{"id":17859,"date":"2015-07-31T07:42:20","date_gmt":"2015-07-31T05:42:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17859"},"modified":"2015-07-31T07:48:42","modified_gmt":"2015-07-31T05:48:42","slug":"la-grande-sfera-trasparente-sotto-il-mare-della-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17859","title":{"rendered":"La grande sfera trasparente sotto il mare della Turchia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/133076936\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17860\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17862\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Transparent-Sphere-500x313.jpg\" alt=\"Transparent Sphere\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Transparent-Sphere-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Transparent-Sphere.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esplosiva esaltazione del senso umano d&#8217;avventura, un tuffo tra le acque a largo di Fethiye, importante localit\u00e0 turistica non cos\u00ec distante dall&#8217;isola di Rodi. Con la maschera e la muta, le pinne, le bombole da usarsi per conoscere pi\u00f9 a fondo le tiepide e attraenti circostanze, spinti dall&#8217;entusiasmo di essere in vacanza. Finch\u00e9 all&#8217;improvviso, le prime avvisaglie del pi\u00f9 strano degli incontri: una leggera variazione della luce, appena percettibile allo sguardo, come una curvatura rifrangente sospesa fra la luce e l&#8217;ombra, in stato di galleggiamento stabile a circa 6 metri di profondit\u00e0. La mente fatica a comprendere la situazione, mentre il tempo rallenta in modo percettibile, \u00e8 prossimo a fermarsi. Nuoti pi\u00f9 vicino, naturalmente, come altrettanto naturalmente, ci\u00f2 non chiarisce affatto questa situazione, tutt&#8217;altro. Mentre giri attorno alla presenza, ne inizi a comprendere le proporzioni: 4 metri di diametro, all&#8217;incirca, con un aspetto floscio e globulare. Trasportata e mossa dalla corrente, la massa gelatinosa si agita, sviluppa dei bitorzoli sulla sua superficie. Tu, subacqueo, altro non puoi fare che puntare la tua torcia, riprendere,\u00a0imprimere i dettagli della scena nella tua memoria soggettiva dell&#8217;evento. Un domani, forse, capirai la verit\u00e0&#8230;<br \/>\nQualcosa di simile succedeva lo scorso 9 Luglio all&#8217;intera equipe di Lutfu Tanriover, produttore di video sottomarini, quattro volte vincitore\u00a0del \u00a0Golden Fin Underwater Imaging Championship e premiato in diversi\u00a0prestigiosi festival internazionali. Che nonostante l&#8217;esperienza decennale, di fronte a un simile oggetto fuori dal contesto si era ritrovato nello stesso stato di assoluta perplessit\u00e0 di chiunque altro di noi. Una sfera, una palla, la bolla di sapone dei titani. Un chiaro segno di esistenze ultramondane? Questa ed altre assurde idee devono aver attraversato per qualche\u00a0attimo fulmineo la sua mente, prima che decidesse per la via operativa di pubblicare il video non soltanto presso il\u00a0suo canale ufficiale del portale Vimeo, ma anche in giro per i principali Social Network, incoraggiando quindi i molti lettori quasi accidentali a ricondividere il documento\u00a0della sua escursione misteriosa nel Mediterraneo. Il risultato non tarda ad arrivare: nel giro di qualche settimana uno degli spettatori, probabilmente con gi\u00e0 un&#8217;idea nella mente, mostra il video ad un\u00a0oceanologo\u00a0del museo Smithsonian di Storia Naturale a Washington D.C, il Dr.\u00a0Michael Vecchione, rinomato\u00a0esperto in cefalopodi di vario tipo. Il quale, senza un attimo di esitazione, esclama un qualcosa di simile a: &#8220;Fantastico, sono uova di seppia!&#8221; E in particolare di una specie molto nota ma della cui prassi riproduttiva abbiamo ad oggi poche informazioni: la\u00a0<em>Ommastrephes bartramii<\/em>, comunemente detta seppia volante al neon. Un animale estremamente prolifico\u00a0la cui femmina, che pu\u00f2 arrivare a misurare fino ai 60 cm di lunghezza, depone in genere tra le 350.000 ed i 3,6 milioni di uova, dimostrando chiaramente l&#8217;appartenenza alla prima parte del <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/R\/K_selection_theory#r-selection\" target=\"_blank\">gruppo biologico r\/K<\/a>, ovvero che si riproducono in grandi\u00a0quantit\u00e0, piuttosto che investire le energie nel curare e nutrire la propria limitata prole, preziosa e potenzialmente insostituibile. Come invece\u00a0facciamo, incidentalmente, noi\u00a0umani. I piccoli della seppia volante in effetti, alla schiusa misurano pochi millimetri e mancano di un apparato natatorio davvero efficiente, venendo sostanzialmente trascinati in giro dalla corrente. In questo stato,\u00a0sono facilmente vittime dei