{"id":17846,"date":"2015-07-29T07:46:39","date_gmt":"2015-07-29T05:46:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17846"},"modified":"2015-07-29T07:53:26","modified_gmt":"2015-07-29T05:53:26","slug":"acqua-2-0-come-costruire-le-piramidi-senza-fatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17846","title":{"rendered":"Acqua 2.0: come costruire le piramidi senza fatica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/C1y8N0ePuF8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17847\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17849\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Water-Pyramids-500x313.jpg\" alt=\"Water Pyramids\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Water-Pyramids-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Water-Pyramids.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiaramente, deve pur esserci una spiegazione. Se gli edifici sacri degli Egizi, risalenti a pi\u00f9 di 4000 anni fa, ci lasciano perplessi nella loro apparente impossibilit\u00e0 ingegneristica, \u00e8 perch\u00e9 furono costruiti proprio a un tale scopo: quale migliore dimostrazione di forza, da parte di una dinastia regnante, che il possesso di un qualcosa di letteralmente unico nel mondo conosciuto, che sfuggisse alla comprensione di qualsiasi viaggiatore (Se non a quella di chi l\u00ec ci viveva, visto che il processo costruttivo poteva durare anche 20 anni). Mentre\u00a0il problema fondamentale, dal nostro punto di vista cronologicamente dislocato, \u00e8 stato l&#8217;incedere troppo veloce del progresso, stimolato proprio dalle opere di antiche civilt\u00e0 come la loro. Non \u00e8 particolarmente difficile immaginare i Greci o i Romani, armati delle loro competenze architettoniche e strumenti relativamente avanzati, ipoteticamente\u00a0forniti di una\u00a0manodopera comparabile a quella di coloro che vivevano sul Nilo, che riuscissero in qualche maniera rapida nel replicare una\u00a0suprema meraviglia come la piramide di Cheope, alta 146,6 metri. Che sarebbe stato l&#8217;edificio pi\u00f9 imponente del mondo per 38 secoli, fino alla costruzione della Cattedrale di Lincoln in Inghilterra. Ma considerate soprattutto questo: i loro predecessori del Vicino Oriente,\u00a0che vissero in piena Et\u00e0 del Bronzo, non avevano strumenti di ferro, n\u00e9 la ruota, n\u00e9 la carrucola! Eppure trasportarono una quantit\u00e0 spropositata di blocchi di\u00a0pietra calcarea e granito, dal peso di fino a 4 tonnellate ciascuno, nel punto deputato, prima di disporli con precisione geometrica che ancora\u00a0sfida l&#8217;immaginazione. E poi soprattutto, completato il basamento del colossale mausoleo, continuarono a costruire, trascinando dette pietre lungo l&#8217;asse dello spazio verticale. Come, come? &#8220;Se non cos\u00ec, come?&#8221; Una frase che ricorre, tra gli ambienti specialistici o di sinceri appassionati a questo tema senza tempo, come il sostegno di teorie pi\u00f9 o meno probabili, ciascuna egualmente avvincente\u00a0nella mente di coloro che l&#8217;hanno proposta. Perch\u00e9 quando non \u00e8 semplicemente comprensibile\u00a0la maniera in cui gli schiavi di un\u00a0popolo, cos\u00ec privo di apparati tecnologici sofisticati, fossero stati in grado di fare un qualcosa di eccessivamente duraturo, ogni sorta di spiegazione diventa lecita, funzionale alla risoluzione del problema di giornata. Chiaramente, i risultati possono variare.<br \/>\nTra le teorie relativamente poco note, ma stranamente possibili nella loro cervellotica complessit\u00e0, va annoverata questa del costruttore del Lincolnshire,\u00a0Chris Massey, che stando a quanto ci racconta l&#8217;avrebbe elaborata a partire da una specifica esperienza di viaggio. Quando lui, assieme agli altri partecipanti di una classica crociera sul Nilo, si ritrov\u00f2 a discutere con la guida assegnatagli durante la visita alla piana di Giza, in merito alle molteplici ragioni per cui le teorie maggiormente accreditate fossero nei fatti impraticabili, soprattutto per la gigantesca piramide di Cheope, la maggiore mai esistita: &#8220;Una singola rampa inclinata che conducesse fino alla sommit\u00e0? Ah! Avrebbe dovuto misurare centinaia di metri e contenere pi\u00f9 pietra dell&#8217;edificio stesso.