{"id":17708,"date":"2015-07-12T08:05:59","date_gmt":"2015-07-12T06:05:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17708"},"modified":"2015-07-12T08:05:59","modified_gmt":"2015-07-12T06:05:59","slug":"come-danzano-gli-uccelli-per-mangiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17708","title":{"rendered":"Come danzano gli uccelli per mangiare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=z-6l-905zD0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17709\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17711\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Tiptap-Gull-500x313.jpg\" alt=\"Tiptap Gull\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Tiptap-Gull-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Tiptap-Gull.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho conosciuto Fred presso la coste sabbiose del Ceredigion, nella tiepida New Quay. Dove persino le correnti fredde provenienti dall\u2019Oceano Atlantico, con il carico consueto d\u2019astio ed animosit\u00e0, altro non possono che infrangersi contro gli scogli dell\u2019ospitalit\u00e0 gallese, il convivio celtico e la voglia di far festa ad ogni ora. \u00a0Lui era un tipo bianco e grigio, piccolino, con i piedi grossi e vistosamente palmati. All\u2019epoca, la sua unica espressione artistica era un canto penetrante e alquanto primitivo, squillante all\u2019alba per segnare il territorio: GAAWK, SQUAAKW, faceva lui. Talvolta, i suoi vicini e parenti si univano alla compagnia. Generando una specie di concerto, allegro se non propriamente variegato, in grado di allietarci un cacofonico risveglio. Ma Fred, ah! Lui non era come gli altri, questo ebbi a capirlo quasi subito. La prima volta, pioveva leggermente, cos\u00ec gi\u00e0 stavo mettendo il cane in macchina, quando un frusc\u00eco tra gli alberi port\u00f2 il mio sguardo verso l\u2019entroterra. Lui era l\u00ec, da solo, il becco giallo aperto eppure senza suono a disturbare un simile momento. Volt\u00f2 la sua testolina prima a destra, poi a sinistra, gli occhi gialli e ostili per definizione, eppure non rapaci, n\u00e9 crudeli. Mi scrutava per capire cosa fossi. \u201cUu-mano, duee-mani, noo-pani\u201d immaginai che mi dicesse, poi chiusi lo sportello ed inventai quel nome, riecheggiante dello spirito umido di una distante terra senza nome. Fred, l\u2019ambasciatore pennuto in Gran Bretagna. Fred, il ballerino che proviene da lontano. Non che fosse, gi\u00e0 a quei tempi, in grado di dare un senso a quello che facesse. Come i suoi cugini della costa, nonch\u00e9 gli antenati comuni da generazioni imm\u00e8mori, lui batteva i piedi sulla sabbia di riflesso, senza ritmo n\u00e9 ricerca musicale. Lo scoprii due giorni dopo, verso la met\u00e0 di un\u2019escursione mattutina, di questa vacanza destinata a rimanere nella storia. Oliver il Labrador, come al solito bagnato, masticava il suo bastone quietamente. Temporaneamente stanco per il triathlon canino (corsa, nuoto, riporto) dapprima non ud\u00ec quel suono sussurrante (tapatapatap) poi sempre pi\u00f9 forte (TAP-TAP-TAP) n\u00e9 vide il risultato di un tale spettacolo, l\u2019uccello dietro la duna. Che sia alzava in volo, lo spettacolo finito, con il verme che pendeva dal suo becco, a m\u00f2 di mortadella delle polverose circostanze.<br \/>\nQuella sera, non riuscii a pensare ad altro. Gi\u00f9 al pub con i ragazzi, dopo la quarta birra, il cugino della locandiera se ne stava un po\u2019 in disparte: \u201cJon, ho una t-omanta pel pte?!\u201d Il mio accento australiano si sentiva appena: \u201cMa porqua, i gabbiani batpono le zannpte per cac-ciare?\u201d Dopo uno sguardo all\u2019interlocutore, mi pentii subito di aver posto la domanda. Il pescatore di mezza et\u00e0, la barba incolta, l\u2019abito sgualcito, era evidentemente ubriaco fradicio e pensava gi\u00e0 al domani. Ebbi modo di contare per uno, due, tre secondi, mentre la sua espressione virava dal sorpreso al concentrato, poi si fece all\u2019improvviso del tutto neutrale. \u201cVedi amico, normalmente non lo fanno.\u201d Il tono era didascalico, la struttura della locuzione semplice e oxfordiana: \u201cIl Larus hyperboreus \u00e8 un uccello fortemente opportunista, che di preferenza si mostra abituato a cacciare molluschi, artropodi e i piccoli pesci dei fondali sabbiosi. Talvolta \u00e8 solito battere le conchiglie contro il duro degli scogli, per poterne suggere l\u2019amaro contenuto. Soltanto in un caso \u00e8 solito battere a terra per riuscire a procacciarsi il cibo&#8230;\u201d [Un breve rutto interruppe la disquisizione] \u201cQuando \u00e8 innamorato. O come dicono i miei es\u00ecmi colleghi &#8212; Quello scassaboline del dannato cielo (Ar, ar, ar!) \u2013Ha un debole per te.