{"id":17911,"date":"2015-08-06T07:37:30","date_gmt":"2015-08-06T05:37:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17911"},"modified":"2015-08-06T07:45:17","modified_gmt":"2015-08-06T05:45:17","slug":"e-quasi-pronta-la-nave-piu-grande-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17911","title":{"rendered":"\u00c8 quasi pronta la nave pi\u00f9 grande del mondo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pqREfZNFGDc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17912\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17912\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/FLNG-Prelude-500x313.jpg\" alt=\"FLNG Prelude\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/FLNG-Prelude-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/FLNG-Prelude.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mare a largo della grande citt\u00e0 sudcoreana di Busan (oltre tre milioni di abitanti) c&#8217;\u00e8 un arcipelago di isole, tra cui la pi\u00f9 grande ha nome di Geoje. Disseminato lungo gli\u00a0spazi affioranti\u00a0a disposizione, in una serie di insediamenti relativamente indipendenti, si sviluppa l&#8217;omonimo centro abitato, ricco di attrattive turistiche e beni storici attentamente preservati, tra cui diverse fortezze\u00a0delle vecchie dinastie Silla e Joseon. Nonostante questo, nella mente di chi ha conosciuto tali\u00a0luoghi, niente li caratterizza maggiormente che una singola ed enorme impresa dell&#8217;industria moderna: la costruzione di natanti. Perch\u00e9 qui hanno sede le Samsung Heavy Industries, di propriet\u00e0 del pi\u00f9 grande conglomerato coreano, che noi conosciamo pressoch\u00e9\u00a0soltanto per l&#8217;elettronica di consumo, ma il quale ha in realt\u00e0 il potere economico, e la capacit\u00e0 produttiva, di una piccola nazione. Doti certamente necessarie, all&#8217;apparenza, per l&#8217;impresa di creare una spropositata citt\u00e0 galleggiante, su progetto della multinazionale olandese Shell, ma con rilevanti\u00a0partecipazioni dei gruppi INPEX, (17,5%)\u00a0CPC (5%) e KOGAS (10%). Il suo nome \u00e8 FLNG Prelude, e dall&#8217;ormai distante 2012 in cui ha preso il via la sua effettiva messa in opera, sta sfidando l&#8217;immaginazione. Con una lunghezza di 488 metri, supera di molto quella delle portaerei statunitensi di classe Nimitz (331)\u00a0e addirittura si estende oltre\u00a0l&#8217;altezza\u00a0degli iconici grattacieli gemelli delle Petronas Towers di Kuala Lumpur (451). Il suo peso a pieno carico inoltre potr\u00e0 raggiungere le 600.000 tonnellate, circa sei\u00a0volte quello della portaerei. Questo perch\u00e9 sopra il suo scafo a doppio compartimento, largo 74 metri, troveranno\u00a0collocazione l&#8217;intera serie di macchinari di un impianto per la liquefazione dei gas naturali, utile a comprimerne l&#8217;ingombro per il trasporto su scala globale. Un tipo di struttura che normalmente comporta un impatto ambientale assolutamente impossibile da trascurare, mentre questa soluzione offre flessibilit\u00e0, riduce le possibili tensioni socio-politiche, permette il reimpiego dei macchinari a seguito dell&#8217;esaurirsi di un particolare giacimento. Ma soprattutto, \u00e8 perfetta per essere spostata in quei luoghi ricchi di risorse chimiche\u00a0a largo delle terre emerse, che ci sono noti ormai da tempo, ma i quali risultavano troppo lontani e quindi impossibili da sfruttare con i metodi convenzionali. In questo, la nave in questione costituisce l&#8217;espressione chiara e lampante dell&#8217;imminente esaurimento di tutto ci\u00f2 che abbiamo sfruttato fino ad ora, con l&#8217;industria di settore che deve ricorrere a nuovi metodi per irrorare il mercato. \u00c8 dunque pur sempre possibile che si palesi, nel corso delle prossime generazioni, il classico quanto temuto scenario che vede l&#8217;immediata cessazione dell&#8217;attuale stato di grazia, in cui tutti si spostano con mezzi di trasporto personali, le citt\u00e0 possono permettersi d&#8217;illuminarsi per tutta la notte. Ma non tanto presto, non prima dell&#8217;esaurimento delle riserve nascoste sotto al bacino di Browse, a 200 Km dalla costa dell&#8217;Australia. In tale luogo\u00a0dovr\u00e0 essere posizionato, infatti, questo impressionante gigante dei mari, a partire dal giorno del suo imminente completamento, per andare a risucchiarne il prezioso contenuto per un tempo stimato di 