{"id":17953,"date":"2015-08-11T07:36:23","date_gmt":"2015-08-11T05:36:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17953"},"modified":"2015-08-11T07:44:27","modified_gmt":"2015-08-11T05:44:27","slug":"leleganza-della-pinza-per-aprire-il-vino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17953","title":{"rendered":"L&#8217;eleganza della pinza per aprire il vino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YcqVwMvGQtU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17954\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17956\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Port-Tongs-500x313.jpg\" alt=\"Port Tongs\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Port-Tongs-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Port-Tongs.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto \u00e8 pronto nel giardino d&#8217;estate, per la cena romantica\u00a0di un giorno gi\u00e0 scritto col fuoco del fato, per fortuna mai fatuo? 7 candele, 3 per tu-Lui, 3 per lei-Lei, pi\u00f9 una nel centro del tavolo tondo, bianca tovaglia, piatti di pregio e bicchieri da vino. L&#8217;alto gazebo fiorito, per una volta, senza il ronzio di zanzare moleste. A\u00a0questo\u00a0sono servite le esche, gli zampironi, il veleno nebulizzato, il cui olezzo ancora compete con quello d&#8217;alloro e di fiori. Due ore di pace ti sei ricavato, almeno, nel buio che avanza, adatte a parlare d&#8217;amore con&#8230;Colei che gi\u00e0 giunge, camminando tra l&#8217;erba con scarpe inadatte. \u00a0Ti riserva un sorriso, splendente nell&#8217;abito rosso e gi\u00e0 pronta ad uscire stasera. Ma prima di quello, linguine alle ostriche. \u00a0Poi <em>cordon bleu<\/em> di zucchine. Gamberi al sesamo, con generoso apporto di aromi al ginseng; il tutto accompagnato da una bottiglia di porto invecchiato, fuoriuscito dalla fornita riserva del grande\u00a0casale di famiglia, tenuto\u00a0l\u00e0 sotto da un tempo di ben 15 anni. O almeno, ci\u00f2 dice l&#8217;etichetta. &#8220;Mia cara, lascia che ti offra&#8230;Da bere.&#8221; Ti alzi in piedi, stagliandoti contro la Luna calante. In una mano, la preziosa bottiglia, nell&#8217;altra il cavatappi professionale acquistato in un viaggio a Parigi. Dimenticato il caldo degli ultimi giorni, la fatica di sistemare\u00a0il giardino, i guai del lavoro che ti aspettano alla fine del mese, per un attimo almeno, ti senti un eroe. Sai che non potresti mai &#8220;fallire&#8221;. Col gesto di uno spadaccino rinascimentale, pianti la punta nel sughero. Il tuo sguardo \u00e8 un magnete puntato alla persona che hai di fronte, carico di sottintesi e sentori notturni. Lei ha un&#8217;espressione indecifrabile, mentre piuttosto stranamente, sembra prestare un&#8217;eccessiva\u00a0attenzione a quello che tu stai facendo, con forse un&#8217;affettazione di eccessiva destrezza. D&#8217;un tratto, il cavatappi sta girando a vuoto: &#8220;Co&#8230;Cosa?&#8221; Schegge di sughero volano in giro! La bottiglia ti scivola, quando lei scatta in piedi, allunga la mano, miracolosamente la riprende al volo. &#8220;Whoops!&#8221; Un tuo solo sguardo, il mento sul collo incravattato, ti conferma l&#8217;orrenda realt\u00e0: il tappo \u00e8 caduto nel vino. E ora? Il gatto in calore dei vicini sceglie proprio quel momento per lanciare\u00a0il suo astruso richiamo, sottolineando e accentuando l&#8217;eterno minuto. Tu la guardi, lei ti guarda: &#8220;Caro, non preoccuparti. Vado a prendere il colino.&#8221;<br \/>\nGli imprevisti hanno questa tendenza ad essere graduati sulla base del momento corrente. Una bottiglia che non si apre, durante una cena tra parenti ed amici, pu\u00f2 tutt&#8217;al pi\u00f9 rallentare il convivio di qualche minuto, mentre ciascuno si prodiga in contrastanti suggerimenti, in un caos cacofonico che presto raggiunge l&#8217;apice, poi trova\u00a0una soluzione, se non proprio\u00a0ideale, per lo meno adatta ad andare a versare quel fluido fondamentale. Mentre in un contesto formale, reale o percepito, come l&#8217;ipotetico appuntamento galante narrato nei\u00a0film hollywoodiani, nei fatti\u00a0pi\u00f9 raro di un panda gigante, rovina la fiaba e riduce il valore della metafora. In parole povere,\u00a0riporta all&#8217;istante\u00a0i due attori nel mondo dei problemi materialistici, spoetizzando quell&#8217;ora di grazia artefatta e cancellando ogni proposito d&#8217;unione spirituale. Per questo, bisognerebbe essere sempre pronti. Soprattutto qualora si intenda servire un vino come quello della citt\u00e0 atlantica di Porto, nella