{"id":18034,"date":"2015-08-20T07:33:50","date_gmt":"2015-08-20T05:33:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18034"},"modified":"2015-08-20T07:40:19","modified_gmt":"2015-08-20T05:40:19","slug":"a-d-2015-gli-eroi-robotici-diventano-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18034","title":{"rendered":"A.D. 2015: gli eroi robotici diventano realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/BGOUSvaQcBs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18035\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18036\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Hubo-DRC-500x313.jpg\" alt=\"Hubo DRC\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Hubo-DRC-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Hubo-DRC.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scansiona la maniglia con il suo singolo occhio rotativo, alza il polso snodabile a 360 gradi, muove la pinza in avanti di 40 cm, poi la stringe saldamente e preme in gi\u00f9. \u00c8&#8230;Aperto? Inginocchiato innanzi all&#8217;uscio del futuro, HUBO DRC, il pi\u00f9 fantastico dispositivo antropomorfo coreano. Frutto dell&#8217;opera di ricerca e sviluppo del team KAIST (<em>Korea Advanced Institute of Science and Technology<\/em>) di\u00a0Daejeon, ma il cui acronimo nel nome sta per le tre fatidiche parole Darpa, Robotics e Challenge. Si trattava di una sfida internazionale pensata per stimolare la ricerca, tenutasi dinnanzi all&#8217;intero gotha tecnologico corrente, della quale il mondo non aveva mai conosciuto in precedenza l&#8217;eguale. C&#8217;erano (quasi) tutti al Fairplex di Pomona, gli scorsi 5 e 6 giugno: Stati Uniti, Giappone, Cina, Germania, anche noi italiani con un pregevole progetto dell&#8217;Universit\u00e0 di Genova, <a href=\"http:\/\/www.theroboticschallenge.org\/finalist\/walk-man\" target=\"_blank\">il Walk-Man<\/a>. Ma nessuno, alla fine, ha potuto prevalere contro il rappresentante\u00a0della penisola orientale della lunga dinastia\u00a0Joseon. \u00c8 preciso, reattivo, responsabile. Quello che non riesce a fare, per il momento, sembrerebbe affrettarsi in molti dei suoi compiti, almeno a giudicare dal presente video in <em>timelapse,\u00a0<\/em>riduzione a un tempo di quattro minuti e mezzo di quello che in origine richiese esattamente 10 volte tanto. Ma quando questa macchina realmente fa qualcosa, guardarla \u00e8 uno spettacolo davvero illuminante. Non per niente, a seguito di questa complessa e variegata performance, i suoi costruttori provenienti dal semplice ambito\u00a0accademico hanno incassato dall&#8217;agenzia statunitense organizzatrice\u00a0un assegno di ben 2 milioni di dollari, probabilmente gi\u00e0 investito in parte per migliorare ulteriormente la manifestazione metallica pi\u00f9 celebre al momento. E il resto, chi lo sa&#8230;\u00a0Guardatelo, mentre scende dall&#8217;automobile elettrica, con leggiadr\u00eca del tutto comparabile a quella di un anziano di 95 anni! Pensate che soltanto questa operazione, molto pi\u00f9 complessa di quanto potrebbe sembrare in teoria, soprattutto per un essere animato\u00a0da molte decine di motori indipendenti, ha richiesto innumerevoli tentativi fallimentari portando al\u00a0sovraccarico lesivo di costosi componenti. Finch\u00e9 non si \u00e8 giunti a questo compromesso, degli esattamente 100 Newton di potenza per ciascun braccio, validi a risolvere il problema in tempo utile, se non proprio fulmineo. Ci\u00f2 che viene dopo, poi, \u00e8 semplicemente straordinario.<br \/>\nNel progetto tecnico del KAIST, s&#8217;intravede la sapienza\u00a0di chi interpreta i regolamenti non tanto con la logica, come in effetti non sarebbe mai il caso di fare, ma perfettamente alla lettera, cercando il metodo migliore di superare le aspettative dei giudici di gara. &#8220;Ah, si?