{"id":17731,"date":"2015-07-15T07:40:42","date_gmt":"2015-07-15T05:40:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17731"},"modified":"2015-07-15T07:40:42","modified_gmt":"2015-07-15T05:40:42","slug":"il-pesce-che-doveva-essere-morto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17731","title":{"rendered":"Il pesce che doveva essere morto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AWB3aOX_h4Y\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17732\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17734\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Dead-Fish-500x313.jpg\" alt=\"Dead Fish\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Dead-Fish-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Dead-Fish.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guarda! &#8220;Non ha pi\u00f9 la testa&#8221; &#8211; He ain&#8217;t got no head! e poi &#8220;Non c&#8217;\u00e8 niente dentro!&#8221; &#8211; He aint&#8217; got no GUTS! Neanche l&#8217;ombra di un singolo organo residuo, niente che possa permettergli di mantenersi vivido e in salute. Tutto il sangue se n&#8217;\u00e8 andato via. Questo non \u00e8 pi\u00f9 &#8220;un&#8221; pesce, ma semplicemente, pesce. Da pulire\u00a0oppur squamare (almeno, se si vive in quella parte dell&#8217;America settentrionale in cui si \u00e8 soliti mangiare anche la pelle, ovvero gli stati del Sud). Per\u00f2 aspetta, ancora non\u00a0mangiarlo! Perch\u00e9 Cthulhu mi sia testimone, a danno della logica del mondo, questa bestia eppur si\u00a0muove. \u00c8 quel momento della tua giornata, improvviso e significativo, in cui\u00a0il corso degli eventi prende una diversa piega. A uncino, come la coda dell&#8217;umido\u00a0protagonista, che sfugge a quella presa e batte rumorosamente sul tagliere. Le voci fuori campo, della cuoca e forse di suo figlio, tendono a farsi concitate. Si pu\u00f2 comprendere la loro condizione. Perch\u00e9 empatia significa, nella maggior parte dei casi, riuscire ad immedesimarsi in tutto ci\u00f2 che si dimostra in qualche modo simile a noi; \u00e8 un istinto naturale, \u00e8 impossibile da spegnere a comando. E se un pesce pu\u00f2 nuotare, almeno in teoria, in qualche maniera \u00e8 ancora parte di quel regno del sensibile cui apparteniamo pure noi. Non \u00e8 una pianta, di certo non \u00e8 stato mineralizzato. Si, torturatore. Hai fatto a pezzi quel che ancora \u00e8 in grado di reagire? Beh, non proprio. In fondo, la sede del pensiero superiore e della memoria \u00e8 sita\u00a0nel cervello, quella parte che ormai\u00a0giace dentro al lavandino, scollegata in modo fisico dal resto. Per\u00f2 considera anche questo: il pesce la sua testa non l&#8217;ha mai davvero usata a fondo. Sotto l&#8217;onde dell&#8217;oceano, splendide sirene permettendo, nessuno mai si ferma a far filosofia. Il susseguirsi degli eventi\u00a0\u00e8 spinto innanzi dal bisogno di nutrirsi, l&#8217;intenzione di riuscire a riprodursi, qualche volta, al massimo, la curiosit\u00e0 finalizzata all&#8217;autoconservazione. E cos&#8217;\u00e8 in fondo la vita, se non la capacit\u00e0 di acquisire dall&#8217;ambiente circostante un qualche tipo di risorsa, poi metterla a frutto, in modo variabilmente sensato, per far muovere la parte muscolare di se stessi&#8230;<br \/>\nUn lungo pomeriggio, un freddo androne, la finestra posta in alto che interrompe la parete del museo. All&#8217;interno del quale, per un tempo fortunatamente breve, saranno esposti i reperti anatomici in possesso della\u00a0Premier Exhibitions, la compagnia che organizza in vari luoghi degli Stati Uniti e da diversi anni quella controversa mostra intitolata <em>Bodies,\u00a0<\/em>con un gran totale di circa 20 cadaveri provenienti dalla Cina, preservati e in diverse condizioni di apparente completezza. O forse si tratta di <em>Body Worlds: The Cycle of Life<\/em>, quell&#8217;altra macabra esposizione che si \u00e8 conclusa lo scorso 21 giugno al SET di Roma, dopo aver viaggiato per\u00a0buona parte dell&#8217;America e d&#8217;Europa. Simili finestre itineranti sul possibile non sono cosa nuova. C&#8217;\u00e8 quell&#8217;individuo che \u00e8 ormai poco pi\u00f9 di uno scheletro, corredato dalla descrizione del sistema rigido che sostiene tutto il resto. C&#8217;\u00e8 quello, invece, con i muscoli e senza la pelle, in