regione portoghese del Douro, famoso per le sue molte variet\u00e0 e il gusto naturalmente dolce, nonch\u00e9 la problematica abitudine di erodere il tappo di sughero dall&#8217;interno. Colpa, probabilmente, dello spirito d&#8217;alcol vinico usato per interrompere la fermentazione dell&#8217;uva, con un contenuto di etanolo tra il 19 ed il 22% che nel XVIII secolo gli permetteva di sopravvivere facilmente ai viaggi per mare, giungendo sulle tavole di una buona parte d&#8217;Europa. Tanto che gli inglesi di allora, privati ad inizio secolo del piacere dei vini francesi come rivalsa sul trattato di sanzioni commerciali di Methuen (1703) ne scoprirono il gusto, assieme ad un approccio particolarmente funzionale\u00a0alla sua apertura, qui mostrato nel suo funzionamento niente meno che da un\u00a0sommelier del celebre ristorante newyorkese di\u00a0Eleven Madison Park, il Sig.\u00a0Jonathan Ross. Se soltanto potessimo avere tutti, anche soltanto un decimo, della sua palpabile <em>nonchalance<\/em>!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_17954\" aria-describedby=\"caption-attachment-17954\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bPjGbi-1CA0\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17954 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/History-of-Port-500x313.jpg\" alt=\"History of Port\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/History-of-Port-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/History-of-Port.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17954\" class=\"wp-caption-text\">Questo video della Viking Cruises \u00e8 una valida introduzione breve al fantastico mondo del porto, il vino pi\u00f9 famoso del Portogallo. Tramite il classico confronto tra l&#8217;esperto e l&#8217;estimatrice, vengono elencate le due variet\u00e0 principali del Ruby (tenuto in grandi botti per tempo relativamente breve) e del Tawny (invecchiato molto pi\u00f9 a lungo, dal sapore ricco e misterioso) oltre a una vera rarit\u00e0, del Muscat o Moscatel d&#8217;annata, creato da una variet\u00e0 di quella che il tecnico chiama &#8220;uva dorata&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La procedura \u00e8 semplice, immediata, diretta. Innanzitutto si raffredda la bottiglia in un secchiello col ghiaccio, affinch\u00e9 il vetro, contraendosi, perda una parte della sua innata resistenza. Un preambolo, questo, estremamente sconsigliato e sconsigliabile nel caso di un altro approccio inusuale all&#8217;apertura del porto, il cosiddetto <em>sabrage<\/em> (colpire il tappo con la sciabola da cavalleria o un apposito coltello) poich\u00e9 l&#8217;unico effetto ottenuto, nella maggior parte dei casi, sarebbe uno spaccamento a met\u00e0 del recipiente. Mentre l&#8217;impiego della pinza da porto \u00e8 un&#8217;approccio elegante proveniente da\u00a0un&#8217;epoca pi\u00f9 civilizzata, per citare Kenobi, ed opera con una delicatezza che gli permette di separare il dovuto dal resto della bottiglia, senza un singolo colpo ferire. Estratta quindi quest&#8217;ultima dal ghiaccio, si prende lo strano arnese e lo si riscalda su di una fiamma viva portata a tavola, potenzialmente un semplice\u00a0fornello a gas da campeggio, in un modo non troppo dissimile dalla procedura\u00a0di riscaldamento di un ferro per marchiare il bestiame. A tal punto, la particolare forma della pinza gli permetter\u00e0, una volta impugnata ed apposta con cautela\u00a0nella sezione del vetro che deve\u00a0essere tagliata, di avvolgere perfettamente\u00a0l&#8217;area bersaglio, fondendo letteralmente il vetro dall&#8217;esterno verso l&#8217;interno e rendendolo cos\u00ec\u00a0fragile, che un solo gesto deciso baster\u00e0 a rimuovere la parte superiore della bottiglia, con il tappo e tutto il resto. Raggiungendo il suo dolce, dolce contenuto. Qualora il vetro dovesse mostrarsi troppo recalcitrante, come nel caso del video di apertura, Ross consiglia di aggiungere dell&#8217;acqua gelida tramite l&#8217;impiego di un apposito pennello simile a quello del barbiere (non l&#8217;avete portato a tavola? Ahi, ahi, ahi) che contribuir\u00e0 nell&#8217;incrementare quell&#8217;alternanza tra caldo e freddo, caldo e freddo che \u00e8 nemica di tutte le strutture non cristalline, ma soprattutto il solido trasparente frutto del diossido di silicio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17955\" aria-describedby=\"caption-attachment-17955\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sqxXCWtLAh8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17955\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17955 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Open-the-Bottle-500x313.jpg\" alt=\"Open the Bottle\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Open-the-Bottle-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Open-the-Bottle.