{"id":18109,"date":"2015-08-29T07:18:39","date_gmt":"2015-08-29T05:18:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18109"},"modified":"2015-08-29T07:25:16","modified_gmt":"2015-08-29T05:25:16","slug":"tremate-roditori-perche-ritornano-i-terrier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18109","title":{"rendered":"Tremate roditori, perch\u00e9 ritornano i terrier"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yCsYg82fBeo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18110\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-18110 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Plummer-Terriers-500x313.jpg\" alt=\"Plummer Terriers\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Plummer-Terriers-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Plummer-Terriers.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 grande furbizia del topo \u00e8 stata quella di imparare, con estrema efficacia, la maniera per passare inosservato. Silenziosamente acquattato nelle tane, le intercapedini dei muri, in mezzo alle radici di qualche albero in giardino, attende sempre il suo momento prima di colpire. Rubacchiando il necessario per moltiplicarsi, finch\u00e9 un giorno&#8230; Camminando nella notte per andare al bagno della casa di campagna, non odi nel buio quei passetti che rivelano la verit\u00e0. Ma a quel punto \u00e8 troppo tardi per accontentarsi di mettere\u00a0una trappola. O\u00a0due. Le fondamenta sono una metropoli squittente, che si muove al ritmo di una musica soltanto: masticare, divorare tutto quanto. I danni che i ratti infestanti possono causare alle propriet\u00e0 degli umani sono quasi inconcepibili: tanto per cominciare, non soltanto mangiano fino a saziet\u00e0, ma una parte ancora superiore di vivande le sottraggono, portandole al sicuro nella buca che \u00e8 la loro casa. Sono diabolicamente abili, nel fare\u00a0questo. Ike Matthews, un disinfestatore inglese, raccontava nel suo <em>Full Revelations of a Professional Rat-catcher<\/em> (1898 &#8211; di pubblico dominio e <a href=\"http:\/\/www.gutenberg.org\/files\/17243\/17243-h\/17243-h.htm\" target=\"_blank\">disponibile su Project Gutemberg<\/a>) diversi episodi vissuti durante la\u00a0sua carriera pi\u00f9 che ventennale, tra cui quello di due ratti, ritrovati all&#8217;interno di una cantina, con quindici uova di gallina grosse quanto loro, fatte rotolare fino al ciglio delle scale discendenti, poi letteralmente sollevate\u00a0in qualche modo misterioso e trasportate fino all&#8217;intercapedine presente sotto un&#8217;asse del pavimento. Il suo libro \u00e8 un fantastico viaggio nel mondo dell&#8217;orrore, con un ricco catalogo d&#8217;esperienze, sempre rigorosamente vissute in prima persona dall&#8217;autore e quindi comprovate a nostro beneficio, anche a distanza di oltre un secolo di tempo. Alla sua epoca, i roditori regnavano incontrastati, e non era affatto insolito che causassero decessi, non soltanto per l&#8217;effetto delle malattie. Uno di loro poteva, ad esempio, facilmente distruggere per il suo istinto di tenere in salute\u00a0i propri denti un tubo del gas, portando al verificarsi di un pericoloso incendio notturno. O poteva fare lo stesso con quello dell&#8217;acqua, allagando abitazioni o locali commerciali. La soluzione? Allora come adesso, tolleranza zero.<br \/>\nCerto, l&#8217;uccisione indiscriminata di una gen\u00eca d&#8217;animali pu\u00f2 sembrare crudele, ma \u00e8 pur vero che queste creature sono tanto prolifiche e resistenti, che probabilmente sopravviveranno alla maggior parte delle altre sul pianeta. Noi inclusi. E sono due, gli strumenti principali usati da questa vera e propria personificazione del Van Helsing letterario: il tradizionale furetto addestrato creato a partire dalla puzzola europea, una vecchia gloria della de-rattizzazione, ed una grande novit\u00e0 tecnica dei suoi tempi, i piccoli &#8220;cani da terra&#8221; ottenuti dagli incroci con lo scopo specifico di\u00a0penetrare negli spazi angusti e muoversi agilmente in luoghi inaccessibili, colpendo infine\u00a0con mascelle rapide e scattanti. Il <em>chien terrier<\/em>, un concetto originariamente proveniente dalla Francia, doveva avere determinate caratteristiche innate, tra cui una larghezza del torace inferiore ai 35 cm nonostante la muscolatura ben sviluppata, un&#8217;indole aggressiva, un senso dell&#8217;olfatto molto efficace\u00a0e l&#8217;intelligenza necessaria a comprendere quando fosse il caso di attaccare, e invece quello di tornare a marcia