{"id":18117,"date":"2015-08-30T07:37:41","date_gmt":"2015-08-30T05:37:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18117"},"modified":"2015-08-30T07:43:28","modified_gmt":"2015-08-30T05:43:28","slug":"larte-di-tagliar-la-carta-innanzi-a-un-pubblico-estasiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18117","title":{"rendered":"L&#8217;arte di tagliare la carta innanzi a un pubblico estasiato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/lWawjN4prMo?t=1m44s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18118\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18120\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Shoraku-kamikiri-500x313.jpg\" alt=\"Shoraku kamikiri\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Shoraku-kamikiri-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Shoraku-kamikiri.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>kamikiri<\/em> che \u00e8, naturalmente, una tecnica tipicamente giapponese. Rinforzando ulteriormente\u00a0lo stereotipo, rigorosamente positivo, secondo cui quel popolo ha prodotto alcuni tra i migliori tecnici della creativit\u00e0, in grado di veicolare i propri sentimenti e l&#8217;immaginazione tramite gli approcci pi\u00f9 diversi. E c&#8217;\u00e8 davvero da meravigliarsi dagli\u00a0oltre 1700 anni di storia del\u00a0paese, non ci \u00e8 mai giunta notizia di un filosofo nel senso puramente occidentale, ovvero un individuo dedito allo studio del pensiero? Quando un\u00a0qualsiasi stato d&#8217;animo\u00a0poteva palesarsi\u00a0tramite l&#8217;impiego di parole in versi, qualche pennellata su\u00a0di un rotolo, la lavorazione del legno, della lacca o dei metalli&#8230;Per non parlare della carta <em>washi<\/em>. Forse in nessun altro luogo si \u00e8 mai trasportata a un tale lido d&#8217;eccellenza l&#8217;ampia variet\u00e0 di stili, approcci e metodi per trasformare un tale bianco materiale, tradizionale frutto delle fibre del gelso o del frumento, in via d&#8217;accesso al mondo della trascendenza. <em>Origami<\/em>: figure tridimensionali create unicamente ripiegando un foglio su se stesso, tra cui la celebre gru, che fabbricata\u00a0mille volte avrebbe dato accesso al paradiso dei buddhisti. <em>Kirigami<\/em>: una creazione che si configura grazie all&#8217;uso delle forbici e talvolta, anche la colla, intagliando configurazioni di un&#8217;estrema complessit\u00e0, come la spettacolare\u00a0<em>kusudama<\/em>, la\u00a0sfera basata sulla ripetizione matematica di un modulo. <em>Pepakura<\/em>: un&#8217;espressione pi\u00f9 moderna della stessa cosa, spesso mirata alla ricostruzione in miniatura di personaggi, veicoli o robot dei cartoni animati. E\u00a0ciascuna di queste, un&#8217;arte frutto non soltanto di una lunga pratica, ma un certo\u00a0periodo d&#8217;impegno\u00a0personale e solitario per ciascuna produzione, affinch\u00e9 tutto sia perfetto, l&#8217;espressione di un sapere antico.<br \/>\nMentre il <em>kamikiri<\/em> \u00e8 follia pura in movimento, frenesia creativa, il senso di creare che diventa ribellione frenetica, contro il senso della\u00a0quotidianit\u00e0 insistente. Un solo uomo, seduto sul riconoscibile\u00a0palco del genere teatrale d&#8217;intrattenimento <em>yose,\u00a0<\/em>che si agita e canta, tenendo in mano due strumenti: un foglio e un paio di forbici estremamente affilate, tramandate nella sua famiglia assieme al c\u00f2mpito e il segreto. Per\u00a0chiamare il pubblico a partecipare di un sublime quanto memorabile divertimento. Funziona cos\u00ec: qualcuno, dai sedili del teatro, chiama una figura, che pu\u00f2 essere naturale\u00a0(animali, piante) tradizionale (un personaggio di qualche dramma o celebre leggenda) o impossibile (l&#8217;uomo invisibile, il vento, &#8220;la nostalgia&#8221;). Al che l&#8217;artista, qualche volta dondolandosi o cantando, altre intavolando un buffo ed insensato monologo, si mette di buona lena, realizzando in pochissimi minuti la sua migliore interpretazione di quanto richiesto. Nessun disegno preparatorio, niente piano operativo. Certamente, ben poco della massima concentrazione e il silenzio a cui si associa normalmente il gesto del creativo; ma