{"id":18150,"date":"2015-09-02T07:29:28","date_gmt":"2015-09-02T05:29:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18150"},"modified":"2015-09-02T07:34:34","modified_gmt":"2015-09-02T05:34:34","slug":"il-drone-da-54-rotori-che-solleva-facilmente-una-persona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18150","title":{"rendered":"Il drone da 54 rotori che solleva facilmente una persona"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/t5JgnMJzCtQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18151\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18153\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/The-Swarm-500x313.jpg\" alt=\"The Swarm\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/The-Swarm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/The-Swarm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un mondo, questo, in cui le persone volano senza nemmeno faticare. Nel quale l&#8217;energia potenziale di una piccola batteria al litio, se montata in serie con le consorelle, sposterebbe le montagne. E non c&#8217;\u00e8 una vera ragione pratica, dinnanzi ai nostri occhi, per pensare che quello che \u00e8 venuto\u00a0&#8220;prima&#8221; condizioni il passo del nostro domani. Cos\u00ec \u00e8 nel settore dell&#8217;ingegneria applicata, come in quello dell&#8217;evoluzione dei linguaggi.\u00a0Guardate:\u00a0lo stesso\u00a0Gasturbine101, il\u00a0coraggioso inventore che qui vediamo impegnato nel sollevarsi da terra in ci\u00f2 che lui chiama The Swarm (Lo Sciame) ha fatto molto per\u00a0condurre ad un progresso parallelo in tutti e due i campi. Il primo, in quanto mai si era vista questa scena, di un essere umano sollevato da terra, per il momento fino ad un&#8217;altezza di circa 3 metri, a bordo di una slitta metallica con l&#8217;ombrellino trasparente in policarbonato, mentre attorno a lui ronzano selvagge\u00a0quattro dozzine di eliche taglienti come dei rasoi. Il secondo&#8230;<br \/>\nPerch\u00e9 l&#8217;impiego corretto di questa parola, drone, almeno stando al senso comune, dovrebbe essere estremamente specifico, e riferirsi ad un particolare tipo di aeromobile rigorosamente telecomandato. Finch\u00e9 recentemente\u00a0ed in funzione della\u00a0sua etimologia di origine misteriosa,\u00a0questo\u00a0termine, alla maniera di quanto avvenuto in precedenza\u00a0per &#8220;robot&#8221; (che fu neologismo\u00a0cecoslovacco nel 1920) ha attraversato una serie di migrazioni semantiche, finendo ormai per riferirsi alla vasta maggioranza dei dispositivi volanti, forniti di rotori multipli e pi\u00f9 piccoli di un elicottero convenzionale. Ma qual&#8217;\u00e8, in effetti, il tratto distintivo che pu\u00f2 e\u00a0dovrebbe accomunarli\u00a0tutti quanti? Se l&#8217;avessi chiesto attorno al 2009\/10, ben pochi avrebbero sperimentato la bench\u00e9 minima esitazione: un drone \u00e8 una di quelle armi pilotate a distanza che gli Stati Uniti, senza una formale dichiarazione di guerra, impiegano al fine di\u00a0colpire i bersagli militari in Medio Oriente.\u00a0Persino la versione online del <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/drone\/\" target=\"_blank\">dizionario enciclopedico Treccani<\/a>, al momento in cui scrivo, riporta una simile definizione, di fatto ormai piuttosto superata. Ci\u00f2 in quanto\u00a0nel\u00a0frattempo il drone \u00e8 diventato un prodotto estremamente desiderabile, messo in mostra sui volantini delle catene di elettronica, che domina e scala le classifiche di YouTube, sorvola i luoghi pubblici e inquadra il volto\u00a0dei presenti. Amato, celebrato, molto spesso messo in luce negativa dalla veemente\u00a0controcultura dei nostri tempi. Siamo ormai rassegnati all&#8217;idea che nell&#8217;immediato futuro\u00a0telecamere private giungeranno a sorvolare i nostri gesti pi\u00f9 o meno pubblici, inviandone le immagini ai vicini, il datore di lavoro, Google e il governo. Quello che ancora non sapevamo, perch\u00e9 