predatori, che in un ciclo senza fine si occupano di limitare la crescita incontrollata\u00a0della popolazione cefalopode, con conseguente collasso dell&#8217;intera nicchia ecologica condivisa in molti ambienti\u00a0della terra, fra cui i freddi mari del Nord, dove le seppie in questione migrano dopo la stagione degli accoppiamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avvistamenti di una tale\u00a0impressionante\u00a0sacca delle uova, analoghi a questo recentemente effettuato in Turchia bench\u00e9 provenienti dalle abitudini riproduttive di\u00a0un&#8217;altra\u00a0specie, si erano\u00a0gi\u00e0 verificati in precedenza, ad esempio nel 2008 all&#8217;interno del Golfo della California, ad opera della scienziata <a href=\"http:\/\/www.cephalopodiatrist.com\/\" target=\"_blank\">Danna Staaf<\/a>\u00a0e di nuovo\u00a0presso\u00a0Saint Mandrier in Francia nel 2013, come documentato <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/69025941\" target=\"_blank\">da un altro video su Vimeo<\/a>.\u00a0Nel primo caso si trattava\u00a0della grossa e carnivora <em>Dosidicus gigas\u00a0<\/em>(seppia di Humboldt, fino a 2 metri di lunghezza) che notoriamente produce sacche anche di diversi metri di dimensione.\u00a0Il caso di assistere a una tale meraviglia naturale\u00a0resta comunque piuttosto raro, soprattutto quando si considera l&#8217;estrema delicatezza della sfera, che in prossimit\u00e0 dei fondali bassi, dove le correnti si fanno pi\u00f9 insistenti, tende subito a disgregarsi. Le singole uova, quindi, sono talmente piccole\u00a0da diventare del tutto\u00a0invisibili ad occhio nudo. Ci\u00f2 detto, questo stato di assoluta incapacit\u00e0 difensiva non dura molto a lungo nella vita delle seppie di medie o grandi dimensioni, che sono in genere accanite predatrici, per di pi\u00f9 dotate di alcuni significativi vantaggi evolutivi. Ecco, ad esempio pensavate che la denominazione di &#8220;seppia volante&#8221; fosse solamente metaforica, o un riferimento alla forma dell&#8217;animale? Pensateci di nuovo:<\/p>\n<figure id=\"attachment_17861\" aria-describedby=\"caption-attachment-17861\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=17861#main\" rel=\"attachment wp-att-17861\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17861 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Flying-Squid-500x370.jpg\" alt=\"Flying Squid\" width=\"500\" height=\"370\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Flying-Squid-500x370.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Flying-Squid.jpg 625w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17861\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/laughingsquid.com\/scientists-confirm-that-neon-flying-squid-can-fly-announce-speed\/\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 una famosa foto del Prof.\u00a0Kouta Muramatsu dell&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Hokkaido, che nel 2011 \u00e8 riuscito a documentare una\u00a0particolare dote difensiva\u00a0dell&#8217;<em>Ommastrephes bartramii,\u00a0<\/em>che quando minacciata, normalmente, tende a spiccare il volo. Una reazione probabilmente automatica e non dissimile da quella delle aragoste, il cui apparato nervoso \u00e8 in grado di reagire e farle balzare all&#8217;indietro a poca distanza dal fondale, non appena l&#8217;animale si agita per una situazione di pericolo. E simili inquadrature, bench\u00e9 tutt&#8217;altro che frequenti, ricompaiono pi\u00f9 volte sulle riviste e gli studi di settore, generalmente quando un&#8217;imbarcazione umana si avvicina troppo ad un branco di seppie, mettendole in allarme con il suono del motore. Succede poi, generalmente, che alcuni dei cefalopodi finiscano accidentalmente sopra il ponte della nave, dovendo essere rigettati in mare dai suoi occupanti. La capacit\u00e0 di permanenza in volo\u00a0fuori dall&#8217;acqua di questi animali \u00e8 comunque assolutamente degna di nota, visto come un animale che spesso misura meno della met\u00e0 di un metro possa spostarsi orizzontalmente anche di 30, ad una velocit\u00e0 stimata di 10 al secondo. I fortunati testimoni accidentali\u00a0dell&#8217;evento, inoltre, concordano nell&#8217;affermare come la seppia in volo sia tutt&#8217;altro che passiva, disponendo i propri tentacoli in maniera aerodinamica, e sfruttando le membrane natatorie a lato del mantello come fossero alettoni. Prima di balzare, inoltre, la seppia aspira una certa quantit\u00e0 d&#8217;acqua al suo interno, che rilascia in modo spettacolare durante il tragitto, aumentando di conseguenza la sua spinta per effetto del terzo principio della termodinamica. Il meccanismo difensivo non \u00e8 per\u00f2\u00a0del tutto privo di difetti, visto come esponga le seppie