alla fine, il risultato&#8230;Parla da s\u00e9! Una delle immagini che non possono mancare in una singola sessione di <em>kamikiri<\/em>\u00a0\u00e8 la fanciulla con il glicine, una figura in kimono, e in genere il cappello, che trasporta sulla spalla un grosso ramo di quel rampicante, possibilmente fiorito. La realizzazione delle foglie e dei fiori, straordinariamente irregolari nelle forme, richiede decine di rotazioni del foglio, mentre colui che opera con sicurezza preternaturale sa comunque molto bene, che un singolo errore pu\u00f2 bastare a rovinare tutto quanto. Ma questo non succede. Incredibilmente, volta dopo volta, un\u00a0maestro del <em>kamikiri<\/em> porta la sua arte fino alle estreme conseguenze, creando dal semplice il complesso, e da qualche minuto d&#8217;intrattenimento, un&#8217;esperienza degna di durare. Colui che vediamo all&#8217;opera nel video di apertura \u00e8 Hayashiya Shoraku (\u6797\u5bb6\u6b63\u697d), terzo del suo nome, vera celebrit\u00e0 nazionale nonch\u00e9 uno dei principali ambasciatori nel mondo di questa suggestiva forma d&#8217;espressione personale. \u00c8 inutile dire, poi, che ne esistono innumerevoli varianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato nel 1948 presso la prefettura di Saitama, il futuro <em>performer<\/em> eredit\u00f2 dal padre i segreti dello stile della sua famiglia, come lui stesso, a partire dal 2000 ha iniziato ad impartirli a suo figlio, oggi noto come\u00a0Hayashiya Niraku (\u6797\u5bb6\u30cb\u697d) anche lui un celebre praticante dell&#8217;arte del <em>kamikiri<\/em>.<em>\u00a0<\/em>Negli spettacoli di quest&#8217;ultimo, tuttavia, almeno per quanto di \u00e8 dato di comprendere attraverso il web, ci si \u00e8 abituati ad un approccio pi\u00f9 moderno e quasi narrativo, mentre i suggerimenti del pubblico vengono messi in secondo piano. Inoltre, innovazione molto significativa, invece che affidarsi al semplice sistema inventato dal padre per mostrare il frutto di tanta fatica agli spettatori (una semplice cartellina trasparente a fondo nero) costui si affida a un ben pi\u00f9 moderno proiettore, la classica lavagna luminosa delle scuole medie e superiori. L&#8217;effetto finale \u00e8 un&#8217;affascinante commistione tra\u00a0ritaglio in diretta ed ombre cinesi, mentre l&#8217;intero spettacolo, piuttosto che susseguirsi disunito di figure, con l&#8217;unico filo conduttore del monologo, diventa una sorta di fumetto interattivo, che pu\u00f2 narrare, ad esempio, una semplice ma suggestiva storia d&#8217;amore:<\/p>\n<figure id=\"attachment_18118\" aria-describedby=\"caption-attachment-18118\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sJ_4uML3vi4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18118\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18118 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Niraku-kamikiri-500x313.jpg\" alt=\"Niraku kamikiri\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Niraku-kamikiri-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Niraku-kamikiri.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18118\" class=\"wp-caption-text\">Su YouTube sono presenti non soltanto spettacoli integrali dei due Hayashiya, ma anche di altri notevoli praticanti della loro stessa arte. <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/results?search_query=%E7%B4%99%E5%88%87%E3%82%8A\" target=\"_blank\">Basta cercare il termine in giapponese \u7d19\u5207\u308a<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere l&#8217;importanza del <em>kamikiri<\/em> nella storia del teatro giapponese, occorre risalire alle sue origini remote. Esisteva in Giappone, fin dal IX e X secolo, l&#8217;usanza per cui i monaci buddhisti itineranti bussassero alla porta dei potenti, per arringarli sui misteri e la portata della somma Via. Facevano, da un punto di vista esterno e spassionato, proselitismo. Un gesto per l&#8217;epoca profondamente innovativo, soprattutto rispetto al <em>modus operandi<\/em> dell&#8217;altra\u00a0disciplina spirituale\u00a0vigente, lo shintoismo, i cui principali sacerdoti\u00a0credevano nell&#8217;ascetismo e la riservatezza, lasciando i propri riservati\u00a0templi