fatti,\u00a0fosse nato &#8220;soltanto&#8221; nel 1550 la sua opera fu pi\u00f9 che sufficiente a dare origine ad un altro resistente filo, che riusc\u00ec ad estendersi fino all&#8217;abolizione del sistema feudale a seguito della Restaurazione Meiji del 1869. Questo perch\u00e9 costui, oltre che un abile condottiero, seppe dimostrarsi un valido interprete del ruolo del ciliegio, che resiste ai terremoti, alle inondazioni, alle tempeste. Per tornare sempre nuovamente a rifiorire, pi\u00f9 limpido e resistente di com&#8217;era prima. La prima volta nel 1590 quando, ancora\u00a0al servizio del signore di Nanbu e tramite lui del taiko Hideyoshi Toyotomi, seppe distinguersi durante l&#8217;assedio del castello di Odawara, sconfiggendo assieme ai suoi fedeli soldati le ultime salde rimanenze dell&#8217;antico clan degli Hojo. Annientato senza remore, dopo secoli di storia, in quel tempo e luogo ben precisi, come del resto lo sarebbe stato, a sua volta nel 1600, la stessa coalizione al servizio nominale\u00a0dell&#8217;unico erede dello\u00a0stesso Hideyoshi, Hideyori Toyotomi, a seguito dell&#8217;epocale battaglia di Sekigahara. Occasione, questa, che avrebbe dato inizio alla lunga epoca di pace sotto l&#8217;egida dei Tokugawa, nel corso della quale, nuovamente il primo signore di Hirosaki seppe gravitare dalla parte dei vincenti, abbandonando il suo vecchio signore in cambio di una rendita di\u00a0100,000 koku. Uno stipendio tanto significativo, da giustificare la creazione di un nuovo clan, gli\u00a0Tsugaru, e con loro di un supremo\u00a0bene immanente, una fortezza che avrebbe eternamente legato questo\u00a0nome a un luogo; immutabile, inamovibile, per sempre saldamente collocata. Almeno nell&#8217;idea di origine. Ma il tempo ha questa strana abitudine, di mutare i presupposti e i condizionamenti&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, di terremoti abbiamo gi\u00e0 parlato, ed in effetti come tutti sanno quell&#8217;evento ambientale particolarmente sgradito \u00e8 tra le principali prerogative del paese\u00a0posto a oriente della Cina e la Corea. Qui, dove i draghi del mondo si agitano senza posa, e neanche un flusso ininterrotto di preghiere pu\u00f2 portare alla salvezza di un paese, di certo furono molti i fieri castelli abbattuti da un sommovimento, ridotti in macerie senza remore dall&#8217;ira degli dei. Mentre l&#8217;Hirosaki, dal canto suo, nacque con un diverso tipo di sfortuna. Costruito originariamente attorno ad un torrione (<em>tenshu<\/em>) di ben cinque piani, fu colpito da un fulmine soltanto 16 anni dopo il suo completamento, nel 1627, ed esplose letteralmente quando le fiamme raggiunsero il magazzino della polvere da sparo. Da qui inizi\u00f2 un lungo periodo di abbandono, che sarebbe durato fino 1810, quando il nono <em>daimyo<\/em> del clan,\u00a0Tsugaru Yasuchika (1765-1833) arricchitosi grazie alla sua mansione di magistrato delle isole Kurili, finalmente dispose di risorse sufficienti per ricostruirlo, bench\u00e9 pi\u00f9 piccolo (&#8220;soli&#8221; tre piani) e privo delle sue mansioni prevalentemente belliche dell&#8217;epoca feudale. La nuova torre principale dell&#8217;Hirosaki era pi\u00f9 che altro un simbolo, la rappresentazione di un ideale battagliero ormai rinfoderato, eppure ancora vivido nella memoria dei suoi discendenti. Nel 1937, quindi, il castello venne inserito nel catalogo dei beni nazionali, status che non bast\u00f2 a salvarlo dalla\u00a0sottrazione del bronzo usato nelle sue decorazioni, requisito dall&#8217;esercito imperiale per farne armi ed aeroplani. Nel 1950, sopravvissuto persino\u00a0a tali dure prove il castello fu infine donato al governo dai discendenti dell&#8217;ultimo signore feudale degli Tsugaru, affinch\u00e9 ne fosse tratto un parco d&#8217;interesse culturale. In questo stato, il sito sopravvive ancora.