{"id":18010,"date":"2015-08-17T07:47:21","date_gmt":"2015-08-17T05:47:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18010"},"modified":"2015-08-17T07:54:40","modified_gmt":"2015-08-17T05:54:40","slug":"lartista-della-scala-di-fuoco-nel-cielo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18010","title":{"rendered":"L&#8217;artista della scala di fuoco nel cielo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6TIA-13epBk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18011\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18013\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Sky-Ladder-Cai-Guo-Qiang-500x313.jpg\" alt=\"Sky Ladder Cai Guo-Qiang\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Sky-Ladder-Cai-Guo-Qiang-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Sky-Ladder-Cai-Guo-Qiang.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grande artista non \u00e8 sempre, o necessariamente, un grande comunicatore. L&#8217;espressione del proprio stato d&#8217;animo secondo i metodi post-moderni e\u00a0contemporanei \u00e8 infatti talmente variegata e imprevedibile che, spesse volte, posti al cospetto di un&#8217;opera si tende a rimanere perplessi, finch\u00e9 l&#8217;approfondimento della vicenda umana dell&#8217;autore, o\u00a0dell&#8217;ambiente in cui detta giustapposizione di concetti\u00a0\u00e8 stata implementata per la prima volta, non permettono di contestualizzare quanto si ha di fronte ai propri occhi. Tuttavia questo non va visto come un limite, bens\u00ec una chiara scelta di chi\u00a0percorre questa via, fondata sul vuoto e il suo significato, l&#8217;universo e il nulla\u00a0al tempo stesso. Un esempio? Quest&#8217;ultima creazione del celebre\u00a0Cai Guo-Qiang, artista cinese ormai da lungo tempo residente a New York, che tra una mostra in senso classico ed un&#8217;altra \u00e8 solito dedicarsi a quelli che lui definisce &#8220;eventi di esplosioni&#8221; sostanzialmente dei fantastici spettacoli di fuochi d&#8217;artificio. Non per niente fu proprio lui, di ritorno brevemente in patria, a dirigere personalmente uno dei momenti salienti\u00a0dell&#8217;inaugurazione dei Giochi Olimpici del 2008 a Pechino, quando lo stadio nazionale a forma di nido d&#8217;uccello (ni\u01ceoch\u00e1o) fu meravigliosamente\u00a0illuminato dalle fiamme di girandole e maestosi girasoli, al termine di quello che potrebbe essere facilmente definito lo spettacolo di fuochi d&#8217;artificio pi\u00f9 lungo ed elaborato della storia. Fummo in pochi, in un primo momento\u00a0e soprattutto fin qui dall&#8217;Occidente, a comprendere\u00a0le implicazioni logistiche di una tale battaglia fra gli Dei, e la capacit\u00e0 organizzativa che aveva richiesto quella catastrofe calcolata della polvere da sparo, attentamente disposta secondo metodi tradizionali e avveniristici, allo stesso tempo. Mentre che le doti di colui che seppe fare questo, dopo tanti anni, finalmente ricompaiono di nuovo innanzi all&#8217;opinione dei non addetti al settore, grazie a una creazione relativamente semplice nel suo concetto di partenza, eppure estremamente difficile\u00a0da realizzare. Al punto che nessuno, a memoria d&#8217;uomo, c&#8217;era mai riuscito: ecco una scala, rossa e sfavillante, che si staglia perfettamente nitida, nel cielo in via di schiarimento\u00a0dell&#8217;isola di\u00a0Huiyu, presso la citt\u00e0 della Cina del sudest\u00a0Quanzhou, che Marco Polo aveva definito, nel suo Milione &#8220;Il porto pi\u00f9 grande del mondo.&#8221; Funzione, questa del ricevere e diffondere le merci pi\u00f9 o meno tangibili, che il centro abitato ha di nuovo svolto, grazie all&#8217;impiego da parte di alcuni degli spettatori dell&#8217;ormai irrinunciabile cellulare con videocamera, che ha permesso alla sequenza di approdare infine su YouTube. Dove sta spopolando in questi giorni, con un successo di visualizzazioni da parte del pubblico generalista\u00a0senza precedenti, addirittura per questo autore\u00a0con quasi 40 anni di carriera nel duplice campo\u00a0dell&#8217;arte e dei fuochi d&#8217;artificio. La ragione va cercata innanzi tutto nel significato metaforico di un senso d&#8217;ottimismo facilmente comprensibile e condivisibile: il pensiero che deriva da\u00a0un miraggio simile \u00e8 l&#8217;accrescimento dello stato di coscienza a seguito della separazione tra corpo ed anima, con la stereotipica salita di quest&#8217;ultima oltre la remota stratosfera. E non a caso\u00a0Cai Guo-Qiang ha\u00a0scelto di dedicare