solamente in occasione delle processioni e feste di paese (i famosi <em>matsuri<\/em>)<em>. <\/em>Mentre per i seguaci del Grande Veicolo (Mahayana) ogni occasione era buona per industriarsi ad aiutare il prossimo, gesto che includeva, incidentalmente, lunghe spiegazioni su quale fosse il ruolo dell&#8217;Individuo nel Tutto, il modo di vivere e di governare il prossimo. Il che poteva anche essere utile a lungo termine, ma spesso risultava assai noioso. Cos\u00ec nacque l&#8217;usanza, a margine di quei sermoni, d&#8217;includere un segmento buffo e divertente, durante il quale il monaco solitario interpretava anche due o tre personaggi, travolti dai casi imprevisti della vita. Originariamente si trattava di una tradizione soprattutto orale, mentre per avere delle\u00a0testimonianze tangibili\u00a0di questi brani recitati dobbiamo attendere fino al\u00a01213-18, anni della diffusione\u00a0di\u00a0un testo antologico noto come l&#8217;<em>Uji Sh\u016bi Monogatari, <\/em>composto durante il regno degli sh\u014dgun Minamoto.\u00a0 La nascita co\u00e9va di una nuova classe guerriera nel frattempo, quella dei samurai,\u00a0diede per la prima volta la possibilit\u00e0 al signore feudale di rifiutare l&#8217;influenza della chiesa buddhista, vivendo piuttosto secondo gli unici precetti del suo codice confuciano. A quel punto i monaci itineranti dovevano adattarsi, o scomparire. E la loro scelta fu pratica e condivisibile: ampliare la parte fac\u00e9ta dei loro discorsi, facendone una vera e propria forma d&#8217;espressione teatrale definita <em>rakugo <\/em>(la parola che cade) tutt&#8217;ora praticata, per i suoi meriti umoristici e l&#8217;attenta codificazione esecutiva. Nel corso dell&#8217;intero spettacolo c&#8217;\u00e8 un solo attore, inginocchiato sopra una piattaforma ed un cuscino, che dialoga con se stesso, mimando i vari personaggi e cambiando anche il tono della voce. Gli unici attrezzi di scena che gli sono concessi: un ventaglio (<i>sensu)\u00a0<\/i>ed una pezza (<em>tenugui<\/em>). Costui pu\u00f2 spostarsi con le ginocchia ma non alzarsi in piedi;\u00a0ma \u00e8 proprio dalla privazione di strumenti, spesso, che nascono nuove straordinarie forme d&#8217;arte. Secondo un&#8217;usanza oggi meno rispettata, l&#8217;attore avrebbe dovuto chiudere ciascun segmento con l&#8217;esecuzione del gesto che dava il nome all&#8217;intero <em>show,<\/em>\u00a0facendo letteralmente &#8220;cadere la parola&#8221; ovvero lasciando il discorso in sospeso.\u00a0Durante il periodo della pi\u00f9 duratura\u00a0pace e significativi\u00a0mutamenti culturali dell&#8217;epoca Edo (1603-1868) lo <em>yose\u00a0<\/em>in generale, ed il <em>rakugo <\/em>nello specifico, si arricchirono di numerose nuove forme esecutive, tra cui quest&#8217;arte particolarmente originale\u00a0dell&#8217;intaglio su richiesta della carta <em>washi<\/em> da <em>origami<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18119\" aria-describedby=\"caption-attachment-18119\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6dXQeqnAbzk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18119\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18119 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Pikachu-kamikiri-500x313.jpg\" alt=\"Pikachu kamikiri\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Pikachu-kamikiri-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Pikachu-kamikiri.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18119\" class=\"wp-caption-text\">Le tecniche del kamikiri trovano applicazione anche nell&#8217;epoca del post-moderno. Qui possiamo osservare Hayashiya Hana, probabilmente una parente dei due artisti citati, forse figlia e sorella, mentre si applica in Tv nella creazione di ben tre Pok\u00e9mon diversi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;arte del <em>kamikiri<\/em> nasce quindi, fin dalle origini, come attivit\u00e0 teatrale, pensata in modo specifico per l&#8217;interazione diretta del pubblico in sala. Fin dall&#8217;epoca dell&#8217;immediato dopoguerra, tuttavia, fu proprio un portatore del sacro nome degli\u00a0Hayashiya, probabilmente il padre omonimo dell&#8217;attuale