{"id":17971,"date":"2015-08-13T07:48:25","date_gmt":"2015-08-13T05:48:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17971"},"modified":"2015-08-13T07:56:52","modified_gmt":"2015-08-13T05:56:52","slug":"come-nasce-un-cellulare-in-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17971","title":{"rendered":"Come nasce un cellulare in Cina"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4_5Ptes0rfo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17972\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17973\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Gadgets-from-China-500x313.jpg\" alt=\"Gadgets from China\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Gadgets-from-China-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Gadgets-from-China.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;atmosfera \u00e8 tranquilla, il clima, rilassato. Abituati alle sequenze di qualche anno fa, quando and\u00f2 di moda interessarsi brevemente alle cosiddette &#8220;fabbriche di iPhone&#8221;, questo reportage sul campo dall&#8217;industria della citt\u00e0 di\u00a0Shenzhen, SAGA, appare quasi mistica nella sua pacatezza calcolata. Mancano le schiere di banchi nell&#8217;enorme capannone, col frastuono dei distanti macchinari. Non c&#8217;\u00e8 il viavai degli addetti al controllo della qualit\u00e0 che corrono da un lato all&#8217;altro dell&#8217;impianto, nel tentativo di spronare l&#8217;opera degli individui stipendiati. Mentre tutto pare muoversi a un ritmo (relativamente) rallentato, con i vari componenti che vengono smistati dai capienti magazzini, poi saldati attentamente sulla scheda madre. Mentre un secondo addetto, come di consueto, si occupa di chiudere la scocca del dispositivo. \u00c8 una visione della formidabile, insospettata verit\u00e0: perch\u00e9 guardando tutta l&#8217;elettronica che connota le nostre case, \u00e8 facile notarne l&#8217;ostentata perfezione. Siano dieci o centomila, poco importa. Ciascun singolo oggetto che abbia quel determinato logo o numero di serie, lo schermo, la tastiera, il mouse, il laptop, la console per videogiochi, sar\u00e0 perfettamente identico ai suoi simili arbitrati. Perch\u00e9 la fonte originaria dei suoi singoli diversi componenti, \u00e8 sempre quella e solamente lei, la macchina industriale. Mentre il tocco umano \u00e8 infuso in ci\u00f2 che viene dopo, l&#8217;assemblaggio che pu\u00f2 essere visto come un pi\u00f9 complesso confezionamento. Cosa acquisti, in fondo, quando esci dal negozio con la scatola pi\u00f9 amata? Un microfono, l&#8217;altoparlante, un touch-screen da 4 o 5 pollici, la batteria. E dentro la memoria a stato solido, la scheda logica e un prezioso processore, che da allora\u00a0si occupa di elaborare i dati fatti transitare dietro all&#8217;interfaccia. Questo \u00e8 l&#8217;insieme dei tuoi &#8220;beni&#8221; fisici, ma non l&#8217;intero\u00a0valore oggetto del tuo acquisto. Perch\u00e9 \u00e8 la produzione il grosso della spesa, spesso data in sub-appalto, in quanto\u00a0non pu\u00f2 prescindere, persino oggi, dal volubile fattore di due mani esperte, moltiplicate per ciascuna postazione. Che sono generalmente attaccate in via diretta a quelle braccia, che a loro volta si diramano da un individuo. Con pensieri, aspirazioni, conti da pagare. Questione, questa, che \u00e8\u00a0davvero facile dimenticare. Noi che siamo l&#8217;ultimo anello della catena di montaggio, esposto al Sole ed alle stelle di un ipotetico\u00a0avvenire, non differiamo fondamentalmente in alcun modo, dal cerchietto di metallo precedente, n\u00e9 da quello prima ancora e cos\u00ec via, incastrati tra gli argani ed i capestani sotto l&#8217;ombra del capanno funzionale. Neppure in quello che facciamo, quotidianamente e in senso lato: offrire un operoso\u00a0contributo ai nostri simili distanti. Ricevendo in cambio di quel fare, lo stipendio d&#8217;entit\u00e0 variabile, che pu\u00f2 permettere di uscire ad acquistare i cellulari. Cina, Europa, zero differenze nel sistema dell&#8217;economia di scala. Tranne una forse, ma davvero significativa: sapete quanto guadagna uno di questi operatori, dalla tenuta azzurra ed il grazioso cappellino? Lo dichiara orgogliosamente l&#8217;accentata voce fuori campo, appartenente alla titolare del canale di YouTube GFC (Gadget From China): &#8220;Soltanto un centesimo l&#8217;ora! Assumono nei villaggi vicini, per garantire l&#8217;immissione sul mercato di un prodotto a prezzi contenuti.