{"id":18017,"date":"2015-08-18T07:31:34","date_gmt":"2015-08-18T05:31:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18017"},"modified":"2015-08-18T07:54:19","modified_gmt":"2015-08-18T05:54:19","slug":"i-tre-problemi-delloca-canadese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18017","title":{"rendered":"I tre problemi dell\u2019oca canadese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Sxxf8Xj7t-o\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18018\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18020\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Canada-goose-500x313.jpg\" alt=\"Canada goose\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Canada-goose-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Canada-goose.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Punto primo: IL VIAGGIO. Il suono di piedi palmati sulla pavimentazione, un delicato starnazzare. L\u2019ombra che compare ai lati del campo visivo. Chi disturba il pomeriggio del guerriero? Essa \u00e8 giunta, sia l\u2019essa o in pentola, pregunta. Perch\u00e9 viviamo in un mondo dove, nonostante le apparenze e i presupposti d\u2019industrializzazione, ancora ci pu\u00f2 capitar l\u2019incontro con creature fuori dal controllo degli umani. Gli animali, selvatici persino. Certamente sar\u00e0 capitato di recente a voi lettori, guardando casualmente fuori la finestra, di trovarvi quello spazio all\u2019improvviso non pi\u00f9 vuoto, ma occupato da&#8230;Qualcosa. Qualcuno\/a, il passero, piccione, addirittura un grosso corvide con l\u2019occhio nero. Per non parlare poi dei ragni, le zanzare, i curculionidi nel tuo giardino. Ma tutto questo non \u00e8 nulla, neanche un picco d\u2019encefalogramma, al confronto del colloquio\u00a0capitato al ranger Andre Bachman, mentre guidava il suo pickup lungo una strada di campagna nell\u2019Alberta, tra Edmonton e il lago Shining Bank: quasi cinque chili di volatile col collo lungo, la livrea graziosamente bicolore, il becco che si apre per mostrare un dentro rosa e carico d\u2019aspettativa. Forse voleva da mangiare. Forse. Oppure, molto pi\u00f9 semplicemente, si era persa l\u2019oca canadese.<br \/>\nLa <em>Branta canadensis<\/em>\u00a0\u00e8 una creatura dal notevole successo ecologico, che nella maggior parte dei casi non ha certo alcun bisogno dell\u2019aiuto di noialtri. Normalmente vista, tra settembre e novembre, mentre disegna grandi V nei cieli, assieme a un certo numero di sue compagne, divorando miglia e miglia verso l\u2019obiettivo della migrazione e poi di nuovo in primavera, di ritorno verso il nido della nascita distante. Non c\u2019\u00e8 quasi limite, ai percorsi che pu\u00f2 compiere quest\u2019oca, in grado di spaziare fino al Nord Europa, transitando per le terre artiche che uniscono i remoti continenti. E questo senza nemmeno prendere in considerazione come proprio noi, colpiti dall\u2019ottimo potenziale in qualit\u00e0 di bestia d\u2019allevamento o bersaglio per la caccia ai pennuti, abbiamo fatto in modo d\u2019introdurla in Bretagna, Sud America e addirittura la remota Nuova Zelanda, tutti luoghi in cui l\u2019animale si \u00e8 moltiplicato a dismisura. Riunite in uno stormo, all\u2019altezza media di 1 Km (ma possono raggiungere occasionalmente la cifra spropositata di 9.000 metri) le oche volano, dandosi il cambio per non faticare troppo, visto come l\u2019apripista della formazione, il \u201cvertice\u201d per cos\u00ec dire, sia il soggetto dello sforzo maggiormente significativo. Nel frattempo, un particolare processo biologico causa l\u2019ingrossamento della loro tiroide, con un conseguente aumento degli ormoni che le aiutano a superare la fatica, velocizzano il metabolismo e riscaldano quello che \u00e8 sotto il variegato manto delle loro piume. Non puoi davvero fermare, un\u2019oca in volo. Ma il problema \u00e8 che quando si ferma, per un motivo qualsiasi, restando sfortunatamente indietro, difficilmente sar\u00e0 in grado di raggiungere le sue compagne.<br \/>\nCos\u00ec questo esemplare, dalle dimensioni probabilmente una femmina, giaceva a lato della strada, spaesato e solitario, in dubbio sul suo passo successivo. Per gli animali che scelgono la vita del gregario, perdere la leadership, e con essa la bussola del richiamo, pu\u00f2 rivelarsi estremamente grave. Ed \u00e8 qui, che pu\u00f2 entrare in gioco la preziosa compassione. Fermare il veicolo, scendere dall\u2019auto, scambiarci due parole. Forse fargli una carezza. Magari dargli da mangiare (no, non \u00e8 il nostro caso). E soprattutto, offrire al volatile una nuova forma da seguire, ma stavolta con quattro pneumatici, la targa e il parabrezza. Che scena! Mr. Bachman che prosegue lungo il suo percorso, eppure questa volta, non pi\u00f9 solo. L\u2019oca, prima incespicando sull\u2019asfalto, poi alzandosi letteralmente in volo, si piazza bene al centro dello specchietto retrovisore, inscenando la perfetta equivalenza a bassa quota del suo naturale volo in formazione. Cos\u00ec per l\u2019uomo non \u00e8 affatto difficile, n\u00e9 sgradito, comprendere il passo successivo dell\u2019operazione. Con piglio certo e mano salda sul volante, si dirige verso il pi\u00f9 vicino specchio d\u2019acqua, dove la sua nuova amica possa soggiornare e riposarsi, prima di decidere che fare.