posa plastica, il pallone sottobraccio, lo sguardo fisso\u00a0eppure d&#8217;effetto. Ci sono polmoni scarnificati, crani sezionati, piccoli e bizzarri diversivi. E poi c&#8217;\u00e8 sempre, verso l&#8217;uscita, un duplice lastrone trasparente, illuminato dalle lampade pi\u00f9 fredde e cliniche dell&#8217;intero allestimento. Al suo interno, un globo grigio, con sotto il familiare susseguirsi delle vertebre ripiene di midollo. Tutto intorno, un labirinto di diramazioni, ad un&#8217;estremit\u00e0 grandi come radici, all&#8217;altra sempre pi\u00f9 sottili, quasi invisibili persino in controluce. Sono i nervi che trasmettono i segnali del cervello. Una placca che denuncia la fondamentale\u00a0verit\u00e0: tutto QUESTO, sei tu. Umano. Rimossa la macchina che ti permette di masticare, digerire, defecare, respirare, senza gli occhi per guardare, n\u00e9 le dita per toccare, ci\u00f2 che resta \u00e8 l&#8217;unica parte davvero significativa. Quando, nel remotissimo futuro, sar\u00e0 stato scoperto il modo per riuscire a trasferire la coscienza, difficilmente si potr\u00e0 prescindere dal riprodurre tali astruse ramificazioni, nel modo pi\u00f9 possibile fedele a quello originale. Ci\u00f2 perch\u00e9 i riflessi periferici del nostro corpo, nonostante l&#8217;apparente predominio del possente centro di comando, contribuiscono a renderci quello che siamo.<br \/>\nE se&#8230;Immagina adesso una creatura, il cui essere\u00a0\u00e8 tanto semplice, il metabolismo primitivo, da non richiedere particolari afflussi di sangue ossigenato per continuare a funzionare. Addirittura talmente istintivo, nella sua esistenza, da ricorrere al cervello solamente in casi occasionali. Anzi, lascia perdere. Sbrigati, cala il coltello sul tagliere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da tempo immemore vorremmo pensare che\u00a0la morte sia un punto di passaggio netto e definito, come nel celebre aforisma di Epicuro: &#8220;L&#8217;uomo non deve temerla, poich\u00e9 dove egli esiste, lei non c&#8217;\u00e8. Quando sopraggiunge, noi cessiamo di esistere&#8221; quando in effetti, innumerevoli credi religiosi, correnti scientifiche e preconcetti acquisiti non riescono neppure a mettersi d&#8217;accordo su cosa sia, in effetti, la cessazione della vita. La scienza medica, in questo, tende ad affidarsi agli strumenti del moderno: quando determinati campi elettrici cessano di essere visibili sull&#8217;elettroencefalogramma, \u00e8 allora che non potrai pi\u00f9 tornare ci\u00f2 che eri. Dunque sei dall&#8217;altra parte, senza l&#8217;ombra di alcun dubbio residuo. Eppure proprio nel campo della fisica quantistica, frutto dello stesso stile di pensiero e sperimentazione, il Dr. Schr\u00f6dinger teorizz\u00f2 la condizione dell&#8217;ipotetico gatto chiuso nella scatola, la cui sopravvivenza sarebbe stata\u00a0condizionata dalla posizione di una particella subatomica, in qualche modo collegata al rilascio di un gas immediatamente letale. La quale, per definizione, pu\u00f2 esistere in diversi luoghi fino all&#8217;attimo preciso della sua osservazione e che dire dunque del felino? Generazioni d&#8217;autori, filosofi e studiosi, da quel distante 1935 non hanno potuto che concordare sul fatto che fosse sia VIVO che MORTO, per ciascun momento X dell&#8217;improbabile catena degli eventi.<br \/>\nE persino nella realt\u00e0 dei fatti storici, vi sono stati casi degni di profonda considerazione. Si dice ad esempio, da resoconti storici co\u00e9vi, che le vittime della ghigliottina francese al tempo de <em>La R\u00e9volution<\/em>\u00a0continuassero a muoversi per qualche momento anche dopo la separazione della testa dal corpo, scrutando con odio il proprio carnefice, aprendo e chiudendo le mani per l&#8217;effetto di uno strano riflesso residuo. \u00c8 infatti il trauma, spesso, che ti uccide, molto prima della perdita di sangue e l&#8217;incapacit\u00e0 di continuare a rifornire di risorse i tuoi innumerevoli neuroni. Che dire, dunque, di creature troppo elementari per comprendere la loro condizione?<\/p>\n<figure id=\"attachment_17733\" aria-describedby=\"caption-attachment-17733\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/dxQmOR_QLfQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17733\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17733 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Dead-Squid-500x313.jpg\" alt=\"Dead Squid\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Dead-Squid-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Dead-Squid.