{"id":18051,"date":"2015-08-22T07:30:46","date_gmt":"2015-08-22T05:30:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18051"},"modified":"2015-08-22T07:33:26","modified_gmt":"2015-08-22T05:33:26","slug":"il-piu-grande-cuore-mai-studiato-da-scienziati-umani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18051","title":{"rendered":"Il pi\u00f9 grande cuore mai studiato da scienziati umani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/kJnKuw7Wvz4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18052\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18052\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Big-Blue-Live-500x313.jpg\" alt=\"Big Blue Live\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Big-Blue-Live-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Big-Blue-Live.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scena si apre in modo graduale. Lei che tira fuori, nell&#8217;ordine, un barattolino con il principale organo circolatorio\u00a0del topo, poi quello di un tacchino (decisamente pi\u00f9 ingombrante\u00a0di come ci si aspetterebbe) e a seguire di una\u00a0mucca, delle dimensioni approssimative di un grosso melone. Infine, nella riproposizione della scena classica del film degli anni &#8217;80 Mr. Crocodile Dundee, esclama: &#8220;No, [basta scherzare] QUESTO \u00e8 un vero cuore.&#8221; Silenzio in sala. Questa non \u00e8 una semplice pompa da giardino. Un monumento\u00a0dal peso di 180 Kg, di 1,50&#215;1,20&#215;1,20 metri, talmente grande che pu\u00f2 battere soltanto 6 volte al minuto. Per sparare a gran velocit\u00e0, lungo una creatura che da viva poteva facilmente misurare 30 metri di lunghezza, una quantit\u00e0 stimata di 220 litri di sangue per ciascuna contrazione, contrastando tra l&#8217;altro\u00a0le significative pressioni delle profondit\u00e0 abissali. Perch\u00e9 si, naturalmente, stiamo parlando di un essere che vive in acqua, altrimenti di che scheletro avrebbe mai avuto necessit\u00e0, e di quali muscoli, per sostenere la sua massa senza eguali? E sar\u00e0 a questo punto altrettanto ovvio, per un semplice processo di esclusione, che si tratta di lei, la magnifica, titanica ed azzurra (si fa per dire) balenottera, che da sempre si\u00a0moltiplica nei principali grandi oceani della Terra. Ma sempre meno frequentemente, incontrando le difficolt\u00e0 che vengono dall&#8217;essere un gigante prevalentemente solitario, largamente inoffensivo, la cui stessa essenza \u00e8 fonte di prodotti e pratiche convenzionali amate da coloro che le praticano, ancor pi\u00f9 che la mera e semplice necessit\u00e0.\u00a0Assieme ai miti e leggende, le presunte convenzioni che gelosamente custodiamo, in merito ai nostri cugini pi\u00f9 distanti, che vorremmo totalmente eccezionali, ancor pi\u00f9 di quanto non lo sono gi\u00e0.<br \/>\nChe la storia della scienza venga fatta sotto l&#8217;occhio delle telecamere \u00e8 gi\u00e0 piuttosto raro, ma ancor maggiormente \u00e8 che avvenga durante le riprese di un programma televisivo, come fieramente enunciato in questo spezzone di Big Blue Live, la nuova serie di documentari oceanografici della possente BBC inglese che andr\u00e0 in onda dalla fine della presente settimana. Qui compare infatti la biologa marina\u00a0Jacqueline Miller del\u00a0Royal Ontario Museum di Toronto, con quello che potrebbe facilmente definirsi il Sacro Graal del suo mestiere: un intero esemplare, perfettamente conservato nella formaldeide, di ci\u00f2 mantiene in vita l&#8217;impressionante\u00a0<em>Balaenoptera musculus<\/em>, singolo animale pi\u00f9 massivo del pianeta. Introvabile perch\u00e9, come \u00e8 largamente noto, la pi\u00f9 grande percentuale di ci\u00f2 che sappiamo su queste creature l&#8217;abbiamo appresa grazie all&#8217;opera di caccia e successivo sezionamento\u00a0portata avanti dalle navi baleniere, che si stima ne abbiano uccise, a