\u201d Gulp! \u201cFattene una ragione.\u201d Quindi l\u2019ubriaco, all\u2019improvviso, cadde addormentato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_17710\" aria-describedby=\"caption-attachment-17710\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=q14cig6vCXc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-17710\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17710 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Pizza-Crow-500x313.jpg\" alt=\"Pizza Crow\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Pizza-Crow-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Pizza-Crow.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17710\" class=\"wp-caption-text\">Gli uccelli al di sopra di una certa massa, quindi con materia cerebrale in proporzione, sono sempre degli astuti predatori. Qui possiamo osservare un corvo alle prese con la sua preda pi\u00f9 pericolosa, l\u2019orribile cartone della pizza. Chi mai la spunter\u00e0, per stavolta e per tutte quelle future?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritornai quella domenica, lasciando l\u2019auto pi\u00f9 lontano. Attraversata la strada sterrata ad uso agricolo della vicina fattoria, slegai finalmente Oliver, lasciando che corresse in spiaggia per gettarsi a mare, rotolarsi nel caos, sporcarsi orribilmente e scavare un luogo ameno in cui adagiarsi a filosofeggiare. L\u2019aria, nonostante fosse pressappoco l\u2019alba, era gi\u00e0 infusa di un tiepido senso estivo, mentre il solito concerto risuonava in lontananza. Mi sedetti in prossimit\u00e0 della riva, il sacchetto di carta accanto a me. Da l\u00ec dentro, tirai fuori il pane scuro appena preso dal fornaio del borgo, caldo ed invitante. Feci appena in tempo a dare il primo morso, che il cane si era come teletrasportato dietro a me, ardente di zelo, mentre una strana corrente parve percuotere il volo dei gabbiani in lontananza, fin troppo pronti a virare verso la distante fonte di quel pasto d\u2019occasione. In pochi minuti, inizi\u00f2 un tira e molla vagamente preoccupante: i candidi uccelli saltellanti e spaventati solo fino a un certo punto, che tentavano di appropinquarsi, mentre Oliver ringhiava minaccioso. Diedi un altro morso furibondo \u201cSci\u00f2! Via, go away!\u201d Tuonai, per farmi il vuoto attorno. In un turbine d\u2019ali battenti, i bipedi pennuti si alzarono svogliati in volo. Ne frattempo l\u2019amico a quattro zampe, cos\u00ec angelico e con la lingua parzialmente di fuori, stava l\u00ec seduto, fissandomi adorante. \u201cYou&#8230;BAD DOG! Chill out sometimes&#8230;\u201d Ma i suoi occhioni languidi ferirono il mio cuore. Cos\u00ec mangiammo assieme l\u2019ultimo boccone.<br \/>\nDi ritorno un paio d\u2019ore dopo (in mezzo alla natura, il tempo a volte vola) incontrammo Fred. Lui era immobile, sul sentiero. Il cane incerto sul come reagire. Io lo guardavo, lui mi fissava, la situazione poteva evolversi in diversi modi. Guardai nella borsa, dove rimanevano le briciole di quella colazione. Ne presi qualcuna, il gabbiano fece una piccola piroetta. Sembrava quasi che&#8230;\u201dOh my!\u201d Danza, dissi allora. E lu\u00ec batt\u00e8 quei piedi. Danza, uccello! TAP-TAP-TAP, taptataptaptap \u201cAssurdo!\u201d Un\u2019altra manciata, gettata al suo indirizzo. Il gabbiano beccava freneticamente, il cane non sapeva cosa fare. \u201cBalla come fossi a Broadway, ali di argentovivo!\u201d E lui lo fece, mentre Oliver distante mugolava, anche lui travolto da un simile spettacolo del tutto senza precedenti. Il mio unico pensiero era alla sera successiva, laggi\u00f9 al pub: \u201cNessuno mi creder\u00e0 mai&#8230;\u201d Sussurrai pensoso fra me e me. Gi\u00e0 le nubi si addensavano ne cielo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_17709\" aria-describedby=\"caption-attachment-17709\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=f28HpsEVWu8\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17709 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Tweety-Meal-500x313.jpg\" alt=\"Tweety Meal\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Tweety-Meal-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2015\/07\/Tweety-Meal.