era in effetti impossibile da prevedere, \u00e8 che persone fisiche potrebbero trovarsi addirittura a bordo delle piattaforme propriamente dette, senza pi\u00f9 bisogno d&#8217;impiegare un semplice telecomando. Ma allora\u00a0non dovremmo dire che si tratta di elicotteri? Ecco&#8230;Il cerchio ormai si \u00e8 chiuso, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Diminuendo, per ciascun passaggio dal punto di partenza, la barriera economica da superare per spiccare il volo. E bench\u00e9 possa sembrare incredibile a pensarci, nello Sciame di Gasturbine101 non c&#8217;\u00e8 un singolo elemento, tra propulsione, elettronica e alimentazione, che sia stato acquistato in altro luogo che un fornitore di componentistica per aeromodelli o droni come quello, citato espressamente nella descrizione, del celebre produttore hongkongese Hobby King. Sostanzialmente, l&#8217;aeromobile\u00a0\u00e8 in grado di alzare il suo pieno carico di 164 Kg, mantenendosi pi\u00f9 o meno stabile, grazie all&#8217;attivazione contemporanea dei suoi 54 motorini elettrici, di cui 28 ruotano in un senso, 28 nell&#8217;altro. Collegati in sequenze di 9 ciascuno e dotati di altrettante batterie indipendenti, ottenendo sostanzialmente la versione ridondante di un comune esacottero, ovvero un qualcosa di facilmente controllabile da uno stabilizzatore con accelerometri di fascia media. Si, avete capito bene: quest&#8217;uomo sta affidando la sua stessa vita ad un piccolo computer comprato su Internet, dal costo approssimativo di una ventina di Euro. E in fondo, volando ancora a quote tanto basse, che cosa mai potrebbe andare storto? Mmmmh!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E bench\u00e9 l&#8217;istintiva diffidenza verso gli occhi che ci scrutano nei cieli (come se avessimo chiss\u00e0 che da nascondere!) e il rumore oggettivamente fastidioso\u00a0del quadricottero\u00a0medio, abbia portato ad alcuni molto pubblicizzati eccessi, come quello della compagnia americana che si \u00e8 messa a produrre cartucce per fucili a canna liscia progettate appositamente per &#8220;abbattere i droni del vicino&#8221; (ma perch\u00e9, quelle normali non andavano bene?) o i numerosi\u00a0articoli sensazionalisti scritti sul diciottenne del Connecticut che a luglio aveva montato una pistola in grado di sparare dal\u00a0suo velivolo\u00a0radiocomandato, c&#8217;\u00e8 almeno un singolo problema serio per la sicurezza nato dal diffondersi di un simile dispositivo, che prende il nome tecnico di <em>flyaway<\/em>.<br \/>\nChiunque abbia usato un PC per un tempo almeno medio, ben conosce la problematica del cosiddetto freeze: quando il sistema, all&#8217;improvviso e senza nessun tipo di preambolo, subisce una disfunzione del suo hardware e dimentica, letteralmente, ci\u00f2 che stava facendo. L&#8217;immagine si immobilizza, il mouse non risponde, addirittura il suono, se si stava guardando un film\u00a0o giocando con un videogioco, resta fisso su una sola nota penetrante. A quel punto, l&#8217;unica maniera per spegnere \u00e8 intervenire direttamente sul pulsante di alimentazione. E tale problematica pu\u00f2\u00a0palesarsi, e lo fa piuttosto spesso, anche nei\u00a0computer che si occupano di svolgere mansioni importanti, come direzionare il passo di un veicolo o un macchinario pesante. Per questo, esistono le ridondanze: nessun aereo di linea, o elicottero commerciale, al sopraggiungere di un guasto\u00a0del suo pilota automatico finisce per dirigersi immediatamente verso il suolo. Ed anche se fosse, il pilota pu\u00f2 sempre disinserirlo e procedere\u00a0manualmente. Ma dal\u00a0concetto stesso di un drone, costruito secondo\u00a0la tecnologia moderna, \u00e8\u00a0inscindibile il cuore che si occupa di mantenerlo equilibrato in volo, quel gi\u00e0 citato cervello fornito di una qualche versione\u00a0digitalizzata del buon vecchio giroscopio. E se proprio quello dovesse smettere di funzionare su di un dispositivo