partire dai primi del 900, addirittura centinaia di migliaia. Prima che si scoprisse come, tutto considerato, non fosse poi eccessivamente pratico far fuori e poi tagliare a pezzi un mammifero\u00a0lungo quanto un palazzo di dieci piani, in grado di nuotare, se\u00a0minacciato, a velocit\u00e0 di fino a 50 Km\/h per dei tratti alquanto\u00a0lunghi e indipendentemente dalle onde in superficie. Il che, incidentalmente, fu la sfortuna dei pi\u00f9 lenti capodogli, ma questa \u00e8 tutta un&#8217;altra storia. Ci\u00f2 che ci interessa, invece, \u00e8 il modo in cui non si ebbero misurazioni affidabili sul peso dell&#8217;unico vero mostro marino, finch\u00e9 un&#8217;intera truppa di scienziati, tecnici e ingegneri non si diedero appuntamento presso qualche\u00a0spiaggia, a seguito del disastroso approdo di un cetaceo che l\u00ec aveva scelto di morire tutto intero.<br \/>\nQualcosa di non poi cos\u00ec dissimile da quanto capitato in questo caso, visto come l&#8217;occasione di mostrare l&#8217;organo derivi, nei fatti, da una catastrofe avvenuta l&#8217;anno scorso, presso le coste sud-orientali del Canada: 9 di questi titanici animali, una percentuale relativamente alta degli ormai complessivi 2.000 rimasti, che per cause ignote si ritrovano bloccati sotto i ghiacci del golfo di\u00a0St. Lawrence, incapaci di raggiungere la superficie e respirare. Cos\u00ec, parecchi mesi dopo la solida calotta inizia a sciogliersi, e mentre le bestie ormai defunte vanno alla deriva, un team del ROM, guidato dalla qui presente portavoce, assieme ad alcuni tecnici della loro azienda fornitrice\u00a0Research Casting International, operativa\u00a0nel campo della preparazione di campioni museali, ottengono il permesso di recuperare due delle carcasse, giunte infine presso la costa della remota\u00a0isola di Terranova. Un&#8217;impresa straordinariamente valida per il\u00a0museo, visto come gli scheletri ed altri &#8220;pezzi&#8221; completi di balenottera, fra tutti gli spazi espositivi del mondo, siano una delle attrazioni\u00a0pi\u00f9 amate dal pubblico pagante. Nonch\u00e9 una missione difficile, macabra e maleodorante. Quale miglior modo, dunque, di dare inizio ad una serie per la Tv&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_18053\" aria-describedby=\"caption-attachment-18053\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pGopElhrl6g\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18053\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18053 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Whale-Heart-Model-500x313.jpg\" alt=\"Whale Heart Model\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Whale-Heart-Model-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Whale-Heart-Model.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18053\" class=\"wp-caption-text\">Un operatore della neozelandese Human Dynamo Workshop posa orgogliosamente di fronte al modello appena realizzato per un museo di un cuore di balena realizzato nel 2009, che soltanto oggi sappiamo essere del tutto sproporzionato.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che si tratti di una scoperta significativa \u00e8 facilmente dimostrabile, da una rapida ricerca su Google in merito alla questione: il cuore della balenottera azzurra, fino letteralmente all&#8217;altro giorno, era stato oggetto di innumerevoli speculazioni. Per una creatura come questa,\u00a0cos\u00ec atipica e massiva, i dati presi in considerazione sfidano la logica statistica, sconfinando nel reame dell&#8217;iperbole pi\u00f9 libera e sfrenata. Cos\u00ec si era\u00a0soliti affermare, addirittura nei libri di scuola, che il cuore in questione fosse grande &#8220;come una VW Beetle&#8221; (nota unit\u00e0 scientifica di misurazione) e che &#8220;un uomo adulto&#8221; potesse nuotare all&#8217;interno dell&#8217;aorta, fino ai cavernosi atri del miracolo della natura. La