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17733\" class=\"wp-caption-text\">Il pi\u00f9 famoso video del sashimi danzante, risalente al 2010, \u00e8 collocato dall&#8217;autore presso &#8220;il ristorante davanti alla Central Station di Hakodate&#8221; Una citt\u00e0 portuale di Hokkaido, l&#8217;isola settentrionale del Giappone.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seppia danzante di Hakodate \u00e8 un&#8217;esperienza, oltre che per il palato, anche per la propria capacit\u00e0 di estraniarsi dalla situazione corrente. \u00c8 questo particolare tipo di <em>sashimi<\/em> (pietanza di mare\u00a0cruda) che ti portano al ristorante in una ciotola tradizionale, meri secondi dopo l&#8217;avvenuta decapitazione. Quindi, prima di consumarla, vi si versa sopra la salsa di soia, dall&#8217;alto contenuto di ioni dovuti al sale della ricetta, in grado di attivare le terminazioni nervose ancora integre dell&#8217;animale. Con l&#8217;effetto che i tentacoli prendono a muoversi in maniera incontrollata, sembrano cercare astruse vie di fuga. E si, \u00e8 indubbio che non vi sia pi\u00f9 nulla di completo in questa creatura, e che il sito del suo pensiero per cos\u00ec dire superiore, il suo cervello grande poco pi\u00f9 di una fragola, si trovi ormai gettato nella spazzatura. Ma l&#8217;intero punto della questione \u00e8 proprio che nessuno pu\u00f2 davvero sapere quanta della &#8220;seppia&#8221; risiedesse in quella cosa, e quanto invece in tutto il resto della bestiolina. Probabilmente, questo va specificato, essa non pu\u00f2 percepire l&#8217;orrore di un simile supplizio alimentare. Ma del resto, secondo la teoria maggiormente accreditata, non era mai stata davvero in grado di provare &#8220;dolore&#8221; n\u00e9 in effetti, di rendersi conto di alcunch\u00e9. Quindi, per usare un inglesismo, <em>for all intents and purposes &#8211; <\/em>a tutti gli effetti<em> &#8211;\u00a0<\/em>non si pu\u00f2 definire pi\u00f9 morta dell&#8217;ipotetico gatto di cui sopra.<br \/>\nSimili ansiogene abitudini alimentari, diffuse in buona parte dell&#8217;Estremo Oriente, avevano l&#8217;antica finalit\u00e0 di dimostrare la freschezza del cibo in questione, prima di acquisire, col procedere degli anni, una sorta di fascino perverso e oggettivamente\u00a0alquanto\u00a0crudele. Questo piatto giapponese, nello specifico, pu\u00f2 essere visto come\u00a0un\u00a0adattamento dalla tradizione coreana del\u00a0Sannakji, una pietanza a base di polpo tagliato a pezzi da vivo e portato in tavola cos\u00ec com&#8217;\u00e8, ancora in grado di muoversi e far funzionare le sue prensili ventose. Qualche volta viene addirittura usato un intero polpo giovane, completo in ogni sua parte. Si dice in effetti che il fascino di un tale pasto, per gli estimatori, sia il sentirsi in gola le\u00a0estremit\u00e0 tentacolari che si agitano, tentando di aggrapparsi alle pareti dell&#8217;esofago umano. Proprio per questo,\u00a0soltanto i principianti masticano il Sannakji prima di mandarlo gi\u00f9.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17732\" aria-describedby=\"caption-attachment-17732\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4J6bwhp2Ckk\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17732 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Singapore-Sashimi-500x313.jpg\" alt=\"Singapore Sashimi\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Singapore-Sashimi-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Singapore-Sashimi.