l&#8217;impresa al raggiungimento dei 100 anni da parte di sua nonna, realizzando per di pi\u00f9 la scena all&#8217;alba invece che al tramonto, per veicolare uno spirito e un messaggio di speranza. Ma la cosa che ha colpito maggiormente il grande pubblico, e come dargli torto, \u00e8 il mistero della splendida realizzazione; come pu\u00f2 il fuoco assumere una forma definita, come pu\u00f2 sussistere una tale cosa? Il segreto risiedeva poco fuori dall&#8217;inquadratura&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basta <a href=\"http:\/\/www.caiguoqiang.com\/projects\/sky-ladder\" target=\"_blank\">visitare il sito ufficiale dell&#8217;artista<\/a>, gestito dai circa 10 dipendenti del suo grande studio newyorkese, per conoscere l&#8217;astrusa verit\u00e0. Niente razzi temporizzati, che in qualche maniera si scambiavano gli strali lungo l&#8217;arco della loro risalita. Nessun fuoco alchemico, in grado di bruciare a tempo indefinito tra l&#8217;ossigeno del mondo. La verit\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 semplice, e al tempo stesso geniale di cos\u00ec: lo scorso 15 giugno, in quel luogo c&#8217;era un pallone aerostatico riempito d&#8217;elio, inviato all&#8217;altezza di circa 500 metri. Ed attaccato a questo, una lunga e sottile scala a pioli, letteralmente invisibile nelle condizioni d&#8217;illuminazione tutt&#8217;altro che ideali del luogo e l&#8217;ora mattutina scelta per l&#8217;operazione. Del resto, nella storia artistica di\u00a0Cai Guo-Qiang,\u00a0ricorre occasionalmente questo tema della <em>performance<\/em> segreta, realizzata, soprattutto in patria, senza preoccuparsi di chiedere i permessi al governo locale. Nel 1993, come parte della sua serie\u00a0&#8220;Progetto per gli extraterrestri&#8221; dispose 10 Km di polvere da sparo a partire da una sezione periferica della Grande Muraglia, a cui quindi diede fuoco generando l&#8217;immagine di un drago che si dispiegava\u00a0tra le propaggini del deserto del Gobi. In quell&#8217;occasione, per far riprendere\u00a0un gruppo di spaventati turisti giapponesi, si preoccup\u00f2 quindi di fargli portare dei calmanti tradizionali prescritti\u00a0della medicina cinese.<br \/>\nDa allora, come coreografo di spettacoli pirotecnici ha viaggiato in\u00a0molti paesi del mondo, realizzando su commissione alcuni show davvero memorabili, tra cui alcuni vengono oggi\u00a0offerti al pubblico del web in forma digitale, <a href=\"http:\/\/www.caiguoqiang.com\/videos\" target=\"_blank\">nella sua ricca sezione dedicata ai video<\/a>.\u00a0Tra questi, particolarmente memorabile dev&#8217;essere stato <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/43991871\" target=\"_blank\">l&#8217;arcobaleno nero\u00a0sul castello di Edinburgo<\/a>, risalente a un suo viaggio in Scozia del 2005, \u00a0che cre\u00f2\u00a0l&#8217;immagine diurna di una serie di figure straordinariamente fluttuanti, evocative degli spiriti dei secoli trascorsi. Ma sarebbe un errore limitare una qualsiasi retrospettiva su questa figura di spicco dell&#8217;arte moderna, senza mostrare alcune delle sue opere per cos\u00ec dire pi\u00f9 tradizionali, bench\u00e9 pervase dello stesso eclettismo dedicato alla creazione nella distruzione:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/16659921\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18011\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18011\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Day-and-Night-Cai-Guo-Qiang-500x313.jpg\" alt=\"Day and Night Cai Guo-Qiang\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Day-and-Night-Cai-Guo-Qiang-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Day-and-Night-Cai-Guo-Qiang.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo video del 2009, realizzato presso lo Huashan Culture Park di Taipei, vediamo l&#8217;artista all&#8217;opera nella creazione di uno dei suoi famosi dipinti a grande estensione, creati da una sapiente mescolanza tra pigmenti e polvere da sparo, fatta letteralmente esplodere a seguito dell&#8217;applicazione di una serie di stencil realizzati sulla base di un disegno. L&#8217;opera in questione \u00e8 intitolata <em>Day and Night<\/em><em>\u00a0<\/em>e costituisce la narrazione di un viaggio che\u00a0Cai Guo-Qiang aveva effettuato\u00a0in Costa Azzurra, assieme a una sua studentessa dell&#8217;istituto di recitazione di Shanghai di 30 anni pi\u00f9 giovane, a cui aveva chiesto di esprimere attraverso alcune immagini le impressioni