{"id":17827,"date":"2015-07-27T07:42:37","date_gmt":"2015-07-27T05:42:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17827"},"modified":"2015-07-27T07:48:13","modified_gmt":"2015-07-27T05:48:13","slug":"lesperienza-accidentale-di-essere-sommersi-dagli-insetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17827","title":{"rendered":"L&#8217;esperienza accidentale di essere sommersi dagli insetti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/QGbTl5ZFZ5Q\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17828\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17830\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Sabula-Mayflies-500x313.jpg\" alt=\"Sabula Mayflies\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Sabula-Mayflies-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Sabula-Mayflies.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un incontro certamente inaspettato, quello che ha coinvolto questi poliziotti\u00a0dello Iowa chiamati sul ponte tra le cittadine di Sabula e Savanna, sopra il vasto e quieto Mississipi. Con la scusa che, emergenza! La carreggiata \u00e8 diventata letteralmente impraticabile per la quantit\u00e0 di\u00a0ali sfarfallanti, code biforcute e zampe arcuate di un particolare tipo di visitatori occasionali, se non proprio alieni nei fatti, per lo meno preoccupanti. Nonch\u00e9 problematici senza essere nocivi,\u00a0semplicemente per quanto sono differenti da ogni altra specie di animali. Si tratta\u00a0niente meno che di uno sciame di <em>mayflies<\/em>, mosche di Maggio,\u00a0l&#8217;ultima generazione degli appartenenti a un genere d&#8217;insetti preistorici, che nel quinto periodo dell&#8217;era Paleozoica giungevano a misurare fino a 45 cm d&#8217;apertura alare. Ma i quali\u00a0persino oggi, ben pi\u00f9 ridotti nelle dimensioni\u00a0(tra le specie innumerevoli, la media si assesta\u00a0intorno ai 5\u00a0cm) possono fermare il traffico grazie alla loro semplice presenza, che pu\u00f2 manifestarsi nei fatti in un qualsiasi periodo che vada dalla primavera all&#8217;autunno, non soltanto il mese da cui sono denominate. La ragione, chiaramente, va cercata nella quantit\u00e0: immaginate un patto stretto tra tutte le nostre comuni mosche domestiche, che le portasse tutte a radunarsi dietro a un mobile, in attesa che la casa si sia momentaneamente liberata\u00a0dai suoi proprietari. Quelle che erano soltanto una decina di ospiti indesiderate, aumenterebbero nel tempo e in modo esponenziale, per l&#8217;arrivo dei fratelli dalle zone circostanti.\u00a0Finch\u00e9 in quell&#8217;attimo fatale di chiusura della porta, con un ronzio feroce, spunterebbero centinaia, quando non migliaia d&#8217;individui alati,\u00a0diventando per qualche attimo di gloria le signore indiscusse del proprio territorio&#8230; L&#8217;unione, nella maggior parte dei casi, per gli insetti fa forza. E persino lo spietato ago della selezione naturale, manovrato dall&#8217;incedere dei predatori, non pu\u00f2 che tendere verso il fatidico SI, quando le potenziali vittime sono tanto numerose da sfidare l&#8217;immaginazione, e cos\u00ec sacrificabili, individualmente, proprio perch\u00e9 vivono per poche ore. Ma il bello, dopo tutto, \u00e8 ci\u00f2 che viene prima: lungi dal materializzarsi per partenogenesi, come spesso\u00a0si credeva anticamente, questi insetti restano uno sciame dall&#8217;attimo fulmineo della propria nascita e fin quando non raggiungono quel duro giorno della verit\u00e0. Alla schiusa delle uova si presentano con l&#8217;aspetto di una creatura\u00a0acquatica che misura dai 3 ai 30 mm, la ninfa (o naiade, dal nome delle protettrici divine dei fiumi dell&#8217;antica Grecia) con tre segmenti e un paio di zampe per ciascuno. In questo stadio, vivono per un tempo che pu\u00f2 raggiungere anche i due anni, durante il quale crescono mangiando alghe diatomee o detriti, cambiando il proprio esoscheletro pi\u00f9 volte. In alcune specie