Shoraku, a portarla per primo in televisione, all&#8217;interno di telequiz che divent\u00f2 piuttosto famoso. I suoi partecipanti, assieme al pubblico da casa, venivano chiamati ad indovinare il prima possibile quale fosse la forma che stava per essere tratta dalla carta, che appositamente per lo scopo l&#8217;artista cercava di mantenere il pi\u00f9 possibile nebulosa, fino all&#8217;ultimo momento, in cui appariva improvvisamente in tutto il suo splendore. Doveva trattarsi di uno spettacolo particolarmente divertente, soprattutto visto come fosse tratto, essenzialmente, soltanto da un paio di forbici e la carta. Ma taglio di qualcosa, per quanto semplice ed apparentemente privo di significato, ha sempre rivestito un&#8217;importanza primaria nell&#8217;iconografia giapponese.<br \/>\nIndicativo\u00a0\u00e8 l&#8217;episodio della vita del celeberrimo samurai e duellista Miyamoto Musashi (1584-1645) probabilmente esagerato nel romanzo sulla sua vita di\u00a0Eiji Yoshikawa, ma comunque frutto di vere leggende popolari, secondo cui il guerriero si sarebbe recato, in et\u00e0 ancora giovane, a sfidare una vecchia leggenda del combattimento di spada, il grande\u00a0Yagy\u016b Munetoshi, ex-insegnante dello stesso sh\u014dgun Tokugawa. Ottenendo per caso d&#8217;incontrare, in una locanda, un altro spadaccino con lo stesso proposito, che pi\u00f9 volte aveva sfidato quella grande figura, ricevendo in cambio solamente dal maestro un fiore di peonia, considerato a torto un&#8217;offesa. E c&#8217;\u00e8 questa scena memorabile, in cui il giovane Musashi vede per caso tale dono vegetale destinato all&#8217;altro, e riconosce immediatamente il senso e il punto dell&#8217;oggetto: la maniera in cui lo stelo era stato reciso era infatti letteralmente\u00a0perfetta. Chiunque fosse in grado di maneggiare una spada a quel modo era letteralmente destinato\u00a0all&#8217;immortalit\u00e0. Alla fine i due, giovane duellista e vecchio maestro, si sarebbero incontrati, con il secondo\u00a0ormai troppo anziano per\u00a0rispondere alla sfida. Eppure\u00a0l&#8217;esperienza si dimostr\u00f2\u00a0formativa per entrambi, nonch\u00e9 positiva per noi tutti. Perch\u00e9 permise\u00a0il trasferimento alla prossima generazione non soltanto di un modo straordinario di tagliare i fiori, ma della ricca e complessa visione del mondo\u00a0che aveva portato, nel corso dei secoli, a compiere quel gesto, in quel momento, in un simile modo. A cosa potevano\u00a0mai servire, di fronte a una simile lampante verit\u00e0,\u00a0interi tomi di stampo\u00a0aristotelico\u00a0o trattati nello stile di Platone?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il kamikiri che \u00e8, naturalmente, una tecnica tipicamente giapponese. Rinforzando ulteriormente\u00a0lo stereotipo, rigorosamente positivo, secondo cui quel popolo ha prodotto alcuni tra i migliori tecnici della creativit\u00e0, in grado di veicolare i propri sentimenti e l&#8217;immaginazione tramite gli approcci pi\u00f9 diversi. E c&#8217;\u00e8 davvero da meravigliarsi dagli\u00a0oltre 1700 anni di storia del\u00a0paese, non ci \u00e8 &#8230; <a title=\"L&#8217;arte di tagliare la carta innanzi a un pubblico estasiato\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18117\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;arte di tagliare la carta innanzi a un pubblico estasiato\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,307,1153,46,1154,217,247,71,114],"class_list":["post-18117","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-carta","tag-forbici","tag-giappone","tag-kirigami","tag-origami","tag-spettacoli","tag-storia","tag-teatro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18117","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18117"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18117\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18126,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18117\/revisions\/18126"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18117"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18117"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18117"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}