&#8221; Beh, su QUESTO\u00a0\u00e8 veramente dura darle torto. Si tratta di un\u00a0risparmio straordinario.<br \/>\nIl video di una decina di minuti si sviluppa attraverso una serie di capitoli, ciascuno intervallato da\u00a0una dissolvenza in rosso con in campo il logo dell&#8217;impresa mediatica e divulgativa citata, nei fatti,\u00a0ormai ferma da diversi mesi. Nelle battute di apertura, viene mostrata un&#8217;impressionante fila di scaffali, suddivisi per categoria. Questo \u00e8 infatti l&#8217;ambiente in cui viene immagazzinato ciascun singolo componente, acquistato dalle compagnie specializzate nei diversi\u00a0aspetti che costituiscono lo squillante, parlante, luminoso\u00a0insieme. \u00c8 interessante notare come i pacchi gi\u00e0 scartati non contengano compatte\u00a0balle di minuzie elettrotecniche,\u00a0bens\u00ec veri e propri vassoi, egualmente distanziati, quasi ad esporre all&#8217;aria una verzura particolarmente profumata. La ragione di una tale disposizione\u00a0standardizzata va ricercata nei passaggi che vengono prima&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;abbiamo dunque affrontata: la questione di come pi\u00f9 una cosa sia all&#8217;apparenza scollegata dal mondo della produzione istintiva, maggiormente richieda, a un certo punto della sua messa in opera, l&#8217;intervento diretto di una o pi\u00f9 persone, che l&#8217;assemblino secondo direttive ben precise. Ma non tutto \u00e8 manuale, per lo meno nelle prime battute della produzione, quando la componentistica da saldare sulla scheda madre risulta talmente ridotta e le tolleranze tanto insignificanti alle pupille scrutatrici (ma nei fatti\u00a0funzionali) che nessuno potrebbe portare a compimento l&#8217;opera in un tempo breve, neanche la figura ormai semi-mitica del &#8220;bambino\u00a0che cuce i palloni&#8221;. Ed \u00e8 qui, nei fatti, che l&#8217;automatizzazione regner\u00e0 per sempre incontrastata, grazie all&#8217;impiego in modo particolare di quella classe di macchine industriali che hanno il nome generico di Pick and Place (Solleva e Metti) ma prendono forme innumerevoli, sulla base del bisogno. Cos\u00ec bench\u00e9 non venga mostrato nel video di GFC, potete stare certi che ben prima della fase costruttiva oggetto del reportage i componenti di maggiore complessit\u00e0 avevano vissuto simili momenti:<\/p>\n<figure id=\"attachment_17974\" aria-describedby=\"caption-attachment-17974\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/tn0EKtLOVx4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17972\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17974 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Sparkfun-PaPM-500x313.jpg\" alt=\"Sparkfun PaPM\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Sparkfun-PaPM-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Sparkfun-PaPM.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17974\" class=\"wp-caption-text\">Questo video ritrae la macchina PaPM dell&#8217;azienda SparkFun Electronics, produttrice di componentistica per uso nei progetti personali degli utenti. Si tratta di un macchinario dall&#8217;alta complessit\u00e0 e il costo non indifferente di 56.000 dollari del 2009, almeno stando all&#8217;esauriente descrizione del video.