{"id":17768,"date":"2015-07-20T07:42:29","date_gmt":"2015-07-20T05:42:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17768"},"modified":"2015-07-20T07:51:49","modified_gmt":"2015-07-20T05:51:49","slug":"non-puoi-fermare-la-valanga-dei-ciclisti-alpini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17768","title":{"rendered":"Non puoi fermare la valanga dei ciclisti alpini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/uOuzU0vCqBk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17769\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17771\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Megavalanche-500x313.jpg\" alt=\"Megavalanche\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Megavalanche-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Megavalanche.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se c&#8217;\u00e8 un insegnamento che si pu\u00f2 trarre dall&#8217;Internet odierna delle telecamerine antiurto per sportivi, \u00e8 che non esiste un contesto eccessivamente pericoloso, o un&#8217;impresa troppo inaccessibile, perch\u00e9 qualcuno, da qualche parte, per una ragione pi\u00f9 o meno comprensibile, non l&#8217;abbia gi\u00e0 affrontata\u00a0e pubblicata su YouTube. Per questo, ora pi\u00f9 che mai, il rischio va istituzionalizzato. \u00c8 del tutto insufficiente, allo stato attuale delle cose, poter dire &#8220;io&#8221; ho fatto questo, per la semplice ragione che (quasi) tutto \u00e8 stato gi\u00e0 tentato, con gli alterni risultati di un successo clamoroso, oppure la mera e semplice sopravvivenza. Che in determinate circostanze, non \u00e8 nulla di cui essere delusi. Vedi l&#8217;incredibile esperienza, qui offertaci nelle sue prime battute dal generoso casco del ciclista neozelandese Jamie Nicoll, di circa 300 atleti corazzati, con maschera integrale e protezioni degne del pi\u00f9 brutale motocross, lanciati a velocit\u00e0 che sfiorano i 70 gi\u00f9 da un ripido ghiacciaio e in mezzo a rocce frastagliate. Non \u00e8 certo l&#8217;ultima novit\u00e0, questa folle, folle gara del Megavalanche (mega+<em>avalanche<\/em>, valanga) che anzi\u00a0ha raggiunto proprio con quest&#8217;edizione del 2015 i suoi primi 20 anni d&#8217;esistenza, tra gli allori del pubblico specializzato e la quasi totale ignoranza di quello generalista. Avete voi sentito parlare, sui giornali ed in tv, del coraggio, dell&#8217;abilit\u00e0 e della preparazione fisica che ci vogliono\u00a0per sfidare annualmente la cima da 3300 metri del Pic Blanc, in prossimit\u00e0 della cittadina francese di\u00a0Alpe d&#8217;Huez? Fra un servizio sul caldo e un altro sulla crisi, entrambi argomenti egualmente\u00a0rilevanti ma di certo assai battuti, qualsiasi giornalista\u00a0potrebbe mai trovare il tempo di descrivere una corsa come questa&#8230; Ma forse, dopo tutto, \u00e8 meglio cos\u00ec. La semplice esistenza di un evento sportivo simile, che certamente non ha la sicurezza individuale come cardine dell&#8217;organizzazione, \u00e8 resa possibile dalla diffusa indifferenza, dal mito nebuloso del passaparola che rimbalza negli ambienti di settore, mentre noi mille potenziali spettatori, tra cui i critici per partito preso, non possiamo far altro che accontentarci di qualche\u00a0spezzone sconvolgente.<br \/>\nLa maggior parte delle\u00a0volte lo spettacolo del ciclismo di massa \u00e8 un qualche cosa di attentamente delineato, a partire da tracciati composti dal\u00a0giusto susseguirsi di salite, ampi rettilinei, curve da affrontare con la giusta traiettoria. Non sembra semplicemente possibile, in condizioni consuete, far competere i grandi numeri dei suoi partecipanti senza spazi sufficientemente ampi da evitare gli incidenti di percorso. Mentre per l&#8217;intero percorso di 30 Km di questa corsa dal tragitto sempre grosso modo invariato, nel corso dei quali si affronta un dislivello di oltre 2.000 metri, tutto sembra lecito, qualunque gesto consentito. L&#8217;atmosfera pu\u00f2 essere gi\u00e0 chiara dal\u00a0tradizionale rito d&#8217;apertura, risalente agli anni &#8217;90 degli albori della gara. Gli atleti che si sono qualificati per il gruppo principale, posizionati sulla cima i quella che \u00e8 nei fatti una delle pi\u00f9 lunghe piste sciistiche con bandiera nera d&#8217;Europa, vengono preparati alla battaglia\u00a0da un&#8217;intero repertorio di musica <em>techno<\/em> e rock selvaggio degli anni &#8217;90, fino al culmine del brano pi\u00f9 famoso della band pseudo-satanica tedesca dei 666, dal titolo di Alarma (1997) al termine del quale, come da prassi, ci si posiziona in attesa trepidante del segnale di partenza. La Megavalanche potrebbe essere definita, <a href=\"http:\/\/spokemagazine.com\/2015\/07\/15\/running-with-the-wolves-megavalanche-2015\/\" target=\"_blank\">nelle parole del partecipante all&#8217;ultima edizione\u00a0Michael Hayward<\/a>, come una grande livella, che terrorizza nello stesso modo l&#8217;ultimo arrivato, come il