indietro fino al punto d&#8217;ingresso della tana. Caratteristica, quest&#8217;ultima, particolarmente importante, visto come in origine il <em>terrier<\/em> fosse stato creato per la caccia ad animali vicini o superiori alla sua stazza, come la marmotta, la volpe o la nutria, l&#8217;opossum e il procione negli Stati Uniti, o addirittura il feroce e pericolosissimo tasso. Ma i pi\u00f9 grandi successi, simili\u00a0fedeli cacciatori, fin da subito li\u00a0conseguirono contro il topo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18112\" aria-describedby=\"caption-attachment-18112\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0t2VPBF6Kp4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18112\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18112 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Rat-WC-500x313.jpg\" alt=\"Rat WC\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Rat-WC-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Rat-WC.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18112\" class=\"wp-caption-text\">Un ratto comune, come mostrato in questo celebre spezzone del National Geographic, pu\u00f2 muoversi nell&#8217;acqua con estrema agilit\u00e0, trattenere il fiato per oltre quattro minuti e risalire facilmente, ad esempio, un tipico sifone del WC. \u00c8 un&#8217;immagine che fa pensare&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scena \u00e8 caotica, catartica e chiassosa. Una mezza dozzina di compatti Plummer, assieme ad un paio di Fox terrier &#8220;forniti dagli amici&#8221; che s&#8217;impegnano con convinzione in ci\u00f2 che gli riesce meglio: una strage dei (quasi) innocenti. Ci troviamo nell&#8217;Inghilterra centro-meridionale a est di Birmingham, nei pressi della\u00a0pianura dove scorre il fiume Severn,\u00a0dove risulta operativa, almeno stando al titolo del video, la squadra\u00a0omonima di cani addestrati per la derattizzazione. Una pratica di far scontrare gli animali per risolverci i problemi, che risale almeno al XVI secolo, ma che ancora sopravvive, in modo pressoch\u00e9 immutato, soprattutto\u00a0nei paesi anglosassoni, dove si \u00e8 scelto di conservare immutato\u00a0lo standard di alcune razze particolarmente efficaci in simili mansioni, mentre altrove sono state stemperate le migliori caratteristiche con i geni d&#8217;altri cani, per l&#8217;ottenimento di un&#8217;estetica pi\u00f9 gradevole. Bench\u00e9 il tipo di terrier protagonista del video rappresenti un compromesso particolarmente efficace tra le due strade dell&#8217;allevamento selettivo, bellezza\u00a0e funzione, famosamente creato dallo scrittore\u00a0Brian Plummer (1936-2003) che era tra le altre cose, un grande appassionato di cani e caccia ai topi. La sua ricetta \u00e8 chiaramente, per usare una tipica espressione inglese, il proverbiale fulmine in bottiglia: due terzi di Jack Russell, con la rimanente parte suddivisa tra\u00a0il\u00a0Beagle, il Bull e il Fell Terrier. Quest&#8217;ultimo non tanto una specifica razza di cani, quanto un termine generico usato per riferirsi a tutti i cani da caccia ai roditori dell&#8217;Inghilterra settentrionale, rossicci o neri, e distinguerli da quelli del Sud, prevalentemente bianchi. Sempre, ad ogni modo, tutt&#8217;altro che puri: del resto era gi\u00e0 lo stesso\u00a0Matthews, nel suo\u00a0citato libro, ad affermare come i cani di razze miste fossero pi\u00f9 efficaci nella caccia ai topi, dimostrandosi maggiormente intraprendenti, pi\u00f9 capaci di seguire la preda, tenaci ed instancabili fino al ritorno dal successo del guerriero. Ed a giudicare dal risultato della spietata e lunga caccia d&#8217;apertura, valsa l&#8217;uccisione di oltre 200 topi, si riesce ad intuire facilmente la realt\u00e0 di una simile osservazione. Si pu\u00f2 anche osservare, ad\u00a0ulteriore riconferma, questo secondo video caricato su LiveLeak:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.liveleak.com\/view?i=827_1440673500\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18111\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18111\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Various-Terriers-500x313.jpg\" alt=\"Various Terriers\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Various-Terriers-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Various-Terriers.