&#8221; Deve essersi detto silenziosamente il Prof. Jun Ho Oh, caposquadra dell&#8217;operazione: &#8220;Dobbiamo costruire un robot che sia in grado di guidare, aprire una porta, impiegare attrezzi, superare un tratto ricoperto da detriti vari e poi salire le scale?&#8221; Mumble, mumble: &#8220;E chi ha mai detto che dovr\u00e0 fare tutto questo, camminando?&#8221; Quindi, ecco il colpo di genio: l&#8217;HUBO (il cui primo nome, con scelta veramente originale nel suo campo, non \u00e8 in effetti l&#8217;acronimo di nulla) \u00e8 sostanzialmente in grado di trasformarsi, esattamente\u00a0come i mecha dei cartoni animati giapponesi, bench\u00e9 in modo meno drammatico e spettacolare. Nei momenti in cui deambula sul suo tragitto, infatti, piuttosto che affidarsi alla rischiosa operazione di mettere un piedi innanzi all&#8217;altro, costata rovinosi capitomboli a diversi\u00a0dei suoi temutissimi rivali, il robot poggia le ginocchia a terra, sfruttando le ruote che incorpora poco pi\u00f9 sotto per procedere sicuro verso il suo obiettivo. Quasi tutto nei suoi sistemi \u00e8 stato concepito appositamente per la sfida presente, a differenza di quanto fatto da molti dei team concorrenti, che si sono limitati ad adattare ci\u00f2 che avevano di pronto, oppure a potenziare in vari modi l&#8217;ormai celebre robot umanoide Atlas della DARPA stessa, che era stato fornito dopo le eliminatorie, assieme a dei finanziamenti, alle migliori squadre statunitensi (ce n&#8217;erano ben 11), al team dell&#8217;Universit\u00e0 di Hong Kong e a quello misto USA-Germania dei VIGOR,\u00a0che l&#8217;ha subito colorato di rosso e gli ha dato il nome Florian, da quello del santo protettore dei pompieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\nIl che ci porta, senza soluzione di continuit\u00e0, al punto d&#8217;origine di una tale disfida, nata originariamente nel 2012 e a seguito dei gravi eventi dell&#8217;anno precedente\u00a0presso la\u00a0centrale nucleare di Fukushima in Giappone, dovuti ai danni causati dallo tsunami del\u00a0T\u014dhoku. Situazione in cui, ancora una volta, si pales\u00f2 al mondo la problematica di far intervenire operatori umani in situazioni impossibili, in cui spesso il benessere\u00a0di molti significava mettere a rischio la salute, o le prospettive di vita, di alcuni singoli e spregiudicati eroi. E bench\u00e9 non sussistette fortunatamente in quel caso la stessa situazione delle circa 240.000 persone rimaste attorno a Chernobyl,\u00a0che a seguito\u00a0del 1986 riportarono una dose critica di radiazioni e conseguentemente ricevettero la medaglia con lo status di\u00a0<i>likvidatory\u00a0<\/i>(liquidatore), qui ci furono\u00a0comunque\u00a050 individui, tutti\u00a0dipendenti dell&#8217;impianto di gestione,\u00a0che rimasero\u00a0a contenere l&#8217;entit\u00e0\u00a0del disastro, tra cui 20 rimasero feriti a seguito degli incendi e le esplosioni, senza parlare delle\u00a0conseguenze a medio e lungo termine tutt&#8217;ora poco chiare.<br \/>\nEd \u00e8 questo, dunque, l&#8217;obiettivo finale: perch\u00e9 un robot nei fatti comparabile ad un essere umano, con due gambe, braccia, occhi e la capacit\u00e0 di svolgere mansioni, potrebbe diventare il nostro <em>ersatz<\/em> (per usare un termine particolarmente caro a certe correnti della fantascienza) non soltanto salvandoci dai danni, ma non risentendo esso stesso in alcun modo dell&#8217;assenza di ossigeno, delle fiamme che avanzano, delle emissioni venefiche di sostanze come il carburante nucleare. Che un tale essere sia\u00a0poi, tra le altre cose, splendido e terrificante al tempo stesso, \u00e8 una caratteristica per cos\u00ec dire accidentale. Ma molto sfruttata, essa stessa&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NwrjAa1SgjQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18035\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18035\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Atlas-in-the-Woods-500x313.jpg\" alt=\"Atlas in the Woods\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Atlas-in-the-Woods-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Atlas-in-the-Woods.