con una persona a bordo, possono succedere cose molto peggiori che lo spegnimento improvviso dei motori dall&#8217;altezza di pochi metri:<\/p>\n<figure id=\"attachment_18151\" aria-describedby=\"caption-attachment-18151\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1TQQcBWV6Vs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18151\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18151 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Drone-flyaway-500x313.jpg\" alt=\"Drone flyaway\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Drone-flyaway-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Drone-flyaway.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18151\" class=\"wp-caption-text\">Questo \u00e8 l&#8217;ormai famoso drone di Mark Taylor dell&#8217;Arizona, che a causa di un glitch nel suo sistema operativo interpret\u00f2 male, per ben due volte di seguito, il comando ricevuto in fase di decollo. La seconda, come si pu\u00f2 qui facilmente osservare, fu anche l&#8217;ultima.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">I droni fuori controllo sono come dei proiettili: volano verso obiettivi inesistenti, triangolati all&#8217;interno di un GPS svalvolato. Quando la batteria sta per esaurirsi, la maggior parte dei dispositivi maggiormente popolari tentano di ritornare verso il proprietario. Ma che succede se invece di quello, per impostazione inesatta o malfunzionamento, trovano invece una superstrada, una finestra al dodicesimo piano, un falco pellegrino di ritorno verso il nido? Tutte domande alle quali, fortunatamente, non abbiamo ancora avuto modo di rispondere. Bench\u00e9 sia noto, e particolarmente temuto, il classico evento della cosiddetta <em>flip of death<\/em> (giravolta della morte) quella situazione in cui il velivolo si ribalti a 180 gradi e punti dritto verso terra, con conseguenze catastrofiche per la sua integrit\u00e0 strutturale. E c&#8217;\u00e8 un solo posto peggiore in cui trovarsi, a quel punto, che nel luogo\u00a0dell&#8217;impatto, ovvero seduti sopra\u00a0il drone stesso.<br \/>\nMentre le sue 54 eliche partono in ogni direzione, non cos\u00ec diverse da\u00a0altrettanti strali\u00a0lanciati da un ninja assetato di sangue, con soltanto un semplice ombrellino plasticoso e un casco da scooter a difenderci dalla sua furia&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_18152\" aria-describedby=\"caption-attachment-18152\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/niwdfSfLhcs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18152\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18152 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Omni-Hoverboard-Night-500x313.jpg\" alt=\"Omni Hoverboard Night\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Omni-Hoverboard-Night-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/09\/Omni-Hoverboard-Night.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18152\" class=\"wp-caption-text\">Siamo ormai nel 2015. Dov&#8217;\u00e8 il mio jetpack? Dov&#8217;\u00e8 il mio hoverboard? Perch\u00e9 passo ancora il tempo negli ingorghi invece che volare dritto fino al posto di lavoro? Qualcuno, in Canada, ha pensato a noi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 quindi evidente che ci troviamo\u00a0ancora in una fase decisamente preliminare dell&#8217;evoluzione dello Sciame, super-drone adatto solamente ai temerari. Lo stesso\u00a0Gasturbine101 non manca mai d&#8217;inserire, nei video che ha pubblicato nell&#8217;ultimo anno, la chiara dicitura di <em>flight test<\/em>, pi\u00f9 che sufficiente ad identificare l&#8217;ennesima impresa come un mero esperimento, lo scalino intermedio verso un obiettivo che forse, prima o poi, ci stupir\u00e0. E non \u00e8 del resto lui il primo, ad aver pensato a questa associazione sempre pi\u00f9 prossima, tra il sogno e la realt\u00e0, grazie all&#8217;impiego tecnico degli ultimi progressi nei campi