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un viaggio straordinario nella terra del possibile, una sequenza quasi mistica d\u2019incontro tra natura e tecnologia. La strada si trasforma nel sentiero di una strana migrazione, mentre autista, metallo e <em>waterfowl <\/em>percorrono lo spazio designato, fino al raggiungimento di una meta che \u00e8 il momento di salvezza, per lo meno, temporanea ed apparente. Va certamente encomiata, in modo particolare, la qualit\u00e0 delle riprese realizzate per noi spettatori, in alta risoluzione, stabilizzate in post-produzione, sempre con il cellulare in orizzontale. Nel finale, che \u00e8 anche un po\u2019 un inizio, loro si separano. Il ranger torna nella sua foresta, l\u2019oca bruca quietamente un po\u2019 l\u2019erbetta circostante, pensosa. Qualcuno, a distanza di spazio e tempo significativi, finir\u00e0 per chiedersi con fare vagamente preoccupato: lo sa sai davvero, Mr. Bachman, che cos\u2019hai creato?<\/p>\n<figure id=\"attachment_18018\" aria-describedby=\"caption-attachment-18018\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=6OStX_wrWGg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18018\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18018 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Goose-dog-500x313.jpg\" alt=\"Goose dog\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Goose-dog-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Goose-dog.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18018\" class=\"wp-caption-text\">Il cane domestico, specialmente se appartenente alla sfera bonaria dei labrador, ha ormai perso il suo naturale istinto di CACCIARE VIA LE OCHE A MORSI.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che ci porta al punto secondo: CONQUISTA (del territorio). L\u2019oca canadese media, a differenza del simpatico e smarrito animaletto incontrato nel corso della surreale escursione suddetta, \u00e8 una creatura estremamente scostante ed aggressiva. Vittima naturale predestinata, fin dalla giovanissima et\u00e0, di coyotes, lupi grigi, volpi artiche, gufi e corvi, crescendo acquisisce quella stazza, e capacit\u00e0 combattiva, che pu\u00f2 permettergli di difendere se stessa ed i suoi piccoli da tali predatori. \u00c8 una visione che non si dimentica troppo facilmente. Il bipede alato che si erge alla sua massima estensione, allunga il collo fino ad un\u2019altezza di un metro e venti, spalancando le sue ali ad un\u2019estensione di fino a 185 cm. Per lanciare un grido battagliero e quindi, spesse volte, caricare. Si dice che il pollo comune sia il diretto discendente del tirannosauro, ridimensionato col passaggio dei millenni e trasformato in mero cibo da cortile. Ma se cos\u00ec fosse, l\u2019oca allora \u00e8 figlia del dragone. E di quello, nonostante tutto, ha mantenuto il piglio e l\u2019intenzione. La cultura popolare del continente americano \u00e8 letteralmente piena di storie aneddotiche o vicende improbabili in cui una, o pi\u00f9 oche canadesi si sono stabilite in prossimit\u00e0 di un sentiero trafficato, attaccando selvaggiamente chiunque avesse l\u2019ardimento di passar di l\u00ec. Indicativa \u00e8 ad esempio questa vicenda, resa popolare da YouTube, in cui un pescatore e il suo cane si trovano alle prese con una rappresentante della nazione volatrice, che per qualche astrusa natura ha deciso che una barca a remi diventasse la sua casa. La furia e l\u2019intento aggressivo del pennuto sarebbero gi\u00e0 sufficienti a indurre un senso d\u2019ansia se si trattasse di un caso isolato, mentre considerate addirittura questo: la popolazione dell\u2019oca canadese propriamente detta, nel solo Nord America, \u00e8 stimata sui 4-5 milioni d\u2019esemplari. Tutti egualmente agguerriti ed affamati, con un concetto estremamente vago della propriet\u00e0 privata. Contro quella che sta diventando una vera e propria infestazione, ogni mezzo \u00e8 lecito. Ogni arma giustificata.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18019\" aria-describedby=\"caption-attachment-18019\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=UkW7r-rgeBQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18019\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-18019 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Einar-Falcon-500x313.jpg\" alt=\"Einar Falcon\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Einar-Falcon-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Einar-Falcon.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18019\" class=\"wp-caption-text\">I falchi invece, per quanto incappucciati e incatenati, mantengono il legame con gli artigli che li distinguono e caratterizzano la loro strada evolutiva.