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui possiamo osservare all&#8217;opera, in un punto imprecisato del\u00a0Devon o della Cornovaglia (si capisce dall&#8217;accento dei presenti) una squadra maggiormente variegata di terrier. Ci sono gli immancabili Jack Russell, inventati dal reverendo presbitero del XIX secolo John Russell che gli ha dato il nome, oltre a un&#8217;assortimento di varianti tra il tipico Fox ed il terrier da topi americano e quello che sembrerebbe un\u00a0Pinscher marroncino di taglia media, un po&#8217; cresciuto rispetto allo standard dei suoi cugini sparsi per il mondo, come del resto sta succedendo a tutte le razze di terrier da lavoro con il passare degli anni, non pi\u00f9 selezionate con lo scopo originario della loro esistenza. Pesce fuor d&#8217;acqua, \u00e8 addirittura presente un levriero, che pi\u00f9 che altro pare felice di esser l\u00ec, ma contribuisce ben poco alla caccia selvaggia dei topi fatti spaventati dai padroni, grazie all&#8217;impiego di pale o forche per il fieno. Manca invece qui un altro tipico strumento della derattizzazione moderna fatta con i cani, presente invece nel primo video, che \u00e8 la sega elettrica riconvertita ad erogatore di fumo, usata per costringere i topi ad uscire, riconoscibile dal suo rumore e citata, ad esempio, <a href=\"http:\/\/modernfarmer.com\/2014\/06\/rat-terriers-rodents-pests-killing-terriermen\/\" target=\"_blank\">in questo articolo della testata Modern Farmer<\/a>, che intervista due praticanti dell&#8217;antica tecnica dall&#8217;altro lato dell&#8217;Atlantico, oltre a citare diversi casi in cui il terrier \u00e8 stato risolutivo nella guerra ai roditori. Questi cani, ci viene spiegato, non sono del resto animali da compagnia nel senso in cui intendiamo comunemente, ma piuttosto degli instancabili lavoratori, inerentemente dediti alla mansione per cui furono creati. Ci vuole ben altro che un occasionale morso di topo, per fermarli. A meno che&#8230;<br \/>\nNegli ultimi capitoli <a href=\"http:\/\/www.gutenberg.org\/files\/17243\/17243-h\/17243-h.htm\" target=\"_blank\">del libro<\/a>, le testimonianze del vecchio cacciatore\u00a0Ike Matthews diventano, se possibile, ancora pi\u00f9 sinistre e suggestive. Egli ci narra di come, nei lunghi anni della sua carriera, abbia avuto modo di mettere in atto vari esperimenti sul terribile nemico, scoprendo ad esempio che\u00a0tagliando una coda a tutti i piccoli di una tana di topi, la madre tende a spostarli altrove. Ma che a quel punto, la seconda volta che dovesse venire\u00a0disturbata, provveder\u00e0 lei stessa a mangiare sistematicamente la testa di ciascuno dei suoi figli, per poi sparire silenziosamente nella notte. O di come\u00a0nelle comunit\u00e0 dei ratti, talvolta, un esemplare vecchio e derelitto\u00a0scegliesse di esiliarsi volontariamente, per sopravvivere nutrendosi esclusivamente di rifiuti. Diventando, nei fatti, una vera e propria arma biologica, il cui morso poteva immediatamente far ammalare e morire qualsiasi cane o furetto (per non parlare del loro padrone umano). Matthews dedica inoltre un intero capitolo all&#8217;arte di allevare ed affamare topi, per poi liberarli all&#8217;interno di un recinto circolare, dove i suoi cani dovevano imparare a ucciderli senza piet\u00e0. L&#8217;assenza degli angoli impediva che le bestie, spaventate, cadessero preda delle fauci canine con troppa facilit\u00e0. Una sinistra anticipazione di quello che sarebbe venuto dopo, con le scommesse sanguinarie e i bestiali combattimenti nei fumosi bar di londra. Perch\u00e9\u00a0alla fine, come diceva con finalit\u00e0 ben diverse il filosofo\u00a0Nietzsche, una vita passata a combatter i tuoi demoni\u00a0pu\u00f2 cambiarti, rendendoti simile all&#8217;avversario pi\u00f9 temuto. E non \u00e8 forse proprio questo, ci\u00f2 che abbiamo istigato nella selezione genetica che ha portato alla nascita dei terrier? Creature\u00a0piccole, aggressive,\u00a0intelligenti. Esattamente come i topi. Non \u00e8 un caso se la diffusione in Inghilterra\u00a0di simili\u00a0razze coincide, in maniera pressoch\u00e9 perfetta, con l&#8217;anno di pubblicazione de <em>L&#8217;origine delle specie<\/em> di Charles Darwin (1859) un testo che dimostrava due cose: (a) &#8211; la natura non tollera gli errori (b) &#8211; noi ne siamo una fondamentale conseguenza. E i nostri cani, l&#8217;ultimo anello di una catena che si estende dalla creazione dell&#8217;Universo, verso uno squittente senso d&#8217;entropia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pi\u00f9 grande furbizia del topo \u00e8 stata quella di imparare, con estrema efficacia, la maniera per passare inosservato. 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