dell&#8217;insetto, raggiunte le dimensioni sufficienti\u00a0si trasformano in pericolosi predatori, in grado di prosperare ai danni delle larve dei cugini. Finch\u00e9 ad un segnale a noi inaudibile, in effetti largamente misterioso, non decidono che \u00e8 giunto il tempo di cambiare. A quel punto, ai nostri occhi d&#8217;imprecisi osservatori, tutto il resto viene cancellato! Emersione, migrazione e diffusione! Perch\u00e9 succede allora, come periodicamente narrano i telegiornali degli Stati Uniti, che interi edifici, o ponti, vengano ricoperti da queste creature, la luce del sole oscurata, come nelle piaghe bibliche, dal terribile vibrare delle loro ali. Il che sarebbe una tragedia se potessero arrecare un qualche tipo di danno, ma non c&#8217;\u00e8 neanche il tempo di porsi la domanda, che le mosche sono gi\u00e0 del tutto\u00a0morte. Ma non prima che&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\nDa sempre cara ai filosofi \u00e8 questa vicenda, della creatura che comunemente viene detta Effimera o Efemera, non cos\u00ec diversa nell&#8217;aspetto dalle libellule o zygotteri comunemente noti come Damigelle. Non per niente, fa parte dello stesso raggruppamento dei Paleotteri che si sono evoluti in modo indipendente dagli ormai preponderanti Neotteri, mancando di acquisire alcuni tratti dati per scontati in molti degli\u00a0artropodi di questo mondo. Ci\u00f2 significa, nei fatti, che a loro rester\u00e0 per sempre precluso quel segreto che permette di ripiegare le ali sopra il corpo, proteggendole dalle intemperie, come pure la capacit\u00e0 di effettuare metamorfosi complete in pochi giorni, dallo stato di ninfa a quello dell&#8217;<em>imago<\/em>, la versione di se stessi fatta per l&#8217;accoppiamento. A tal proposito, in particolare, le mosche di Maggio dei fiumi e laghi americani mostrano l&#8217;approccio estremamente originale di mutare ben due volte, per la prima verso uno stadio intermedio, non ancora in grado di volare molto bene, definito scientificamente\u00a0della <em>sub-imago<\/em>. In tale aspetto transitorio, dai colori pi\u00f9 spenti, nuotano verso la superficie dell&#8217;acqua, poi si posano su qualche ramo vicino, oppure mura, automobili, lampioni, ovvero qualunque cosa gli capiti a tiro. Stiamo parlando essenzialmente\u00a0degli unici insetti che siano\u00a0dotati di ali anche prima di raggiungere lo stadio adulto. Tuttavia, non sono ancora pronti per la loro folle danza:<\/p>\n<figure id=\"attachment_17828\" aria-describedby=\"caption-attachment-17828\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17828 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Ephemeroptera-500x285.jpg\" alt=\"Ephemeroptera\" width=\"500\" height=\"285\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-17828\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Mayfly\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo alcuni minuti, o nei casi di alcune specie fino al tardo pomeriggio\u00a0di quell&#8217;ultima giornata, ormai completamente asciutte e riposate, le effimere affrontano\u00a0lo sforzo necessario per compiere la muta finale, nel corso della quale si liberano della loro struttura esterna, dispiegando grandi ali triangolari, simili a quelle della mosca ma dotate di molte pi\u00f9 venature. A questo punto, sono diventate\u00a0creature incredibilmente specializzate: la loro bocca \u00e8 del tutto incapace di mangiare, l&#8217;apparato digerente si \u00e8 riempito d&#8217;aria, mentre delle sei zampe ne funzionano soltanto quattro, se non addirittura due (dipende dalla specie). Le loro lunghe code si agitano al vento.