&#8221; E poi: &#8220;Volete farmi credere che questa gente avesse trasportato i blocchi di pietra su slitte di legno, attraverso il terreno accidentato del deserto? Chiunque se ne intenda, sa che un singolo ciottolo sarebbe stato sufficiente a\u00a0causare un fallimento catastrofico dell&#8217;impresa. Assolutamente&#8230;Impossibile.&#8221; Ci\u00f2 senza considerare la produzione dell&#8217;enorme quantit\u00e0 dei blocchi stessi a partire dalla pietra di cava, un&#8217;impresa titanica in se e per se. Dal che nacque una teoria del tutto nuova, che forse andrebbe definita pi\u00f9 un&#8217;ipotesi infondata e bench\u00e9 possibile nei fatti,\u00a0sostanzialmente impossibile da provare.\u00a0In questo, certamente resta in buona compagnia. Si usa spesso dire che le acque del Nilo, con il loro fango fertile e sottile, fossero\u00a0state il nettare che donava la vita all&#8217;intera sottile striscia di territorio lungo la quale si\u00a0estendeva questa antica civilt\u00e0. E se quello stesso fluido trasparente avesse aiutato anche nella costruzione del loro lascito pi\u00f9 duraturo, allora&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto \u00e8 chiaro, semplice, lampante. Il maggiore punto debole della presentazione multimediale della teoria di Massey, pubblicata su YouTube, potrebbe dirsi lo stesso di molte delle altre venute prima: la voce narrante non esprime mai un dubbio\u00a0significativo, in un&#8217;esposizione di ciascun passaggio costruttivo che parrebbe pi\u00f9 che altro la presentazione del progetto ad un cliente. Il che forse, andrebbe visto come una sorta di deformazione professionale, visto il suo lavoro diurno nel campo dell&#8217;edilizia, ma non rende affatto meno interessante il\u00a0soggetto dell&#8217;esposizione. Questa ennesima spiegazione\u00a0in effetti, forse non chiarir\u00e0 del tutto il dubbio archeologico pi\u00f9 discusso\u00a0nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, ma \u00e8 comunque un possibile modo per costruire le piramidi senza\u00a0l&#8217;impiego di mezzi anacronistici per l&#8217;epoca in oggetto di analisi. E questo basta largamente, nei fatti, a renderlo davvero interessante. La colonna principale della procedura, neanche a dirlo, sarebbe l&#8217;improbabile princ\u00ecpio di Archimede: &#8220;Un\u00a0corpo immerso parzialmente o completamente in un fluido riceve una spinta verticale dal basso verso l&#8217;alto, uguale per intensit\u00e0 al peso del volume del fluido spostato&#8221; Il che significa, come noi moderni ben sappiamo, che se il rapporto tra volume e peso di un oggetto \u00e8 vantaggioso, quest&#8217;ultimo gallegger\u00e0. Ora, bench\u00e9 difficilmente gli Egizi potessero gi\u00e0 disporre di una tale nozione cos\u00ec chiaramente enunciata (ma non si pu\u00f2 mai dire) sappiamo per certo che erano degli ottimi navigatori, che impiegavano le loro chiatte fluviali per trasportare carichi pesanti da un insediamento all&#8217;altro. Tanto che era stato nei fatti costruito, ne abbiamo trovato i resti, un canale che collegava il sito della piramide di Cheope al fiume Nilo. Questo perch\u00e9 la piana di Giza, ben prima di diventare sacra, era stata una miniera di pietre d&#8217;arenaria ad alto potenziale, sfruttata in lungo e largo dall&#8217;intera civilizzazione di quell&#8217;epoca distante.<br \/>\nOra, Massey afferma che chiaramente, tale via acquatica sarebbe stata usata per il trasporto dei blocchi provenienti da altri siti, come altrettanto chiaramente, non sarebbero state impiegate delle imbarcazioni vere e proprie. Qui sta la prima idea sfrenata del suo contributo alla discussione pluri-secolare in questione: gli Egizi avrebbero potuto usare, per il trasporto delle pietre, dei veri e propri galleggianti, costruiti talvolta in legno di cedro (un materiale non particolarmente reperibile in quei luoghi) oppure stomaci di animali, riempiti d&#8217;aria e quindi sigillati. Letteralmente migliaia di simili organi, assicurati a ciascun carico gi\u00e0 dal punto di approdo principale sul fiume, quindi trascinati fino alla destinazione grazie all&#8217;uso della forza muscolare, di uomini o altre bestie alquanto sfortunate.