20-25 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il come si recher\u00e0 e sposter\u00e0 l\u00ec, \u00e8 una storia di per se piuttosto interessante: perch\u00e9 la Prelude, allo stato tecnologico attuale, ha una massa talmente significativa che lo sviluppo di un metodo per\u00a0farla spostare sulle proprie forze non sarebbe stato\u00a0economicamente vantaggioso, soprattutto considerato come nella realt\u00e0 non dovr\u00e0 muoversi a distanza di parecchio tempo. Per questo, i suoi tre motori direzionabili da 6.700 cavalli ciascuno saranno assistiti nella navigazione da una serie di rimorchiatori, la cui quantit\u00e0 e tipologia non \u00e8 stata ancora rivelata. Una volta raggiunta la posizione, la nave impiegher\u00e0 quindi il suo particolare sistema di ancoraggio a torretta, costruito nei cantieri di Dubai, dotato di una vera e propria ragnatela di cavi e catene, ciascuno con\u00a0un&#8217;ancora a suzione all&#8217;estremit\u00e0, in grado di aggrapparsi saldamente al fondale. Il colossale dispositivo, alto quanto la Statua della Libert\u00e0, trover\u00e0 collocazione in corrispondenza dello spazio vuoto di forma circolare sito alla prua\u00a0della nave, chiamato in gergo <em>moon pool<\/em>: il pozzo della luna. Proprio da questo punto, il pi\u00f9 stabile dell&#8217;intera struttura galleggiante, si estender\u00e0 la trivella principale usata per raggiungere il giacimento sommerso. Ed \u00e8\u00a0stato\u00a0stimato che neanche un\u00a0ciclone di classe\u00a05 possa essere in grado di mandare la Prelude alla deriva, bench\u00e9 al suo eventuale sopraggiungere (tutt&#8217;altro che inaspettato a quella latitudine)\u00a0il personale di bordo dovr\u00e0\u00a0essere evacuato grazie all&#8217;impiego di un particolare squadrone di elicotteri ad alte prestazioni della Shell, gi\u00e0 in servizio per una buona parte dell&#8217;industria petrolifera d&#8217;Oceania. Anche a questo, l&#8217;efficiente reparto marketing della compagnia ha dedicato <a href=\"http:\/\/www.shell.com\/global\/aboutshell\/major-projects-2\/prelude-flng\/prelude-super-chopper.html\" target=\"_blank\">un esauriente video di presentazione<\/a>. Ma restano maggiormente impressionanti le scene in cui ci viene data l&#8217;occasione di renderci conto delle proporzioni assolutamente massive di una simile struttura:<\/p>\n<figure id=\"attachment_17914\" aria-describedby=\"caption-attachment-17914\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TrBSi405Ous\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17914\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17914 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Prelude-Floats-500x313.jpg\" alt=\"Prelude Floats\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Prelude-Floats-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/Prelude-Floats.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17914\" class=\"wp-caption-text\">Il varo dello scafo \u00e8 stato effettuato nel 2013, epoca a partire dalla quale la Prelude ha ricevuto i diversi moduli che compongono la sua struttura funzionale, ciascuno grande all&#8217;incirca quanto una singola piattaforma d&#8217;estrazione petrolifera convenzionale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Almeno sette potenti pilotine, di quelle che da sole abilitano l&#8217;approdo di una comunque gigantesca nave da trasporto, che si affollano operose attorno allo scafo titanico della Prelude. Una scena risalente al\u00a0momento fatidico in cui, assemblati i\u00a0diversi componenti di quest&#8217;ultimo, si raggiungeva finalmente uno stato di sicuro galleggiamento, e l&#8217;intero mostro marino veniva lanciato dal bacino di carenaggio di Geoje verso il molo di approdo antistante, dove ancora si trova assicurato con oltre 20 cavi d&#8217;approdo rinforzati. Da allora, per ogni giorno che trascorre, vi lavorano una media di almeno 5.000 persone, e questo senza contare i molti cantieri siti in giro per il mondo da cui provengono i diversi moduli in corso d&#8217;installazione. Alcuni vengono mostrati orgogliosamente dai rispettivi responsabili nel video d&#8217;apertura: uno dei giganteschi serbatoi (ce ne saranno 6) destinato al contenimento del gas liquefatto. La foresta di MLA (Marine Loading Arms) che si occuperanno di trasferire detto fluido alle navi pi\u00f9 piccole, incaricate di portarlo fino a destinazione. E naturalmente viene dato un