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono ormai diversi anni, del resto, che l&#8217;Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzati della Difesa (DARPA) ci bombarda con i fenomenali video messi assieme dal suo <em>contractor<\/em>\u00a0privato principale, la compagnia Boston Dynamics, realizzatrice tra le altre cose degli ormai amatissimi\u00a0robot quadrupedi <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/BostonDynamics\/videos\" target=\"_blank\">Cheetah e Bigdog<\/a>, oltre che dell&#8217;Atlas umanoide, variabilmente personalizzato da molti dei team partecipanti alla gara dello scorso giugno. Se si trattasse di una compagnia di marketing, diremmo che \u00e8 specializzata nel virale.<br \/>\nFa per\u00f2 eccezione questo\u00a0estratto decontestualizzato di una conferenza del MIT, recentemente fatto rimbalzare per i canali non del tutto ufficiali dei principali social network, in cui il fondatore della compagnia\u00a0Marc Raibert, parlando probabilmente a un pubblico di specialisti, faceva una breve rassegna degli ultimi progressi compiuti con alcuni dei suoi\u00a0robot pi\u00f9 famosi. Ci\u00f2 perch\u00e9 a\u00a0lato di lui che parla, compaiono alcune\u00a0immagini particolarmente interessanti, non ancora rilasciate al pubblico. Innanzi tutto di uno dei loro camminatori a quattro zampe, all&#8217;interno di\u00a0un laboratorio, fornito per la prima volta di un braccio snodato con pinza prensile, perfettamente in grado di aprire la porta alla stessa maniera dell&#8217;HUBO coreano. Con la significativa differenza che trovandosi\u00a0nella posizione di un collo di animale, rende l&#8217;insieme simile a un curioso brontosauro, o la versione maggiorata della tipica tartaruga alligatore. Segue una corsa a perdifiato dell&#8217;ultima versione dell&#8217;Atlas in mezzo a una foresta, dimostrando una capacit\u00e0 di adattamento al suolo disuguale\u00a0assolutamente senza precedenti, bench\u00e9 rimanga necessario un cavo esterno di alimentazioni. Semplici dettagli, piccole limitazioni pienamente superabili. Basta osservare, come riferimento, la variet\u00e0 di progetti presentati alla Robotics Challenge, di cui alcuni bipedi, certi\u00a0su ruote o quadrupedi, altri ancora, vedi il team KAIST, in grado di alternarsi tra una o pi\u00f9 configurazioni, per rendersi conto di quanto lo sviluppo tecnologico di questo campo sia simile all&#8217;evoluzione. Si potrebbe in effetti fare un parallelo con la teoria oggi screditata del\u00a0Lamarckismo (Jean-Baptiste de Lamarck, 1744-1829) secondo cui qualsiasi specie animale\u00a0migliora se stessa attraverso le generazioni, non soltanto per l&#8217;effetto della selezione naturale, ma perch\u00e9 aspira nel suo essere a superarsi ripetutamente. Ma se un robot \u00e8 un semplice oggetto e dunque privo di un pensiero, da dove &#8220;viene&#8221; il suo sublime desiderio? Ah, questa \u00e8 una storia veramente degna di un essere accennata&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/DXtMgGCh2aI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18037\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18037\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/MegaBots-INC-500x313.jpg\" alt=\"MegaBots INC\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/MegaBots-INC-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/MegaBots-INC.