{"id":17793,"date":"2015-07-23T07:35:40","date_gmt":"2015-07-23T05:35:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17793"},"modified":"2015-07-23T07:41:49","modified_gmt":"2015-07-23T05:41:49","slug":"distrugge-il-pomodoro-per-poterne-bere-il-succo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17793","title":{"rendered":"Distrugge il pomodoro per poterne bere il succo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/VWZF-XMWiRM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17794\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17795\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Tomato-Kagome-500x313.jpg\" alt=\"Tomato Kagome\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Tomato-Kagome-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Tomato-Kagome.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2\u00a0che compare in questa pubblicit\u00e0 della Kagome, compagnia giapponese\u00a0che dal 1899 ha il controllo quasi totale dei frutti rossi per il ketchup\u00a0a produzione nazionale, potrebbe sembrare un semplice scherzo, l&#8217;effetto speciale costruito per accattivare il pubblico del web. Un serio professore emerito dell&#8217;Universit\u00e0 di Kumamoto (la prefettura con la celebre mascotte a orsetto nero), tale Shigeru Itoh, indossato il camice bianco simbolo del suo mestiere, si avvicina con i propri\u00a0aiutanti ad una teca piena d&#8217;acqua, in vetro spesso e resistente. All&#8217;interno del contenitore, incredibilmente, galleggia a mezza altezza un singolo e spaurito pomodoro racchiuso in una sorta di membrana, pronto ad essere praticamente obliterato. Come? Grazie a un&#8217;esplosione, chiaramente. Nel Dipartimento d&#8217;Ingegneria Meccanica dei Sistemi non si perdono in complesse spiegazioni: le loro idee migliori, questi uomini e donne saldamente posizionati sulla prua del vascello del progresso, preferiscono dimostrarle in modo semplice e diretto. O per lo meno, questo \u00e8 ci\u00f2 che sembra dalla strana situazione che siamo chiamati ad osservare, lui, con espressione tesa, che si siede ad un computer dall&#8217;aspetto alquanto antiquato, da cui avvia un breve conto alla rovescia. L&#8217;assistente occhialuta, nel frattempo, ha giusto il tempo di piegarsi ad angolo ottuso con fare indagatorio,\u00a0ricordando in modo vago\u00a0l&#8217;Igor del film di Frankenstein con Mel Brooks, quando un colpo clamoroso fa vibrare i bordi dell&#8217;inquadratura: primo piano, il cubo trasparente, da cui emerge un geyser di acqua prossima alla vaporizzazione. Nulla resta come prima, tranne l&#8217;elemento pi\u00f9 importante. Grazie all&#8217;uso delle immagini al rallentatore, viene anche mostrato il fato del classico ingrediente della cucina italiana, raggiunto in modo quasi simultaneo dalle bolle d&#8217;acqua movimentata dal botto\u00a0della deflagrazione e l&#8217;onda d&#8217;urto tangibile, quello spazio in cui un gas (o come in questo caso, un liquido) vengono spostati a una velocit\u00e0 superiore a quella del suono. Soltanto che nei pochi centimetri a disposizione, dalla posizione dell&#8217;esplosivo a quella del vermiglio pomo, tale distanziamento non ha mai modo di avere luogo. Cos\u00ec percorso in contemporanea dalla forza duplice di simili sconvolgimenti, quest&#8217;ultimo viene fatto vibrare e sconquassato, compresso e scombussolato. La sua buccia diventa, letteralmente, come la federa di un cuscino usato per difendersi durante una battaglia tra bambini. Ma cos\u00ec attentamente \u00e8 stata calibrata la forza dell&#8217;esplosione, ed a tal punto l&#8217;acqua riesce a distribuirne l&#8217;impatto su una superficie pi\u00f9 ampia, che l&#8217;oggetto resta intero, almeno all&#8217;apparenza. \u00c8 una situazione piuttosto inquietante, specie se messa in relazione con una particolare situazione d&#8217;emergenza: il tecnico artificiere che dovesse fallire\u00a0nel momento pi\u00f9 importante della sua carriera. Quando un ordigno, variabilmente improvvisato, nonostante l&#8217;impegno infuso dalle forze dell&#8217;ordine o un membro dell&#8217;esercito, raggiunge il punto culmine della sua instabilit\u00e0, facendo saltare in aria proprio colui\/lei che, fra tutti, maggiormente era disposto a rischiare per il bene altrui. Ora, naturalmente il corpo umano non \u00e8 poi cos\u00ec vulnerabile, e soprattutto gli ultimi progressi compiuti nel campo della protezione personale, vedi tute balistiche o armature peciali, possono\u00a0virtualmente annullare qualsiasi danno causato da <em>shrapnel\u00a0<\/em>o frammenti di granata. Persino lo spostamento d&#8217;aria causato dalla bomba media ad uso criminale o terroristico, che a distanza ravvicinata pu\u00f2 facilmente