dell&#8217;alimentazione e del\u00a0potenziamento\u00a0nei piccoli\u00a0motori elettrici. Molto fece parlare ad esempio, lo scorso maggio, l&#8217;inserimento nel Guinness dei Primati dell&#8217;hoverboard volante dell&#8217;inventore canadese\u00a0Catalin Alexandru Duru, in grado di volare per una distanza di\u00a0275.9 metri ad un&#8217;altezza massima di 6. Che qui possiamo osservare in un video pi\u00f9 recente e suggestivo, girato nel buio della notte sopra un indistinto specchio d&#8217;acqua. Qui stiamo parlando, del resto, di un dispositivo con finanziamenti molto pi\u00f9 significativi, con tanto di un sito web preliminare che gi\u00e0 parla di un brevetto in arrivo. Non sarebbe quindi impossibile, nei prossimi anni, ritrovarci tutti a valutar l&#8217;acquisto di uno skateboard senza ruote, in grado di fluttuare grazie alla sua coppia d&#8217;eliche sopra il mondo di chi \u00e8 intrappolato dalla gravit\u00e0. Con risultati\u00a0certamente pi\u00f9 efficienti, ed utilizzabili nella vita quotidiana, del sempre maggiormente popolare effetto\u00a0Meissner-Ochsenfeld, fondato sull&#8217;impiego dei magneti e semi-conduttori a base di nitrogeno, che invece\u00a0richiede superfici speciali e costruite appositamente per abilitare il volo (nonostante quello che vorrebbe farci credere una nota compagnia di automobili giapponesi).<br \/>\nMa stiamo uscendo dal vicinato: quelli non sono certamente &#8220;droni&#8221;! Giacch\u00e9 resta una caratteristica delle <em>buzz-words<\/em> di marketing quella di non essere cumulabili, cos\u00ec quando permane un&#8217;immagine cos\u00ec immediatamente riconoscibile, come quella resa popolare dal Marty McFly di <em>Ritorno al Futuro &#8211; Parte II\u00a0<\/em> (1989) l&#8217;elemento dominante diventa quello della posizione d&#8217;impiego, non pi\u00f9 il metodo di propulsione.<br \/>\nIl <em><span class=\"foreign\">dr\u00e6n<\/span><\/em>, dopo tutto, ai tempi dell&#8217;idioma proto-germanico altro non era che il maschio dell&#8217;ape, notoriamente pigro ed indolente, perch\u00e9 aspettava il suo turno di accoppiarsi con la regina invece di cercare il polline del quotidiano. Mentre consideriamo per un attimo\u00a0un nome come quello scelto dall&#8217;autore di apertura: The Swarm. Wow, non un&#8217;ape, non due. TUTTO lo sciame! 54 motori laboriosi ed altrettante batterie pronte ad esplodere, con il pilota in mezzo, come un fuco. In mezzo come un vero fico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un mondo, questo, in cui le persone volano senza nemmeno faticare. Nel quale l&#8217;energia potenziale di una piccola batteria al litio, se montata in serie con le consorelle, sposterebbe le montagne. E non c&#8217;\u00e8 una vera ragione pratica, dinnanzi ai nostri occhi, per pensare che quello che \u00e8 venuto\u00a0&#8220;prima&#8221; condizioni il passo del nostro &#8230; <a title=\"Il drone da 54 rotori che solleva facilmente una persona\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18150\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il drone da 54 rotori che solleva facilmente una persona\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[449,393,167,136,889,118,97,354,333],"class_list":["post-18150","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-droni","tag-elicotteri","tag-ingegneria","tag-invenzioni","tag-pericolo","tag-sport-estremi","tag-tecnologia","tag-telecomandi","tag-volo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18150","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18150"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18150\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18157,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18150\/revisions\/18157"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18150"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18150"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18150"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}