a nuovi predatori, come gabbiani ed altri uccelli predatori degli ambienti marini. Per questo dalla singola strada evolutiva dei cefalopodi dell&#8217;ordine\u00a0<em>Teuthida<\/em> (le seppie) provengono diramazioni alternative totalmente differenti, come quella del gigantismo abissale:<\/p>\n<figure id=\"attachment_17860\" aria-describedby=\"caption-attachment-17860\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-QkEV7W7hyM\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17860 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Colossal-Squid-500x313.jpg\" alt=\"Colossal Squid\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Colossal-Squid-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Colossal-Squid.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17860\" class=\"wp-caption-text\">Questo video del mese scorso, che documenta il raro avvistamento di un Mesonychoteuthis hamiltoni vivo ad opera di un team di scienziati russi, ha fatto il giro dei portali video e dei telegiornali. Non a caso, costituisce una svolta importante nella conoscenza che abbiamo di questo animale straordinario.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno sa, esattamente, perch\u00e9\u00a0alcune specie di seppie appartenenti ai generi\u00a0Architeuthis e\u00a0Mesonychoteuthis possano raggiungere facilmente i 10-15 metri di lunghezza, vivendo a una distanza\u00a0di oltre 600 metri dalla superficie dell&#8217;oceano. In alcuni ambienti si\u00a0ipotizza\u00a0che si tratti di un meccanismo difensivo per proteggersi dal loro predatore principale, la balena capodoglio,\u00a0mentre il celebre naturalista e divulgatore\u00a0David Attenborough affermava, nella sua serie Blue Planet, che\u00a0le maggiori dimensioni dell&#8217;animale servissero\u00a0a ridurre la dispersione di calore a tali\u00a0oscure profondit\u00e0. Il calamaro colossale <em>Mesonychoteuthis hamiltoni<\/em>, del tipo recentemente assurto alle cronache televisive di tutto il mondo grazie a un raro avvistamento dal vivo, \u00e8\u00a0distinguibile dalla seppia gigante per la i suoi tentacoli pi\u00f9 corti rispetto al corpo e il mantello (la &#8220;testa&#8221;) pi\u00f9 grande, per la quantit\u00e0 di muscoli possenti che la ricoprono, permettendo all&#8217;animale di spostarsi con grande agilit\u00e0. Proprio quest&#8217;ultimo inoltre, almeno stando agli studi effettuati su entrambe le specie grazie agli esemplari morti portati a riva dalle correnti marine, dovrebbe poter raggiungere una dimensione maggiore anche di un metro e due rispetto alla sua rivale, qualificandosi come l&#8217;inverterbrato pi\u00f9 grande della Terra. Cosa mangia, come vive un simile gigante? In effetti, sappiamo molto poco in merito a simili animali, che si ritiene caccino il merluzzo australe oppure altre specie di seppie leggermente pi\u00f9 piccole, mai viste da occhio umano. \u00c8 una sorta di paradosso. Come si usa dire talvolta, esagerando per l&#8217;effetto del senso comune: &#8220;Conosciamo\u00a0pi\u00f9 i dettagli dello spazio interstellare che quelli delle profondit\u00e0 marine&#8230;&#8221; Mentre le seppie, dal canto loro,\u00a0depongono una sfera sopra\u00a0l&#8217;altra, verso l&#8217;Infinito e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;esplosiva esaltazione del senso umano d&#8217;avventura, un tuffo tra le acque a largo di Fethiye, importante localit\u00e0 turistica non cos\u00ec distante dall&#8217;isola di Rodi. Con la maschera e la muta, le pinne, le bombole da usarsi per conoscere pi\u00f9 a fondo le tiepide e attraenti circostanze, spinti dall&#8217;entusiasmo di essere in vacanza. Finch\u00e9 all&#8217;improvviso, le &#8230; <a title=\"La grande sfera trasparente sotto il mare della Turchia\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17859\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La grande sfera trasparente sotto il mare della Turchia\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,818,1096,1097,249,573,400,819,78,213],"class_list":["post-17859","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-biologia","tag-cefalopodi","tag-evoluzione","tag-mare","tag-misteri","tag-oceano","tag-riproduzione","tag-scienza","tag-turchia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17859","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17859"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17859\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17865,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17859\/revisions\/17865"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17859"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17859"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17859"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}