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17848\" aria-describedby=\"caption-attachment-17848\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/dGH93mt81BA\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17848 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Water-Pyramids-2-500x313.jpg\" alt=\"Water Pyramids 2\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Water-Pyramids-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Water-Pyramids-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17848\" class=\"wp-caption-text\">Nell&#8217;idea di Massey, l&#8217;acqua sarebbe stata utile anche a rendere la pietra calcarea pi\u00f9 malleabile da lavorare, visto come nei fatti questa tenda gradualmente ad indurirsi dopo l&#8217;estrazione dalle cave. Inoltre, la superficie orizzontale del serbatoio avrebbe aiutato a intagliare tutti i blocchi con la stessa angolazione.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il punto principale viene enunciato subito dopo, perch\u00e9 ecco cosa sarebbe successo dopo l&#8217;edificazione del fatidico piano terra: gli Egizi avrebbero aggiunto pi\u00f9 acqua. Nel diagramma della piramide mostrato nei video di Massey, si pu\u00f2 sempre identificare uno spazio interno inondato, con quattro pozzi disposti ai lati. Questo perch\u00e9 un blocco, ipoteticamente assicurato ai galleggianti, in un fluido denso come l&#8217;acqua tender\u00e0 sempre a salire verso l&#8217;alto. Potr\u00e0 farlo per 50, 60, 100, 146 metri: per la fisica non c&#8217;\u00e8 nessuna differenza.\u00a0La forza di gravit\u00e0 non pu\u00f2 nulla contro una simile tendenza.\u00a0Dunque con la sicurezza funzionale di un ascensore, almeno nell&#8217;idea discussa, i blocchi avrebbero raggiunto la sommit\u00e0\u00a0della struttura, per essere di nuovo posizionati facilmente, grazie all&#8217;espediente del galleggiamento.\u00a0Onde\u00a0favorire lo spostamento in diagonale, piuttosto che dritto verso l&#8217;alto, nel video vengono previste una serie di chiuse lungo l&#8217;intero asse di quelli che sarebbero stati a tutti gli effetti dei tubi quadrangolari, sottoposti ad un grado niente affatto trascurabile di pressione. Un popolo di idraulici <em>ante-litteram<\/em>, dunque? Pu\u00f2 essere. Sappiamo ad esempio che la co\u00e9va civilt\u00e0 Fenicia impiegava con successo metodi d&#8217;impermeabilizzazione fondati sull&#8217;impiego del bitume, che avrebbero funzionato davvero molto bene nel contesto ipotetico qui simulato. Come pure la sovrapposizione multipla di pelli d&#8217;animale. L&#8217;acqua, inoltre, avrebbe potuto raggiungere spontaneamente la sommit\u00e0\u00a0grazie alla\u00a0falda acquifera della piana di Giza che, essendo collegata al vicino lago di Moeris che si trova a un&#8217;altitudine maggiore, all&#8217;epoca poteva svolgere le funzioni di un\u00a0pozzo artesiano. Mentre al problema del liquido spinto\u00a0verso il basso, come conseguenza del galleggiamento dei blocchi, si sarebbe dovuto rispondere con lo sforzo collettivo, ad esempio tramite l&#8217;impiego di una catena di secchi. \u00c8 del resto sempre pi\u00f9 semplice trasportare in alto innumerevoli tonnellate d&#8217;acqua piuttosto che singoli blocchi indivisibili, da migliaia di chilogrammi\u00a0ciascuno!<\/p>\n<figure id=\"attachment_17847\" aria-describedby=\"caption-attachment-17847\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/j9w-i5oZqaQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17847\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17847 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Ancient-Aliens-Debunked-500x313.jpg\" alt=\"Ancient Aliens Debunked\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Ancient-Aliens-Debunked-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Ancient-Aliens-Debunked.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17847\" class=\"wp-caption-text\">Nella serie per il web Ancient Aliens Debunked, l&#8217;utente VerseByVerseBT s&#8217;incarica di sfatare i molti miti costruiti dall&#8217;omonimo programma televisivo statunitense, in cui ogni grande opera del passato viene in qualche modo subordinata all&#8217;intervento degli extraterrestri. L&#8217;episodio che tratta le piramidi \u00e8 ricco di spunti molto interessanti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si:\u00a0questa disanima dell&#8217;esperto del Lincolnshire pu\u00f2 sembrare alquanto complessa ed improbabile, da diversi punti di vista. Ci sono numerosi