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17709\" class=\"wp-caption-text\">Questo \u00e8 probabilmente uno dei video migliori di Caryotagigas, l\u2019ornitologo (o semplice amante dei pennuti?) Australiano di YouTube. Dopo una lunga ed approfondita analisi, sono giunto alla conclusione che non ci sia alcuna correlazione effettiva con la sequenza gallese. Ma la fantasia&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto mi sbagliavo! Non soltanto Jon mi prese subito sul serio, ma tir\u00f2 fuori il suo pristino iPhone 6, straniante contrasto con l\u2019aspetto truce dellla sua tenuta. \u201cAh si, il gabbiano danzante. \u00c8 una vecchia, vecchia storia. TE LO RICORDI IL VECCHIO STEVENSON, ABBY?\u201d AHOY! Fece la loncadiera. \u201cSe me lo ricordo! Quella canaglia ha fatto centro con la lotteria di stato. Disse che un passero gli aveva sussurrato dove andare a prendere il biglietto. Disse che, testuali parole, gli uccelli sanno sempre tutto ma non parlano senza&#8230;L\u2019amore. Ah, ah, ah, diceva tante cose. Chiss\u00e0 che aveva in quella zucca vuota!\u201d Io feci l\u2019acceno di un sorriso, mentre il pescatore mi scrutava attentamente. Non ho mai dimenticato l\u2019intensit\u00e0 di quell\u2019espressione, che portai con me, al termine di quell\u2019indimenticabile vacanza.<br \/>\nVero, Oliver? \u201cSi padrone uu-mano, quando usciamo?\u201d Presto, Oliver. Aspetta solo due minuti: \u201cO-kappa, wof!\u201d La vasta porta finestra del balcone nella mia bella casa di periferia, a pochi minuti dal centro di Melbourne, si spalancava verso il solito caos pomeridiano. C\u2019erano tutti: Freddy, George e Lilly i kookaburra, la loro risata quasi scimmiesca e sempre carica d\u2019aspettativa. \u201cNiente salsicce per voi oggi, dannati ladroni!\u201d Orry e Tacos le (ra)gazze, fin troppo pronte a raccontarmi delle loro ultime orrende malefatte. \u201cCRAA, dacci da mangiare! CRAA-\u201d Era venuto persino Yegol, il silenzioso uccello macellaio d\u2019Oceania (Genus: Craticus) che in genere bastava a se stesso, con le sue sinistre dispense d\u2019insetti e topolini, profondamente infissi sulle spine di un qualche vicino rampicante. Era insomma, la solit\u00e0 ora del t\u00e9 d\u2019Australia, per lo meno da quando avevo acquisito l\u2019eloquenza di tutto ci\u00f2 che vola, cammina o striscia, toccato mio malgrado sotto l\u2019ombra dei Menhir gallesi.<br \/>\nSe non che, sull\u2019altro lato dello spiazzo del parcheggio, non comparve una scintilla d\u2019oro. Era un gabbiano, o almeno lo sembrava, con due code lunghe come quelle di un pavone. Sulla testa una corona con il simbolo del dollaro, il becco aperto in un silenzioso richiamo. I suoi piedi battevano sul suolo in modo sequenziale. Il cane Oliver parl\u00f2: \u201cPadrone, non per disturbarti, ma quello \u00e8 chiaramente codice Morse. Adesso, scrivi\u201d Carta e penna erano gi\u00e0 sul tavolino, sebbene ancora umide dei suoi labbroni. \u201cPunto-linea-punto-STOP-punto&#8230;\u201d Scrivi! L\u2019inchiostro lasciava il segno nero sulla carta \u201c5-18-20-42\u201d Scrivi come fossi Nostradamus delle cifre fortunate, wof! CRAA, CRAA! \u201cNessuno mi creder\u00e0 mai&#8230;\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho conosciuto Fred presso la coste sabbiose del Ceredigion, nella tiepida New Quay. Dove persino le correnti fredde provenienti dall\u2019Oceano Atlantico, con il carico consueto d\u2019astio ed animosit\u00e0, altro non possono che infrangersi contro gli scogli dell\u2019ospitalit\u00e0 gallese, il convivio celtico e la voglia di far festa ad ogni ora. \u00a0Lui era un tipo bianco &#8230; <a title=\"Come danzano gli uccelli per mangiare\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=17708\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Come danzano gli uccelli per mangiare\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,315,549,1057,1060,1058,132,1059,277],"class_list":["post-17708","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-australia","tag-corvi","tag-gabbiani","tag-galles","tag-gazze","tag-inghilterra","tag-kookaburra","tag-uccelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17708","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17708"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17708\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17713,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17708\/revisions\/17713"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17708"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17708"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17708"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}