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17955\" class=\"wp-caption-text\">Senza cavatappi, senza pinza, senza sciabola ne altro approccio altamente efficace di stappamento. Sperduto e assetato nel mezzo di un deserto delle idee, cosa mai potresti fare? Dall&#8217;ingegno proviene il pensiero&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 questa strana concezione secondo cui determinati gesti, applicazione di una sapienza tecnica tutt&#8217;altro che complessa ed inaccessibile, costituiscano il coronamento migliore dell&#8217;estetica procedurale, dando adito ad una sorta di fluido dell&#8217;assoluta virilit\u00e0. \u00c8 difficile evidenziare l&#8217;insensatezza funzionale di simili\u00a0manierismi a vantaggio di chi li vive dall&#8217;interno, che in genere tende ad attribuirgli un merito\u00a0ulteriore in funzione della loro rarit\u00e0. \u00c8 indubbio ad esempio, come molti dei visitatori del prestigioso\u00a0Eleven Madison Park, trovandosi di fronte lo spettacolo di un sommelier che apra il vino con la pinza da porto, ne restino spontaneamente colpiti, e\u00a0restino\u00a0in qualche modo pi\u00f9 soddisfatti di aver pagato le cifre non proprio accessibili del suo prestigioso men\u00f9 (un minimo di 250 dollari a persona, stando al <a href=\"http:\/\/elevenmadisonpark.com\/\" target=\"_blank\">suo sito ufficiale<\/a>). Questo perch\u00e9 la conoscenza di un simile approccio antico, devoto all&#8217;appagamento visuale ancor prima che alla praticit\u00e0, in quel contesto diventa una sorta di segno di riconoscimento, l&#8217;occhiolino fatto\u00a0dall&#8217;esperto alla controparte, come un simbolo magico dentro a un dipinto. O una firma nascosta. Un&#8217;armonia segreta in una lunga sinfonia&#8230;<br \/>\nPer\u00f2 dico, ve l&#8217;immaginate impiegare un simile approccio d&#8217;apertura in un contesto informale, come una cena romantica a casa propria? Prima di tutto, ci si trover\u00e0 a spiegare all&#8217;invitata l&#8217;intera procedura, a cosa servano lo strano attrezzo di tortura, il cestello d&#8217;acciaio e il pennello da barbiere. Per poi approcciarsi, magari anche goffamente, a una prassi manuale\u00a0conosciuta di certo\u00a0soltanto in parte. Non \u00e8 che una persona per cos\u00ec dire &#8220;normale&#8221; apra bottiglie di porto vecchie di una decade o due, praticamente tutti i giorni. Mentre se invece cos\u00ec fosse, tali pinze diventerebbero\u00a0un acquisto praticamente obbligato. Dunque se questo \u00e8 il vostro caso, veniamo al punto: si,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.amazon.co.uk\/Wineware-Vintage-Port-Tongs-Opener\/dp\/B00KWCCMCK\" target=\"_blank\">Amazon ce le ha\u2122<\/a>\u00a0e costano meno di una singola bottiglia di porto d&#8217;annata. Che affare!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto \u00e8 pronto nel giardino d&#8217;estate, per la cena romantica\u00a0di un giorno gi\u00e0 scritto col fuoco del fato, per fortuna mai fatuo? 7 candele, 3 per tu-Lui, 3 per lei-Lei, pi\u00f9 una nel centro del tavolo tondo, bianca tovaglia, piatti di pregio e bicchieri da vino. L&#8217;alto gazebo fiorito, per una volta, senza il ronzio &#8230; <a title=\"L&#8217;eleganza della pinza per aprire il vino\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17953\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;eleganza della pinza per aprire il vino\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1119,311,132,136,207,1120,391,1121,147,461,1118],"class_list":["post-17953","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-bottiglie","tag-gastronomia","tag-inghilterra","tag-invenzioni","tag-lusso","tag-pinze","tag-portogallo","tag-ristoranti","tag-stati-uniti","tag-vetro","tag-vino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17953","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17953"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17953\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17960,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17953\/revisions\/17960"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17953"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17953"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}