pi\u00f9 abile e consumato dei professionisti. Questo innanzi tutto per la chiara difficolt\u00e0 del suo tracciato, ma anche e sopratutto per una problematica pi\u00f9 specifica dell&#8217;occasione: ovvero, parti primo, arrivi primo. Oppure sarai calpestato dall&#8217;ondata dei colleghi senza freni, inibitori o d&#8217;altro tipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa ultima edizione della Megavalanche, tra l&#8217;altro, non \u00e8 certo spiccata per la quiete e la serenit\u00e0. In quella che potrebbe definirsi una delle sequenze d&#8217;apertura pi\u00f9 travagliate\u00a0di sempre, molti dei partecipanti tra cui il nostro avatar videografico Nicoll sono subito finiti contro la banchina ed il recinto laterale, rallentando di scatto, mentre altri rotolavano direttamente a terra, travolti dalla massa collettiva che deviava verso il centro della pista per accelerare. A quel punto i sopravvissuti, per cos\u00ec dire, hanno imboccato la sezione pi\u00f9 ripida del ghiacciaio del Pic Blanc, dove la strada si fa stretta e tortuosa, eppure sempre velocissima. Peccato che qui, a differenza di quanto avvenga nella maggior parte dei casi, la neve fosse stata in parte consumata dal caldo anormale di questi ultimi giorni, consentendo l&#8217;affioramento inappropriato di ogni sorta di ostacolo sulla pista, tra cui le temutissime <em>baby heads<\/em>, ovvero pietre dalle dimensioni approssimative della testa di un neonato, perfettamente cesellate dagli agenti naturali per costituire l&#8217;equivalente ciclistico di una trappola per orsi. Per questa ed altre ragioni\u00a0non sono affatto pochi, anche in questa sezione, i partecipanti della maratona su ruote\u00a0che si ritrovano a mangiare il suolo, dopo bruschi capitomboli dalle conseguenze niente affatto trascurabili. Jamie\u00a0Nicoll ad ogni modo, che vanta un&#8217;esperienza nell&#8217;enduro pluri-decennale ed un passato di survivalismo estremo (nel 2010 continu\u00f2 a correre, nonostante un&#8217;incidente che lo lasci\u00f2 gravemente ustionato) dimostra anche capacit\u00e0 di guida superiore, mentre evita tutto e tutti, riuscendo a rimanere saldamente sul sellino.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17769\" aria-describedby=\"caption-attachment-17769\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/jmy_of5mRTQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17769\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17769 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Megavalanche-Best-Of-500x313.jpg\" alt=\"Megavalanche Best Of\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Megavalanche-Best-Of-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Megavalanche-Best-Of.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17769\" class=\"wp-caption-text\">Ogni anno, i partecipanti alla Megavalanche superano i 2000, mentre soltanto i migliori riescono a raggiungere la linea del distante traguardo in meno di un&#8217;ora.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finch\u00e9 le cose iniziano a farsi davvero troppo difficoltose, persino e per lui. Perch\u00e9 alquanto stranamente, a differenza degli anni passati, molti dei 300 ciclisti partecipanti all&#8217;evento continuano a cadere, per l&#8217;intero corso della sequenza registrata a nostro beneficio. Sembra di assistere alla scena di un film, mentre letterali dozzine di malcapitati capitombolano da una parte all&#8217;altra, poi si rialzano, inforcano la bici e continuano a dare il proprio contributo\u00a0all&#8217;assoluto <em>maelstrom<\/em> della situazione. Ad un certo punto, presso un punto relativamente largo della pista, uno dei concorrenti scivola a terra proprio davanti alle ruote del nostro protagonista, che suo malgrado non riesce ad evitarlo. L&#8217;impatto, per quanto visibile dalla telecamerina in questo caso collocata in posizione non esattamente ideale, pare alquanto significativo, mentre gi\u00e0 l&#8217;inquadratura si alza a riprendere i distanti seggiolini della funivia, facenti in questo caso le funzioni delle classiche stelline in pieno stile\u00a0Hanna-Barbera. Ma non c&#8217;\u00e8 tempo neanche di fermarsi a pensare, mentre gi\u00e0 il neozelandese si appresta riprendere la sua folle corsa fin gi\u00f9 verso il traguardo.