<br \/>\nTutto quello che possono e devono fare, trascinate dall&#8217;estasi dei loro istinti, \u00e8 riuscire a mescolare\u00a0il proprio materiale genetico con quello altrui. Per farlo, i maschi iniziano a perlustrare la superficie dell&#8217;acqua individualmente, quindi si aggregano\u00a0ai loro simili, formando dei nugoli ben distinti. Volando in modo ritmico secondo un <em>pattern<\/em> differente per ciascuno, disegnano figure nell&#8217;aria, mentre le femmine li avvistano da lontano, intersecando tali traiettorie al meglio della propria abilit\u00e0. All&#8217;incontro fatidico tra i due gruppi, ciascun\u00a0maschio tra i pi\u00f9 fortunati\u00a0impiega\u00a0le sue zampe frontali per agguantare al volo la compagna, inseminandola\u00a0nel giro di pochi secondi con il doppio <em>Aedeagus, <\/em>organo dalla forma simile a quella di un asparago. In genere, la coppia neanche tocca terra, quindi si separa spontaneamente, soddisfatta di aver fatto quanto di dovuto. Raramente un individuo\u00a0ha la forza o la longevit\u00e0 di accoppiarsi pi\u00f9 di una volta, mentre la sua consorte dovr\u00e0 subito recarsi a deporre le proprie uova. Poich\u00e9 le effimere spesso vivono spesso in ambiti fluviali, dove l&#8217;acqua corre via veloce, devono curarsi che i propri pargoli non vengano trascinati troppo a valle. Per questo alcune specie, come la mosca caudata del fiume Tisza in Ungheria (<em>Palingenia longicauda<\/em>) volano anche per tre chilometri prima di depositare\u00a0il prezioso carico, che nel giro di qualche attimo scompare sul fondale. Nel corso di questa maratona, pur non essendo in grado di\u00a0mangiare, l&#8217;insetto pu\u00f2 occasionalmente\u00a0abbeverarsi dalla superficie. Ma come potrete facilmente immaginare, le sue ore sono ormai contate. La sua prole nascer\u00e0\u00a0dopo un periodo di 45 giorni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17829\" aria-describedby=\"caption-attachment-17829\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fxMx3QFK7X8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17829\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17829 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Tisza-Mayflies-500x313.jpg\" alt=\"Tisza Mayflies\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Tisza-Mayflies-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Tisza-Mayflies.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17829\" class=\"wp-caption-text\">Lo spettacolo dell&#8217;emersione delle mosche del fiume Tisza \u00e8 una vera e propria attrazione di fama, che ogni anno richiama un certo numero di appassionati e turisti. Queste effimere sono le pi\u00f9 grandi del mondo e possono facilmente raggiungere anche i 10 cm di lunghezza.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esistenza e il ciclo vitale delle effimere erano gi\u00e0 note fin dai\u00a0tempi antichi, e viene commentata addirittura da Aristotele, nel suo\u00a0<i>Per\u00ec t\u00e1 z\u1ed7a histor\u00edai <\/i>(Storie degli Animali &#8211; IV secolo a.C.) nella sezione in cui parlava dei sistemi di locomozione. Egli individuava infatti la necessit\u00e0, per ogni creatura non umana, di disporre\u00a0di almeno quattro &#8220;punti di appoggio&#8221; per il movimento (zampe, pinne o ali) e\u00a0definiva questo insetto, erroneamente, come l&#8217;unico\u00a0quadrupede dalla durata della vita estremamente breve. Questo perch\u00e9 il grande filosofo, che non era ancora uno scienziato in senso moderno ma piuttosto un acuto osservatore, non aveva compreso come le appendici usate per l&#8217;accoppiamento, nei fatti, altro non fossero che versioni fortemente modificate\u00a0delle due zampe frontali dell&#8217;insetto. Di nuovo le effimere compaiono dell&#8217;opera dello studioso e storico romano Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) che ne annota l&#8217;esistenza presso le coste del Mar Nero. Fu proprio lui, inoltre, a coniare per loro il termine adattato dal greco di\u00a0<i>Hemerobius,\u00a0<\/i>da\u00a0<em>h\u0113mero &#8220;<\/em>un solo giorno&#8221; + <em>bios<\/em> &#8220;vita&#8221;.