<br \/>\nMa il pi\u00f9 grande problema del castello, paradossalmente, sarebbe stata l&#8217;avidit\u00e0 degli uomini, o la furia della natura, bens\u00ec la sua stessa collocazione. Collocato da secoli in prossimit\u00e0 di un caratteristico fossato, il suo peso ha gravato su di un terrapieno rinforzato, fino al punto che, senza un qualche tipo d&#8217;intervento, il suo destino pareva\u00a0diventare l&#8217;equivalente giapponese della nostrana torre di Pisa. Finch\u00e9 all&#8217;amministrazione comunale non venne l&#8217;idea&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/f7QXIW09jlk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18175\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18175 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Hiroaki-Castle-2-500x313.jpg\" alt=\"Hirosaki Castle 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Hiroaki-Castle-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Hiroaki-Castle-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SPOSTARE un castello? Possibile? Tutto lo \u00e8&#8230; Non si tratta certamente di un concetto totalmente nuovo. La storia dell&#8217;architettura \u00e8 piena di episodi simili, con ricchi industriali o imprenditori\u00a0che acquistano a prezzo salato qualche rudere dismesso della vecchia Europa, quindi, come ulteriore dimostrazione d&#8217;opulenza, lo fanno smontare mattone per mattone, al fine di spostarlo nelle proprie propriet\u00e0 d&#8217;oltralpe, oltremanica, quando non addirittura, oltroceano. Mentre\u00a0la caratteristica particolare di quest&#8217;impresa meno distruttiva \u00e8 il mantenimento dell&#8217;intero edificio integro, durante l&#8217;intero corso dell&#8217;operazione. Il castello, dunque, sar\u00e0 spostato di ben 79 metri, attraverso un sistema di cric pneumatici e rotaie, presso un sito dove rimarr\u00e0, secondo i programmi, fino al 2021. Viene da chiedersi, a tale proposito,\u00a0quali complessi interventi abbiano intenzione di compiere a sostegno delle antiche fondamenta in un periodo tanto lungo, o se piuttosto, la scelta di allungare i tempi sia pi\u00f9 strategica che funzionale. Un castello &#8220;spostato&#8221; soprattutto con l&#8217;attenzione internazionale che sta attraendo l&#8217;impresa, attira certamente pi\u00f9 curiosi, che contribuiranno cos\u00ec\u00a0alla principale risorsa della cittadina di Hirosaki, il turismo. Particolarmente famosa, ancor pi\u00f9 nella sua accezione della vicina capitale di prefettura Aomori, \u00e8 ad esempio la festa annuale del Neputa, durante la quale vengono fatti trainati a braccia\u00a0per le strade cittadine alcuni grandi carri allegorici vivacemente illuminati, raffiguranti gli antichi guerrieri di questa regione. O che dovrebbero rappresentare\u00a0in alternativa, soprattutto secondo nell&#8217;accezione locale, la personificazione ingigantita delle lanterne galleggianti di 400 anni fa, che gli agricoltori locali rilasciavano lungo il corso dei\u00a0fiumi d&#8217;estate, per un rituale ritenuto utile ad allontanare la stanchezza.<br \/>\nEd \u00e8 interessante notare come permanga\u00a0un qualcosa di questa tradizionale visione operativa, a misura d&#8217;individuo, persino nella grande impresa tecnica di spostare un carico potenzialmente instabile di 400 tonnellate.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/IP-QKtVp9H4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18176\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18176 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Hiroaki-Castle-3-500x313.jpg\" alt=\"Hirosaki Castle 3\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Hiroaki-Castle-3-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Hiroaki-Castle-3.