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17732\" class=\"wp-caption-text\">Queste ragazze giapponesi in vacanza a Singapore ci offrono uno sguardo significativo sul cosa significhi davvero prepararsi a consumare granchi ed aragoste vive. Il termine giapponese\u00a0per riferirsi al sashimi che si muove\u00a0\u00e8 <em>Ikizukuri<\/em> &#8211; letteralmente: cucinato vivo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E una volta che si entra con la mente in questo schema delle cose decisamente contro-intuitivo, in cui il cibo da portare in tavola non \u00e8 davvero &#8220;vivente&#8221; neanche se chiama il tuo nome, n\u00e9 degno di maggiore considerazione che la legna da ardere o la benzina immessa dentro ad un veicolo, non c&#8217;\u00e8 davvero limite alle imprese culinarie che si possono compiere al servizio di questa particolare\u00a0tradizione, cos\u00ec apparentemente insolita\u00a0ai nostri occhi che la percepiscono dall&#8217;altro lato della Terra. Su YouTube campeggia, ad esempio, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/X_NW2A9D-tw\" target=\"_blank\">un altro sconvolgente video proveniente da un ristorante di Tokyo<\/a>, durante il quale alcuni avventori si giovano di una cena a base di rospo delle canne (<em>Rhinella marina<\/em>)\u00a0portato in tavola completo di un&#8217;invitante fetta di limone, ma lasciato integro nella sua parte frontale, affinch\u00e9 possa guardare negli occhi colui\/lei che si appresta a divorarlo. Piccolo dettaglio: condizionato dal metabolismo estremamente lento che caratterizza la maggior parte dei rettili, la creatura letteralmente tagliata a met\u00e0 \u00e8 ancora perfettamente in grado di muoversi, e &#8220;nuota&#8221; per cos\u00ec dire, in mezzo al mucchio delle sue stesse interiora. Una scena difficile da dimenticare. Davvero, viene da chiedersi se esista un modo migliore di stimolare l&#8217;appetito!\u00a0Volendo citare, di contrasto, una prassi culinaria proveniente invece dalla Cina, forse la pi\u00f9 attinente resta quella del cosiddetto pesce\u00a0Ying e Yang (anche detto vivo-e-morto) il cui corpo viene fritto, mentre la testa protetta\u00a0attentamente all&#8217;interno di un panno umido, affinch\u00e9 l&#8217;animale possa continuare ad aprire e chiudere la sua bocca per tutto il tempo necessario a fagocitarlo. Anche di questa improbabile ed orribile sequenza, inutile dirlo, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/PVeCagWGUOo\" target=\"_blank\">abbiamo ampia documentazione sul web<\/a>.<br \/>\nA questo punto direi che il mistero \u00e8 diventato chiaro: il pesce sventrato e decapitato del duo madre-figlio americano d&#8217;apertura, in effetti altro non stava facendo altro che reagire in modo automatico a degli ioni residui, presenti nel sale che assai probabilmente si trovava nel canovaccio usato dalla donna. Altrettanto degno di nota \u00e8 il fatto che <a href=\"https:\/\/youtu.be\/Cj6E_0qS-DY\" target=\"_blank\">nella seconda parte del video<\/a>\u00a0venga mostrato come anche la testa dell&#8217;animale, ormai separata dal corpo e gettata nel lavandino, continui a muovere le branchie e la bocca, bench\u00e9\u00a0in modo appena percettibile dall&#8217;occhio umano. Un mero riflesso <em>post-mortem<\/em>, poco ma sicuro.\u00a0Gi\u00e0 la coscienza era svanita, mentre l&#8217;anima di questo abitatore del profondo, immortale nello spirito se non nelle sue pinne, faceva il suo\u00a0ritorno alla citt\u00e0 sommersa di\u00a0Y&#8217;ha-nthlei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guarda! &#8220;Non ha pi\u00f9 la testa&#8221; &#8211; He ain&#8217;t got no head! e poi &#8220;Non c&#8217;\u00e8 niente dentro!&#8221; &#8211; He aint&#8217; got no GUTS! Neanche l&#8217;ombra di un singolo organo residuo, niente che possa permettergli di mantenersi vivido e in salute. Tutto il sangue se n&#8217;\u00e8 andato via. Questo non \u00e8 pi\u00f9 &#8220;un&#8221; pesce, ma &#8230; <a title=\"Il pesce che doveva essere morto\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17731\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il pesce che doveva essere morto\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[292,163,162,311,46,249,399],"class_list":["post-17731","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-cibo","tag-cina","tag-cucina","tag-gastronomia","tag-giappone","tag-mare","tag-pesci"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17731","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17731"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17731\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17735,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17731\/revisions\/17735"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17731"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17731"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17731"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}