ricavate e i sentimenti vissuti nel corso dell&#8217;esperienza. In occasione dell&#8217;esecuzione quindi, l&#8217;intera equipe di aiutanti dell&#8217;artista si \u00e8 radunata in una grande sala, dove ciascuno ha aiutato creando i ritagli da impiegare per direzionare l&#8217;esplosione finale, mentre la stessa ragazza coinvolta si \u00e8 posizionata di fronte a una fonte di luce, mentre lui ne ricalcava la sagoma a parete. In funzione di questo particolare dettaglio, il dipinto \u00e8 stato in seguito considerato un omaggio da parte dell&#8217;artista al suo insigne predecessore di Nizza,\u00a0Yves Klein (1928-1962) famoso, tra le molte altre cose, per i dipinti monocromatici che realizzava facendo imprimere\u00a0il corpo inchiostrato di una modella direttamente sulla tela. Mentre nell&#8217;epoca successiva e ancora pi\u00f9 sfrenata, non accontentandosi\u00a0di un simile artificio soltanto in parte fuori dal controllo creativo, l&#8217;artista compie il passo ulteriore d&#8217;inserire l&#8217;imprevedibilit\u00e0 chimica di\u00a0carbone, zolfo e salnitro, che vengono fatti espodere\u00a0assieme ai pigmenti, creando una tempesta di vortici e macchie ad impatto, il caos contro cui si stagliano le immagini della ragazza, dei fiori e delle piante, gli scorci della magnifica riviera sul Mediterraneo. Un modo certamente atipico e personale di celebrare la natura, tanto che verrebbe poi da chiedersi in quale\u00a0modo sfrenato, un simile artista, possa giungere a rapportarsi con la storia e con la societ\u00e0:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fOTJarp9wjE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-18012\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18012\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Guggenheim-Cai-Guo-Qiang-500x313.jpg\" alt=\"Guggenheim Cai Guo-Qiang\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Guggenheim-Cai-Guo-Qiang-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Guggenheim-Cai-Guo-Qiang.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso anno (2009) risale la fondamentale mostra monografica realizzata da Cai Guo-Qiang\u00a0presso il museo\u00a0Guggenheim di Bilbao, nella Spagna settentrionale (gestito dalla stessa fondazione del suo ancor pi\u00f9 celebre omonimo di New York) il cui titolo, ricco d&#8217;implicazioni, fu &#8220;I Want to Believe&#8221; &#8211; Voglio credere. Qui ritrovavano espressione, attraverso lo strumento di alcune notevoli installazioni scultoree e dipinti, le riflessioni dell&#8217;artista sui temi di un mondo successivo a quello in cui lui era cresciuto negli anni &#8217;60 e &#8217;70, nel mezzo della Grande Rivoluzione Culturale di Mao. Lui, nato proprio in quella Quanzhou da cui \u00e8 stata ripresa la scala di fuoco, che era il figlio di un calligrafo e pittore che lavorava in una libreria, Cai\u00a0Ruiqin, in grado d&#8217;instradarlo in entrambi i mondi dell&#8217;arte cinese e della letteratura occidentale. L&#8217;artista parla in modo positivo del padre, come del resto non rinnega gli ideali di quegli anni, che nonostante le implicazioni pi\u00f9 problematiche restavano pervasi di un senso di passione ed entusiasmo alla ricerca di un futuro di prosperit\u00e0. Visioni che poi, attraverso l&#8217;incedere delle tribolazioni successive, si sarebbero di nuovo allontanate dal mondo del consorzio civile, a causa di nuovi disagi e terribili disuguaglianze.<br \/>\nCos\u00ec, terribili, incombenti, ansiogene eppure meravigliose: all&#8217;ingresso della mostra, nove automobili pendevano dal soffitto della galleria museale, ciascuna trafitta da una serie di strali luminosi, rappresentanti gli strali di altrettante esplosioni. La celebre opera intitolata <em>Inopportune: Stage Two<\/em>,\u00a0nei fatti una replica della precedente installazione presso il\u00a0MASS MoCA di North Adam, Massachusetts, voleva dichiaratamente costituire una sorta di commento oggettivo sull&#8217;esperienza del terrorismo suicida. Ed era fin troppo facile, nonostante la difficolt\u00e0 del tema, restare affascinati dall&#8217;improbabile immagine, estremamente attraente e persino gradevole nel suo complesso. A seguire, le tematiche non facevano che diventare maggiormente problematiche, con il suo <em>Cortile della riscossione dell&#8217;affitto<\/em>, un&#8217;altra creazione ricorrente, gi\u00e0 proposta alla Biennale di Venezia nel 1999. Si trattava della precisa ricostruzione di una famosa opera scultorea di propaganda della Cina