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto \u00e8 iniziato a met\u00e0 dello scorso agosto, con una cerimonia tenutasi alla presenza del sindaco, in abito tradizionale, e un gruppo di bambini in festa, ciascuno doverosamente fornito di un ventaglio con la figura di una qualche <em>mascotte<\/em>\u00a0da cartone animato, come si conf\u00e0 ad una qualunque prefettura giapponese che si rispetti. Da una rapida ricerca, il pupazzetto in questione non sembrerebbe conformarsi all&#8217;estetica della <a href=\"http:\/\/www.brainpickings.org\/2011\/07\/06\/fuzz-and-fur-japanese-mascots\/\" target=\"_blank\">fatina tondeggiante Ikubee<\/a>, il simbolo di Aomori, bench\u00e9 simili creature, come quelle reali, siano soggette a numerose evoluzioni e metamorfosi, quindi tutto \u00e8 possibile. Completata la danza propiziatoria, il castello \u00e8 stato quindi sollevato dalle fondamenta tramite l&#8217;impiego di un sistema sincronizzato di <em>jacks<\/em> (versioni maggiorate dell&#8217;attrezzo che noi impieghiamo per cambiare una ruota all&#8217;auto) e l&#8217;aggiunta progressiva di <em>cribs,\u00a0<\/em>ovvero uno strato di materiali sovrapposti, generalmente di legno, simili a quelli impiegati per lo spostamento delle case prefabbricate statunitensi, come mostrato a pi\u00f9 riprese nel popolare programma Tv dell&#8217;History Channel,\u00a0Mega Movers. La scelta di una sostanza cos\u00ec relativamente poco resistente rispetto, ad esempio, a\u00a0uno spessore in travature d&#8217;acciaio, \u00e8 dovuta non soltanto alla maggiore maneggevolezza, ma anche al rumore udibile di un eventuale cedimento, con la finalit\u00e0 di sostituire il singolo &#8220;mattoncino&#8221; prima del verificarsi\u00a0di un irrecuperabile disastro. Il metallo trova invece impiego nella creazione delle vere e proprie rotaie costruite per spostare il castello, dinnanzi alle quali potranno porsi, verso la seconda met\u00e0\u00a0di settembre, alcuni cittadini,\u00a0sorteggiati tra i paganti della tassa comunale, che potranno contribuire a tirare delle corde dando il loro contributo allo spostamento, che verr\u00e0 portato a termine verso la fine di Ottobre.<br \/>\nChiamati a questo compito, costoro potranno quindi rivivere la sensazione di contribuire al bene collettivo, agevolando la conservazione di un antico bene pi\u00f9 che mai tangibile, come i loro concittadini che ogni anno, ormai da secoli, spingono innanzi i carri variopinti del Neputa. Usando un termine di paragone pi\u00f9 vicino a noi, sarebbe\u00a0attraente paragonarli anche ai facchini\u00a0che sollevano letteralmente la\u00a0macchina di Santa Rosa a Viterbo,\u00a0di altezza addirittura doppia\u00a0(27-30 metri contro i 14,4 del castello di Hirosaki) ma un peso di &#8220;appena&#8221; 5 tonnellate.<br \/>\nPerch\u00e9 la lezione che i giapponesi moderni traggono dall&#8217;epoca dei samurai, dopo tutto, \u00e8 soprattutto questa: che l&#8217;individuo da solo pu\u00f2 portare alle rivoluzioni, ma non senza il sostegno del suo clan. E dove non arrivano la mente sagace, lo studio della strategia, della politica, le doti di carisma personali, pu\u00f2 giungere l&#8217;invincibile legame del <em>nakama<\/em> (amici, gruppo dei colleghi, clan) pi\u00f9 forte ancora di quello del sangue ereditato. L&#8217;unica forza in grado di costruire i castelli. Nell&#8217;iconografia moderna, non a caso ricorre questa immagine, della fortezza che si anima, per muoversi dalla sua antica sede come una sorta di <em>aedificium ex machina<\/em>, salvandoci quando tutto pareva ormai perduto. Nel cartone animato del 1982 Macross (adattato per l&#8217;Occidente come parte della saga multimediale di\u00a0Robotech) addirittura la fortezza spaziale, usata dalla razza umana ormai sperduta nei suoi viaggi interstellari, giungeva a\u00a0trasformarsi in un gigantesco robot antropomorfo, in grado di combattere i nemici alieni nei momenti di crisi. E se pure l&#8217;Hirosaki sta raggiungendo la sua nuova sede con tutte le cautele e la lentezza del caso, 20 anni sono abbastanza perch\u00e9 possa succedere qualunque cosa. Chiss\u00e0 come, e se, ci torner\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un roboante cigol\u00eco, il tetto che pare oscillare per qualche momento delicato. 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