certo spazio nell&#8217;esposizione anche ai 450 Km di cavi e i circa 3.000 collegamenti tra tubi necessari a far funzionare correttamente l&#8217;intero impianto, in realt\u00e0 molto pi\u00f9 compresso, e sofisticato, della sua versione equivalente <em>on-shore<\/em>. Un costoso investimento dunque, nel complesso pi\u00f9 che giustificato dai guadagni stimati successivi: si ritiene che la Prelude riuscir\u00e0 ad estrarre all&#8217;incirca 5,3 milioni di tonnellate annue di carburante, tra gas naturale liquefatto, propano\u00a0e\u00a0petrolio, con un costo operativo di 3 miliardi e mezzo di dollari per ciascun milione di tonnellate prodotto. A cui vanno aggiunti i 10-12 miliardi necessari per la sua costruzione.\u00a0Non \u00e8 difficile quindi, per inferenza,\u00a0immaginare il potenziale dei guadagni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17913\" aria-describedby=\"caption-attachment-17913\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/QgtSoEJD9HE\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17913 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/LNG-Process-500x313.jpg\" alt=\"LNG Process\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/LNG-Process-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/08\/LNG-Process.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17913\" class=\"wp-caption-text\">Il sito della Shell \u00e8 ricco di materiale informativo e quasi didascalico, incluso questa animazione che spiega il processo di separazione e liquefazione impiegato anche dalla Prelude. Fondamentale, prima di procedere al trattamento, \u00e8 sfruttare la forza di gravit\u00e0 e l&#8217;acqua per rimuovere il diossido di carbonio ed altre sostanze dalla miscela, che altrimenti potrebbe ghiacciarsi bloccando l&#8217;intero meccanismo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Succeder\u00e0 molto presto, quindi. Che l&#8217;inconcepibile citt\u00e0 galleggiante, vasta quasi quanto un&#8217;isola, raggiunga il punto deputato, immergendo la sua testa di trivellazione come la proboscide di una zanzara. La lunga asta, incapsulata in un tubo metallico per evitare che gli strati soffici del fondale possano franare nel buco, continuer\u00e0 a spingere e penetrare, mentre un getto continuo di fango dalla composizione argillosa\u00a0la seguir\u00e0 l\u00e0 sotto, contribuendo\u00a0con la sua pressione a\u00a0far risalire nell&#8217;intercapedine le rocce ed il terreno frantumato. Si aggiunger\u00e0 quindi una colata di\u00a0cemento, per solidificare la realizzazione. E poi gi\u00f9 di nuovo, sempre pi\u00f9 in profondit\u00e0. Finch\u00e9 ad un certo punto, eureka! Ecco il gas. Sui confini della sacca del materiale ad alto potenziale energetico tanto duramente ricercata, la testa rotante\u00a0dovr\u00e0 temporaneamente fermarsi, mentre squadre altamente qualificate si occuperanno\u00a0d&#8217;installare una valvola di sicurezza (<em>blowup preventor<\/em>) sul fondale marino, onde evitare anti-economiche\u00a0quanto disastrose\u00a0fughe di sostanze altamente inquinanti. A tal\u00a0punto, risalendo grazie alla pressione del fango\u00a0la lunga quanto estesa colonna cava\u00a0fino alla nave, il gas verr\u00e0 immesso negli impianti di raffreddamento in grado di depurarlo e portarlo a -162 gradi celsius,\u00a0in vista del successivo immagazzinamento.<br \/>\nI mercati principali verso cui verr\u00e0 inviata tale preziosa fonte di elettricit\u00e0 e movimento motorizzato (praticamente pronta all&#8217;uso) saranno, allo stato attuale delle cose, soprattutto i paesi nascenti del gruppo asiatico.\u00a0Ma 25 anni sono lunghi e chiss\u00e0 cosa potr\u00e0 riservarci il domani. L&#8217;importanza strategica di una, o pi\u00f9, di queste gigantesche navi dislocate in prossimit\u00e0 degli ultimi giacimenti raggiungibili da trivelle umane potrebbe diventare, nel giro di un paio di generazioni, l&#8217;ultimo puntello a disposizione per nostra ormai instabile globalizzazione tecnologica, e di conseguenza, dell&#8217;intera societ\u00e0 civile moderna. Sotto l&#8217;assoluto controllo di appena\u00a0cinque o sei compagnie private&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mare a largo della grande citt\u00e0 sudcoreana di Busan (oltre tre milioni di abitanti) c&#8217;\u00e8 un arcipelago di isole, tra cui la pi\u00f9 grande ha nome di Geoje. 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