scaraventare un corpo umano a distanza significativa e contro muri e\u00a0strutture resistenti, pu\u00f2 essere in parte contrastato dall&#8217;impiego di adeguate imbottiture tecnologiche, simili ad airbag interni. Ma quello che inevitabilmente riuscir\u00e0 ad\u00a0ucciderti, qualora ti trovassi nello spazio primario dell&#8217;esplosione, \u00e8 un qualcosa di ben pi\u00f9 inarrestabile e subdolo, che tutt&#8217;ora sfugge alla sicura manipolazione: la pressione stessa delle particelle subatomiche, sospinte innanzi per l&#8217;effetto deflagrante. \u00c8 in effetti acclarato come un corpo di qualsiasi tipo, sia questo umano o vegetale, quando sottoposto a sollecitazioni adeguatamente proporzionato verr\u00e0 letteralmente disintegrato dall&#8217;interno, a causa della liquefazione delle sue stesse pareti cellulari.<br \/>\nUn qualcosa di simile lo sperimenta il soggetto principale di questa sequenza. Sul finire della parte dura dell&#8217;esperimento, Itoh trae fuori dalla teca il suo trofeo, lo scarta senza un eccessivo grado di delicatezza. Con fare sicuro, lo porge all&#8217;uomo che si trova alla sua destra, il quale estrae dalla tasca frontale del suo camice una corta e tozza cannuccia trasparente. La quale, fatta penetrare nella buccia, rivela l&#8217;orribile e gustosa\u00a0verit\u00e0: l\u00e0 dentro non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla, che si possa definire un pomodoro. Ma vero e proprio succo pronto da suggere, qualora se ne provi il desiderio (personalmente, preferisco il gusto di banana o mela).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da l\u00ec \u00e8 un crescendo: nel susseguirsi di alcune fasi concitate, il sedicente dispositivo della Kumamoto viene messo alla prova su di una zucchina, una melanzana, addirittura una cipolla. Forse l&#8217;aspetto pi\u00f9 incredibile a margine dell&#8217;intera questione \u00e8 proprio questo, ovvero che i giapponesi possano trovare in qualche modo appetitoso il succo dolciastro del candido bulbo a strati, responsabile d&#8217;infinite lacrime ed usato normalmente assieme ad altri validi ingredienti per condire una pietanza principale. Mentre qui, ciascuno degli elementi umani partecipanti al consorzio scientifico in questione, sembra dire: &#8220;Tu, non hai bisogno di imparare a cucinare. Il tuo organismo pu\u00f2 assumere il cibo\u00a0come fosse l&#8217;ossigeno nell&#8217;aria. Basta farlo passare per la stretta\u00a0cruna dell&#8217;ago che \u00e8 la gastronomia.&#8221; E bench\u00e9 il video si preoccupi di specificare, in un piccolo sottotitolo a margine, che&#8221;Alcune delle esplosioni mostrate sono state simulate per ragioni di sicurezza&#8221; questo video pubblicitario si basa in effetti su una vera ricerca scientifica condotta almeno a partire dal 2010 e fonte di un brevetto registrato\u00a0proprio quest&#8217;anno dal Prof Itoh e alcuni suoi colleghi, come pubblicamente visionabile <a href=\"http:\/\/patents.justia.com\/inventor\/shigeru-itoh\" target=\"_blank\">sul portale specializzato Justia<\/a>. In particolare, nel testo a corredo, si parla di un sistema nuovo per processare il cibo, che possa ridurre i tempi necessari e conseguentemente lo spreco, senza che le sostanze nutritive\u00a0contenute al suo interno\u00a0abbiano il tempo e modo di degradarsi. Tra le altre ricerche condotte dall&#8217;equipe del professore, lo stesso sito realizzato per il\u00a0video virale della Kagome, <a href=\"http:\/\/bakuhatsu-yasai.jp\/index_en.html\" target=\"_blank\">disponibile anche in lingua inglese<\/a>, parla di un particolare metodo per saldare i metalli tramite l&#8217;impiego di esplosioni, la polverizzazione dei materiali e l&#8217;impressione di un pattern visuale\u00a0su una lastra d&#8217;alluminio, creando ad esempio l&#8217;immagine a rilievo di una foglia di <em>Ginkgo biloba.\u00a0<\/em>Ma non tutte le reclami sulla cucina esplosiva possono vantare basi scientifiche tanto eccezionalmente solide&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4ViwSeuWVfE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17794\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17794\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Jiaozi-Docomo-500x313.jpg\" alt=\"Jiaozi Docomo\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Jiaozi-Docomo-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Jiaozi-Docomo.