problemi, con la sua idea: come costruire ad esempio, con la tecnologia dell&#8217;Et\u00e0 del Bronzo, delle chiuse in grado di operare a simili pressioni? Come rimpiazzare l&#8217;acqua continuamente soggetta ad evaporazione, una tendenza inarrestabile soprattutto a tali latitudini? E che dire dei lavoranti, costretti ad immergersi per intagliare le pietre in un&#8217;acqua\u00a0almeno in parte ristagnante, satura di polveri provenienti dall&#8217;intaglio\u00a0e ipotetici\u00a0germi di ogni tipo&#8230;Non che all&#8217;epoca ci si preoccupasse della salute degli schiavi, assai probabilmente. Per\u00f2\u00a0anche, soprattutto quella, era una risorsa tutt&#8217;altro che infinita. Torniamo quindi alla\u00a0problematica fondamentale: se non cos\u00ec, come mai&#8230;Slitte anti-gravitazionali. Automi\u00a0telecomandati. Ciclopici mammut importati dall&#8217;Europa settentrionale. Tutto \u00e8 altrettanto possibile, quando l&#8217;esistenza stessa di un qualcosa di venuto prima ci appare, persino ad oggi, priva di una spiegazione. Lo stesso fatto che gli Egizi dell&#8217;Et\u00e0 del Bronzo avessero tagliato il durissimo granito, usato per le camere pi\u00f9 importanti della piramide di Cheope, lasci\u00f2 per lungo tempo perplessi gli archeologi. Finch\u00e9 non si scopr\u00ec come, nei fatti, strofinare una sega realizzata in quel metallo malleabile su di una superficie di pietra, a patto che questa fosse stata prima cosparsa di sabbia, poteva ottenere l&#8217;incredibile per abrasione. Certo, un processo non facilissimo da replicare, come ipotizza Massey, sott&#8217;acqua.<br \/>\nForse la spiegazione pi\u00f9 probabile del come i costruttori della piramide di Cheope potessero aver portato i blocchi fino in cima viene da un&#8217;altro non specialista, un architetto\u00a0Jean-Pierre Houdin citato anche nel qui presente documentario di contro-informazione. Fu infatti proprio lui a individuare,\u00a0a partire dal 1999, l&#8217;esistenza di un possibile sistema temporaneo di rampe interne che giravano attorno alla piramide stessa, temporaneamente lasciate aperte per permettere il transito dei blocchi. Al termine di ciascun piano, quindi, le pietre potevano essere sollevate tramite l&#8217;impiego di un meccanismo a leva con contrappeso\u00a0analogo a quello dell&#8217;irrigazione con\u00a0lo <em><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Shadoof\" target=\"_blank\">shadoof<\/a><\/em>, dispositivo impiegato in questi luoghi fin dalla notte dei tempi.\u00a0Dopo quattro anni di lavoro solitario a margine\u00a0della sua teoria, quindi, Houdin realizz\u00f2 di concerto con la compagnia di grafica tridimensionale\u00a0Dassault Syst\u00e8mes un&#8217;intero modello della piramide basato su\u00a0accurati rilevamenti, che parrebbe riconfermare la presenza dell&#8217;ipotetica spirale ascendente. Nonostante questo, molto ricercatori accademici ancora si dichiarano\u00a0piuttosto scettici rispetto all&#8217;idea, definendo l&#8217;intero approccio come inutilmente complicato. Rispetto a\u00a0quale alternativa, non \u00e8 del tutto\u00a0chiaro.<br \/>\nCos\u00ec le piramidi\u00a0continuano a svolgere il compito per cui erano state edificate: stupire gli uomini, sfidare l&#8217;immaginazione. Sembra addirittura che negli ultimi anni, tra il vago &#8220;Porsi domande specifiche conduce fuori strada!&#8221; degli archeologi pi\u00f9 responsabili ed il deciso &#8220;Sono stati gli alieni!&#8221; dei soliti cospirazionisti et similia, stia trovando sfogo\u00a0questa nuova via di mezzo, percorsa da\u00a0ricercatori controcorrente come Massey e Houdin, che potrebbe riassumersi nell&#8217;enunciazione: &#8220;Ecco, se per caso l&#8217;avessero chiesto a me, IO l&#8217;avrei fatto cos\u00ec.&#8221; Il che diventa estremamente rilevante, quando si considera che gli antichi non erano in alcun modo meno intelligenti o creativi di noi. E che se mai scopriremo\u00a0il vero metodo impiegato per la costruzione delle piramidi,\u00a0tramite l&#8217;impiego di una qualche macchina del tempo,\u00a0questo sar\u00e0 ancora pi\u00f9 incredibile, straordinariamente semplice,\u00a0di quelli che avremmo impiegato noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiaramente, deve pur esserci una spiegazione. 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