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Punto terzo: SOPRAVVIVENZA. Che l\u2019uomo abbia, volente o nolente, un impatto significativo sul mondo naturale \u00e8 un fatto largamente noto. Le sue strutture, i suoi scarti, l\u2019inquinamento e lo sfruttamento sconsiderato delle risorse a disposizione, nei secoli, hanno portato all\u2019estinzione pi\u00f9 di una splendida gen\u00eca, resa obsoleta in tempi di gran lunga troppo brevi rispetto a quelli pre-codificati nella spazio cosmico immanente. Permane, tuttavia, una particolare occupazione del mondo cosiddetto artificiale, che assolve a un compito ecologico di primo piano. Ed \u00e8 proprio questo, il mestiere del cacciatore. Certo, nella civilizzata epoca corrente non sono davvero molte le persone, che trovandosi di fronte a un animale estremamente grazioso come questo, mantengono l\u2019istinto di sparargli e cucinarselo in padella. Ma considerate questo: molte colonie d\u2019oche canadesi, trovando il loro luogo ideale nell\u2019erba ben curata delle installazioni umani, come i campi da golf, i giardini pubblici, i complessi residenziali, cessano le loro migrazioni. Moltiplicandosi in maniera incontrollata, causano danni anche significativi, sporcano ovunque e in determinate condizioni, addirittura, causano incidenti mortali. Sto parlando, ovviamente, del problema degli aerei che a pi\u00f9 riprese, nel corso della storia recente, hanno risucchiato nei motori uno o pi\u00f9 di questi uccelli, finendo per precipitare in fase di decollo o di atterraggio.<br \/>\nLe contromisure per un simile sovraffollamento sono molteplici: si va dalla registrazione del richiamo predatorio fatto risuonare da un altoparlante (intensit\u00e0 uno) allo sguinzagliamento dei cani, che infastidiscono e scacciano via le oche (intesit\u00e0 due). In casi estremi, si passa alla distruzione o lo spostamento delle uova (intensit\u00e0 tre) o l\u2019uccisione sistematica degli esemplari adulti (quattro). Attivit\u00e0, quest\u2019ultima, che il pi\u00f9 delle volte viene formalizzata con una semplice estensione della stagione di caccia, ma cosa fare nel caso in cui le oche, nostro malgrado, si siano stabilite in una zona densamente abitata o un luogo improprio per sparare? Molto semplice, si torna alla falconeria. \u00c8 un video epico, terribile e meraviglioso al tempo stesso. Il cui triste ma inevitabile epilogo, nonostante tutto, fa ben poco per ridurre il fascino della sequenza. Si tratta dello scontro tra un girfalco addomesticato (<em>Falco rusticus<\/em>) e l\u2019oca in questione, a seguito di una decisione non pienamente condivisibile del proprietario del primo, che l\u2019ha scagliato contro una preda dalla stazza certamente eccessivo, bench\u00e9 elencata tra le prede naturali del suo beniamino. Diciamo che nella maggior parte dei casi, questi uccelli vengono catturati tramite l\u2019impiego di una ben pi\u00f9 grande aquila. Ci\u00f2 che risulta da una tale attivit\u00e0 inusuale, \u00e8 la chiara dimostrazione di come la naturale ostilit\u00e0 delle oche e dei falchi verso la nostra presenza sia largamente giustificata, almeno quanto quella che abbiamo noi per loro. La convivenza tra specie differenti pu\u00f2 essere gradevole, dare notevoli soddisfazioni. Ma ci\u00f2 richiede la permanenza determinate circostanze. E se le cose fossero andate diversamente, oggi sarebbero i volatili, ad aver addomesticato i cani.<br \/>\nVIAGGIO, CONQUISTA e SOPRAVVIVENZA. Problemi condivisibili, persino universali. Nella narrazione della vita dei singoli uccelli, possiamo impiegare gli stessi strumenti storiografici al servizio della vasta civilt\u00e0 degli uomini, che di esse si nutrono da immemori generazioni. Sul gusto delle oche canadesi, esistono opinioni contrastanti: la rivista Atlantic ne descrive le carni come \u201cMagre e deliziosi, simile a un taglio di bistecca prelibata.\u201d Mentre l\u2019Ente Ornitologico Statunitense \u00e8 pronto a giurare che siano, probabilmente: \u201cI meno commestibili tra gli uccelli.\u201d Direi che a questo punto, ci resta un\u2019unica cosa da fare. Provare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Punto primo: IL VIAGGIO. Il suono di piedi palmati sulla pavimentazione, un delicato starnazzare. L\u2019ombra che compare ai lati del campo visivo. Chi disturba il pomeriggio del guerriero? Essa \u00e8 giunta, sia l\u2019essa o in pentola, pregunta. Perch\u00e9 viviamo in un mondo dove, nonostante le apparenze e i presupposti d\u2019industrializzazione, ancora ci pu\u00f2 capitar l\u2019incontro &#8230; <a title=\"I tre problemi dell\u2019oca canadese\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18017\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I tre problemi dell\u2019oca canadese\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,669,219,109,1131,1130,147,277],"class_list":["post-18017","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-caccia","tag-canada","tag-natura","tag-nord-america","tag-oche","tag-stati-uniti","tag-uccelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18017","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18017"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18017\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18024,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18017\/revisions\/18024"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18017"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18017"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18017"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}