<br \/>\nNella simbologia cristiana, poi, l&#8217;effimera diventa un tema atipico ma ricorrente, comparendo occasionalmente nelle opere e nei dipinti di alcuni\u00a0artisti di primaria importanza. L&#8217;incisore tedesco\u00a0Albrecht D\u00fcrer, ad esempio, la include nella sua celebre stampa de <em>La sacra famiglia con l&#8217;effimera<\/em> (1495) in alternativa\u00a0definita come Vergine con la libellula, oppure la locusta, o ancora la farfalla. Questo perch\u00e9 la raffigurazione tipologica non \u00e8 particolarmente dettagliata: l&#8217;insetto compare quasi per caso e a dimensioni estremamente ridotte, <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Holy_Family_with_the_Dragonfly\" target=\"_blank\">nell&#8217;immagine dai plurimi dettagli<\/a>, in basso a destra, vicino al manto della Madonna, che \u00e8 a sua volta sovrastata dal Padre e dallo Spirito Santo. Secondo alcuni, la minuta creatura dovrebbe rappresentare la transitoriet\u00e0 della vita su questo pianeta, come\u00a0una sorta di <em>memento mori<\/em>, oppure l&#8217;anello di collegamento tra il micro e il macrocosmo, ovvero la Terra e il Regno dei Cieli. O magari\u00a0si tratta semplicemente di una concessione specifica fatta dall&#8217;artista verso la\u00a0Natura, in particolare\u00a0questo animale che lo aveva affascinato nel corso di uno dei suoi\u00a0viaggi tra Francoforte e l&#8217;Olanda. Di sicuro, una comparabile reazione di accrescimento\u00a0spirituale si pu\u00f2 osservare nella poliziotta del video di apertura, che come colpita da una sorta di Rivelazione, mentre\u00a0dozzine d&#8217;ali la insidiano nell&#8217;abitacolo dell&#8217;automobile, pi\u00f9 volte impreca contro il collega ed esclama\u00a0a gran voce: &#8220;Jeesus, Jesus Be-Jesus. Oh, My, God.&#8221;<\/p>\n<figure id=\"attachment_17831\" aria-describedby=\"caption-attachment-17831\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=17831#main\" rel=\"attachment wp-att-17831\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17831 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/The-Fifth-Day-500x332.jpg\" alt=\"The Fifth Day\" width=\"500\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/The-Fifth-Day-500x332.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/The-Fifth-Day.jpg 608w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17831\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;effimera nell&#8217;incisione di Jan Sadeler e Maarten de Vos &#8220;Il quinto giorno: la creazione degli uccelli e dei pesci&#8221; &#8211; 1587 &#8211; \u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Mayfly\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un incontro certamente inaspettato, quello che ha coinvolto questi poliziotti\u00a0dello Iowa chiamati sul ponte tra le cittadine di Sabula e Savanna, sopra il vasto e quieto Mississipi. 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La carreggiata \u00e8 diventata letteralmente impraticabile per la quantit\u00e0 di\u00a0ali sfarfallanti, code biforcute e zampe arcuate di un particolare tipo di visitatori occasionali, &#8230; <a title=\"L&#8217;esperienza accidentale di essere sommersi dagli insetti\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17827\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;esperienza accidentale di essere sommersi dagli insetti\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,1085,112,1084,1087,78,147,1086],"class_list":["post-17827","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-effimere","tag-insetti","tag-paleotteri","tag-sciami","tag-scienza","tag-stati-uniti","tag-ungheria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17827","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17827"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17827\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17837,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17827\/revisions\/17837"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17827"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17827"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17827"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}