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un suono ritmico e pneumatico, alla base di un attento movimento. La testina su pantografo motorizzato, muovendosi con precisione ineccepibile, sposta processori, condensatori, chip\u00a0di memoria, procedendo senza pause nella saldatura. Ora non \u00e8 pi\u00f9 tanto difficile comprendere perch\u00e9 li chiamino circuiti stampati. Il che ci porta alla domanda successiva, probabilmente alla base di qualsiasi ragionamento si possa fare, oggi, sull&#8217;importanza della catena di montaggio umana: se \u00e8 possibile automatizzare il processo di creazione di un qualsivoglia gadget tecnologico\u00a0fino a questo punto, perch\u00e9 esistono ancora simili\u00a0opifici nello stile della rivoluzione industriale inglese? Sede di un&#8217;etica del lavoro occasionalmente\u00a0poco attenta ai bisogni del dipendente, che dovr\u00e0 necessariamente essere\u00a0classificato sulla base di quanto riesca a produrre e\u00a0con che precisione. Invece che all&#8217;impegno, al rispetto e al senso del dovere,\u00a0ovvero le tre doti\u00a0che dovrebbero costituire il fondamento della nostra personalit\u00e0 esteriore. La ragione, come nella maggior parte delle altre ingiustizie moderne, va ricercata nell&#8217;esigenza di sopravvivere, portare il vascello oltre l&#8217;infuriare dell&#8217;economia agitata. Nessuna realt\u00e0 aziendale pu\u00f2 sussistere, se non produce un qualche tipo di profitto, e macchine complesse\u00a0come le PaPM, di norma, sono anche altamente specializzate. Basta un rapido sguardo al video di quella fabbrica di Shenzhen, per rendersi conto che un simile stabilimento produce almeno due dispositivi molto differenti tra di loro: il primo, quello oggetto della maggior parte dell&#8217;esposizione, simile per progetto ad uno smartphone di fascia alta, il classico rettangolo dal tutto-schermo e un solo tasto d&#8217;accensione; l&#8217;altro, una curiosa commistione dei vecchi cellulari a cerniera con la tecnologia dei touch-screen, sovradimensionato al punto da poter entrare solo nelle borsette pi\u00f9 ingombranti. Non si pu\u00f2 creare una singola macchina che sia in grado di assemblare queste due cose, ed innumerevoli\u00a0altre. Per uno stabilimento come la SAGA che collabora con numerosi marchi differenti, operativi nel mercato cinese in cui la sperimentazione delle forme \u00e8 d&#8217;obbligo, non c&#8217;\u00e8 praticamente altro modo che affidarsi alla\u00a0versatilit\u00e0 dell&#8217;occhio, del cervello e delle mani umane.<br \/>\nNei capitoli successivi del video di apertura viene dedicato un ampio spazio al controllo della qualit\u00e0, con tanto di escursione presso il dipartimento ingegneristico dello stabilimento. Qui, alcuni cellulari presi a campione vengono messi duramente alla prova, con pressioni ripetute dello schermo, ore di funzionamento al massimo del volume, dietro una teca fortunatamente insonorizzata, e addirittura l&#8217;inserimento in una sorta di giostra con contrappeso per addestrare gli astronauti, all&#8217;interno della quale il gadget viene fatto girare pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Una particolare dipendente, molto presa nel suo compito, sembra avere\u00a0l&#8217;unica missione\u00a0di far cadere i telefonini\u00a0a terra, possibilmente dalla parte dello schermo, e poi accenderli per controllare se funzionano ancora. Una dedizione quasi monomaniacale, che sembra avvicinare\u00a0notevolmente il complesso di pensieri e sentimenti di una persona a tutti quei macchinari, che\u00a0potrebbero sostituirla\u00a0se soltanto fosse vantaggioso per l&#8217;azienda. Di certo, una tale etica pu\u00f2 esistere soltanto all&#8217;altro lato del globo, dove la cultura moderna trae l&#8217;origine da una filosofia di completa ed assoluta abnegazione? Non c&#8217;\u00e8 niente di simile, nel nostro beneamato mondo occidentale? Ecco&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_17972\" aria-describedby=\"caption-attachment-17972\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Tg2lcTdloIQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17972\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17972 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Amazon-Robots-500x313.jpg\" alt=\"Amazon Robots\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Amazon-Robots-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Amazon-Robots.