socialista, costituita da 114 figure a dimensione naturale in terracotta e raffigurante la scena in cui uno spietato proprietario terriero viene colto nell&#8217;atto di esigere\u00a0la pigione\u00a0dai contadini riuniti\u00a0nel cortile della sua tenuta, in un ritorno\u00a0<em>de-facto<\/em> dell&#8217;antico sistema feudale. Nella versione dell&#8217;opera ricreata da Cai Guo-Qiang, tuttavia, c&#8217;era un dettaglio particolarmente significativo: ciascuno dei pupazzi era stato creato in maniera che si disgregasse nel giro di qualche giorno, ritornando gradualmente in polvere entro\u00a0la fine della mostra. L&#8217;allusione fin troppo\u00a0chiara, al crollo di un mondo delle idee ormai necessariamente superate, non piacque al mondo accademico cinese, che tent\u00f2 pi\u00f9 volte di screditare, o addirittura censurare l&#8217;opera. Una cascata\u00a0di 99 lupi (Head On &#8211; 2006) e una barca\u00a0ricolma di ceramiche infrante\u00a0(Reflection \u2013 a gift from Iwaki, 2011) completano la ricca offerta di quei giorni di una mostra memorabile, nient&#8217;altro che una minima\u00a0parte della ricca produzione di questo artista generazionale.<br \/>\nUna scala di fuoco pu\u00f2 rappresentare molte cose. Ha di certo costituito, nelle brevi didascalie che l&#8217;hanno accompagnata nelle ultime settimane in giro per il web, l&#8217;effettiva manifestazione dell&#8217;antica metafora, per cui assurgere verso il concetto universale di un Paradiso richiede grandi sforzi individuali, mentre chi tralascia d&#8217;elevarsi, resta destinato a lidi ben pi\u00f9 prosaici o attivamente infernali. Non per niente, nei modi di dire in lingua inglese, esiste il contrasto del vissuto tra\u00a0<em>Stairway to Heaven\/Highway to Hell<\/em> (fu anche il titolo di un album-compilation dell&#8217;89 con, tra gli altri,\u00a0Ozzy Osbourne e Bon Jovi) Perch\u00e9 il secondo sentiero \u00e8 molto pi\u00f9 trafficato, nonch\u00e9 percorribile con l&#8217;automobile lanciata a gran velocit\u00e0, mentre salire, salire&#8230; E una simile visione, bench\u00e9 superficiale, resta comunque sufficientemente pregna da potersi considerare di per se soddisfacente. Ma inserita nel contesto della precedente produzione dell&#8217;artista in questione, da sempre pervasa da un vago\u00a0senso di pessimismo sul futuro della societ\u00e0, le sue implicazioni diventano decisamente pi\u00f9 irte di spine. Perch\u00e9 chi mai potrebbe, davvero, arrampicarsi sopra l&#8217;elemento che distrugge e purifica, quel fuoco che l&#8217;artista ama e impiega da decenni nelle sue creazioni? Soltanto la purezza d&#8217;intenti pu\u00f2 tentare di condurci alla salvezza. E dopo il nostro inevitabile fallimento, di nuovo tre tartarughe con l&#8217;iPad sul guscio, dall&#8217;artista inviate\u00a0per documentare altrettante citt\u00e0 dimenticate e polverose attorno ad Aspen (<a href=\"http:\/\/www.designboom.com\/art\/controversy-cai-guo-qiang-tortoise-town-aspen-art-museum-08-06-2014\/\" target=\"_blank\">Tortoise Town &#8211; 2014<\/a>) saranno tutto quello che rimane della vecchia e stanca umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il grande artista non \u00e8 sempre, o necessariamente, un grande comunicatore. L&#8217;espressione del proprio stato d&#8217;animo secondo i metodi post-moderni e\u00a0contemporanei \u00e8 infatti talmente variegata e imprevedibile che, spesse volte, posti al cospetto di un&#8217;opera si tende a rimanere perplessi, finch\u00e9 l&#8217;approfondimento della vicenda umana dell&#8217;autore, o\u00a0dell&#8217;ambiente in cui detta giustapposizione di concetti\u00a0\u00e8 stata implementata &#8230; <a title=\"L&#8217;artista della scala di fuoco nel cielo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=18010\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;artista della scala di fuoco nel cielo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,226,163,1128,376,480,95,1129,82],"class_list":["post-18010","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-arte-moderna","tag-cina","tag-esplosioni","tag-fuochi-dartificio","tag-fuoco","tag-pittura","tag-scale","tag-scultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18010","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18010"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18010\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18016,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18010\/revisions\/18016"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}