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sfida dei popoli, l&#8217;orgoglio nazionale. Quante terribili conseguenze, attraverso la storia dell&#8217;uomo, sono derivate dal bisogno di dimostrare, con i fatti e con la forza, che il proprio stile di vita era migliore, in qualche modo meritevole di avere la precedenza sugli altri assembramenti umani\u00a0contrapposti&#8230; Ed \u00e8 anche a questo, dopo tutto, che ci servono gli eroi: perch\u00e9 se una manciata di individui si dimostrano talmente eccezionali, e al tempo stesso facilmente inseribili in una logica di conformit\u00e0, da poterci rappresentare in modo ragionevole, a che servono le guerre, i conflitti tra generazioni? Questa storia del GIANT ROBOT DUEL non sarebbe\u00a0altro che la storia romana\u00a0degli Oriazi e Curiazi, originariamente narrata da Tito Livio (59-17 a.C.) che in una singola tenzone fecero la fine di Albalonga, senza versare il sangue degli eserciti schierati, ma soltanto il loro. Cos\u00ec, se tutto migliora col passar dei secoli, \u00e8 possibile eliminare anche quella necessit\u00e0.<br \/>\nSoltanto una questione di metallo e di motori: questa \u00e8 la tenzone proposta, il mese scorso, dal gruppo statunitense della\u00a0MegaBots Inc ai giapponesi Kuratas, gi\u00e0 produttori nel 2012\u00a0dell&#8217;<a href=\"https:\/\/youtu.be\/2iZ0WuNvHr8\" target=\"_blank\">omonimo robo-mezzo\u00a0d&#8217;intrattenimento<\/a>, famosamente mostrato\u00a0al grande pubblico di YouTube come se si trattasse di un prodotto fatto in serie. Cos\u00ec avviene, adesso, che questi loro improbabili <em>competitors<\/em> dell&#8217;altro lato del Pacifico, sospinti da una forma quasi comica di patriottismo (nel primo video indossavano bandiere come fossero mantelli) abbiano deciso di &#8220;sfidarli a combattere&#8221; con un loro mezzo quasi equivalente, ma concepito per rispondere al gusto duro &amp; puro tipico degli Stati Uniti: ruggine, bulloni a vista, cingoloni sporchi e consumati. Almeno per ora, visto come nel secondo episodio della saga qui sopra riportato, i due rappresentanti del progetto siano a presentarci i loro prestigiosi sponsor, oltre a chiederci personalmente, come niente fosse, appena 500.000 dollari provenienti dalle nostre tasche internettiane, in cambio di ninnoli e memorabilia varia.<br \/>\n\u00c8 il classico paradosso di Kickstarter: un video fatto di fumose speranze, spezzoni di cartoni animati e film, illustrazioni totalmente scollegate dalla realt\u00e0 del prototipo mostrato fino ad ora. Ma che tuttavia probabilmente varr\u00e0 in finanziamenti, al geniale gruppo produttore, una cifra comparabile o persino superiore ai due milioni di dollari vinti dai coreani di HUBO, ricevuti\u00a0solamente a seguito della difficile\u00a0vittoria conseguita\u00a0in quel di Pomona. Lo spettacolo dei gladiatori,\u00a0prima del\u00a0sapere dei pret\u00f2ri. Far rumore frutta splendidi sesterzi. Dove sarebbe mai, la novit\u00e0?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scansiona la maniglia con il suo singolo occhio rotativo, alza il polso snodabile a 360 gradi, muove la pinza in avanti di 40 cm, poi la stringe saldamente e preme in gi\u00f9. \u00c8&#8230;Aperto? Inginocchiato innanzi all&#8217;uscio del futuro, HUBO DRC, il pi\u00f9 fantastico dispositivo antropomorfo coreano. Frutto dell&#8217;opera di ricerca e sviluppo del team KAIST &#8230; <a title=\"A.D. 2015: gli eroi robotici diventano realt\u00e0\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18034\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su A.D. 2015: gli eroi robotici diventano realt\u00e0\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1138,100,1135,188,1137,80,78,1136,147,97],"class_list":["post-18034","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-androidi","tag-corea","tag-darpa","tag-mecha","tag-nazioni","tag-robot","tag-scienza","tag-sfide","tag-stati-uniti","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18034","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18034"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18034\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18043,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18034\/revisions\/18043"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18034"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18034"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18034"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}