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17972\" class=\"wp-caption-text\">I robot della Kiva Systems usati nei magazzini di Amazon sono un miracolo della tecnologia applicata allo smistamento pacchi. Ciononostante, l&#8217;azienda deve ancora affidarsi per l&#8217;ultimo segmento del processo all&#8217;opera, ben pi\u00f9 costosa, dei suoi associati in carne ed ossa.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto \u00e8 che questa riduzione estrema dei costi, soprattutto relativi alla manodopera, \u00e8 nell&#8217;interesse di ogni ruota che fa parte del sistema. Della compagnia che assembla\u00a0i cellulari, che cos\u00ec pu\u00f2 mantenersi competitiva, nei suoi molti committenti, parti di un mercato sempre pi\u00f9 agguerrito, persino dei singoli dipendenti, che in un simile contesto vivono una sicurezza e relativa tranquillit\u00e0 lavorativa che altrimenti non avrebbero mai conosciuto. Si \u00e8 molto parlato della serie di suicidi che si verificarono a partire dal 2010 nelle grandi fabbriche della Foxconn di\u00a0Shenzhen, che hanno portato i dirigenti ad installare sbarre alle finestre e reti sotto i piani superiori dei dormitori. Mentre resta indesiderabile alla stampa sensazionalista\u00a0riportare come, nonostante le condizioni di lavoro disagiate, l&#8217;occasione di entrare a far parte di quella realt\u00e0 risulti\u00a0molto ricercata dalla giovent\u00f9 locale, semplicemente perch\u00e9\u00a0le due principali alternative, di finire a sudare nei campi o di ammalarsi respirando i fumi dell&#8217;industria pesante,\u00a0risultano comprensibilmente ancor\u00a0pi\u00f9 orribili\u00a0e funeste. E una simile\u00a0<em>trifecta, <\/em>da che Thomas Savery brevett\u00f2 la sua prima pompa a vapore nel 1698, si verifica soprattutto nei paesi in forte via di sviluppo, come un tempo fu l&#8217;Europa stessa, sconvolta dai mutamenti sociali di quell&#8217;epoca di cambiamento.<br \/>\nPurtroppo allo stato attuale delle cose non potremmo mai far\u00a0parte\u00a0di questo rinnovato\u00a0meccanismo, anche soltanto in qualit\u00e0 di consumatori, senza perdere una certa\u00a0percentuale\u00a0della nostra preziosa individualit\u00e0. In sostanza per fare, o far muovere, le macchine, occorre diventare in parte come loro.\u00a0Non \u00e8 soltanto una questione di essere, o meno, cinesi, ma un&#8217;implicazione imprescindibile del nostro attuale status tecnologico. Quando tornare indietro diventa impossibile, l&#8217;unica speranza \u00e8 accelerare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;atmosfera \u00e8 tranquilla, il clima, rilassato. 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Non c&#8217;\u00e8 il &#8230; <a title=\"Come nasce un cellulare in Cina\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17971\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Come nasce un cellulare in Cina\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1122,351,163,206,233,271,80,97],"class_list":["post-17971","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-catena-di-montaggio","tag-cellulari","tag-cina","tag-elettronica","tag-industria","tag-macchine-industriali","tag-robot","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17971","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17971"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17971\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17979,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17971\/revisions\/17979"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}