realt\u00e0 dei fatti, come ci verr\u00e0 indubbiamente\u00a0dimostrato\u00a0al rilascio dell&#8217;intero episodio della BBC di qui a qualche giorno, \u00e8 decisamente meno estrema. Bench\u00e9 l&#8217;organo in questione\u00a0sia senza alcun dubbio, uno dei cuori pi\u00f9 grandi del pianeta, e certamente il maggiore mai conservato nella formaldeide, di cui ne sono occorsi circa 200 litri, l&#8217;idea che ne avevamo va indubbiamente ridimensionata. Come, del resto, diventano soltanto\u00a0in scala\u00a0alcuni spettacolari modelli precedentemente esposti nei musei del Canada e della Nuova Zelanda, che per molti bambini dovevano aver costituito la dimostrazione pratica di dove Pinocchio, o Giona, potessero recarsi per sgranchirsi un po&#8217; le gambe, durante i loro mitici\u00a0soggiorni nel cetaceo.<br \/>\nNon che questo renda, in alcun modo, meno spettacolare l&#8217;imponenza di una creatura come la balenottera azzurra, che costituisce, e per quanto ne sappiamo di gran lunga, non soltanto l&#8217;animale maggiore della nostra epoca, ma di tutti i mari trascorsi, visto come persino il pi\u00f9 grande ittiosauro\u00a0di cui abbiamo mai trovato fossili, lo\u00a0<em>Shonisaurus\u00a0<\/em>dal muso a becco, misurasse &#8220;appena&#8221; 15 metri e pesasse 40 tonnellate, ovvero esattamente la met\u00e0 della sua erede. Mentre\u00a0i maggiori dinosauri di terra, i\u00a0titanosauri e sauropodi che brucavano le fronde con i loro lunghi colli, potevano arrivarci pi\u00f9 vicini, con stazze andanti dalle 90 e 120, comunque notevolmente inferiori alla maggiore balenottera azzurra mai trovata, del peso spropositato di 220 migliaia di Kg. Pensate che la lunga lingua nera, con cui l&#8217;animale spazzola l&#8217;interno dei suoi fanoni usati per filtrare il krill di cui si nutre, pesa da sola circa la met\u00e0 di un elefante africano.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18054\" aria-describedby=\"caption-attachment-18054\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HRu7W935dyk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18054\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18054 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Whale-Sighting-500x313.jpg\" alt=\"Whale Sighting\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Whale-Sighting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Whale-Sighting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18054\" class=\"wp-caption-text\">Un&#8217;altra divertente anticipazione del programma Big Blue Live: lo zoologo Mark Carwardine sta navigando nei mari della California, nella speranza di assistere a quello che lui definisce &#8220;un raro avvistamento di balena&#8221;. Proprio mentre ne parla, all&#8217;improvviso si vede all&#8217;orizzonte lo spruzzo di un sfiatatoio, tra l&#8217;esultanza e le risate dei presenti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto nella balenottera azzurra\u00a0supera le aspettative, tranne le dimensioni del suo cuore. Appena nata, la creatura \u00e8 grande quanto un ippopotamo adulto. In questo stato riceve dalla madre una quantit\u00e0 stimata di 400 litri di latte al giorno, validi a farla aumentare\u00a0peso per\u00a090 Kg ogni 24 ore. Una volta adulta, disporr\u00e0 di una bocca in grado di contenere 90 tonnellate di acqua e cibo, tra cui una vera e propria ecatombe dei minuscoli organismi di cui si nutre: fino a 3.600 Kg per ogni sorgere del Sole. Del resto, la spesa energetica giornaliera di uno di questi giganti \u00e8 altrettanto impressionante e\u00a0si aggira sul milione e mezzo di kilocalorie, cifra ampiamente superata ed immagazzinata dall&#8217;animale, nelle stagioni e localit\u00e0 maggiormente propizie, con un input di fino\u00a0a 90 volte il necessario. Nonostante ci\u00f2, la balenottera \u00e8 una creatura incredibilmente specializzata, dall&#8217;esofago talmente cos\u00ec stretto che non potrebbe ingoiare nulla di pi\u00f9 grande di un pallone da spiaggia. Inoltre non ha denti, ma 300 flessibili placche ossee detti fanoni (in inglese,\u00a0<em>baleen<\/em>)\u00a0attaccati alla mascella superiore e lunghi circa un metro. Cifra, questa, di molto inferiore a quella della complessivamente pi\u00f9 piccola balena\u00a0della Groenlandia (<em>Balaena mysticetus<\/em>) che per i suoi solo 18 metri ne ha ben quattro di fanoni, particolarmente ricercati, prima dell&#8217;invenzione della plastica, per produrre ogni sorta di sculture o manufatti.