<br \/>\nCercando online, <a href=\"http:\/\/www.pinkbike.com\/news\/video-megavalanche-glacier-carnage-2015.html\" target=\"_blank\">tra le pagine del portale specializzato PinkBike<\/a>, \u00e8 possibile trovare alcuni commenti alquanto critici di questo suo comportamento, decisamente poco in linea con il codice stradale di noi umani al volante. Tra i partecipanti alla discussione, proprio l&#8217;utente Blackearthprod, alias Mathieu Ruffray, l&#8217;uomo travolto in questione (che sta fortunatamente bene) e descrive\u00a0il comportamento del collega\u00a0(alquanto comprensibilmente) come\u00a0&#8220;piuttosto anti-sportivo&#8221;. E sarebbe anche in effetti auspicabile, in diverse circostanze, quest&#8217;immagine del ciclista che colpisce accidentalmente un concorrente\u00a0in difficolt\u00e0 e si ferma subito per aiutarlo, sacrificando il proprio risultato personale. Ma anche tralasciando il ruolo dell&#8217;adrenalina in tutto questo, che fa perseguire ad ogni costo l&#8217;obiettivo messo sopra un piedistallo, ve lo immaginate il pericolo a fermarsi, lasciare la bici e risalire qualche metro in questa condizione? Con letterali dozzine di macigni umani che vi sfiorano tutto attorno? Credo che sarebbero stati davvero in molti, a fare la stessa scelta di Nicoll. In fondo, persino in una gara tanto sregolata, la squadra di soccorso\u00a0non doveva essere poi tanto lontana.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17770\" aria-describedby=\"caption-attachment-17770\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/KgOG1uVECks\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17770\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17770 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Megavalanche-Qualifier-2010-500x313.jpg\" alt=\"Megavalanche Qualifier 2010\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Megavalanche-Qualifier-2010-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Megavalanche-Qualifier-2010.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17770\" class=\"wp-caption-text\">Una ripresa in prima persona dell&#8217;intera sessione 10 delle qualifiche del 2011. Soltanto i migliori 25 di ciascun gruppo saranno inclusi nella gara principale dei professionisti, mentre i rimanenti dovranno correre nel gruppo amatori, generalmente molto meno affollato.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E il video, purtroppo, non va molto pi\u00f9 avanti. Ancora una volta dovremo accontentarci dei racconti di seconda mano, mentre soltanto stazioni tematiche o locali, oppure canali in <em>streaming<\/em> pressoch\u00e9 sconosciuti, dedicano uno spazio anche minimo\u00a0agli eventi sportivi fuori dalla sacra triade italiana: calcio, ciclismo (ma soltanto quello tradizionale) &amp; motori a due o pi\u00f9 ruote. Possiamo\u00a0comunque giungere a prendere atto, sempre grazie allo strumento di Internet, che il vincitore di quest&#8217;anno \u00e8 stato il francese R\u00e9my Absalon, con un tempo di 40&#8217;54, seguito da Lapeyrie (41&#8217;33) e Barelli (41&#8217;41). Mentre il nostro amico\u00a0Nicoll dalla fedele telecamerina, nonostante il clamoroso capitombolo, si \u00e8 aggiudicato un rispettabilissimo settimo posto, con il\u00a0tempo poco superiore di 42&#8217;32. Notevole soprattutto quando si considera che proprio lui\u00a0\u00e8 stato l&#8217;unico, tra tutti i ciclisti partiti in un gruppo di qualifica successivo al primo, ad arrivare comunque\u00a0entro la trentesima posizione.<br \/>\nUn&#8217;ottima prestazione senza alcun dubbio, che riconferma ancora una volta le capacit\u00e0 di questo eccellente\u00a0atleta, gi\u00e0 vincitore dell&#8217;edizione del 2014 della Mountain of Hell, una corsa simile tenuta presso la localit\u00e0 sciistica di\u00a0Les Deux Alpes, e che lo aiuta a mantenere aperto un futuro di ulteriori notevoli traguardi, nonostante i molti infortuni e i\u00a0suoi trascorsi travagliati. A questo punto, direi, non possiamo fare altro che seguirlo attraverso i resoconti dei portali\u00a0di settore, o ancor meglio, ricercarlo occasionalmente tra i canali di YouTube. Chi produce un\u00a0incredibile video-racconto come questo, difficilmente poi accantona il suo obiettivo digitale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se c&#8217;\u00e8 un insegnamento che si pu\u00f2 trarre dall&#8217;Internet odierna delle telecamerine antiurto per sportivi, \u00e8 che non esiste un contesto eccessivamente pericoloso, o un&#8217;impresa troppo inaccessibile, perch\u00e9 qualcuno, da qualche parte, per una ragione pi\u00f9 o meno comprensibile, non l&#8217;abbia gi\u00e0 affrontata\u00a0e pubblicata su YouTube. Per questo, ora pi\u00f9 che mai, il rischio va &#8230; <a title=\"Non puoi fermare la valanga dei ciclisti alpini\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17768\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Non puoi fermare la valanga dei ciclisti alpini\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[916,211,289,379,254,301,889,151,1072],"class_list":["post-17768","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alpi","tag-ciclismo","tag-francia","tag-gare","tag-gopro","tag-montagne","tag-pericolo","tag-sport","tag-sportivi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17768","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17768"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17768\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17775,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17768\/revisions\/17775"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17768"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}