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Celebre \u00e8 rimasta, a tale proposito, la coppia di pubblicit\u00e0 giapponesi realizzate dalla compagnia telefonica nazionale Docomo, che a Novembre del 2014 e Febbraio dell&#8217;anno successivo mand\u00f2 in onda, o per meglio dire diffuse sulle onde dell&#8217;etere internettiano, la disanima visuale del modo pi\u00f9 rapido e immediato per preparare altrettante pietanze particolarmente amate. Con la scusa, niente meno, che il suo nuovo sistema per la navigazione <em>mobile<\/em> LTE <em>dual-band<\/em> sarebbe stato &#8220;altrettanto rapido ed efficiente&#8221;. Nel primo caso le star\u00a0<a href=\"https:\/\/youtu.be\/lkaIoH6Um60\" target=\"_blank\">furono dei gamberi fritti<\/a>\u00a0nel <em>tempura<\/em>, attraverso un processo che consisteva nello spararli ad alta velocit\u00e0 da una coppia di tubi ad aria compressa, all&#8217;interno di\u00a0un&#8217;eruzione di pastella ed olio, per poi cuocerli a velocit\u00e0 sovrumana grazie all&#8217;uso di una fiamma ossidrica ben direzionata. La termine dei pochi secondi necessari, i crostacei cucinati colpivano un bersaglio, per poi ricadere dritti nel piatto e pronti alla consumazione. Ma decisamente pi\u00f9 elaborato era invece il meccanismo mostrato qui sopra, concepito per la preparazione del Jiaozi, il caratteristico fagottino a base di\u00a0carne importato dalla cucina cinese. Che secondo al leggenda era\u00a0stato inventato\u00a0dal grande stratega Zhuge Liang, durante una campagna militare nel III secolo d.C, come metodo per saziare gli Dei fluviali\u00a0della Cina meridionale e\u00a0salvare l&#8217;esercito da una grave pestilenza, che minacciava di agevolare l&#8217;usurpazione di un&#8217;intera dinastia. Ma persino quel sapiente costruttore di opere pubbliche, sistemi di trasporto e militari, nonch\u00e9 artista\/poeta occasionalmente paragonato al nostro Leonardo da Vinci, avrebbe mai saputo concepire un simile\u00a0meccanismo per velocizzare la creazione culinaria: a base, ancora una volta, di\u00a0una serie di deflagrazioni successive, punteggiate dai gridi di sincera meraviglia della spettatrice inviata dalla compagnia Docomo. Nel culmine della sequenza, poi, un altro colpo di genio: a ricevere il mucchio l&#8217;insieme disordinato degli ingredienti c&#8217;\u00e8 un ricevitore del baseball (altro grande punto fermo nazionale) dotato di uno speciale guantone riscaldato, con il margine zigrinato <em>ad hoc<\/em> per chiudere il raviolo.<br \/>\n\u00c8 proprio questo, dopo tutto, l&#8217;impiego migliore di un&#8217;esplosione: non violento, benevolo, utile allo scopo. Nessuno che rischi di farsi male, come invece avviene nell&#8217;immaginario comune giapponese, dove spesso la bomba \u00e8 sinonimo di catastrofe metropolitana, o l&#8217;arma dei personaggi di fantasia pi\u00f9 crudeli e privi d&#8217;empatia. Come le presenze ultramondane talvolta associate alla canzone folkloristica per bambini <em>Kagome, Kagome<\/em> (nessuna effettiva relazione con la compagnia produttrice del video di apertura) in cui i partecipanti vengono chiamati a ripetere: &#8220;<em>Kagome kagome \/ Kago no naka no tori wa<\/em>&#8221; &#8211; Kagome \/ l&#8217;uccello \u00e8 nella gabbia &#8211;\u00a0<em>Itsu itsu deyaru \/ Yoake no ban ni &#8211; <\/em>Quando verr\u00e0 fuori \/ alle prime luci dell&#8217;alba [&#8230;] E poi: chi c&#8217;\u00e8 dietro la tua schiena, adesso? Ah! Un pomodoro?!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci\u00f2\u00a0che compare in questa pubblicit\u00e0 della Kagome, compagnia giapponese\u00a0che dal 1899 ha il controllo quasi totale dei frutti rossi per il ketchup\u00a0a produzione nazionale, potrebbe sembrare un semplice scherzo, l&#8217;effetto speciale costruito per accattivare il pubblico del web. Un serio professore emerito dell&#8217;Universit\u00e0 di Kumamoto (la prefettura con la celebre mascotte a orsetto nero), tale &#8230; <a title=\"Distrugge il pomodoro per poterne bere il succo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17793\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Distrugge il pomodoro per poterne bere il succo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[873,479,676,311,46,136,1078,78,97,1077],"class_list":["post-17793","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-chindogu","tag-esperimenti","tag-frutta","tag-gastronomia","tag-giappone","tag-invenzioni","tag-pomodori","tag-scienza","tag-tecnologia","tag-verdura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17793","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17793"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17793\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17799,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17793\/revisions\/17799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17793"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17793"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17793"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}