\u00a0Ma la risorsa pi\u00f9 importante che veniva tratta dai grandi cetacei, prima dell&#8217;epoca moderna, era il cosiddetto <em>blubber<\/em>, ovvero lo strato adiposo vascolarizzato immediatamente sotto la loro pelle, che serve ad isolarli\u00a0termicamente e gli permette di galleggiare senza fatica, e che costituiva la fonte inesauribile del prezioso olio, usato per la produzione di sapone, cosmetici,\u00a0carburante, candele nonch\u00e9 un ingrediente importante per la lavorazione del cuoio. Si potrebbe quindi tranquillamente affermare, senza troppo esagerare, che una buona parte della moderna civilt\u00e0 industriale fosse\u00a0stata fondata, in origine, sul sangue e le carni di questi giganti. Mentre continuare oggi a dargli la caccia, con\u00a0i molti materiali e strumenti alternativi di cui disponiamo, \u00e8 soprattutto un mero attaccamento a prassi culturali ormai desuete, il bisogno di avere nella propria vita un determinato &#8220;sapore&#8221;, oppure\u00a0fare sfoggio di\u00a0particolari beni o presunzioni di ricchezza.<br \/>\nMa quando una balena muore per cause naturali, o a seguito degli\u00a0agguati che talvolta subisce ad opera di branchi di orche assassine, nulla va perduto. Nel progredire del processo di decomposizione, a un certo punto perde la capacit\u00e0 di galleggiare, e precipita fino ai fondali dello strato abissale. Qui la sua carcassa finisce per costituire\u00a0un habitat ecologico unico al mondo, dove accorrono gamberi, granchi, aragoste, pesci\u00a0missinoidi e addirittura alcune specie di squali, per trarre giovamento dalla dipartita\u00a0di un qualcosa di cos\u00ec grande ed eccezionale. Intere colonie di batteri, ad oggi quasi totalmente sconosciuti, prosperano e si moltiplicano all&#8217;infinito. Se prima che del sopraggiungere di questa condizione, l&#8217;uomo preleva qualche osso, un organo, un bulbo oculare o due, chi vuoi che se ne accorga? Anche questo fa parte del dovere di colui\/lei che crede nella scienza: riciclare, riciclare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scena si apre in modo graduale. 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Infine, nella riproposizione della scena classica del film degli anni &#8217;80 &#8230; <a title=\"Il pi\u00f9 grande cuore mai studiato da scienziati umani\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18051\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il pi\u00f9 grande cuore mai studiato da scienziati umani\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[616,125,576,1141,219,1068,878,78,32],"class_list":["post-18051","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-anatomia","tag-animali","tag-balene","tag-balenottera-azzurra","tag-canada","tag-cetacei","tag-documentari","tag-scienza","tag-tv"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18051","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18051"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18051\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18057,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18051\/revisions\/18057"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18051"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18051"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18051"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}